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Quarant’anni di Watchmen

40Watchmen_DFGiusto due parole prima di iniziare.

Leggo fumetti da una vita — ventisei anni, a voler essere precisi — e da dieci ho la fortuna di viverci grazie alla mia fumetteria e al negozio online di fumetti. Di pietre miliari ne ho viste passare tante tra le mani, collezionate e amate, ma parlando di quei volumi che devono stare in ogni libreria che si rispetti… beh, era impossibile non partire da qui.

Quarant’anni sono passati dall’86, l’anno in cui il fumetto mondiale ha perso la sua innocenza. E non parlo di una storia un po’ più cupa del solito ma parlo di una demolizione controllata. Senza se e senza ma.

In Watchmen, Alan Moore e Dave Gibbons hanno preso il mito del supereroe e l’hanno tritato.

Per capire davvero che botta sia stata Watchmen, bisogna calarsi in quel clima da fine del mondo degli anni ’80: Reagan, la Thatcher e quell’ansia costante della Guerra Fredda, con le lancette dell’apocalisse nucleare che sembravano incollate alla mezzanotte.

Moore prende tutta questa paranoia e la sbatte in una New York alternativa dove i supereroi non sono i salvatori, ma i poliziotti privati di Nixon che hanno vinto la guerra in Vietnam. Poi arriva il decreto Keene, i “mascherati” diventano fuorilegge e tutto esplode con l’omicidio del Comico. Da lì in poi non si torna più indietro: Moore ti trascina in un abisso dove la morale pulita dei supereroi classici non esiste più. Non ci sono bianchi o neri, ma solo infinite sfumature di grigio.

Non è solo questione di gusti personali, i numeri parlano chiaro. Watchmen ha fatto il salto triplo, uscendo dai confini del fumetto per andare a dare del tu alla letteratura ‘alta’.40Watchmen_DF

Pensate che, ancora oggi, resta l’unico fumetto della storia ad aver vinto un Premio Hugo, un riconoscimento che di solito finisce solo nelle mani dei giganti della fantascienza pura. È stata la mossa che ha cambiato le regole del gioco: da quel momento, anche chi guardava le nuvolette con puzza sotto al naso ha dovuto ammettere che Moore e Gibbons potevano stare tranquillamente sullo stesso scaffale di leggende come Asimov o Dick.

Dal punto di vista grafico poi, c’è quella griglia. Nove vignette fisse. Una gabbia. Ma Moore ci si muoveva dentro con una precisione che fa paura.

Avete presente “Agghiacciante Simmetria”? Quella dove le pagine si specchiano? Roba da farti esplodere il cervello ancora oggi, nel 2026. Senza quel rigore, scordatevi il Morrison di Pax Americana o i trip di Tom King su Mister Miracle. È il metronomo del fumetto moderno.

Certo, l’eredità di quest’opera è un casino. C’è chi giura sul film trasposizione di Zack Snyder (bello da vedere) e chi si è innamorato della serie HBO di Damon Lindelof, che secondo me è l’unica ad aver capito davvero lo spirito dell’opera portandolo nel presente.

E la DC? Tra Before Watchmen e Doomsday Clock hanno provato in tutti i modi a mungere la vacca.

Operazioni discutibili? Forse. Ma confermano che il “fantasma” di Moore è ancora lì che ci osserva da Marte insieme al dottore.

Non solo premi di settore: nel 2005, la prestigiosa rivista Time ha incluso la rivoluzionaria opera di Moore e Gibbons nella lista dei All-Time 100 Greatest Novels (i cento migliori romanzi dal 1923 a oggi). È l’unica opera a fumetti presente in quella lista, seduta accanto a giganti come Il Grande Gatsby o 1984.40Watchmen_DF

Questo dettaglio non è solo un vanto per i fan, ma la prova che Watchmen non è “un bel fumetto”, è Letteratura con la L maiuscola, capace di ridefinire i canoni della narrazione contemporanea.

E il mercato italiano? Beh, non è che siamo messi male, anzi. Tra l’edizione Pocket (comoda, dai, anche se i dettagli di Gibbons diventano minuscoli) e la mastodontica Absolute per chi ha spazio (e budget), la scelta c’è.

Però, ecco, per questi 40 anni io ci spero davvero in qualcosa di nuovo. Una via di mezzo, magari un bell’Omnibus che non ti costringa a scegliere tra risparmio e qualità estrema. Un compromesso giusto, insomma, per celebrare un anniversario che capita una volta sola.

Se non avete Watchmen in libreria, onestamente, recuperatelo e basta. È un pezzo di storia, non ci sono scuse.

Certo, districarsi tra i mille formati che circolano è un incubo e trovarne una copia che non sia arrivata con gli angoli distrutti sembra un terno al lotto, ma ne vale la pena.

Manhattan diceva che “niente finisce mai”. Vero. Ma almeno facciamo in modo che il volume che abbiamo sullo scaffale duri quanto il mito che contiene.


Titolo: Watchmen
Autore: Alan Moore, Dave Gibbons
Editore: Panini Comics – Collana: DC Pocket Collection
Pagine: 416
Volume: Brossurato fresato, colore
Dimensioni: 15X23
Data di uscita: 02 maggio 2024
Prezzo: € 11.90
ISBN: 9788828782988


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