Dimensione Arcobaleno: Ovunque – Esplorazioni cromatiche del mondo Queer + intervista a Barbara Orlandini e Gianluca Sturmann

Be proud of who you are! Per tutta l’estate Dimensione Fumetto arricchirà le sue proposte e si tingerà dei colori dell’arcobaleno… come? Nell’unico modo in cui sappiamo farlo, leggendo e proponendovi fumetti e fumettisti che affrontano tematiche LGBTQIA+: inclusione, rispetto, identità e amore. Buona lettura!


Ovunque – Esplorazioni cromatiche del mondo Queer è un libro di Barbara Orlandini e Gianluca Sturmann edito da BeccoGiallo.

Ovunque è un libro difficile da etichettare come d’altronde lo è l’argomento che tratta. Non è un romanzo, non è un fumetto, forse è un libro illustrato o meglio un libro con delle illustrazioni, è certamente un saggio, non è un pamphlet, a volte sembra un manuale, addirittura un libro di esercizi, quasi un sussidiario. Al di là della catalogazione, che lasceremo ai librai e ai bibliotecari, si tratta più di tutto di un libro necessario. Perché, dobbiamo ammetterlo, anche i più preparati fra noi, fanno difficoltà a districarsi in questa contemporaneità complessa, dove si è lottato, e parecchio, per affrancarci da certi schemi binari vetero-borghesi e che ora però sembra smarrita e in via di una nuova definizione.

“Le parole sono importanti”, ce lo ripetiamo ormai da anni, trovarne di nuove e giuste per parlare di un mondo variegato come quello LGBTQIA+, che i due autori hanno deciso di riassumere nella parola “queer”, è fondamentale. Orlandini e Sturmann si sono rimboccati le maniche e hanno tentato di fare chiarezza, spiegando le cose per bene, analizzando l’intero spettro cromatico LGBTQIA+.

Indirizzato principalmente a un pubblico giovane, che magari è incuriosito dall’argomento ma, credetemi, godibilissimo e fondamentale anche per chi ha già passato gli anta, il libro si prende la briga di chiarire tanti di quei dubbi e di rispondere a molte di quelle domande che sorgono spontanee sul tema.

Il volume è diviso in otto capitoli, uno per ogni colore della bandiera arcobaleno, ormai simbolo indiscusso della comunità queer. In ogni capitolo i due autori affrontano tematiche interessanti e necessarie per tentare di restituire un quadro completo sull’argomento: dalle radici dei movimenti queer, all’importanza del coming out, dal significato di famiglia, al racconto delle icone gay, dalla spiegazione dei simboli adottati dalla comunità LGBTQIA+, a intelligenti digressioni sulla salute e sulla spiritualità, fino al linguaggio più corretto da utilizzare.

Gli autori non tralasciano nulla e ci restituiscono una panoramica quanto più ampia possibile sull’argomento. Lo fanno attraverso un linguaggio semplice e diretto, senza giri di parole, con illustrazioni chiare, ironiche e appropriate al contesto.

Inseriscono poi dei momenti di riflessione personale, grazie a delle pagine di “esercizi” in cui il lettore è chiamato a scrivere, disegnare o altro, e a mettersi in gioco raccontando emozioni, fatti e punti di vista. Un sussidiario illustrato della giovinezza e del proprio Io, che ha l’obiettivo di alleggerire il tema trattato, approfondendo però l’esperienza personale.

Un libro pratico, chiaro, agile, divertente e interessantissimo che aiuterà chi ne vuole sapere di più rispetto all’argomento, ma che non potrà non conquistare anche chi pensa di saperla lunga a riguardo. Sono talmente tante le informazioni, i personaggi, le opere, gli eventi e i testi citati che è impossibile non scoprire grazie a questo libro qualcosa di nuovo che ci illumini sulla via arcobaleno. Per esempio, ascoltate su Spotify la stupenda playlist rainbow abbinata al libro!

In questo mese del pride abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con i due autori e abbiamo posto loro qualche domanda.

Ciao Barbara e ciao Gianluca! Ovunque è un libro che prova a gettare luce su una tematica troppo spesso vittima di incomprensioni. Come vi è venuto in mente di scriverlo e pensate ci sia ancora bisogno di fare chiarezza sull’argomento?

Barbara – Ciao Andrea e grazie innanzitutto per la tua lettura di Ovunque, il quadro che hai restituito del nostro libro è molto puntuale e fedele alle intenzioni, e per questo ti sono molto grata!

L’idea di dare vita a Ovunque ci è venuta proprio da una ricerca sul campo: avevamo notato che fra i libri a tematica queer per under 16, rimaneva piuttosto scoperta la fascia di età 12-14 anni. In commercio si possono trovare sempre più titoli per un pubblico più giovane oppure, all’opposto, titoli che affrontano il tema della sessualità e si rivolgono a un pubblico adolescente. Ripensando al mio vissuto personale, però, è stato proprio nell’età intermedia che sono emerse le prime domande e curiosità legate alla mia identità, e confrontandomi con Gianluca abbiamo pensato «Perché non farlo noi, questo libro che manca!».

