Recensioni

Mater Matera: con Michele Garofalo alla scoperta della città dei sassi

Matera, per Michele Garofalo, è, come tutte le città che ci hanno dato origine, madre e matrigna. Chi lascia la propria città di origine, spesso ne riscopre la natura materna solo dopo l’allontanamento, che magari inizialmente è una fuga.

Fuga che può essere legata a un motivo qualsiasi: non necessariamente l’andarsene dalla città stessa, ma magari l’allontanarsi dalla famiglia o da altre situazioni personali; o semplicemente perché, in quel momento, la città non ci offre quello di cui ci sembra di aver bisogno.

Alcune località del meridione del nostro Paese hanno un carattere squisitamente femminile, forse perché le colleghiamo, più rurali che urbanizzate, agli uomini arsi dal sole, spesso identificati come silenziosi lavoratori. L’accoglienza e l’umanità, quindi, sono lasciate appannaggio delle donne, talvolta altrettanto dure ma comunque più aperte alla vita.

Anche se la fuga è talvolta legata proprio alla natura oppressiva del rapporto familiare, alla prospettiva chiusa e poco allettante di una vita passata in casa con la mamma…

Marco torna a Matera dopo cinque anni passati a Bologna proprio per questo, per fuggire. Quando torna trova una città rinnovata, ma in un senso che gli appare commerciale e poco significativo.

Nel suo girovagare, vive esperienze che forse non avrebbe mai pensato di riuscire a fare, tra set cinematografici più o meno onirici, e torna in contatto con il suo passato. In particolare con alcune donne che ha lasciato nella sua città d’origine e che, in qualche modo, ne sottolineano le diverse caratteristiche e lo riportano alla sua esperienza (ma di nessuna cita il nome proprio).

Dall’amica d’infanzia, rocciosa e rassicurante, alla punk alternativa e strafottente, all’amica di famiglia che Marco quasi non ricorda: diventano tutte diversi aspetti di una città che è madre, e che accoglie questo suo figlio con tali figure e con tante altre situazioni talvolta molto difficili e stranianti.

Quasi come i tre spiriti del Natale di Dickens.

Garofalo scrive e disegna un’opera strana e difficile, straricca di citazioni, talvolta generiche e generali, altre volte che sembrano far riferimento all’esperienza personale dell’autore, quindi magari poco comprensibili, ma ben integrate nell’opera.

Allo stesso modo, oltre alle persone, vengono introiettati nel fumetto aspetti fisici o onirici, fin quasi al soprannaturale, della città. Vengono riprodotte abbastanza fedelmente le strade, alcuni monumenti, ma il carattere di set cinematografico a volte prevale.

Luoghi e personaggi appaiono più finti che reali, anche se c’è una grande concretezza.

La storia in sé è quella di un fumettista materano che torna e si riconquista la sua città, e la storia che ha avuto con lei, attraverso le donne e attraverso i posti che ha frequentato. Dalla gravina alle caverne, dall’antico monastero nel rione di Agna, ai moderni locali, al fossile della balena Giuliana.

Marco viene (o forse sarebbe meglio dire torna) a contatto con il genius loci della sua città. Dalla quale non si vuole davvero separare, come recitano le ultime parole della storia:

Può darsi che siano davvero i vincoli a renderci liberi […] Altri ancora non si possono creare né spezzare. Sono loro a sceglierci per fortuna!

Una città del Sud di vincoli ne crea tanti, senza perderti mai di vista, come nella tavola finale che riprende i tanti strati della copertina, ma che guarda il lettore.

Questa è una delle trovate grafiche interessanti di Garofalo. Nel libro troviamo giochi di prospettiva, un bel mix di realismo e surrealismo, tantissime citazioni anche grafiche. Continuamente il piano della realtà e quello del verosimile, che a volte sfocia nella fantasia, sembrano mescolarsi.

Graficamente lo fanno con una struttura altrettanto libera nel segno e ricca anche qui di citazioni. Alcuni passaggi “alla De Luca” con i personaggi in movimento nella scena fissa, gabbie fantasiose che passano dal racconto a momenti più onirici, in cui anche la struttura perde quasi del tutto la sua definizione.

Garofalo usa solo il tratto per il suo disegno in un bianco e nero molto pulito. In questo modo alleggerisce un contenuto che è già impegnativo, consentendo al lettore dei passaggi semplici e una immediata comprensione grafica.

I personaggi sono ben caratterizzati con tratti a volte quasi umoristici, gli sfondi sono ispirati alla realtà.

Alla fine il lettore ne esce più “istruito” sulla città lucana, di cui ha imparato lo stemma e il significato, e anche qualche momento saliente della storia, e ne riconosce alcuni squarci. Certamente non perché il fumetto sia didascalico, ma certamente sarà possibile, visitando la “città dei sassi”, cercare le inquadrature, i dettagli che sono stati infilati in queste pagine o documentarsi su quanto di vero ci sia nelle storie e nei personaggi rappresentati.

Come finirà, nel 3019 Matera sarà di nuovo capitale intergalattica dell’esperienza culturale virtuale? Sembra esserci una certa ironia nella chiusura futuristica. Forse una donna mater come Matera dai suoi figli si aspetta più rispetto di un titolo il cui valore forse non può essere barattato con una identità forte.

Il volume è stampato su carta pesante e lucida, che gli conferisce anche una certa importanza dal punto di vista materiale. Il colore che maggiormente caratterizza il volume è proprio questo bianco luminoso che occupa gran parte della copertina.

Completano l’opera degli extra molto ricchi, con degli studi per posti e personaggi, ma anche con delle illustrazioni che danno ulteriore forza alla commistione tra antico e moderno, tra reale e onirico, che permea tutto il libro.

Mater Matera non è solo il titolo di questo volume, ma anche di un libro (con DVD e colonna sonora) di Andrea Di Consoli, conseguenza di un documentario uscito nel 2016: peraltro edito dallo stesso gruppo LiT che ha acquisito Astromica prima di Lucca Comics 2025.


Titolo: Mater Matera
Autore:
Michele Garofalo
Editore: Astromica
Pagine: 134
Formato: 19×26 cm, brossurato con alette
Data di uscita: 24 aprile 2026
Prezzo di copertina: € 14.90
ISBN: 9791282399074

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Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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