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Per una frazione di secondo: Delisle racconta Muybridge e l’alba del cinema

Guy Delisle lo conosciamo soprattutto per opere di graphic journalism per le sue esperienze in Corea del Nord, Cina, Myanmar (già Birmania), Israele, e per aver raccontato l’esperienza paterna nel suo Manuale del Cattivo Papà.

Questa volta, in Per una frazione di secondo, si cimenta in una lunga biografia di uno dei pionieri della fotografia, Eadweard Muybridge, soprattutto in merito alla fotografia di corpi in moto che ha avuto una importanza fondamentale anche dal punto di vista scientifico.

Oggi abbiamo dei sistemi che consentono di fare fotografie su tempi scala dell’ordine del femtosecondo (10-15 secondi) che usiamo per “vedere” fenomeni che avvengono nelle molecole e negli atomi.

Solo cento anni fa era impensabile e, agli esordi della fotografia (nel 1855), come troviamo a pagina 3 del libro, «nessuno sa quali siano gli esatti movimenti di un cavallo che corre a tutta velocità», perché era impossibile fissare un qualsiasi intervallo di tempo ragionevolmente piccolo.

Per secoli l’unico modo di rappresentare la realtà è stato la pittura o comunque un’opera che venisse dalle mani dell’uomo. Al di là delle leggi dell’ottica e della camera oscura, nota già ad Aristotele, il problema è sempre stato proprio fissare il tempo.

Diciamo che il pensiero e l’istantaneità sono sempre andati poco d’accordo, basti pensare al terzo paradosso di Zenone, il cosiddetto argomento della freccia, in cui il filosofo greco sottolinea l’impossibilità del movimento come sequenza di stati di quiete.

Così fino a che non ci furono degli sviluppi nella chimica che consentivano di fissare le immagini, la fotografia non poté mostrare tutte le sue potenzialità.

Dalla prima foto del 1827, il fumetto racconta brevemente di Niépce, Daguerre edel passaggio dal dagherrotipo al collodio umido.

Quaranta anni dopo, e dopo una serie di avventure personali, Muybridge diventa un fotografo ambulante. La sua figura è così importante da essere presente anche nel sito di Google Arts&Culture.

Segue tutte le mode fotografiche dell’epoca, essendo anche uno tra i più apprezzati professionisti. Tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 del 1800, si dedica ai paesaggi, spesso chiamato da singoli, come Leland Stanford, o da società ed enti per fissare con la fotografia paesaggi e costruzioni umane. Dopo aver ucciso l’amante della moglie invece, si dedica alle foto, un po’ macabre, che spesso ritraggono i morti.

Proprio Stanford gli lancerà la sfida della foto al cavallo che corre, per confutare gli studi che volevano che durante la corsa ci fosse un istante in cui l’animale si stacca completamente da terra.

Da qui parte la storia che, ovviamente non limitandosi al solo Muybridge, ma ai tanti che nel mondo hanno contribuito, racconterà tutti gli sviluppi che hanno portato prima alla fotografia come la conosciamo e quindi ai video, che così spesso utilizziamo oggi con facilità, quando solo un secolo fa avevano bisogno di apparati tecnici complessi e, soprattutto, di moltissima inventiva.

Muybridge è stato uno sperimentatore, a volte anche eccessivo, se si pensa alla foto dell’asino a cui fa saltare la testa per mostrare come riesca a scattare la foto nell’attimo esatto in cui vuole (collegando la macchina all’innesco dell’esplosivo).

Il libro racconta anche i diversi approcci e le diatribe, le difficoltà e i fallimenti delle nuove tecnologie visuali (e poi anche elettriche e audio, con l’intervento di Thomas Edison e Nikola Tesla).

Delisle è molto attento e minuzioso nel portare avanti in parallelo lo sviluppo delle tecniche fotografiche, spesso analizzato nei dettagli, e gli aspetti biografici più curiosi del protagonista.

Un altro aspetto che viene più volte toccato è la storia di Leland Stanford e della famosissima università da lui fondata in memoria del figlio deceduto (peraltro in Italia). Il legame tra Muybridge e tutta la famiglia Stanford è stato fortissimo, ed è uno dei fili che continuamente si incrociano nel libro.

È lo stesso Delisle a farci capire in un flashforward di una sola pagina perché questa figura sia così importante anche per i fumettisti. Uno dei grandi sforzi del protagonista durante la vita è stato quello di divulgare la sua opera con i metodi dell’epoca: conferenza e libri. È stato un aspetto fondamentale per lo stesso Muybridge, che si riteneva un ricercatore. Ha sempre voluto far conoscere sia la sua storia che i risultati del suo lavoro, per tanti versi innovativo. E i libri che rappresentano il moto degli uomini e degli animali sono ancora usatissimi per lo studio del movimento da parte dei disegnatori.

Dal punto di vista grafico, Delisle usa essenzialmente un numero discreto di toni di grigio, con alcuni inserti colorati, per i quali si avvale anche del supporto di Enki Dupaquier. Servono a sottolineare alcuni elementi come la luce (ovviamente gialla o rossa, se in camera oscura), il sangue, o a fare da sfondo in momenti particolari.

Escono da questo schema le riproduzioni delle foto e delle schermate cinematografiche, in cui il colore è fedele all’originale.

Il volume è corposo, anche per la carta importante, ma molto leggibile. La grafica semplice di Delisle consente di sfogliare rapidamente le pagine a una prima lettura per avere accesso alla storia. Ma semplice non vuol dire che non consenta di trovare moltissimi dettagli, di utilizzare anche registri diversi. Infatti spesso ci sono passaggi grafici umoristici, nella caratterizzazione dei personaggi o nella rappresentazione degli eventi.

Questo schema grafico, si arricchisce delle tantissime riproduzioni di materiali originali, dai dagherrotipi, ai ritratti, ai fotogrammi: che non appesantiscono anzi, arricchiscono. Come arricchiscono anche un paio di animazioni che vengono riprodotte facendo scorrere rapidamente le pagine (un cavallo al galoppo e due pugili) e partono in modo divertente da due vignette che illustrano due proiezioni.

Lo schema delle pagine è anch’esso chiaro. La gabbia è abbastanza regolare con vignette rettangolari, sempre nell’ottica di una elevatissima leggibilità e scorrevolezza.

Un fumetto efficace. Delisle ha mostrato in passato di esserlo nel raccontare storie personali, anche umoristiche.
Qui dimostra di essere attento nel costruire una biografia, arricchendola di moltissimi particolari che possono essere “esplorati” perché lasciano aperte tante porte su aspetti riguardanti lo stesso protagonista, i personaggi e gli eventi che compaiono in modo più o meno importante e che non potevano essere trattati tutti in modo esauriente.

In seconda e terza di copertina, avvalendosi anche dello spazio fornito dalle alette, ci sono due interessanti riassunti: i ritratti e la timeline delle vite dei tanti citati nel libro e che hanno contribuito alle invenzioni (con un piccolo refuso…).


Titolo: Per una frazione di secondo. L’incredibile vita di Eadweard Muybridge
Autore: Guy Delisle
Editore: Rizzoli Lizard
Pagine: 208
Volume: colore, brossura con alette
Dimensioni: 17×24 cm
Anno di uscita: 2025
Prezzo: € 18,00
ISBN: 9788817189880

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Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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