Recensioni

Tre colpi secchi. Don Cuba e il suo antifascismo

«Valgo quanto amo».

Don Danilo Cubattoli «ha segnato profondamente la vita religiosa e sociale del Novecento». Così scriveva il sito di TV2000 proprio qualche giorno fa, presentando un documentario che racconta la vita del sacerdote fiorentino.

In realtà il volume Tre colpi sescchi, di Bojola e Fontanelli, non è una biografia completa, ma si concentra su un brevissimo periodo della vita di Don Cuba, che ancora non era don, tra il 1943 e il 1944. Danilo è diventato prete solo nel 1948, ma già durante la guerra ha cominciato a dedicarsi ai poveri e a quelli socialmente più emarginati, che fossero i carcerati o gli ebrei. Collaborando a far fuggire e a nascondere diverse persone, compreso Giorgio La Pira.

I tre colpi secchi del titolo sono proprio il segnale che veniva usato dal Cuba e dagli altri del suo gruppo per comunicare con sei bambini ebrei che tenevano nascosti nell’incavo di una cucina prima e di altre stanze poi.

Spostandosi da Tregole a San Donato, poi a Impruneta, nella provincia toscana tra Firenze e Siena per nascondere i sei piccoli da fascisti e nazisti, passando per la Val d’Elsa, fino all’incontro con i militari americani a Vada sulla strada per Rosignano.

Il libro racconta la storia di questa fuga, contestualizzandola nella Toscana occupata dopo l’8 settembre. Pochi mesi, senza eventi particolari, con un racconto probabilmente simile a tante altre storie di fughe e nascondigli, segnali e paura. Di fuggiaschi impauriti e di antifascisti, tanto incerti quanto attenti.

Una storia, come abbiamo detto in tante altre recensioni, che, pur sembrando insignificante, in realtà costruisce la Storia. In questo caso un preludio alla vita da sacerdote di don Danilo. Una vita piena di carità, amore e attenzione al prossimo, con altri modi rispetto al suo compagno di seminario, Lorenzo Milani.

Un preludio certamente romanzato ma che in fondo racconta eventi quasi quotidiani per quei tempi, anche se assolutamente speciali se visti in senso assoluto (e speriamo che lo restino…).

Come l’impresa di portare al sicuro un gruppo di bambini con una serie di trucchi e sotterfugi, costruendo la figura di don Danilo (che viene poi ripresa abbondantemente nel redazionale alla fine della storia). In fondo lo sappiamo che c’è il lieto fine, se no don Cuba non avrebbe potuto fare tutto quello che ha fatto, ma Bojola è bravo a incrociare i personaggi che compaiono, dandogli uno spessore interessante. E non solo quelli principali, ma portando in primo piano anche alcuni che sono secondari, o addirittura negativi, come il poliziotto fascista che però decide da che parte stare.

I disegni di Niccolò Fontanelli sono molto realistici e ben curati. Forse non del tutto convincenti nella colorazione, ma più che una precisa critica questa mancanza è stata una sensazione che è rimasta durante tutta la lettura. Ovviamente la guerra offusca un po’ tutto, quindi anche i colori sono, specie per un fumetto proposto in stile realistico come questo, fuligginosi e un po’ ovattati.

Nella storia, invece, ho trovato passaggi estremamente interessanti e adulti, alternati con momenti più leggeri, che si ripercuotono anche nella parte grafica.

Questo alternarsi può essere da una parte un grande punto a favore, perché i momenti più ironici possono stemperare un clima che è quello dei nascondigli, pieni della tensione di essere trovati e deportati, o di chi nasconde, che rischia ogni momento di tradirsi e di tradire chi si fida.

Dall’altra parte però, a volte spiazza un po’: anche se credo che questo alternarsi di tensione e lieve umorismo fosse un fattore esistente nella quotidianità di quelle persone. Certamente in quella di persone come don Cuba, che dovevano portare sulle spalle un fardello pesante, ma con il sorriso del Vangelo. Infatti lo abbiamo spesso visto in tanti volti e nelle storie di coloro che hanno lottato senza quartiere contro la dittatura e la cattiveria senza perdere la tenerezza e il sorriso.

Per quanto riguarda la grafica, in generale, mi sembra di poter dire che è a servizio della storia e dei personaggi. Ci sono delle trovate, come gabbie un po’ fuori dagli schemi, ma senza mai esagerare.

Alcune vignette hanno inquadrature e costruzioni insolite, e anche talvolta la griglia delle pagine è meno canonica, ma è sempre tutto funzionale alla storia, e serve magari a rallentare un po’ il ritmo della lettura per creare un po’ di suspense, oppure a far tirare il fiato al lettore.

Un fumetto che mancava, per raccontare un altro personaggio non certo secondario di quella Toscana che spesso Kleiner Flug ha avuto come scenografia per le sue storie. Un altro tassello per raccontare la storia di tanti che, cresciuti durante il fascismo, lo hanno respinto e, per contrasto, si sono costruiti vite fatte di attenzione per gli altri, per la cultura e per la società.

Persone di grande carattere, la cui forza non ha impedito di lasciar spazio a chi avevano intorno.


Titolo: Tre colpi secchi
Testi
: Federico Bojola
Disegni e chine: Niccolò Fontanelli
Editore: Kleiner Flug
Formato: 96 pagine, brossurato, 17×24 cm
Data di pubblicazione: 6 marzo 2026
Prezzo di copertina: €18
ISBN: 9788896064917

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Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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