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Il Teen Toon Fest: l’animazione come linguaggio ipermediale. Bilancio di un evento

Il Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno è stato recentemente palcoscenico di un evento straordinario: il Teen Toon Fest, il primo festival interamente dedicato ai cortometraggi di animazione realizzati da ragazzi per ragazzi. Dimensione Fumetto è stata presente in veste organizzativa e, in collaborazione con Radio Incredibile, come media partner.

Il festival si è svolto nelle due giornate del 13 e 14 novembre 2025 e ha in qualche modo riassunto il percorso didattico quasi decennale di Cartoon School.

L’idea alla base del Teen Toon Fest, infatti, è nata e si è sviluppata a partire da Cartoon School, un percorso progettato da Koete, frutto della collaborazione tra professionisti dell’animazione e del fumetto e le scuole, con l’obiettivo di portare il linguaggio narrativo animato all’interno del sistema educativo.
Un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo del progetto è stato giocato dall’associazione Anteas. Dopo il terremoto del 2016, Anteas Nazionale portò nelle zone colpite il progetto Cartoon School per parlare di fiducia. Da lì, il progetto è stato trasferito ad Ascoli, dove, insieme alla parrocchia San Simone e Giuda (guidata da Don Giampiero Cinelli, presidente del Cinecircolo Don Mauro), è nata la scintilla creativa che ha portato al festival.

Il progetto nel tempo si è diffuso in diverse regioni d’Italia, tra i partecipanti ci sono infatti scuole dalla Toscana e dalla Sicilia.
Mirko Fabbreschi, direttore artistico del festival, ha lavorato per creare un contenitore dove far incontrare il “capitale” di ragazzi adolescenti che, appassionandosi all’animazione, diventano parte attiva del processo creativo, mettendo in concorso i loro lavori.

I partecipanti al contest, provenienti da scuole come l’Istituto Comprensivo di Castelfiorentino (Firenze) e diverse scuole di Messina, hanno dimostrato di aver acquisito competenze tecniche e artistiche straordinarie.
Il percorso didattico del Cartoon School coinvolge le scuole secondarie di primo grado nello studio approfondito del cinema d’animazione, coprendo sceneggiatura, doppiaggio, sonorizzazione e colonna sonora, fino alla realizzazione completa di un cartone animato.
Gli studenti, intervistati grazie al supporto di Womak Productions, hanno raccontato di aver dovuto imparare a usare software di animazione, muovendo i personaggi e salvando i movimenti tantissime volte in piccoli step. Questo ha permesso loro di conoscere il lavoro impegnativo, ma divertente, dell’animatore. Hanno curato il design e la realizzazione grafica dei personaggi, la scrittura (lavorando talvolta con professionisti come Mirko per la musica e i testi delle sigle), e la post-produzione, imparando fino al mix audio/video per arrivare al prodotto finale.
Questo processo è un grande esercizio stilistico e sociale: gruppi anche di quaranta alunni hanno dovuto armonizzare le proprie capacità e le esigenze narrative. L’animazione si è rivelata uno strumento per sbloccare la creatività, permettendo a chi è meno bravo a parlare di eccellere nel disegno, o a chi non disegna bene di contribuire con la musica. Inoltre, il progetto ha promosso una forte integrazione culturale, che è proprio una delle finalità del progetto.

L’animazione è un linguaggio ipermediale che sfrutta costantemente il funzionamento del nostro cervello, fondamentale da saper leggere e utilizzare in modo attivo. Le materie coinvolte includono letteratura, disegno, musica, tecnologia e recitazione, rendendo l’esperienza veramente multidisciplinare.

Il programma si è alternato tra la visione dei corti degli studenti, panel più tecnici, eventi per tutti. Inoltre c’è stata una distinzione tra la parte audio e quella grafica una intera giornata è stata dedicata al mondo del doppiaggio, un’arte che in Italia ha una tradizione storica e di altissimo livello e alle colonne sonore, l’altra ai disegni e alle attività specifiche degli animatori.

