Strange Rage di Giorgia Kelley – Manchester, expat e macchie nere al posto dei sogni

Strange Rage è un fumetto scritto e disegnato da Giorgia Kelley, al suo esordio, ed edito da Rizzoli Lizard.

Accade tutto in una notte in questo libro. Gloria e Anna sono a una festa qualsiasi, in una casa qualsiasi di ragazzi inglesi, in quel di Manchester. Sono due italiane all’estero, sono delle expat. Sono annoiate, insicure, segretamente piene di speranza. Alla festa conoscono Leo, anche lui italiano a Manchester. Gloria si versa accidentalmente un bicchiere di vino rosso sulla maglietta e decide di comprarne una nuova al centro commerciale perché si vergogna di andare in giro con una macchia enorme sul petto. I tre lasciano allora la festa e cominciano così un viaggio che dura un venerdì sera. Prima in giro per il quartiere, poi per la città intera, a caccia di una maglietta e forse di un futuro.

In questo fumetto l’intreccio esile, delicato, costruito con pochi e ben calibrati accadimenti è un ottimo pretesto per parlare di una fetta particolare di giovani di cui si parla poco: gli expat, gli italiani all’estero, tutti quei ragazzi che partono zaino in spalla o trolley in mano, per cercare fortuna fuori dal Paese natale. Fortuna che spesso si tramuto in un semplice lavoro. Perché la vita non è facile e la generazione dei venti/trentenni di oggi lo ha capito molto bene. I sogni con cui sono cresciuti, quelli raccontati dalle commedie statunitensi sono spariti, volatilizzati, e hanno lasciato il posto alla crisi economica e a un arido panorama lavorativo in cui è difficile farsi spazio. Allora si parte, si emigra, si va in Inghilterra dove il sogno pare ancora intatto. Poi però ci si ritrova a servire caffè nei bar, a fare i lavapiatti, i tipici lavori “da italiani”.

– Che giornata! Mezz’ora a pulire la macchina del caffè. Ringrazia che non c’eri.
– Troveremo di meglio.

Si dicono Gloria e Anna all’inizio del fumetto.

Kelley è bravissima a restituire il senso di incertezza misto a frustrazione e a speranza degli italiani all’estero. Quelli che sono lì da poco, che non hanno ancora una casa, degli amici, un lavoro vero. Che non conoscono la città e devono usare il navigatore anche per trovare il supermercato. Proprio questo smarrimento è il tema principale del libro. La notte che i nostri tre protagonisti si trovano ad affrontare non è un posto buio e spaventoso, ma è di sicuro un posto dove perdersi e forse ritrovarsi.

Questa è una storia di cambiamenti, ma non cambiamenti improvvisi, illuminazioni sulla via di Damasco, consapevolezze, epifanie. Non è una storia sulle frottole sul potere personale, sulla potenza dell’io, sulla consapevolezza. No, questa è una storia di cambiamenti interiori. Di stati d’animo che si trasformano in base all’habitat circostante, che lentamente prendono forma senza però avere un punto da raggiungere. I ragazzi descritti da Kelley hanno sogni nel cuore, ma li hanno soffocati sotto strati di insicurezze e nichilismo. Ecco che non a caso Gloria va in giro con una grande macchia nera sul petto, proprio lì dove dovrebbero essere racchiusi i sogni, c’è un buco. Strange Rage è una graphic novel che parla di una generazione che cerca sé stessa, ma non sa dove trovarsi.

Qualche tempo fa al lavoro mi sono scottata la mano. Per fare un caffè. Decaffeinato, poi. Pensa tu. Ora c’è questa cicatrice e sai che ti dico? Mi piace. È la dimostrazione di qualcosa, credo.

Manchester è l’ambientazione ideale per questa storia. L’autrice ha dichiarato di averci vissuto per molto tempo e di averla scelta naturalmente per questa storia. Una città fatta di lavoro, ma non di sogni. Una città che o la si odia o la si ama. Io che ci ho vissuto, ho respirato nei disegni e nella geografia che l’autrice costruisce con sapienza, l’aria densa e acida della città. Non solo ci sono i luoghi tipici di Manchester, una città che non è fatta di monumenti, ma di mattoni, ma c’è proprio tutta l’atmosfera di un’Inghilterra che è lontana anni luce dalle vibes cosmopolite di Londra. Perché Manchester è il paese reale, fatto di miseria, proletariato, fermento, degrado sociale, musica, lavoro. L’Inghilterra che più somiglia ai film di Ken Loach e meno alle commediole romantiche alla Notting Hill. A Manchester si lotta e nello stesso tempo ci si lascia vivere. Manchester con i suoi locali notturni, i club, la musica, diventa un set particolarmente azzeccato per ambientare una storia di giovani spaesati.

Lo stile asciutto, tipico di un certo fumetto indipendente statunitense, con pochi dialoghi e molta atmosfera, rendono il fumetto un oggetto strano, ma che lascia il segno. Un buonissimo esordio.


Giorgia Kelley
Strange Rage
Rizzoli Lizard, 15 febbario 2022
160 pagg., colore, brossura, 21×15 cm, €17.00
ISBN: 9788817158725

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