Lo sguardo sull’invisibile: i ragazzi di via Panisperna, visti da vicino
Attualmente la palazzina di via Panisperna 89 è la sede del Museo Enrico Fermi, e mantiene la memoria di un percorso e di momenti forse irripetibili nella storia della fisica italiana.
Poco meno di un secolo fa, però, quella palazzina con giardino era un laboratorio e anche la sede di un gruppo di persone di grande entusiasmo intellettuale.
Descriverli così, nel fumetto Lo sguardo sull’invisibile, attraverso gli occhi entusiasti di un ragazzo che condivideva con loro gli spazi della ricerca, abitando nella stessa palazzina, è un bel modo di far conoscere questo gruppo di persone.
Il volume non è un lavoro di sola divulgazione, anche se il soggetto è scritto con Fabrizio Coccetti, fisico del Centro Ricerche Enrico Fermi, a cui anche il Museo fa capo, ma una storia corale.
La parte fumettistica della scrittura è ad opera di Sigh, Simone Gabrielli. La parte grafica è invece opera di Alessandro Polelli ed Emiliano Tanzillo. Tutti e tre i professionisti del fumetto afferiscono come docenti alla Scuola Romana dei Fumetti.
In un vecchio articolo Alberto Saracco divideva i fumetti di divulgazione scientifica in due categorie: quelli che raccontano la scienza e quelli che ne raccontano la storia, spesso attraverso le biografie degli scienziati.
Questo volume non si colloca, mi pare di poter dire, in nessuna di queste due.
Si tratta infatti di un volume che descrive, magari idealizzandolo un po’, l’ambiente di via Panisperna 89, attraverso gli occhi di Mario, figlio della Lola, portinaia dello stabile che ospitava i laboratori.
Mario cresce durante la storia, da poco più che bambino ad adolescente in vista dell’esame di maturità, per poi ricomparire nella scena finale adulto e genitore.
In questo modo il lettore, specie se giovane e curioso, viene portato a identificarsi con il protagonista.
Inizialmente un monello secondo la madre, ma una mascotte per il gruppo di scienziati, talvolta anche un aiuto spicciolo: in realtà Mario non è sempre al centro della scena. Ovviamente ci sono alcune situazioni nella vita del gruppo di scienziati in cui Mario non è presente, uno fra tutti la vacanza della famiglia Fermi a San Martino di Castrozza nel 1938, in coincidenza con la proclamazione delle leggi razziali.
Il fumetto è quindi caratterizzato dal racconto, peraltro non esaustivo e composto solo da alcuni flash, degli anni di via Panisperna, e lascia aperti tanti sottintesi che possono incuriosire il lettore che non conosce i diversi aneddoti collegati al gruppo di giovani studiosi.

Viene così narrata l’origine della famosa foto del gruppo, misteriosamente priva di Bruno Pontecorvo, o si sentono i soprannomi che usavano tra loro, ma senza spiegarli né collegarli con i diversi personaggi. Si fa vedere la paraffina, ma la sua importanza per le scoperte è solo accennata, come è solo accennata la fisica che c’è dietro i lavori di via Panisperna e l’apparecchiatura in uso, o la solitudine di Majorana.

Completa la storia la presenza di Tina, da sempre amica (e non solo) di Mario, che sarà quella che maggiormente risentirà professionalmente dell’influenza di Fermi.
Dal punto di vista della storia si perde un po’, se non ci si fa caso, il passaggio dal Mario bambino con il maestro, all’adolescente negli anni del liceo, ma questa lacuna è anche un modo per invitare il lettore a capire in quale punto del volume avviene il cambiamento: si passa dalla spensieratezza totale a momenti più seri, dai calzoni corti all’abbigliamento da giovane uomo.
Il carattere dei personaggi, e anche il loro aspetto, è schizzato con pochi passaggi, tutti hanno un comune denominatore di allegria e goliardia, a parte Majorana, ma sono ben calati nella storia che vivono. Anche il momento del dramma delle leggi razziali viene un po’ addolcito dai colori e dallo stile del disegno, nonché dal design dei personaggi. Ma nei loro volti e nell’atmosfera si respirano gli eventi, anche nei colori pastello.
Graficamente anche, c’è una coerente morbidezza di fondo, che non sminuisce i momenti storicamente difficili che l’opera affronta. Tutto appare molto delicato, leggero, anche i colori, quasi mai netti e accesi. Come in un vecchio film o nelle foto di una volta. C’è sempre un effetto butterato che toglie un po’ di omogeneità al colore e dà un senso di passato, di distacco.
Mario è ovviamente il personaggio più dinamico, quello che su questo sfondo un po’ antico, spicca con i suoi capelli rossi e la dinamicità: le linee di movimento, le onomatopee sono quasi sempre legate a lui.

Per il resto le pagine presentano delle gabbie abbastanza regolari, con rarissime variazioni. Un paio di splash page e alcuni passaggi sottolineati da gabbie più particolari, con vignette quadrate o con sequenze prive di balloon, o ancora vignette che sbordano.
Per il resto, anche se le dimensioni e le proporzioni delle gabbie variano da pagina a pagina, seguendo un po’ le necessità degli avvenimenti, sono tutte rettangolari, spesso con le tre canoniche righe per pagina, anche se le variazioni sono diverse e numerose.
Nella breve biografia di Fermi in fondo al libro gli autori propongono una loro interpretazione grafica di alcune foto, alcune reali, altre in parte rivisitate
Un passaggio a volo d’angelo su una ventina d’anni tra molta umanità, un pizzico di storia d’Italia, un po’ di scienza, anche se senza troppi approfondimenti, e tante strizzate d’occhio ai giovani di tutte le età.
Un volume sicuramente godibile anche se non è certamente un lavoro di divulgazione in senso stretto.
Titolo: Lo sguardo sull’invisibile
Soggetto e sceneggiatura: Simone Gabrielli (Sigh), Fabrizio Coccetti
Disegni: Alessandro Polelli
Character Design e Colori: Emiliano Tanzillo
Pagine: 128
Caratteristiche: Cartonato, 16.8×24 cm, colore
Data di uscita: 25 agosto 2026
ISBN: 9788867908400
Prezzo di copertina: €16.50
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