Tom King, la rivoluzione e gli Omega Men

Omega Men non è ciò che pensate. È un fumetto con un supereroe che si sporca le mani, ma non nel modo classico. È un fumetto sulla guerra, sulla pace, sulla vita, sulla morte e sulle infinite sfumature di grigio.

Tom King (salito alla ribalta con Visione per la Marvel, ma già presente nel Mondofumetto con piccoli gioielli come The Sheriff of Babylon per Vertigo), ci porta nel sistema di Vega, i cui pianeti sono stati dichiarati off-limits per il corpo delle Lanterne Verdi dagli stessi Guardiani.
Ma i Guardiani sono andati, e Kyle Ryner non è più una Lanterna Verde, o meglio, non solo.
La Lanterna Bianca decide di entrare nel sistema di Vega dopo aver consegnato il suo anello al Viceré della Cittadella, ma viene rapito dai terroristi, gli Omega Men, appunto. E queste sono solo le primissime pagine dei dodici numeri scritti da King (raccolti in due tp e pubblicati dalla Lion per l’Italia).
Durante il corso dei numeri Kyle, così come il lettore, entrerà sempre più nelle dinamiche del gruppo, fino ad arrivare a comprenderne i motivi ultimi.
Omega Men è un fumetto che non si risparmia, né nella rappresentazione della violenza insensata di un conflitto, né nel voler mostrare l’animo oscuro di ognuno dei personaggi.
Per King non esistono il bianco e il nero. Solo il grigio. Ed è in questa zona d’ombra che i protagonisti si muoveranno per tutti i 12 numeri.
Gli Omega Men sono tratteggiati in maniera abbastanza credibile, pur con le esagerazioni del caso. A un certo punto viene naturale fidarsi di loro, di ciò che rappresentano, della libertà per il sistema di Vega che hanno deciso di portare. Ma non tutto va come previsto, ovviamente.
Allo stesso modo risulta naturale seguire il flusso di pensieri di Kyle che si confessa a Kalista. Come se ogni azione della sua vita lo abbia portato a quel preciso momento.
Ai disegni troviamo Barnaby Bagenda e Toby Cypress, il primo, visti i temi trattati, molto più azzeccato, con disegni classici e uno storytelling a volte davvero accattivante.
Cypress invece, usato a piccole dosi, è più interessante nella parte dei flashback di Ryner. Perché lo stile stilizzato e cartoonesco dell’artista fa apparire la vita passata della Lanterna Bianca, per quanto drammatica possa essere stata, semplicemente una storia di supereroi, in netto contrasto con le atrocità della guerra “vera”.
King, dal canto suo, ben conosce gli scenari bellici e ce li mostra in tutta la loro efferatezza. “Il conflitto ingloba anche gli uomini più buoni”; è questo ciò che sembra suggerirci man mano che i numeri scorrono e che personaggi come Primus, il pacifista, arrivano a commettere azioni opposte agli ideali di partenza.
Se vogliamo trovare un difetto a questa miniserie, è l’ultimissima pagina. Senza, ci sarebbe stata una quadratura del cerchio, per quanto gattopardiana.
Menzione speciale per le copertine, che riprendono manifesti di propaganda o di taglie, dallo stile minimale ma non per questo meno accattivante, anzi.

In definitiva, Omega Men è un ottimo prodotto. Non un capolavoro, questo è certo, ma un punto di vista diverso su vecchi personaggi della DC, e certamente vale i soldi spesi per i due volumi.

Commenta !

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi