Comics&Science: The Humanitas University Issue – Simulare la medicina

The Humanitas University è una università internazionale con sede a Milano dedicata alle scienze della vita, con corsi di laurea in Medicina e in tutte le professioni connesse, compresi percorsi di PhD e ricerca avanzata.
L’idea è nata circa 35 anni fa, poi 30 anni fa è nato l’Ospedale Humanitas a Rozzano e nel 2014 l’Università.
Nonostante sia un istituto privato, porta avanti progetti di ricerca di livello altissimo attirando studenti e ricercatori da tutto il mondo.
Per questo Comics&Science ha prodotto questo numero speciale, in collaborazione anche con la SIMMED, Società Italiana di Simulazione in Medicina: perché nelle simulazioni diventa sempre più importante anche la relazione con il paziente, come lo è nella realtà, ma spesso i giovani medici sono meno abituati proprio a questo fattore.
Una tecnica diagnostica o operatoria si impara e si simula più facilmente rispetto al modo giusto di incrociare uno sguardo o alle parole giuste da dire a chi, in quel momento, è terrorizzato ma si fida del suo dottore e da lui vorrebbe conforto.
Questo numero speciale di Comics&Science è stato scritto da Diego Cajelli e disegnato da Andrea Scoppetta, ormai due veterani della collana: ho avuto il piacere di intervistare quest’anno a Lucca proprio quest’ultimo, presso il Comics&Science Off.
Il protagonista di quest’opera è un manichino per esercitazioni; già oggi i manichini per le simulazioni di massaggio cardiaco sono sempre più sofisticati, e ormai si attinge a piene mani alla realtà virtuale e all’intelligenza artificiale. Chiunque di noi abbia fatto un corso di primo soccorso ha avuto a che fare con Resusci Anne e i suoi eredi.

Ma dagli anni ’60 del secolo scorso tantissima strada è stata fatta, e la tecnologia cresce anche in questo settore, fino a far acquisire una coscienza a un manichino? Per ora ci piace pensare di no, però l’attenzione e l’empatia possono salvare, anche se le impariamo attraverso una simulazione.

Spesso infatti è più semplice empatizzare con un oggetto inanimato, che non può rispondere o criticare, ma già immaginarlo come una persona aiuta ad abituarsi ad affrontare i pazienti reali (che sono più complicati delle macchine, a causa del chip emozionale).
Se in futuro i manichini diventeranno come Alter, e poi sempre più sofisticati, fin quasi a diventare senzienti, sarà ancora giusto utilizzarli per le simulazioni? Non si porrà forse lo stesso problema che abbiamo oggi con le sperimentazioni sugli animali, che infatti in larga parte stiamo abbandonando, e che non sono usate tanto più in medicina quanto nell’industria dei cosmetici?
La biologia ci sta dicendo che le relazioni biologiche ma anche senzienti tra gli esseri viventi sono molto più complesse di quanto pensavamo anche solo pochi anni fa. Ma spesso noi uomini fatichiamo anche nelle relazioni macroscopiche fra noi, e in periodi come questo, in cui le guerre e l’economia “vincono”, le relazioni di base sembrano perdersi; e anche l’interesse perché la vita di tutti sia migliore.
La relazione con chi soffre non può esaurirsi così, non può dipendere dalla nazionalità o dal colore della pelle e quindi diventa indispensabile impararlo.
La storia scritta da Cajelli è proprio quella vissuta da un simulatore che fra qualche anno sarà “in servizio” presso la Humanitas e che sarà in grado di leggere le motivazioni degli studenti e dei docenti nel prendersi cura delle persone per poi “andare in pensione”, mantenendo però questa empatia e questa capacità di percepire sensazioni ed emozioni.
Aiutando la generazione successiva di supporti tecnici a “capire” gli uomini.
Quindi la fragilità è una funzione inutile?
Ma non lo è dal punto di vista degli umani. Loro tremano, sudano, si spezzano, eppure… continuano a provarci. Ed è per questo motivo che vale la pena di imparare anche la loro fragilità
I disegni di Scoppetta sono quelli che ci si aspetta in una storia il cui protagonista è un essere artificiale, anche se senziente. Lo schema delle pagine è estremamente regolare, i disegni puliti e con pochi fronzoli.
Le vignette sono a tutta pagina in realtà salvo in quattro casi, sulle sessantaquattro righe totali, escludendo ovviamente la pagina intera iniziale.
Lo standard è di tre o quattro righe per pagina, con uno schema che si alterna in modo abbastanza regolare. L’unica cosa che esce dallo schema sono le didascalie gialle che in realtà sono i pensieri di Alter, che è appunto fuori dagli schemi.
Nella parte redazionale, docenti e medici della struttura Humanitas affrontano appunto i temi della simulazione in medicina e come curare sia non più solo cercare una cura per uno stato di malattia, ma sia sempre più un prendersi cura della persona nella sua totalità. Questo non necessariamente vuol dire avere una visione meno scientifica od olistica in modo negativo.
Questa interconnessione forte tra le parti è necessaria per capire che in effetti ciascuno di noi è una macchina termodinamica ma anche un sistema biologico complesso, in cui le relazioni contano. All’interno e verso fuori.
Ecco perché forse un Alter non ci sarà…
Comics&Science The Humanitas University Issue
Editore CNR Edizioni – www.edizioni.cnr.it
In collaborazione con Humanitas University
A cura di Roberto Natalini, Andrea Plazzi
Formato 16,8×24 cm, 32 pagine spillato, colore
ISBN 978-88-8080-770-4
Data di uscita Ottobre 2025
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