Leonid, ovvero della felinità

Leonid Star Comics

La vita scorre tranquilla nel paesino della campagna francese, i campi sono fiorenti e le greggi pascolano tranquille. Ma una notte, all’improvviso, la carneficina di vittime innocenti distrugge l’armonia… chi può essere stato a versare tanto sangue? E perché? Ormai è impossibile passeggiare tranquilli per le strade, le guardie sono all’erta, più crudeli dei colpevoli, non si fermano a considerare la possibilità di innocenza. Finché l’assassino non verrà trovato tutti saranno considerati colpevoli e rischieranno la vita davanti alle zanne dei cani da guardia. La vita tranquilla non tornerà mai più? L’adolescente Leonid decide che la sua libertà ha un valore molto alto, non resterà ad aspettare che altri innocenti siano immolati, e contro il parere di amici e anziani cercherà di salvare la situazione…

Questa è la trama del primo episodio del graphic novel targato Edizioni Star Comics di Leonid, di Frederic Brémaud, alla sceneggiatura, e Stefano Turconi ai disegni, in cui il sottotitolo chiosa: Vita da gatti.

Perché forse non abbiamo detto che Leonid, il giovane protagonista di questo giallo un po’ splatter (ma davvero molto poco) è un gatto domestico tigrato che vive insieme ad altri mici e uno Yorkshire in una tranquilla casa di campagna. Suoi amici sono anche alcuni randagi, tra cui una graziosa maculata di nome Ba’on, con cui trascorre le giornate azzuffarsi all’aperto. La crudele uccisione di innocui agnelli, però, cambia del tutto la situazione di serenità, i dobermann di guardia azzannano qualsiasi cosa si muova, rendendo impossibile uscire liberamente. Ma Leonid scopre per caso l’identità dei colpevoli e quando questi rapiscono Ba’on metterà da parte tutte le sue paure per correre a salvarla e a far sì che la giustizia torni a regnare.

Leonid Star Comics

Brémaud intreccia in questo modo una piacevole narrazione che ha le atmosfere di una favola antica, con animali che parlano e incidono morali, ma anche di un prodotto di animazione nostalgico e di un libro di avventure per ragazzi. Tutti i personaggi, dal protagonista ai comprimari, sono perfettamente caratterizzati con pochi cenni, in un attimo riusciamo a comprenderne il carattere e le attitudini, e tra loro inserisce elementi che attraggono inesorabilmente la benevolenza del lettore, come il topino Atchi, che allergico al pelo dei gatti starnutisce appena si avvicina troppo a loro. Anche lui avrà un ruolo fondamentale nella vicenda, e superando pregiudizi, paure e limiti fisici sarà importantissimo per la felice conclusione della storia.

Leonid Star Comics

Leggendo, per quanto il tutto sembri molto semplice e infantile, ci si accorge che non si sta più considerando che si tratta di un racconto sui gatti, al contrario viene spontaneo trattare Leonid e i suoi amici come esseri umani che trasmettono un messaggio attraverso le proprie azioni.

Capiamo ancor prima di lui che il micio è innamorato di Ba’on, temiamo per il piccolo Yorkshire quando va a patteggiare con i dobermann, perché sappiamo che non avrà fortuna, incoraggiamo il piccolo Atchi a tirar fuori la voce per dire ai cani chi sono i veri colpevoli, e impariamo anche qualcosa da loro: la solidarietà, il coraggio, l’amore di giustizia, e l’amicizia, quella che va al di là della diversità fisica, di razza e di genere.

Alla fine del secondo episodio, intitolato L’orda, quasi ci commuoviamo alla rivelazione dei motivi che hanno portato a tale desiderio di vendetta e di violenza, ma in questo caso la penna dello sceneggiatore smorza la tensione ricordando che, per quanto il mondo descritto somigli al nostro, ai gatti, per tornare in armonia,  basta condividere una ciotola di latte.

Leonid Star Comics

Dei disegni di Turconi si potrebbe parlare all’infinito, conosciamo il talento di questo artista, in questo caso la sua mano sembra fatta apposta per disegnare gatti, e forse riusciamo a farveli visualizzare meglio elencando quello che NON SONO: non sono linee rigide come riproduzioni in scala di plastica dura; non sono stereotipi con occhi a mandorla e baffoni; non sono caricature tondeggianti o sinuose che “ricordano” la silhouette di un gatto. Questi disegnati da Turconi SONO gatti: sono pelosi e morbidosi al punto che sembra di sentirne il calore; sono snodati, come di stoffa, leggeri, e sembra di sentire il “tumpf” attutito ogni volta che atterrano; sono teneri o spigolosi o brutti come sono i gatti veri, ma riescono a fare espressioni come gli uomini, ed in un certo senso questo li rende più felini. Sicuramente infatti chi ama i gatti se li figura proprio così, capaci di parlare attraverso una mimica che viene più dall’anima che dalla realtà. Il volume vale anche solo per questi piccoli ammassi di abilità grafica, da incorniciare.

Leonid Star Comics

Una storia dunque, che può essere letta a tutte le età, che lascia buone sensazioni a chiunque la legga e piacere per gli occhi: quello che dispiace è che siano solo due episodi. Almeno per il momento.

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