Vecta – La fantascienza dal gusto rétro di Luca Tieri

Da qualche tempo è disponibile in tutte le fumetterie e librerie di varia Vecta, edita da Coconino Press, l’opera d’esordio nel mondo dei fumetti di Luca Tieri, autore napoletano che ha messo le proprie radici a Tokyo per amore dell’arte e della musica punk!

Vecta è un’opera di fantascienza dalle tematiche noir ambientata in un ipotetico prossimo futuro tecnologicamente avanzato, ma dove le cattive abitudini degli esseri umani, fra multinazionali senza scrupoli e corruzione dilagante, continuano a ledere gli strati sociali più sfortunati costretti a vivere di espedienti come sottoporsi a sperimentazioni top secret o scommettere su corse motociclistiche clandestine dove la fanno da padrone moto ultraveloci guidate da gruppi di sfrenate ragazze bikers. La storia vedrà sviluppi inaspettati però quando gli intrighi dei potenti si scontreranno con la caparbietà di una ragazzina alla ricerca della verità sul suo passato.

Con una rappresentazione grafica estremamente dinamica e psichedelica ottenuta anche attraverso un uso sapiente dei colori e del bianco e nero, atto a rappresentare e differenziare momenti diversi della narrazione, l’autore, muovendosi col suo personalissimo stile, inebria il lettore già dalle prime tavole del volume traboccanti di influenze tanto varie ed eterogenee quanto complementari: la passione per la Sci-Fi più classica, per le vecchie serie televisive live action giapponesi e per la tecnologia!

Luca Tieri è stato così disponibile da dedicarci un po’ del tuo tempo per una “chiacchierata asincrona” dove ci parla del suo percorso artistico-lavorativo e di come sia nato Vecta.


Ciao Luca, felice di averti con noi. Prima di tutto parlaci un po’ di te.

Ciao! Mi piace disegnare, ascoltare musica e fare quattro passi per dare aria al cervello.

Puoi raccontarci qualcosa su quello che è stato il tuo percorso artistico?

Dopo l’istituto d’arte con indirizzo grafica pubblicitaria di Torre Annunziata, ho frequentato il corso di fumetto alla Scuola Italiana di Comix a Napoli. Lì sono stato seguito da Daniele Bigliardo, Luigi Siniscalchi, Alessandro Nespolino e Pako Massimo. Vederli disegnare al proprio tavolo è stata una gran fortuna. Con la scuola sono ancora in contatto, mi piace il loro lavoro di formazione.

Dopo la Comix ho lavorato qualche anno come grafico e nel frattempo ho realizzato illustrazioni per band e magazine. Nel 2004 sono stato in viaggio in Giappone: a Tokyo, nell’ambiente delle sottoculture musicali, ho stretto amicizia con giapponesi che curavano un piccolo magazine di musica garage-punk. Facevo delle illustrazioni per la loro rivista e grazie a questo contatto nel 2010 sono tornato a Tokyo per una piccola personale. Qualche mese dopo ho iniziato a frequentare un corso di giapponese e un paio di anni dopo mi sono trasferito.

Oltre al fumetto, quali sono le tue passioni?

Come dicevo, musica e arte a 360°.

Cosa ti ha portato in Giappone?

Penso sia stata la musica garage-punk giapponese. Dopo le superiori ho ascoltato un mucchio di band e quando mi sono ritrovato in una live house qui a Tokyo ritornarci è stata un’ossessione!

Parliamo un po’ di Vecta. Da dove nasce l’idea, quali sono state le tue influenze artistiche? Vecta è colmo di riferimenti al Giappone degli anni ’70-’80 come i gruppi bōsōzoku, i film live action giapponesi pinky violence della Tōei, e la fantascienza alla Bubblegum Crisis. Rappresenti nel fumetto una Tokyo relativamente futuristica (la storia inizia nel 2032) e tecnologicamente avanzata, ma con la presenza costante di strumenti “sorpassati” o quasi anacronistici molto alla Blade Runner.

Vecta nasce da una mia serie di illustrazioni con ragazze bikers. Spesso mi chiedevano se facevano parte di un progetto a fumetti così iniziai a mettere su qualche nota. Mi ricordo che in quei mesi ero in fissa con la serie TV anni ’80 giapponese Sukeban deka con Yuki Saitō come protagonista. La storia (tratta da un manga di Shinji Wada) è quella di una ragazza delle superiori che viene reclutata dal governo per combattere il crimine. Ahahah, vedere un episodio a sera era un vero toccasana contro lo stress! Qualche mese dopo Ratigher, l’allora direttore editoriale di Coconino, mi chiese se avessi avuto da proporgli una storia con le bikers che stavo disegnando. Misi assieme subito un abbozzo di sinossi con quelle note che avevo e mi rispose interessato.

Riguardo alla tecnologia utilizzata, mi diverte disegnare dei gadget da far usare ai personaggi. Se ci pensi con uno smartphone ne abbiamo rimpiazzati mille. Forse per questo nella storia ho fatto ricorso a un downgrade tecnologico per disegnarne un po’.

Quali sono gli strumenti principali che usi per il tuo lavoro?

Procreate all’80-90% e per il resto Photoshop.

Pensi sia possibile per il fumetto abbandonare la forma analogica (carta) per uno sviluppo totalmente in digitale?

Beh, Vecta è realizzato tutto in digitale. Il digitale è un mezzo come gli altri. Se usato a dovere è una manna in fatto di comodità che si traduce in risparmio prezioso di tempo. Se l’approccio è in simbiosi con quello che si vuole buttare fuori, va bene anche il digitale, ma l’importante è non essere schiavo degli undo e di setting di ultraprecisione che il più delle volte a mio parere sono inutili.

In Giappone che esperienze artistiche hai avuto?

Lavoro come illustratore. All’inizio ho macinato parecchie cut illustration per magazine, poi man mano ho dedicato più energia alle mie cose e ultimamente mi contattano per quelle dandomi abbastanza carta bianca. Di sicuro l’artwork per l’album Ii ne! dei Sunny Day Service è uno dei lavori per cui sono più riconosciuto qui. Il lavoro è stato molto apprezzato sia dalla band che dai fan e sono molto contento.

Che differenza c’è tra lavorare nel mondo del fumetto in Giappone e in Italia?

Lavoro principalmente come illustratore e, sebbene abbia disegnato delle storie brevi per lavoro, tecnicamente non saprei darti una risposta dettagliata.

Cosa ne pensi del mercato del fumetto italiano?

Penso stia vivendo un momento abbastanza interessante. Di sicuro non ci sono i numeri come in altri Paesi, ma vedo soluzioni possibili sia nel fumetto autoprodotto sia quello con le case editrici.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho un po’ di note da parte, magari qualche storia breve.

Che consigli ti sentiresti di dare a chi volesse intraprendere la carriera artistica?

All’inizio è dura, ma non bisogna demordere. Investire sulle proprie cose con tutte le energie anche mentre si fa altro per portare a casa la pagnotta, perseverare is the way.

Dove possiamo vedere quello che fai?

Virtualmente seguitemi sul mio sito web e profilo Instagram!

Se invece avete la possibilità di visitare il Comicon 2022 (dal 22 al 25 aprile), dovrei essere tutti i giorni in giro per la fiera e presso lo stand Coconino con Vecta. Per le date e per avere maggiori dettagli sugli orari dei firmacopie/incontri, conviene controllare i social Coconino. Incontriamoci! Aspetto tutti anche per due chiacchiere!


Luca Tieri
Vecta
Coconino Press, collana Coconino Cult
240 pagg., colore e b/n, 19,5×26 cm, €22.00
ISBN: 9788876185373

Mauro Paone

I fumetti fanno parte della mia vita da sempre, per questo sarò sempre una parte di loro...

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