World Masterpiece Theater – 22: Meiken Lassie

Dimensione Fumetto celebra il World Masterpiece Theater, una delle opere più grandiose, influenti e identitarie della storia dell’animazione giapponese, con una retrospettiva completa su tutte le 26 serie animate di cui è composta.

Continua in questo venticinquesimo articolo il viaggio attraverso tutte le serie, una per una, raccontate dai redattori e dalle redattrici di DF dal proprio personale punto di vista: a volte emotivo, a volte tecnico, sempre ammirato. È la volta della serie numero 22: Meiken Lassie.


Copertina di un DVD di "Meiken Lassie" di Sunao Katabuchi.Meiken Lassie è una serie animata del 1996, il ventiduesimo titolo del World Masterpiece Theater, e un caso-studio molto interessante per valutare l’evoluzione del mercato dell’animazione giapponese.

La serie fu vittima di una singolare sfortuna che la rende probabilmente l’opera del WMT in assoluto meno celebre e meno apprezzata: è vero che la successiva Dolce piccola Remi fu ancora più bistrattata in patria, ma perlomeno quest’ultima godette di un certo successo all’estero, cosa che invece non successe per Meiken Lassie. La sua sfortuna è il risultato di svariati fattori indipendenti ma in qualche modo concatenati fra loro, e sommatisi l’uno sull’altro fino a raggiungere un peso insopportabile per la serie e, più in generale per l’intero WMT.

Prima di tutto, il progressivo e fisiologico calo di interesse del pubblico nei confronti del WMT: se nel 1974 Heidi teneva incollati alla TV il 25% degli spettatori, 22 anni e 22 serie dopo la percentuale si era ridotta all’8,9%. Nonostante i vari tentativi di rinnovamento tematico, narrativo e stilistico messi in atto dallo staff di Nippon Animation, la sostanziale omogeneità ultradecennale del WMT, che oggi ci appare come uno dei suoi pregi più rari e peculiari, al tempo venne valutata come nient’altro che un grosso difetto, e per questo molti spettatori semplicemente smisero di vedere Fuji TV nella fascia della domenica dalle 19:30 alle 20:00.

Se gli spettatori non guardavano più il WMT, cosa guardavano? Tutt’altro: la serie era nata prima dei fatidici anni ’80 che rivoluzionarono gli anime, e non riuscì a sopravvivergli più di tanto. L’ascesa di un nuovo linguaggio nell’animazione, frutto fondamentalmente della nuova cultura otaku e dell’affermazione di importanti auteur negli studi d’animazione, aveva reso il classico “stile Meisaku” obsoleto, noioso, vecchio.

Infine, era cambiato l’intero mercato e il metodo di produzione degli anime a seguito del successo degli OVA, della serialità breve, dei film cinematografici, in pratica alla completa rivoluzione nella fruizione più sintetica dell’animazione giapponese. Se negli anni ’70 una serie da 52 episodi era la norma, anzi era pure corta, negli anni ’90 già 26 episodi erano un rischio, e infatti Meiken Lessie non riuscì a imporsi fino all’ultimo e si vide decurtato dell’ultimo episodio in una maniera che oggi sembra una barzelletta che non fa neanche più ridere (cit.): nel decidere il calendario della serie, Fuji TV comunicò a Nippon Animation che ne avrebbe programmato il 26esimo episodio per il giorno 25 agosto 1996, in cui però era prevista anche una importante partita di baseball fra i Tokyo Yakult Swallows e i Yomiuri Giants allo Stadio Meiji, così se ci fosse stato bel tempo l’emittente avrebbe trasmesso la partita, se invece fosse piovuto e la partita fosse stata sospesa allora avrebbe usato l’episodio 26 come tappabuchi. Fece bel tempo, e l’episodio non venne mai trasmesso (per vederlo, i fan dovettero aspettare sei anni fino all’uscita dell’edizione home video nel 2002).

Gli artisti della Nippon Animation erano consapevoli della loro precaria situazione e decisero di concludere la trama della serie al 25esimo episodio, alla fine del quale comparve in effetti la scritta “Fine” (poi tolta nell’edizione home video), usando il 26esimo come un riempitivo sacrificabile in cui i personaggi semplicemente fanno una festa. E così, anche Meiken Lassie è entrato nell’elitario club delle serie TV che sono state tagliate in anticipo per via del loro scarso successo, insieme a titoli come La corazzata Yamato e Mobile Suit Gundam.

