Discosogni – C’è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero

Discosogni è una graphic novel scritta e disegnata da Alessandra Rostagnotto ed edita da BAO Publishing.

Ambra e Giovanni trascorrono l’estate del 1984 a Santa Marinella al Mare, tipica località balneare della riviera ligure. Ambra serve gelati nel bar della zia e Giovanni vende frutta su di un furgoncino Ape. Ambra vuole fare la musicista, scrive canzoni e canta nei piano bar o, quando riesce, alle sagre di paese. Giovanni ha un gusto eccellente nel vestire, è gay e vorrebbe fare il ballerino. Ambra e Giovanni sono due falliti totali. Per quanto si impegnino, non riescono a sfondare e alla discoteca Paolina sono più i fischi che gli applausi quando si esibiscono. Ambra decisamente non ha il physique du rôle per diventare una star della disco e Giovanni è troppo avanguardistico rispetto al pubblico di tamarri abituato a ballare il Gioca jouer di Cecchetto.

La provincia non è posto per i due, ma proprio quando iniziano a domandarsi se non sia il caso di mollare e abbandonare i propri sogni, Ambra scopre che il nuovo compagno della zia è Ennio Rigazzi, un famoso produttore musicale in vacanza a Santa Marinella al Mare. Quale occasione migliore per farsi introdurre nel mondo della musica? Riescono così a conoscere Zanatta della Darling Records, sedicente discografico capace di creare fenomeni di successo a tavolino. Zanatta capisce subito il potenziale di Ambra e Giovanni e sfrutterà il talento dell’una e il bel faccino dell’altro per creare il prodotto perfetto: Zaff Hero, playboy e hit maker, con cui scalare le classifiche. Ma il mondo dello show business è più complicato di quanto sembri e i ragazzi dovranno fare i conti con i sacrifici e i compromessi che il successo porta con sé. Da qui in poi le cose ovviamente si complicheranno e prenderanno pieghe inaspettate fino ad arrivare addirittura ad una memorabile esibizione (no spoiler) sul palco all’Ariston di Sanremo del 1985.

Che oggetto curioso è riuscita a creare Alessandra Rostagnotto, un fumetto attualissimo e nello stesso tempo nostalgico. Un tuffo negli anni ’80 a suon di musica e nella cultura popolare (qualcuno la definirebbe trash, non io) dell’Italia che fu, con un’estetica curatissima a metà strada fra Kiss Me Licia e la copertina di Rio dei Duran Duran.

I fan degli anni ’80 non potranno non apprezzare il concentrato di colore, musica, energia e lustrini tipici di quel decennio. La trama che ricalca alcuni cliché delle commedie del periodo (e non solo) ha però un sapore genuino e non farlocco. Alla spensierata voglia di avere successo di Ambra e Giovanni uno ci crede sin da subito, sono due looser adorabili a cui non si può non voler bene. La carta vincente è di sicuro l’ambientazione, così provincialmente italiana e così schiettamente vera. Rostagnotto fa quello che in pochi si azzardano a fare nel mondo del fumetto, cioè ambientare la vicenda in un mondo reale che più vero non si può. Proprio la capacità di raccontare alti e bassi di una certa italianità rende il fumetto vincente: gli anziani in villeggiatura, i giovani paninari, le soubrette, il dietro le quinte di un mondo dello spettacolo che, anni luce prima dell’avvento dei reality, non ci teneva affatto a raccontare la verità, ma anzi si ingegnava per creare successi artefatti da copertina.

Proprio le copertine sono la chiave per raccontare questo volume. Il libro ne è pieno, copertine di dischi (bellissimi i risguardi con Ambra e Giovanni che ricalcano le copertine dei dischi-capolavoro dell’epoca) che ci fanno capire i riferimenti culturali e musicali dei due. E poi le copertine dei giornali, anzi dei giornaletti, che sbattevano in prima pagina il belloccio di turno per far innamorare folle di ragazzine e quindi guadagnare di più. Sì, perché la famosa società dell’apparenza che tanto biasimiamo oggi è nata proprio in quel periodo lì. Apparire, e apparire come loro ti vogliono e non come sei. Ambra e Giovanni se lo chiedono spesso se sia giusto essere quello che non sono, essere strumentalizzati da un’industria che ti fagocita e ti digerisce in un baleno se non rispetti i suoi canoni. Ma per Ambra e Giovanni dietro quella voglia di farcela c’è tanta passione e non voglia di mostrarsi, c’è studio, impegno, talento e allora il patto col diavolo che firmano per raggiungere il successo glielo si può perdonare.

Il tono da commedia scanzonata, è proprio il caso di dirlo, è sicuramente nelle corde della Rostagnotto, che gestisce tempi e dialoghi in modo brillante. Sembra di leggere qualcosa di già letto, ma in modo piacevole, un senso di déjà-vu che però ti lascia il sapore buono del gelato.

Discosogni è una vacanza piacevole per il cervello e una lettura di un’epoca meno banale di tante altre ultimamente prodotte, soprattutto perché concentrata su un settore, quello della musica, in particolare quella dance ed elettronica, sempre poco battuto in Italia. Come se quegli anni votati al cazzeggio e all’effimero non abbiano in realtà segnato profondamente la nostra cultura e quindi non sia necessario raccontarli. La riflessione sull’industria musicale del periodo che sfornava tormentoni e personaggi bulicamente, utilizzando la stessa infallibile ricetta, è assai efficace e svela retroscena tutt’ora interessanti.

L’autrice ha di sicuro fatto i compiti e non si è lasciata sfuggire niente di quel periodo, riportandone meticolosamente atmosfere e colori. Le tavole sono affollate di infiniti riferimenti e citazioni: dai capitoli scanditi con i nomi delle hit alle insegne dei negozi, dagli idoli della TV ai poster di Annie Lennox in cameretta, dalla marca Roland(o) delle testiere ai vestiti alla Boy George. Rostagnotto non ha paura di fare i nomi e stila un vademecum di tutto quello che la musica dance e il mondo che ci girava attorno era in quel periodo. Cosa che, per una ragazza del 1994 (anno di nascita dell’autrice), è un vero e proprio sforzo di ricerca bibliografica.

Chissà se è proprio grazie allo sguardo di chi è estraneo ai fatti che Rostagnotto è riuscita a cristallizzare un momento così bene, senza idolatrarlo e farlo risultare fasullo. La spigliata dolcezza del racconto ti trascina e sembra di sentire lo sciabordio delle onde e di sentire l’odore dolciastro del fumo finto in discoteca.

Lo stile dell’autrice, che paga soprattutto tributo ai fumetti giapponesi, è perfetto. Precisa, dettagliata, minuziosa, ma anche ironica e riflessiva quando serve. La palette, con un po’ di kawaii, un pizzico di studio memphis e molto neon, è un viatico eccezionale per immergersi nelle atmosfere del racconto.

Bonus, la fantastica playlist ascoltabile su Spotify con tutto il meglio della musica anni ’80 da ascoltare durante la lettura! Bomba!

Un fumetto divertente e leggero, intrattenimento allo stato puro, ben scritto e ben disegnato.


Alessandra Rostagnotto
Discosogni
BAO Publishing, 24 febbraio 2022
200 pagg., colore, cartonato, 17×23 cm, €20.00
ISBN: 9788832736816

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