Dimensione Arcobaleno: La vergine del bordello

Be proud of who you are! Per tutta l’estate Dimensione Fumetto arricchirà le sue proposte e si tingerà dei colori dell’arcobaleno… come? Nell’unico modo in cui sappiamo farlo, leggendo e proponendovi fumetti e fumettisti che affrontano tematiche LGBTQIA+: inclusione, rispetto, identità e amore. Buona lettura!


La vergine del bordello è una storia a fumetti scritta e colorata da Hubert e disegnata da Kerascoët, appena rieditata in Italia da BAO Publishing.

Il racconto, diviso in due capitoli, raccoglie i quattro volumi della serie uscita in Francia per la prima volta nel 2006 con il titolo Miss Pas Touche, che tradotto letteralmente dal francese significa “Signorina non toccare”: il titolo è un chiaro e ironico riferimento alla verginità della protagonista. Il primo capitolo dei quattro volumi era invece intitolato La vierge du bordel, nome scelto per il tomo nell’edizione italiana.

La vicenda segue le avventure di Bianca, un’ingenua ragazza che fa la domestica nella Parigi degli anni ’30 e che assiste disgraziatamente all’omicidio della sorella Agata da parte di un misterioso serial killer di prostitute, il “macellaio delle guinguette“. La polizia liquida tutto come suicidio, ma Bianca non si dà per vinta e si fa assumere in uno dei bordelli di lusso più rinomati della città a caccia di prove che la portino a scoprire la vera identità dell’assassino della sorella.

Scoperto chi si cela dietro la figura del macellaio, Bianca continuerà a lavorare come prostituta al bordello Pompadour dove svolge il ruolo di vergine/mistress e dove allaccerà rapporti turbolenti con le colleghe prostitute, la maîtresse, il proprietario del bordello e i suoi importanti clienti. Si innamorerà di Antoine, un giovane rampollo di nobile famiglia che la chiederà in sposa per indispettire la ricca madre, ma anche in questo caso la situazione prenderà una piega diversa da quella che Bianca aveva sperato.

Hubert e Kerascoët, rodatissima coppia del fumetto francese, che avevamo già conosciuto con il raffinato Bellezza, ci trasportano in una Parigi degli anni ’30 in cui alto e basso si incrociano e convivono in un magico equilibrio. Gli ultimi hanno bisogno dei primi e viceversa. Si parte con un vero e proprio thriller, tra l’altro ottimamente costruito, per virare poi nelle ultime storie verso toni più leggeri, ma allo stesso tempo sociologicamente significativi (la differenza di classi sociali, l’omosessualità vista come malattia da curare, la condizione di vita dello strato basso della popolazione). Le vicende di Bianca sono in realtà la scusa per parlare di vizi e virtù delle classi sociali della Francia dell’epoca (o di quella contemporanea?). Uomini e donne, politici e ladruncoli, nobili e cameriere sono esposti e messi alla berlina in un altalenante tono di dramma e commedia. Il tono lieve della narrazione, tipico di Hubert, alleggerisce tematiche cruente: serial killer, corruzione politica, perversioni sessuali, ricatti, meschinità, rapporti malati… tutto è messo in scena con cura e una sottile ironia.

Hubert gioca col sesso e con le manie sessuali, in questi racconti più che in altre opere (recuperate Seconda pelle, sempre edito da BAO Publishing, se non lo avete ancora letto). Le sfumature di genere, orientamento e gusti sessuali sono descritte tutte, senza giudizio o gusto compilativo, ma con un occhio affettuosamente documentaristico. Anche i personaggi più marginali riescono ad avere un bello spessore grazie a dialoghi sempre intelligenti e caratterizzazioni particolari.

La donna trans Josephine, la più pagata del bordello, il fiore all’occhiello del Pompadour, ne è un ottimo esempio. Pur non essendo la protagonista della storia conquista la ribalta dopo poche pagine, irrompendo sulla scena in tutto il suo misterioso fascino e arguta intelligenza. O ancora Annette, angelo azzurro, piena di grazie che prova a espiare i suoi peccati pulendo il pavimento della chiesa.

Hubert pur parlando di corpi, di come sono fatti, dei loro desideri, corpi vecchi, giovani, pieni, che provano piacere, ma anche dolore, feriti, mutilati, non scade mai nella volgarità o nel racconto scollacciato fine a sé stesso. Non a caso pone al centro del fumetto un personaggio che col corpo è costretta a lavorare, ma che ne vuole a tutti i costi conservare le segretezza.

Anche se il volume compatta bene le storie, lo avrei forse diviso nei quattro capitoli originali per permettere le giuste pause e i cambi di scena di cui il lettore ha bisogno.

Un’opera come al solito densa, ben congegnata e ben scritta e fantasticamente disegnata, con il piglio fresco, sinuoso e gestuale di Kerascoët che conduce il lettore in una continua montagna russa di emozioni frutto delle rocambolesche avventure di Bianca.

Uno di quei fumetti che realmente si ha il piacere di leggere grazie a una sceneggiatura solida e ben fatta, che incuriosisce, diverte e stupisce.


Hubert, Kerascoët
La vergine del bordello
BAO Publishing, 2022
256 pagg., colore, cartonato, 21×28 cm, €19.90
ISBN: 978-88-3273-706-6

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