Riguardo alla seconda domanda… decisamente “Sì”: l’universo queer è molto articolato e in continua evoluzione, proprio per questo comunicarlo in modo accessibile per chiunque è molto importante, ora più che mai.

Gianluca – Abbiamo avuto l’idea di realizzare questo libro partendo da noi e dalle nostre storie, immaginando il libro a tematica queer che avremmo voluto leggere da ragazz*. Più che fare chiarezza, il nostro scopo è stato di creare uno strumento propedeutico trasversale, che potesse favorire il dialogo sulle tematiche LGBTQIA+ fra le persone di tutte le età interessate a conoscere il mondo queer e, non di minor importanza, suscitare l’interesse di chi si occupa di didattica.

Il libro è indirizzato a un pubblico prevalentemente adolescenziale, di qualsiasi sesso, identità, genere e orientamento sessuale. Il tono in cui vi rivolgete al lettore è complice e diretto. Cosa ne pensate degli adolescenti di oggi? Sono ancora confusi rispetto all’argomento?

B – Essere adolescenti oggi penso che sia una grande fortuna: esistono molte risorse alle quali accedere facilmente e, rispetto al passato, sono più numerosi i contesti nei quali è possibile dialogare di identità, genere e orientamento. Dall’altro lato, proprio questa moltitudine di input e risorse da sola può creare confusione perché riconoscere cosa è affidabile e attendibile e cosa meno può risultare difficile. Ovunque è il nostro tentativo di tracciare qualche linea che poi, chi vorrà, potrà approfondire.

G – I canali di informazione nella quotidianità dei teeneager sono ricchi e svariati. Per noi non aveva significato che una pubblicazione come la nostra si sovrapponesse a questi, ma piuttosto che vi si integrasse. Motivo per cui fra i temi trattati ad esempio ci sono un sacco di curiosità che partono dal mondo dell’antico Egitto e biografie di importanti attivist* del nostro paese forse meno not* al grande pubblico.

Ho trovato interessante l’inserimento delle pagine con gli esercizi in fondo ai capitoli. All’inizio, devo confessarvi, mi hanno spiazzato, poi via via ci ho trovato un senso profondo. Quasi come se chiedeste al lettore di specchiarsi negli argomenti trattati e di provare a capire come risuonano dentro di loro. Come è nata questa idea? A chi è venuta?

B – L’idea delle parti interattive è venuta prendendo spunto in modo molto diretto dai libri di Keri Smith (in particolare Come diventare esploratori di mondo): il modo in cui ogni persona è invitata all’azione attraverso attività e esercizi, e ogni copia diventa così unica e speciale è sempre stato per me molto potente e interessante. Allo stesso modo in Ovunque era importante che l’esplorazione avvenisse verso l’esterno (cioè il mondo queer) e anche dentro di sé, per arrivare a conoscersi meglio pagina dopo pagina. Ho quindi scritto i testi delle parti interattive e sono stata molto fortunata perché Gianluca ha accolto questa curiosa proposta e ha saputo dare forma alle parole in modo molto speciale e prezioso!

G – Immaginando il libro come un mezzo di esplorazione ci è venuto naturale pensare alla pubblicazione come a un qualcosa di personalizzabile. Inoltre avevo una gran voglia di divertirmi disegnando nello stile di un quaderno degli appunti!

Le illustrazioni sono molto sintetiche, ironiche ed efficaci. Chiedo, soprattutto a Gianluca, se è stato complicato tradurre alcuni concetti attraverso l’immagine o al contrario, se solo grazie all’illustrazione sei riuscito a spiegarli.

G – Mi fa molto piacere che parli di illustrazioni sintetiche e ironiche perché è proprio quello che ho voluto che trasparisse! Negli ultimi anni ho cercato di unire sempre di più al segno il gusto della metafora e queste pagine per me sono state un ottimo modo per creare delle illustrazioni che fossero in maniera sintetica complementari al testo suggerendone i concetti alla base, ma lasciando spazio a suggestioni più astratte.

Ovunque è pieno zeppo di informazioni, citazioni, riferimenti bibliografici. Deve esserci stato un lavoro incredibile alle spalle. Chi l’ha fatto? Quanto tempo ci avete messo a collezionare tutto e poi a scriverlo? Avete studiato su dei testi specifici? Se si, quali?

