16 ottobre 1943 – Come Emanuele Di Porto riuscì a sfuggire al rastrellamento di Roma
Emanuele Di Porto, oggi, è un signore di 92 anni.
Ottanta anni fa, proprio nel mese di ottobre, vide partire per Auschwitz sua madre, durante il rastrellamento di Roma, per non rivederla mai più.
Mondadori racconta la sua storia con il volume 16 ottobre 1943. Storia di Emanuele che sfuggì al nazismo, uscito proprio nel mese giusto per ricordare quel terribile evento. Una pietra d’inciampo, ma in libreria e a fumetti.
Partendo dalla voce diretta di Emanuele, che ha scritto la storia con l’aiuto di Marco Caviglia, ricercatore presso il Museo della Shoah, e di Ernesto Anderle ai disegni.
Una storia dettagliata e storicamente attenta, ma anche piena di umanità.
Marco Caviglia ha aiutato a ricostruire, accanto alla storia personale, la Storia più grande di come gli ebrei sono stati trattati prima e durante le leggi razziali (e tante volte nelle recensioni dei fumetti storici su questo nostro sito abbiamo sottolineato l’importanza del legame della Storia con le storie dei singoli). Ernesto Anderle, con il tuo tratto pulito, rende tangibile la storia con una semplicità altrettanto cruda.
Una storia fatta di colori all’acquerello, ma non per questo meno tragica.
Una storia fatta anche di piccoli gesti, di momenti di intimità familiare, di una serata al cinema, per far capire che la banalità del male colpisce chiunque e quanto meno te lo aspetti. E che a salvarsi e uscirne è un attimo, come è un attimo a restarci impigliato per sempre.
Una storia che poteva essere vissuta solo a Roma… o forse no.

Una storia di ebrei. Che comincia con la loro proverbiale capacità nel commercio, che lo stesso Emanuele mette a frutto. E prosegue con la parola “ebreo” detta tante volte: prima per negare di esserlo… poi quasi una parentesi, all’interno della quale si sviluppa la storia, passando da un «sono ebreo» sommesso e nascosto, quasi zittito da chi lo accoglie, a un grido festoso, sollevato e orgoglioso. In mezzo il contrasto fra la condanna quasi casuale legata alla percentuale di ebraicità e la cura del personale dei tram nei confronti di Michele, che rimane sullo stesso mezzo non si sa per quanto tempo.
I ricordi delle ingiurie e il sollievo di un abbraccio. Il dramma del treno per Auschwitz e l’angoscia di essere scoperti. Una settimana, i sette giorni più difficili, dal 16 al 23 ottobre del 1943. La cui angoscia si concluderà, dopo mesi di paura e di drammi lontani solo otto mesi dopo. Con un urlo di liberazione.
Ma in realtà Emanuele se la porterà dietro per tutta la vita, imbattendosi nelle pietre d’inciampo che ricordano le tante persone deportate quel giorno.

Oggi Emanuele, a più di novant’anni, racconta la sua storia agli studenti delle numerose scuole che chiedono di incontrarlo. Ogni volta, non manca mai di dire si sé stesso: «Io non sono mai stato bambino… e non sarò mai vecchio».
Emanuele racconta la sua storia in modo apparentemente legger: non si vedono quasi mai violenze dirette o sangue, ma lacrime tante. Tensioni e soprusi. E ogni tanto anche qualche apertura di speranza.

Personalmente ho trovato meravigliosa la scena del passaparola fra i tramvieri al cambio di turno sul tram che Emanuele ha eletto a propria dimora per sfuggire al rastrellamento. Un momento di grande umanità, ma anche una pagina bellissima dal punto di vista grafico.

Mi ha fatto pensare, anche per la caratterizzazione grafica data ai personaggi, a una pagina da bande dessinée, in cui si respira poesia e umanità. Una pagina di Morrìs, o di Uderzo. Con l’uniforme in comune, con la stessa espressione tesa sul viso, ma caratterizzati dai dettagli fisionomici, in particolare i nasi, che pur non essendo realistici mantengono una grande e poetica umanità.
La grafica è delicata, priva di pesantezza. Lascia scorrere la storia e lascia trapelare in sentimenti in modo fluido e semplice. È forse la grafica più adatta a raccontare in modo lieve sentimenti così contrastanti: dall’angoscia, al dolore, dalla speranza alla liberazione.
Tutte le componenti concorrono in questo senso: la griglia delle pagine, i colori, il tratto. La griglia è regolare, ma aiuta nella gestione del ritmo della narrazione, con un uso equilibrato anche delle splash page. I colori, sempre con tonalità delicate, sono per lo più realistici; quando serve Anderle utilizza dei viraggi monocromatici per uniformare ed appiattire gli eventi. Emblematiche le pagine verdognole sotto la pioggia che rende tutto uguale quando Emanuele vede andare via il camion con sua madre a bordo, a sottolineare come la confusione della capitale si perda nel grigio dell’angoscia del ragazzino, oppure il grigio delle pagine che raccontano da una parte le camere a gas, e dall’altra la solitudine di chi è rimasto a casa ed è accomunato dall’angoscia per il futuro, o ancora l’ocra dei ricordi brutti degli insulti e del razzismo.
Ancora una volta una testimonianza che racconta a fumetti gli orrori del nazismo, stavolta scritta addirittura da chi ha vissuto il rastrellamento e la deportazione della sua famiglia, ma con l’angoscia di essere rimasto. Fra il timore di essere scoperto e l’ansia per il destino dei propri cari.
Apre il volume una sentita prefazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e lo chiude un saluto di Mario Venezia, presidente della Fondazione Museo della Shoah, che sottolinea come questo tipo di opere debba
sviluppare […] una fervida coscienza storica e civile cui poter riferirsi negli attuali contesti sociali e di dibattito.
P.S.: questo articolo non ha nessun valore partitico, tutti i perseguitati hanno diritto di essere liberati (e lo vediamo in modo particolare in questo martoriato 2023). E la pace non si cerca facendo il tifo per l’una o per l’altra delle fazioni, ma cercando un punto di incontro riconoscendo ciascuno le proprie mancanze. Il libro, facendo memoria, è occasione di riflettere sul presente.
Ernesto Anderle, Emanuele Di Porto, Marco Caviglia; contributi di Sergio Mattarella e Mario Venezia
16 ottobre 1943. Storia di Emanuele che sfuggì al nazismo
Mondadori, Collana Contemporanea, 2023
128 pagine, cartonato, colore, €22.00
ISBN 978-88-04-77132-6
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