Ma il colpo di grazia che ha reso Meiken Lassie la serie meno vista del WMT è la mancanza della seconda chance che hanno avuto tutte le altre, ovvero la trasmissione all’estero. Per via di una diversa contrattazione legale dei diritti d’autore con i licenziatari stranieri del franchise Lassie, la serie non può essere venduta o trasmessa all’estero, e in generale non può uscire dal Giappone, il che le ha impedito a priori anche un potenziale successo nei Paesi dove Lassie è ancora famosa (per esempio in UK e Germania, dove sono stati prodotti dei film rispettivamente nel 2005 e nel 2020).

Immagine promozionale da "Lassie" di Charles Sturridge.
Al contrario del film tedesco del 2020, che sembra un filmetto comico per bambini, quello britannico del 2005 è decisamente as English as apple pie, ha una ricostruzione storica nient’affatto malvagia ed è stato molto ben apprezzato da pubblico e critica. Nell’immagine: il protagonista John (interpretato da Jonathan Mason) con Lassie.

Ebbene, Meiken Lassie è effettivamente una serie così mediocre, o così noiosa, o così incomprensibile per gli spettatori da meritare di essere snobbata, tagliata e ignorata fuori dal Giappone? Decisamente no. È un Meisaku perfettamente decoroso, magari non dei migliori, ma nondimeno perfettamente decoroso. Il target d’età è più basso del solito: rispetto alle serie di qualche anno prima che si rivolgevano a un pubblico più adulto o trasversale (in particolare la 15, 16 e 17), Meiken Lassie torna a concentrarsi sul pubblico dei bambini, e questo potrebbe essere stato un passo falso (non a caso le tre serie succitate invece ebbero successo), ma per il suo target è, di nuovo, perfettamente decoroso.

La storia, molto semplice, è liberamente tratta dal romanzo Torna a casa Lassie! di Eric Knight ed è divisa in due parti principali di lunghezza diseguale: per la precisione, 21 episodi di mini-avventure perlopiù monoepisodiche e solo quattro episodi con la trama principale narrata nel romanzo (più il 26esimo episodio puramente riempitivo). John Carraclough è un bambino che vive nel paesino di Greenall Bridge nello Yorkshire (Regno Unito) degli anni ’30; suo padre Sam è il geologo della locale miniera di carbone, che manda avanti l’economia di tutto il paese. Un bel giorno John trova Lassie, un cucciolo di cane pastore scozzese o Collie, la prende con sé e diventano amici per la pelle. Gli episodi 9-11 sono mini-avventure, ma servono a presentare il Duca di Rudling, proprietario della miniera, e la sua nipotina Priscilla con cui John stringe amicizia. Gli episodi 22-25 sono quelli di trama: il Duca decide di chiudere la miniera perché pare essersi esaurita, ma Sam è convinto che scavando si può trovare un nuovo filone; John si fida di suo padre e per convincere il Duca, noto cinofilo, a tenere aperta la miniera gli consegna Lassie come “garanzia”, se Sam troverà davvero il carbone il Duca gli ridarà il cane, sennò se lo terrà. Priscilla trova la cosa ingiusta e libera Lassie dalla magione del Duca in Scozia, e il cane torna a casa nello Yorkshire in un viaggio di centinaia di chilometri basandosi solo sul suo istinto animale; Priscilla documenta il rocambolesco viaggio di Lassie a John raccogliendo e spedendogli tutti i ritagli di giornale che raccontano il passaggio del cane (ormai celebre) per città e campagne. Nel frattempo John si dà da fare e scava instancabilmente con gli operai finché non trova il carbone: il Duca ammette di aver avuto torto e si scusa di non potergli restituire Lassie, nel frattempo dispersa, ma ecco il miracolo… il cane ha trovato la strada di casa!

Fotogramma da "Meiken Lassie" di Sunao Katabuchi.
Il cane è il miglior amico dell’uomo.