Il festival ha ospitato veri giganti del doppiaggio, tra cui Stefano Onofri e Fabrizio Mazzotta. Onofri, doppiatore di personaggi iconici come Lupin III, Spider-Man, Tin Tin e Gigi la trottola, ha raccontato la sua formazione, iniziata come cantautore e poi sviluppatasi in teatro. Ha spiegato la differenza tecnica tra l’attore teatrale (che deve “portare la voce” fino all’ultima fila) e il doppiatore (che lavora vicino al microfono). Ha definito il doppiaggio un «mestiere di ladri» nel senso positivo, consigliando ai ragazzi di osservare attentamente i colleghi più esperti per apprendere i segreti del mestiere.
Fabrizio Mazzotta, voce di Krusty il Clown e Puffo Tontolone, ha espresso il suo piacere nel valutare i cortometraggi scolastici. Ha offerto un consiglio cruciale: i ragazzi devono imparare a essere multimediali loro stessi, accumulando un ampio bagaglio culturale (leggendo molti libri, guardando film e serie TV) per sviluppare un senso critico contro la tendenza alla via più comoda offerta dalla multimedialità passiva e dall’intelligenza artificiale.
Mazzotta ha sottolineato che il doppiaggio, essendo un’espressione artistica che richiede recitazione, è un fatto culturale e, dal punto di vista educativo, è prezioso perché costringe a immedesimarsi in un personaggio altro da sé. In un periodo storico in cui l’empatia scarseggia, mettersi nei panni di qualcun altro (un’altra cultura, un’altra provenienza) è un metodo importante per imparare a capire il diverso.

Il Festival ha offerto ai ragazzi l’opportunità di confrontarsi con professionisti che hanno fatto la storia dell’animazione e del fumetto italiano.
Vince Tempera, maestro compositore, ha ricordato l’epoca d’oro delle sigle dei cartoni animati, che vendevano milioni di copie. Tempera, in collaborazione con Luigi Albertelli, ha scritto moltissime sigle storiche, allontanandosi dallo stile “marziale” dei prodotti giapponesi originali.

Anche il  mondo tecnico dell’animazione era ben rappresentato, hanno infatti preso parte ai panel Franco Bianco tra gli animatori; Michele Buscalferri e Rodolfo Brocchini, storyboard artist. Ai microfoni della radio ciascuno ha raccontato il proprio percorso professionale.

Il festival ha anche messo in luce le tendenze attuali nel mondo dell’illustrazione e del fumetto.
Dominga Tammone, illustratrice e vignettista, ha disegnato dal vivo durante l’evento. Specializzata in “caricature gentili” che accentuano gli aspetti positivi delle persone, ha disegnato e colorato durante i panel.
Nicola Gobbi, fumettista, ha fornito una prospettiva sul graphic journalism (fumetti di realtà, reportage, divulgazione scientifica). Sull’argomento è stato tenuto anche un incontro formativo con le scuole, a opera anche di disegnatori locali come Laura Martellini.

Moltissime le realtà del volontariato locale che si sono messe insieme per realizzare il festival: Centro Servizi per il Volontariato, AVIS provinciale e comunale, UNICEF, Anteas e Cinecircolo Don Mauro.

Inoltre alcuni esponenti di altri festival dello stesso tenore hanno partecipato, sia in sede di giuria, ma anche ai panel e agli eventi, uno per tutti Moscerine Film Festival, festival di cortometraggi per ragazzi, non esclusivamente animati.

In conclusione, il primo Teen Toon Fest ha dimostrato che l’animazione è ben più di un semplice divertimento. È un linguaggio narrativo maturo e interconnesso, capace di trasmettere valori profondi, sviluppare competenze tecniche di alto livello nei ragazzi e fungere da piattaforma culturale per il confronto tra diverse generazioni di professionisti.
L’entusiasmo dei ragazzi, che hanno avuto modo di raccontare la propria visione del mondo in maniera “disarmante”, è la prova che questo esperimento funziona, e tutti i partecipanti, inclusa Dimensione Fumetto, sperano di rivedere il Festival arricchito e potenziato nelle prossime edizioni.

Dimensione Fumetto ha collaborato strettamente con l’organizzazione, mettendoci tantissimo lavoro dietro le quinte – e comparendo talvolta sul palco con Arianna, Andrea, Edoardo – e in collaborazione con Radio Incredibile ha realizzato le interviste con tutti i protagonisti.

Quindi dopo il tanto lavoro, un po’ di meritato riposo, nella speranza che il festival si radichi nel territorio e trovi un pubblico sempre più attento e presente.

Con un enorme grazie a Mirko Fabbreschi che ha guidato il lavoro come direttore artistico, mettendo insieme tutte le componenti, tecniche, logistiche e artistiche.

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Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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