I manga delle scienze al giro di boa…

La collana, curata da Comics&Science e CNR e distribuita in edicola anche con La Repubblica, allunga, sulla scia di un buon successo.

In Italia c’è bisogno di buona scienza, ma soprattutto di buona divulgazione. E anche urgentemente.

Un esempio per tutti: per chi vive in questi giorni la terribile esperienza del terremoto, sentir parlare in maniera parascientifica e superficiale di un avvenimento che magari ha portato via case, affetti e redditi fa ancora più male, quando ci sono tante possibilità di accedere a spiegazioni non solo per addetti ai lavori.

In questa ottica e come abbiamo visto altre volte nel nostro sito, il fumetto si sta occupando sempre più di scienze. Dopo tanti prodotti autoctoni (a proposito, vi abbiamo già detto che Comics&Science diventa seriale?), dopo che la sezione corrispondente di LuccaComics è cresciuta moltissimo, dopo che anche Topolino ha dedicato (e sta dedicando con cadenza circa mensile) delle storie alle scienze, è arrivata questa collana, in edicola da circa sei settimane.

Abbiamo già trattato nel dettaglio il primo numero, dedicato alla Meccanica. E dopo le ulteriori cinque uscite, ancora il giudizio non è completamente e convintamente positivo.

Ecco alcuni aspetti meno convincenti…

biologia scienzeForse i contenuti sono troppo specifici, e pertanto difficilmente integrabili in un prodotto che abbia anche altri aspetti che non siano solo quelli scientifici.

I fumetti alternano una storia debole e comunque intrisa di riferimenti scientifici non sempre elementari con pagine che spesso contengono più teoria di quanto ci si aspetti.

Spesso il modo in cui è presentata la teoria, soprattutto per gli argomenti matematici, è anche un po’ lontano dal modo in cui siamo abituati in Italia, con esempi che richiedono un approccio più algebrico e di conto. Era forse più plausibile aspettarsi degli esempi meno contosi e più pensati, visto il carattere non tecnico del prodotto.

Il taglio shojo è anche un po’ ripetitivo, per forza di cose ambientato in situazioni scolastiche, quasi senza trama. I personaggi sono fin troppo semplici, senza grande spessore.

D’altra parte però…

La buona idea è quella che lo shojo può consentire di coinvolgere maggiormente le lettrici rispetto ai lettori, per contribuire a sanare la parità di genere nello studio delle scienze, e più in generale delle materie STEM, argomento attualissimo a livello scolastico e formativo in generale.

astronomia scienze manga
Il numero 6 della serie

Inoltre, per i titoli riguardanti argomenti più discorsivi e meno strettamente matematici (finora relatività, biologia, astronomia), la storia scorre via più fluida e più coinvolgente e i contenuti scientifici vengono fuori con più facilità dai disegni.

I concetti scientifici sono stati revisionati in Italia da persone del CNR o di livello equivalente, spesso collaboratori de Le Scienze. Quindi c’è un grande rigore scientifico: per il numero di Astronomia, ultimo uscito e la cui copertina vedete qui a destra, la revisione scientifica è di Amedeo Balbi.

Un altro lato positivo è che la trattazione è sufficientemente completa. In questo le opere somigliano più a dei libri di testo che a dei fumetti divulgativi. Più che stimolare l’interesse e l’ulteriore ricerca di informazioni su testi più specifici e dettagliati, forniscono un quadro abbastanza preciso ed esaustivo.

Infine il taglio shojo è ricco di iperboli, di facce divertenti, di momenti assurdi. In questo modo non distrae dal contenuto.

Evidentemente i lettori hanno apprezzato più gli aspetti positivi, se agli otto numeri previsti inizialmente se ne aggiungeranno altri quattro, per cui il percorso si concluderà nel prossimo mese di dicembre.

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