Hypericon – Berlino, Egitto, fiori e sesso nel nuovo fumetto di Manuele Fior

Hypericon è una graphic novel scritta e disegnata da Manuele Fior, edita in Italia da Coconino Press; in Francia, dove Fior vive, è pubblicata dal colosso editoriale Dargaud.

A distanza di due anni da Celestia (ne avevamo parlato qui), Manuele Fior torna con un nuovo fumetto, una storia d’amore ambientata a Berlino negli anni ’90. Ruben e Teresa si incontrano per caso in stazione, lei è appena arrivata a Berlino, ha vinto una borsa di studio per lavorare come assistente scientifico all’allestimento di un’esposizione del tesoro di Tutankhamen. Lui è un affascinante figlio di papà che vive in un appartamento squattato. Si conoscono, si piacciono, si amano, si lasciano, si riprendono.

La loro storia d’amore è interrotta continuamente da un’altra storia, con la S maiuscola: la scoperta della tomba di Tutankhamen a opera dall’archeologo Howard Carter nel 1922. A tenere insieme le due trame: l’Egitto e il fiore di iperico. Il primo, oggetto di studi di Teresa e Carter; il secondo, che dà il nome al fumetto, è un fiore trovato sulla tomba del faraone egiziano e rimedio contro l’insonnia che usa Teresa per combattere le sue veglie notturne.

Fior torna a Berlino, dove ha vissuto proprio negli anni in cui è ambientata la storia, e torna soprattutto nei luoghi significativi del suo libro a fumetti più famoso: Cinquemila chilometri al secondo (ripubblicato recentemente sempre da Coconino Press in una nuova e bella edizione cartonata). Come nel suo best seller, quindi, torna a parlare d’amore e relazioni, lo fa in modo semplice e diretto, con una trama che azzera la complessità e sottolinea invece l’atmosfera.

Il talento di Fior (il miglior fumettista italiano della sua generazione? Probabile) traspare da ogni vignetta, da ogni pennellata, da ogni dialogo. Riesce a costruire una storia d’amore tanto classica quanto originale, tanto romantica quanto lieve. Berlino, gli anni ’90, le scoperte archeologiche di Carter e i segreti dell’antico Egitto puntellano un racconto godibile, dimenticatevi per un momento le criptiche asperità e il misticismo di Celestia.

Sembra di guardare un bel film francese, magari di qualche decennio fa, in cui i protagonisti calamitano l’attenzione dello spettatore e la storia scorre fluida e senza lungaggini inutili. La copertina stessa dell’albo sembra un fotogramma di un film di Godard o Resnais o un quadro di Lucian Freud o Hopper. Ci racconta un gesto, un momento e incredibilmente ci dice tutto quello che c’è da sapere di questa storia. La luce del crepuscolo, il letto disfatto, una guida di Berlino, un libro sull’Egitto, il fiore giallo e la sigaretta dopo il sesso. Perché Hypericon è anche una storia di sesso, Ruben e Teresa lo fanno spesso, e Fior li segue tra le lenzuola, nel crepuscolo del loro piccolo appartamento, sulle assi sconnesse del pavimento. C’è carne e sensualità e atmosfere sospese, che solo due amanti sanno ricreare nel momento in cui si toccano e penetrano. Momenti eterni di gioia e disperazione, di liberazione.

Rimarremo soltanto noi. I nostri corpi nudi. Finalmente liberi. Ci capita spesso di immaginare così.

La scoperta della tomba di Tutankhamen è una side story che fa da contenitore alla storia d’amore principale. Una cornice che permette al lettore sia un’interessante divagazione storica sia un approfondimento sul lavoro di Teresa. Fior ha lavorato realmente in uno scavo archeologico in Egitto e letto approfonditamente libri sul celebre archeologo ed egittologo britannico Howard Carter: la sua descrizione di una delle più importanti scoperte del secolo scorso è accurata (non storicamente parlando) e narrativamente ben descritta. Con la sua solita maestria di pennello riesce a ricreare atmosfere che ci portano in un Egitto dimenticato e a raccontare la tomba e i corredi funerari con dovizia di particolari e piglio scientifico, illuminati da una luce dorata e magica.

La chiave dell’iperico trovato nella tomba, lasciato dalla regina per il suo sposo affinché lo ripari dalle maledizioni, è probabilmente inventata da Fior, ma riesce comunque a tenere magistralmente unito ieri e oggi, passato e presente.

Con Hypericon Fior ci ricorda, qualora fosse necessario, di essere un grande autore e di riuscire a creare storie e mondi affascinanti che catturano il lettore e lo immergono nel racconto.


Manuele Fior
Hypericon
Coconino Press, 2022
144 pagg., colore, cartonato, €25.00
ISBN: 978-88-7618-637-0

Andrea Cozzoni

Andrea Cozzoni si mette gli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero.

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