Interviste

Intervista con Nicola Gobbi al TeenToonFest

Uno degli ospiti più “fumettosi” del TeenToonFest, tenutosi ad Ascoli Piceno lo scorso 13 e 14 novembre è stato Nicola Gobbi.

Dopo aver partecipato al panel sul fumetto con Franco Bianco e Michele Buscalferri, abbiamo potuto intervistarlo e chiedergli del suo lavoro di fumettista in Francia e un po’ in generale del mondo del fumetto…

ACB: Nicola, raccontaci la tua esperienza: tu da sempre ti occupi di quello che oggi si chiama Graphic Journalism…

Nicola Gobbi: Sì, diciamo di sì, mi sono sempre occupato di storie del reale, quindi reportage, biografie o anche divulgazione scientifica, e lo faccio da sempre, per quanto io sia estremamente legato al fantastico. Ho sempre cercato un po’ di mixare queste mie preferenze anche nel racconto del reale, metterci comunque un po’ di fantastico. Io penso che il disegno nello specifico metta sempre un po’ di fantastico, perché il disegno è comunque astratto e per quanto possa essere realistico comunque è una sintesi della realtà, quindi è una interpretazione dell’autore e un percorso di astrazione dal reale. Quindi sì, mi sono sempre occupato di reale, ma con una un’attenzione particolare a a quel reale che si nasconde nel fantastico.

Sono ormai 15 anni che sei nel campo del fumetto e hai lavorato principalmente in Francia. Sei presente sul mercato italiano con alcune opere edite da Eris Edizioni e Rizzoli. Qual è la differenza tra Italia e Francia per il tipo di fumetti tra il reale e il fantastico di cui parlavamo?

N.G: Bella domanda, complessa: la differenza principale è che il fumetto in Francia è una cosa molto molto radicata nella cultura generale e quindi è anche da sempre comunque accettato come strumento di valore, strumento artistico, oggetto che può stare in libreria. Tutte le famiglie in Francia hanno nella loro libreria dei fumetti, mentre da noi in Italia, anche se adesso sicuramente sta un po’ cambiando, negli ultimi anni, il fumetto è relegato al mondo dell’infanzia. Quindi c’è un po’ di titubanza, secondo me, ad approcciarsi a un fumetto un po’ più maturo, un po’ più adulto che tocca temi, appunto, più legati anche al reale. Per esempio, con l’avvento di case editrici, anche come Beccogiallo di cui abbiamo parlato anche stamattina con i ragazzi, che si occupa soprattutto di questo, la cosa è cambiata. In realtà in Italia abbiamo avuto degli autori che hanno rivoluzionato abbastanza il mondo del fumetto a livello narrativo. Però io penso che la differenza sia questa. Noi lo abbiamo sempre sottovalutato, che da una parte è una cosa per certi aspetti positiva perché se sei un po’ sottovalutato ti puoi un po’ sbizzarrire di più, sei un po’ più libero da sovrastrutture. Dall’altra parte però è anche un po’ svilente sentir dire ancora, per esempio: “se ti devi svagare, vati a leggere un fumetto”. Il fumetto è una cosa seria e e complessa e penso che i francesi questa cosa l’abbiano capita sicuramente un po’ prima di noi.

C’è un problema legato proprio all’intendere il medium come un mezzo per trasmettere qualsiasi tipo di messaggio. Poi se il messaggio è infantile lo facciamo in un certo modo; se il messaggio è per adulti l’approccio sarà diverso. Su Dimensione Fumetto ci occupiamo spesso di divulgazione scientifica a fumetti, quali sono le tue esperienze con la divulgazione scientifica a fumetti?

