Recensioni

Guglielmo Marconi. Il racconto dell’invenzione della radio

E il marconista sulla sua torre,
le lunghe dita celesti nell’aria,
trasmetteva saluti e speranze
per questa crociera straordinaria,
e riceveva messaggi d’auguri
in quasi tutte le lingue del mondo,
comunicava tra Vienna e Chicago
in poco meno di un secondo.

Francesco de Gregori, Titanic

Guglielmo Marconi è stato molte cose: inventore, imprenditore, politico, fascista, antifascista, nobile e anche ispirazione per nomi di luoghi e neologismi (il marconista, appunto).

Questo agile libretto, piccolo di dimensioni e limitato nel numero di pagine, non vuole parlarci del personaggio a tutto tondo, ma mostrarci in sostanza come tra il 1894 e il 1895 abbia portato a termine i primi esperimenti per la trasmissione di segnali senza fili.

Il lavoro parte dall’esperienza londinese di una giovane sassese (abitante di Sasso Marconi) che trova tantissimi riferimenti nella Bodleian Library, e del suo racconto alla sorella, che viene poi incentrato su alcuni limitati aspetti ed episodi della vita di Guglielmo Marconi, che è invece stata davvero ricchissima di eventi e di connessioni internazionali.

Alcuni aneddoti sono appena accennati, come la vita da bambino in cui è stato spinto al biliguismo e alla musica dai genitori, o i soggiorni in giro per l’Europa fin dalla tenera età, o le diverse città italiane in cui ha soggiornato arrivando fino alla maggiore età, coincisa con il primo grande successo sperimentale dei suoi esperimenti di trasmissione.

A volte con una sola battuta vengono tratteggiati in modo rapido gli avvenimenti che lo hanno portato all’età in cui ha terminato la primissima versione della sua invenzione: la salute cagionevole, la madre irlandese, la passione per la musica, la natura di autodidatta.

Allo stesso modo vengono rapidamente presentate, direttamente o indirettamente, le persone che hanno instradato Guglielmo alla conoscenza dell’elettrotecnica, in particolare il professor Vincenzo Rosa del Liceo Niccolini di Livorno e il più noto professor Augusto Righi dell’Università di Bologna, insieme ai familiari e ai due lavoranti della tenuta di Villa Griffone (che si trova proprio a Sasso Marconi, il cui toponimo dal 1938 contiene il nome del grande inventore).

La storia quindi è semplice, e anche la sceneggiatura: ottanta tavole con una struttura molto lineare e leggibile da tutti. Laura Tenorini infatti ha già lavorato su opere per bambini e ragazzi, già altre volte in collaborazione con Mirka Ruggeri, che abbiamo già incontrato in passato su Canale Mussolini, di cui abbiamo anche parlato su queste pagine.

La parte grafica è parimenti molto lineare, semplice.

Colpiscono moltissimo gli occhi, che per praticamente tutti i personaggi sono azzurrissimi o comunque chiari, probabilmente con intenti simbolici per rappresentare una sorta di vaticinio del futuro. In effetti l’atmosfera è in generale piuttosto aulica, con il prevalere di colori chiari e freschi, più che freddi. Danno un senso di algida memoria, sottolineando più la parte di “cronaca” che l’emotività del percorso.

Il disegno è al limite della ligne claire, anche se qualche ombra si vede: il tratto è molto pulito, netto, senza fronzoli, adatto alla lettura anche per i più piccoli, ma attento, ad esempio, nello schematizzare correttamente come sono state costruite le apparecchiature, o nelle pagine che contengono i riferimenti scientifici.

L’opera è adatta a tutti, ma soprattutto ai ragazzi, motivo per cui il titolo fa riferimento al Marconi ragazzo, che già in età giovanile aveva sviluppato le sue grandi passioni e ha ottenuto i primi grandi risultati, poi specializzati e realizzati nel corso di tutta la sua vita. Non è un caso che il racconto avvenga attraverso una videochiamata tra due giovani sorelle: si sottolinea così in modo particolare come gli strumenti di cui i giovani fanno così grande uso oggi siano anche frutto dell’intuito e della voglia di loro coetanei che, vissuti oltre un secolo fa, hanno messo tanta passione nello studio e nell’inventare cose nuove, con una capacità immaginativa che quegli stessi strumenti oggi stanno un po’ minando. E anche per riconoscere, un po’ patriotticamente, la visionarietà e il contributo italiano ai grandi sviluppi tecnici dello scorso secolo.

Speriamo dunque che sia di ispirazione ai più giovani, ma anche serva a capire che non è indispensabile avere un titolo di studio, anche se poi Marconi ricevette ben sedici lauree honoris causa, ma una passione folgorante e una volontà di ferro nello studio e nell’applicazione, con le quali si può arrivare a vette altissime.

Lo scopo del volume infatti non è quello di stilare una biografia dettagliata, ma di proporre il solo episodio della prima vera prova della trasmissione senza fili, praticamente il colpo di fucile di Tonino che ha formalmente dato il via alle comunicazioni radio.

In collaborazione con il Museo Marconi, che compare direttamente nelle pagine finali del libro, insieme a una cronologia essenziale ma completa della vita di Marconi, e la cui direttrice, Barbara Valotti, ha scritto la prefazione, il libro è uscito nel 2024, anno in cui sono ricorsi i 150 anni dalla nascita del ragazzo che fece parlare il mondo.

P.S.: a Lucca Comics & Games 2025, dove abbiamo intervistato un editor della casa editrice, le copie erano autografate dalle autrici.


Titolo: Guglielmo Marconi. Il ragazzo che fece parlare il mondo
T
esti: Laura Tenorini
Disegni e copertina: Mirka Ruggieri
Editore: Tunué, collana Kids
Data di uscita: 19/04/2024
Formato: 96 pagine, cartonato, 14,0 × 20,5 cm
Prezzo di copertina: €14.50
ISBN: 97-88-86790643-7

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Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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