B – Ovunque nasce da una totale collaborazione fra me e Gianluca: dalla ricerca dei contenuti alla scelta degli argomenti, dalla progettazione alla condivisione del timone del libro, entrambi abbiamo fatto tutto! In fase di realizzazione poi io mi sono occupata della scrittura di tutti i testi e Gian ha dato vita alle illustrazioni e immagini, ma continuando a scambiarci idee e suggestioni. Per poter andare in stampa nei tempi concordati con BeccoGiallo, abbiamo concentrato la fase di ricerca in un paio di mesi, per creare scaletta e timone del libro verosimili. Dopodiché il lavoro vero e proprio è durato circa cinque mesi, intensi e molto stimolanti. I testi dai quali abbiamo preso ispirazione sono diversi, tutti inseriti come consigli di lettura nelle ultime pagine di Ovunque. 🙂

G – La cernita dei contenuti è stata fatta da entramb* e Barbara ha scritto i testi. Abbiamo preso altre pubblicazioni come modello e ispirazione, ma sempre con l’obiettivo di creare qualcosa che non assomigliasse a quello che già avevamo avuto modo di osservare.

Ovunque tenta il più possibile di trattare tutti gli argomenti collegati al mondo queer. C’è qualcosa che avreste voluto inserire, ma che poi è rimasto fuori? Se sì, perché avete deciso di non includerlo?

B – Assolutamente sì, altrimenti avremmo pubblicato una enciclopedia in venti volumi! Sicuramente una delle sfide più interessanti è stato proprio ragionare su tutti i possibili argomenti e scegliere cosa includere e cosa scartare. Abbiamo cercato di delineare un quadro del mondo queer più ampio possibile, cercando di non trascurare nulla, ma con la consapevolezza di non poter approfondire tutto. E soprattutto cercando di affrontare temi più seri e delicati (come religione e minority stress) con temi più leggeri e freschi, come ad esempio sport e spettacolo.

G – Il più possibile, ma con la grande consapevolezza che trattare argomenti in maniera esaustiva può essere molto complesso. Personalmente posso dire che i punti che avevo in una sorta di mia lista dei desideri hanno trovato spazio tra le pagine.

Sembra che oggi le tematiche queer siano sulla bocca di tutti. Sulle piattaforme di streaming c’è un gran proliferare di serie, film e documentari sull’argomento. La moda promuove collezioni unisex e ingaggia modelli gender fluid, i social pullulano di creator LGBTQIA+ e un programma come Drag Race è addirittura arrivato in prima serata su un canale in chiaro. Come vi spiegate questa popolarità? C’è un interesse maggiore da parte del pubblico o pensate che sia una trovata di marketing per un nuova fetta di consumatori?

B – Credo sì, che ci sia un interesse maggiore, ma sono anche consapevole del fatto che un certo tipo di marketing strizzi l’occhio al mondo queer perché è una fetta di mercato interessante. Qualche anno fa era il green washing, che portava brand e aziende a dichiararsi verdi e sostenibili; oggi abbiamo il cosiddetto rainbow washing, con cui magicamente ci si dichiara sostenitori dei movimenti queer e si colora tutto di arcobaleno. Per fortuna esistono comunque anche molte realtà che in modo concreto attuano politiche inclusive al proprio interno e cercano di cambiare le cose in meglio tutti i giorni, non solo in vista di giugno (cioè del pride month).

G – La vera domanda è: ma perchè non è stato così da sempre? Le persone LGBTQIA+ sono state nel corso della storia escluse dalla maggior parte delle narrazioni e considerate una eccezione. Oggi si sta maturando la grande consapevolezza che così non è. Rimane tuttavia innegabile che questa sia un’occasione ghiotta per il mondo del marketing che talvolta deve aggrapparsi ai temi del momento per acquisire visibilità.

Ora una domanda politica, visto che questo è il mese in cui la comunità LGBTQIA+ è sotto i riflettori grazia al pride month. Cosa ne pensate di iniziative come queste? A che punto siamo con i diritti in Italia e nel mondo? Siete ottimisti in merito?

B – Il pride month di per sé nasce con un significato molto profondo, cioè la celebrazione dei moti di Stonewall (come abbiamo raccontato proprio nel primo capitolo, il Rosso). Ogni iniziativa può avere un senso, dipende tutto dal fine reale con il quale la si organizza: anche una festa molto colorata e frizzante può servire a difendere i propri diritti, non è detto che un messaggio serio debba essere veicolato in modo serioso e pesante. In Italia sembra che ad ogni faticoso passo in avanti debbano seguire due semplici passi indietro. Proprio in apertura del libro abbiamo voluto inserire queste parole di Gino Strada: «I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi». Le cose si possono cambiare provando a fare qualcosa di nuovo e diverso: se non fossi ottimista non avrei neanche scritto la prima parola di Ovunque!

G – Per noi era rappresentativo ricomporre alcuni pezzi del passato e del presente. I percorsi di emancipazione sono lunghi, ma sarebbe sicuramente una strada più faticosa da percorre senza almeno un pizzico di ottimismo!

Proprio vero. Grazie mille!

B – Grazie mille, Andrea, un abbraccio!


Barbara Orlandini, Gianluca Sturmann
Ovunque. Esplorazioni cromatiche del mondo Queer
BeccoGiallo, 17 maggio 2022
208 pagg., colori, brossura con alette, €17.00
ISBN: 978-88-3314-231-9

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