Il sogno di Vitruvio – L’arte del costruire da Fano al mondo
È notizia proprio di questi giorni la riscoperta della basilica costruita dal romano Marco Vitruvio Pollione nella sua natìa Fano, in provincia di Pesaro Urbino. Forse non a tutti è chiara la portata dell’evento: la basilica vitruviana è un edificio a uso civile misto costruito pochi decenni prima della nascita di Cristo e descritto dall’autore nel suo celebre trattato De architectura, testo ampiamente considerato alla base del Rinascimento, dell’architettura europea, del pensiero umanistico e in generale dell’intera cultura occidentale da almeno sei secoli.
Oltre a essere stato un exemplum di impareggiabile diffusione mondiale e ad aver fissato il canone proporzionale seguito da innumerevoli costruttori, l’eccezionalità dell’edificio deriva anche dal fatto che per oltre un millennio se n’erano perse completamente le tracce: dopo la sua costruzione è rimasto in uso per qualche tempo, poi l’evoluzione medioevale del borgo di Fano ha inglobato e cancellato le sue mura e il suo ricordo fino al XV secolo d.C., quando i letterati umanisti che avevano letto il De architectura cominciarono a cercarne i resti, infruttuosamente, e altrettanto infruttuosamente scavarono fino al XX secolo qua e là per Fano numerosi studiosi e archeologi alla ricerca della basilica perduta. In seguito ai lavori di riqualificazione di piazza Andrea Costa iniziati due anni fa, però, cominciarono a spuntare dal terreno tracce murarie sospette che corrispondevano in tutto e per tutto alla descrizione (solo testuale) che ne fa Vitruvio nel suo trattato: scavi di controllo hanno confermato che è proprio la basilica, e oggi possiamo finalmente proclamare conclusa questa caccia al tesoro plurisecolare.

Alla luce di questa esaltante riscoperta, e in ottemperanza alla mission della nostra associazione culturale, ci pare opportuno riprendere dallo scaffale e rileggere il volume Il sogno di Vitruvio, scritto & disegnato da Michele Petrucci e pubblicato da saldaPress nel 2021 nella sua bella collana di cartonati Maèstro.
Petrucci è fanese e dunque non poteva esserci autore migliore per introdurre il concittadino Vitruvio al pubblico dei lettori di fumetti, che dev’essere stata l’idea comunicativa del CSV – Centro studi vitruviani, molto attivo in città dal 2010 per lo studio, la ricerca e, appunto, la comunicazione dell’eredità culturale del grande maestro nonché ente promotore di questo volume.
Il libro è diviso in due parti, la prima con una storia a fumetti di Petrucci da 56 tavole, e la seconda con un breve ma interessante saggio di Daniela Amadei del CSV, illustrato sempre da Petrucci, che spiega in maniera molto semplice l’importanza cruciale di Vitruvio e della sua influenza plurimillenaria anche ai non conoscitori di architettura.
Il fumetto di Petrucci usa un espediente narrativo molto rodato, ma non per questo da disprezzare, che è quello del sogno del protagonista (da qui il titolo del volume): Livio è uno studente universitario di architettura che di giorno si divide fra le ricerche vitruviane a Fano e i dissidi familiari col padre che non approva la sua scelta accademica, mentre di notte ha strani sogni farmacoindotti che lo portano a incontrare personaggi di vari luoghi ed epoche, ma tutti connessi col mito vitruviano.
I tre livelli narrativi si intervallano fra di loro in maniera indipendente, senza veramente intersecarsi nella narrazione, almeno fino al finale in cui Livio ha una sorta di crisi nervosa identitaria e carnascialesca in cui i suoi tre temi convergono e da cui riemergerà più sobrio nella solidità mentale, più consapevole dell’utilità dei rapporti umani, e anche più conscio del valore della bellezza. In questo senso il fumetto di Petrucci unisce una parte più didattica e realistica (in particolare nelle scene dei sogni dove rivede Vitruvio, Leonardo, Palladio e Le Corbusier) a una più psicologica e fantastica, una soluzione insieme interessante e facile da leggere, win-win.

L’aspetto grafico è piuttosto gentile e anche questo di facile lettura, con tavole organizzate in maniera molto semplice e disegnate, anzi dipinte con tratto morbido e uso bilanciato di inchiostro nero e acquerello terreo su carta apposita (di cui affiora la filigrana anche nella pagina stampata, soprattutto nelle parti più scure e cromaticamente omogenee). Il design dei personaggi è più elementare nelle parti contemporanee (forse anche per suggerire universalità e riconoscibilità del lettore nei protagonisti) e più studiato nelle parti storiche, in cui si ripropongono in maniera riconoscibile le fattezze di personaggi del passato. Anche in questo il fumetto, pur senza particolari esplosioni creative, svolge bene il suo lavoro e si fa leggere in scioltezza.
Un aspetto peculiare del fumetto è la presenza enigmatica ma continuativa degli uccelli che, come testimoni dall’altro (divini?), seguono le vicende di Livio e dei personaggi storici dalla prima all’ultima vignetta, letteralmente: oltre ad avere un uccello in copertina (con vista a volo d’uccello), il fumetto si apre e si chiude infatti con un pettirosso, che rispunta qua e là in vari momenti, e durante la storia si incontrano anche uno storno e maschere ornitologiche col becco (come i medici della peste); viene anche in mente, a questo proposito, il celebre nibbio rimembrato da Leonardo da Vinci e studiato da Sigmund Freud. Quella degli uccelli è una soluzione che potrebbe essere stata ideata da Petrucci per motivi di continuità o forse con intenti simbolici o forse solo per una sua predilezione personale, ma comunque intriga il lettore.
In conclusione, Il sogno di Vitruvio è un volume onesto, senza altissime pretese narrative o artistiche, ma che nella sua semplicità (non semplicisticità) riesce pienamente nel suo scopo, ovvero dare un’infarinatura sulla storia del De architectura e a far intuire al lettore, e soprattutto al lettore non addentro alla questione, l’importanza di Vitruvio nella storia del pensiero occidentale. Chi ancora non ha capito il valore immenso di quello che è stato scoperto sotto piazza Andrea Costa a Fano adesso non ha più scuse: con il volume di Petrucci ha un’ottimo entry level per colmare questa lacuna.
Titolo: Il sogno di Vitruvio
Testo e disegni: Michele Petrucci; a cura del Centro studi vitruviani, con una postfazione di Daniela Amadei
Editore: saldaPress, collana Maèstro
Data di pubblicazione: 25 novembre 2021
Lunghezza: 72 pagine
Dimensioni: 19,0×27,5 cm
Volume: cartonato, colori
ISBN: 978-88-6919-945-5
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