Dimensione Arcobaleno: Tokyo Babylon

Be proud of who you are! Per tutta l’estate Dimensione Fumetto arricchirà le sue proposte e si tingerà dei colori dell’arcobaleno… come? Nell’unico modo in cui sappiamo farlo, leggendo e proponendovi fumetti e fumettisti che affrontano tematiche LGBTQIA+: inclusione, rispetto, identità e amore. Buona lettura!


Copertina del volume 1 di "Tokyo Babylon" di CLAMP.Mettiamo subito le mani avanti e facciamo risparmiare tempo a chi legge solo il primo paragrafo: Tokyo Babylon è un capolavoro, e tanto più lo è nell’ambito dei fumetti a tematica queer, e ancora di più se consideriamo che è stato realizzato 32 anni fa in un Paese come il Giappone su cui incombe tuttora una cappa di perbenismo incredibilmente pesante e retrogrado, persino più di quello che c’è in Italia.

Il fatto che fumetti e serie TV giapponesi presentino spesso situazioni apparentemente molto progressiste (un esempio a caso: giovani donne guerriere che salvano il mondo in Sailor Moon) non inganni lo spettatore occidentale: sono fughe dalla realtà socialmente accettate proprio perché, appunto, non sono la realtà. Tokyo Babylon intavola un discorso diverso: essendo un fumetto fantasy appare come una fuga dalla realtà, ma il contesto profondamente verosimile, quasi da cronaca nera (anzi senza “quasi”), costringe il lettore a riflettere attentamente su quanto narrato e lo riporta violentemente coi piedi per terra.

Chi l’ha già letto sa bene che Tokyo Babylon è un’opera di eccezionale valore, ma vale comunque la pena di spenderci qualche parola nonostante si tratti di un titolo noto e ormai storicizzato, approfittando dal fatto che in Giappone è attualmente in corso la ristampa delle opere maggiori del catalogo delle CLAMP che comprende, naturalmente, anche questo fumetto con nuove copertine disegnate per l’occasione.

Manifesto pubblicitario della nuova edizione di "Tokyo Babylon" di CLAMP in una stazione della metropolitana a Ikebukuro (Tokyo). Fonte: https://twitter.com/kinakomochiss/status/1533682689844576256
Manifesto pubblicitario della nuova edizione di Tokyo Babylon in una stazione della metropolitana a Ikebukuro (Tokyo).

Brevissimo contesto. In maniera molto simile ai registi Pixar, che nei loro primi meeting buttarono giù tutte insieme una gran quantità di idee folli e geniali che poi pian piano hanno concretizzato in film successivi, il quartetto di fumettiste CLAMP tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 ha realizzato in breve tempo alcuni fumetti caratterizzati da idee molto potenti, con le quali parzialmente campano di rendita ancora oggi. Gran parte del loro fascino proviene dalla fusione fra elementi tipici dei target shōnen e shōjo (al tempo del tutto inedita e da loro sperimentata), dalla costruzione di un proprio mondo narrativo complesso, e dalla enorme versatilità nel linguaggio letterario e grafico.

Nel 1990 il piccolo editore Shinshokan inizia a serializzare Tokyo Babylon sulla rivista Wings. All’inizio sembra una commedia fantasy nemmeno particolarmente originale su un giovane esorcista kakkoii (con un look alla moda) che ha una sorella mezza matta e un amico serio e posato, in pratica un trio comico, ma col progressivo approfondimento dei tre protagonisti, e soprattutto con l’introduzione della megalopoli di Tokyo come quarto personaggio attivo, la narrazione si trasforma in dramma, prendendo una piega clamorosamente oscura e imprevedibilmente profonda.

Illustrazione da "Tokyo Babylon" di CLAMP.
Lo stile grafico utilizzato per Tokyo Babylon era molto diverso da quello in voga negli shōjo di quel periodo e si rifaceva alla fotografia di moda: non a caso, l’artbook che raccoglie tutte le illustrazioni della serie si intitola Tokyo Babylon Photographs ed è impaginato fin dalla copertina come una rivista glamour.

Ci sarebbero tante cose da dire su Tokyo Babylon e una delle più importanti è proprio la sua componente queer, sulla quale ci riserviamo di ritornare in futuro per parlarne in maniera più estensiva come merita.

Ci limitiamo qui a sottolineare, su questo argomento, quanto il percorso narrativo del protagonista Subaru, benché camuffato dalle CLAMP all’interno di una trama action, in realtà non sia altro che un percorso di scoperta di sé, della propria sessualità e dei propri sentimenti. Lo stesso fatto che Subaru indossi dei guanti, che nascondono qualcosa e che (spoiler) vengono rimossi alla fine della storia, è una chiara metafora del fatto che la sua identità era già inequivocabilmente presente dentro di lui, ed era soltanto in the closet (letteralmente, essendo nascosta con un capo d’abbigliamento). Il cambio di look nelle ultime pagine non ha bisogno di essere spiegato: che sia per gli eventi della storia (trama esteriore) o per la sua crescita personale (trama interiore), Subaru è diventato letteralmente una persona nuova.

Ci sono numerosi altri fumetti più o meno contemporanei a Tokyo Babylon che uniscono una trama action o fantasy con l’approfondimento psicologico di personaggi queer (Banana Fish e Proteggi la mia Terra, per dirne due, ma anche molti lavori di Moto Hagio), ma in Tokyo Babylon l’identità del protagonista non è un tema: è IL tema.

Dettaglio di un'illustrazione da "Tokyo Babylon" di CLAMP.
A letto con il nemico: i gemelli Subaru e Hokuto con Seishirō. Sembrava tanto una brava persona, salutava sempre.

In Giappone Tokyo Babylon è diventato col tempo non un successo, ma perlomeno un piccolo cult da cui sono stati tratti due OVA nel 1992 e 1994 e persino un film dal vivo direct-to-video nel 1993 (nessuno dei tre imperdibile). Quando nel 2020 fu annunciata una serie TV celebrativa per il 30ennale del fumetto molti fan furono presi da un mix di gioia e scoramento date le pesanti modifiche allo stile grafico, ma il problema fu eliminato alla radice dato che nel giro di quattro mesi il progetto fu abortito per accuse di plagio.

Nonostante i prodotti derivati dimenticabili, Tokyo Babylon è rimasto nel cuore dei lettori come un’opera in cui il bilanciamento fra le varie parti del racconto, la capacità di travalicare i generi e i target, e in definitiva la fascinazione che esercita sul lettore raggiungono livelli altissimi. Uno dei migliori fumetti a tematica queer mai realizzati.


CLAMP
Tokyo Babylon
Due edizioni italiane: Planet Manga nel 2001, d/books nel 2009
Sette volumi, b/n con poster a colori, brossura, 14,8×21 cm (Planet Manga), 12,5×18 cm (d/books)

Mario Pasqualini

Sono nato 500 anni dopo Raffaello, ma non sono morto 500 anni dopo di lui solo perché sto aspettando che torni la cometa di Halley.

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