N.G: Ultimamente mi sono relazionato molto con la divulgazione scientifica in Francia, dove troviamo volumi che trattano temi molto complessi con estrema lucidità e anche con molta ironia. Mi piace molto questo aspetto. Per me è stato molto interessante innanzitutto relazionarmi con professionisti e professioniste che scrivono questo tipo di sceneggiature, che portano contenuti, ma che magari non sono avvezzi al mondo del fumetto. Ma è estremamente interessante questa contaminazione con altri tipi di professionisti. Per me la difficoltà maggiore, in questi casi, è proprio riuscire a gestire la mole di contenuti e di informazioni: uno scienziato, una scienziata, conosce molto bene la materia di cui vuole parlare, vorrebbe mettere tutto, mentre il fumetto comunque richiede una sua sintesi. Infatti per una lettrice o un lettore non esperti è fondamentale avere un contenuto leggibile e immediatamente fruibile. Altrimenti si approccia a un tipo diverso di libro, ad esempio un saggio.
Da una parte penso che il disegno aiuti in modo evidente. Si presta molto e penso che anche storicamente nasca anche per questo. Forse non direttamente per la divulgazione scientifica, però il fumetto negli Stati Uniti nasce anche per insegnare la lingua agli immigrati europei. Aveva in qualche modo fin da allora il suo aspetto pedagogico, quindi da questo punto di vista credo sia una specie di ritorno alle origini.
Dall’altra parte penso che il disegno, e quindi il linguaggio del fumetto, possa affrontare cose che il saggio scientifico invece non può toccare, più legate all’emotività. Così nella nuvoletta parlo di cose precise, scientifiche, però un disegno più evocativo sblocca qualcosa nel lettore, e aggiunge al contenuto un altro aspetto che è l’aspetto personale, emotivo, di interesse che va a completare. In conclusione, sono dell’idea che un fumetto di divulgazione scientifica, ma anche tutti i fumetti che parlano di realtà, non debbano esaurire l’argomento, ma debbano invitare i lettori ad approfondirlo.

Anche facendo un po’ la storia del fumetto in Italia, la mia generazione ha spesso cominciato a con «Il giornalino», che cercava un valore pedagogico nelle storie. E da queste esperienze sono venuti fuori grandi maestri del fumetto che poi hanno fatto, diciamo, anche la storia del fumetto italiano sotto tutti i punti di vista. Non c’è in queste opere di realtà un tentativo di recuperare il valore pedagogico del fumetto, oppure è un’evoluzione anche del fatto, come dicevamo prima, che il fumetto passa da cosa per bambini a medium completo?

N.G: Secondo me un po’ entrambe le cose. Qui penso che noi ancora stiamo facendo questo passaggio culturale riguardo al fumetto, nel senso che ancora mi capita di vedere genitori che dicono “Ah, devi studiare questo argomento, ad esempio di storia… comprati il fumetto che è più semplice”. In realtà non dovrebbe essere così. Dobbiamo sbloccare questa concezione che il fumetto sia necessariamente una semplificazione. In realtà è uno strumento che può essere utilizzato per aggiungere cose o per raccontare cose da diversi punti di vista. Anche se oggi ci sono davvero tanti media, e forse ci hanno anche un po’ sorpassato e quindi ci siamo dovuti trovare anche noi la nostra nicchia di sopravvivenza in qualche maniera. Devo dire che questa cosa al fumetto sta riuscendo abbastanza bene.

Una piccola sollecitazione da esperto del mondo del fumetto francese: questa situazione del Festival di Angulemre che è in difficoltà. Potrebbe essere la caduta di un mito del mondo del fumetto d’oltralpe?

Non ti so dire troppo nello specifico perché in realtà non ho seguito fino in fondo questa vicenda. In questo momento la situazione politica francese è un po’ complessa: nel mercato della cultura hanno avuto sempre uno statalismo importante, quindi lo Stato è presente anche nel finanziamento di case editrici e Festival. In questa fase di difficoltà e ambiguità, a cui noi siamo abituati, ma i francesi forse un po’ meno, stanno andando tutti un po’ nel panico.
Inoltre i francesi hanno una predisposizione alla protesta molto più forte della nostra, quindi sicuramente non portano pazienza, su niente. Quindi sarà interessante capire come andrà a finire questa questione del Festival di Angouleme 2026.

About The Author


Scopri di più da Dimensione Fumetto

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

Commenta!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi