The Google Chrome Comic e Contra Chrome – McCloud ed Elliott sui pro e contro del browser di Google

Chrome McCloud comic pagina 1 Nel 2008 nientepopodimeno che Scott McCloud, il fumettista famoso per aver realizzato fumetti su come si fanno i fumetti, fu incaricato da Google di trasferire in forma di fumetto un lavoro divulgativo che descriveva le caratteristiche di Chrome, all’allora appena nato browser di Google.

L’opera è intitolata semplicemente The Google Chrome Comic ed è ancora disponibile gratuitamente sulla pagina del fumettista, nonché su quest’altra pagina: sono infatti diverse le agenzie governative e compagnie private che si sono servite della brillante capacità didascalica dei fumetti di McCloud.

Il fumetto sta diventando un linguaggio sempre più utilizzato per la comunicazione e la divulgazione, e Palo Alto non poteva non accorgersene da subito.

Devo dire che non sapevo nulla di questo fumetto di McCloud, anche se uso pesantemente Chrome da diversi anni, anzi mi ritenengo un utente discretamente avanzato.

The Google Chrome Comic è in pieno stile divulgativo, e riporta le caratteristiche del browser sia dal punto di vista della progammazione, sfiorando anche alcuni particolari tecnici, sia dal punto di vista dell’utente. Quindi è, un po’ come i metafumetti di McCloud, leggibile su molti livelli.

Chrome è diventato abbastanza rapidamente il browser più diffuso, open source e collegato al mondo Google. E gratis.

Ma, come ben sappiamo, nulla è gratis.

In particolare nell’informatica, un esempio di non gratuità è la creazione di standard de facto. È accaduto, ad esempio, con Microsoft Windows e Office negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso.

E sta accadendo ovviamente oggi con i colossi online. Pensiamo a quanto è successo durante la pandemia, alle piattaforme per le videoconferenze o a quelle didattiche per le scuole.

Recentemente mi è giunta la notizia di un fumetto di Leah Elliott intitolato Contra Chrome, anche questo disponibile online, che parafrasa l’opera di McCloud. Il perché di questa pubblicazione, secondo l’autrice, è che Chrome è:

about you. Seven of ten readers will reach this site using Google Chrome, which is a very different road than other browsers.

Sul sito lo trovate in inglese e in tedesco, ma è stato tradotto in italiano e reso scaricabile gratuitamente da I copernicani.

Il sottotitolo è già un bel programma: Come il browser di Google è diventato una minaccia per la privacy e la democrazia. In effetti abbiamo sentito più volte in questi anni le difficoltà che Google sta avendo con la privacy, soprattutto in Europa. E questo è stato lo stimolo che mi ha spinto a parlare di questi due fumetti. Anche perché, in effetti, Chrome è il browser di gran lunga più usato al mondo.

Senza voler ovviamente prendere nessuna posizione sul contenuto, ho pensato di dare uno sguardo ai due fumetti.

Leah Elliott crea un fumetto in perfetto stile McCloud, invecchiando i personaggi (programmatori e ingegneri di Google) che erano apparsi nel fumetto originale.

Arnaud Weber, già programmatore di Chrome nel 2008, nelle due versioni. Attualmente lavora per LinkedIn.

Usa lo stesso stile del fumetto originale per ribattere colpo su colpo sulla privacy (in realtà non entra nelle questioni tecniche su Javascript, sulla velocità di Chrome e su come lavora con le schede isolate). Usa le stesse sequenze grafiche che McCloud ha usato per descrivere alcune caratteristiche di programmazione (ad esempio sul motore Javascript V8) per argomentare sulla classificazione che Google farebbe delle nostre personali informazioni durante la navigazione. Accusando anche la grande G di violare regole e di cambiare in corsa le caratteristiche del software senza avvisare opportunamente gli utenti.

Contra Chrome di Elliott ha meno pagine del fumetto originale (25+3 di epilogo contro le 38 di McCloud) perché non confuta tutte le caratteristiche tecniche, ma aggiunge un paio di pagine di riferimenti online su quanto scrive.

Anche il fumetto, ancora una volta, diventa un linguaggio per discutere e per proporre con attenzione e dedizione tesi scientifiche o tecnologiche (ovviamente con chiari riferimenti). I dubbi su Google non sono certo nuovi, ed essendo Chrome uno dei sistemi principali della galassia, avendo aggiunto al browser anche il sistema operativo, spesso montato sui PC usati a scuola, è almeno lecito chiedersi se tutto sia alla luce del sole.


Per approfondire:

Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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