Tutto Meiken Lassie è evidentemente studiato apposta per essere meglio apprezzabile dai bambini, sia dal punto di vista narrativo sia visivo. La storia è del tutto sghemba, con tantissimi episodi apparentemente considerabili come filler e che invece sono importantissimi perché servono esplicitamente a far appassionare i più piccoli a Lassie e far loro tifare per lei quando poi inizierà la sua grande avventure negli ultimissimi episodi. Il character design è di Satoko Morikawa, che aveva già curato la serie 20 Un oceano di avventure e qui arriva a una grafica semplificatissima, quasi semplicistica agli occhi di un adulto, ma in realtà molto ben curata per differenziare al meglio i personaggi e renderli facilmente riconoscibili agli occhi di un bambino; la semplicità estrema del disegno dei personaggi risalta ancora di più a costrasto fortissimo con gli sfondi assolutamente meravigliosi, certamente fra i più belli in assoluto dell’intera storia del WMT.

Fotogramma da "Meiken Lassie" di Sunao Katabuchi.
Un fotogramma dal’episodio 11: Priscilla e Sandy, palesemente disegnate, fanno capolino sotto un cielo al crepuscolo fra i fiori di erica della brughiera dipinti in maniera naturalistica. Il palese contrasto grafico rafforza la chiarezza del character design e fa notare ancora di più quanto siano belli gli sfondi. Notare la concordanza cromatica fra i personaggi e lo sfondo.
Fotogrammi da "Meiken Lassie" di Sunao Katabuchi.
Altri quattro meravigliosi fotogrammi sempre dall’episodio 11, estremamente brontëano: «Heatcliff! It’s me, Cathy, I’m home!» (cit.).

Piccola nota di colore che però conferma quanto gli artisti del WMT abbiano sempre prestato estrema attenzione all’ambientazione e alla sua verosimiglianza: per tutta la serie i personaggi non fanno altro che bere tè, e tè all’inglese molto ben contestualizzato e rappresentato, evidentemente visto dal vivo in un viaggio di studio. +10 punti.

Fotogrammi da "Meiken Lassie" di Sunao Katabuchi.
Sopra: a sinistra il Duca di Rudling e John discutono del futuro della miniera di carbone davanti a un tazza di tè, a destra il vecchietto che accoglie in casa per un periodo Lassie di ritorno verso lo Yorkshire fa colazione. Sotto: gli operai della miniera fanno pausa dal loro duro lavoro con tè accompagnato da pasticcini o meat pie. Ah, la grande civiltà britannica.

Ora, questa studiata semplicità non può essere frutto di un caso, e infatti non lo è: il regista di Meiken Lassie non è altri che Sunao Katabuchi, ovvero il futuro regista di lavori come Arete-hime, Shinko e la magia millenaria e soprattutto il capolavoro In questo angolo di mondo. Katabuchi si era fatto le ossa nientemeno che con Hayao Miyazaki (sceneggiatore ne Il fiuto di Sherlock Holmes e aiuto-regista in Kiki – Consegne a domicilio), aveva già lavorato in ruoli tecnici a tre serie WMT (12, 19 e 20) e dona a questo Meiken Lassie, sua prima regia di una serie TV, una sensibilità artistica e uno stile narrativo chiaramente vicini a quelli miyazakiani, già a partire dalla cittadina mineraria di Greenall Bridge coi suoi marchingegni tecnologici similissimi a quelli di Laputa – Castello nel cielo; ricordiamo che lo studio dello spazio della narrazione e gli sfondi sono gli aspetti cruciali che definiscono il cinema di Miyazaki, ben più di altri suoi valori più comunemente recepiti dal pubblico. Funfact: forse è un caso o forse no, ma numerosi artisti che hanno partecipato a questa serie parteciperanno poi a film dello Studio Ghibli, in primis la character designer Satoko Morikawa che ricoprirà lo stesso ruolo per La ricompensa del gatto.

In breve, anche se non possiede la complessità intellettuale di Anna dai capelli rossi o la freschezza narrativa di Papà Gambalunga, e nonostante sia stata realizzata in un periodo in cui il WMT era sul suo viale del tramonto, Meiken Lassie è comunque una serie perfetta per i bambini (forse la migliore di tutto il franchise, da questo punto di vista) e piacevole anche per gli adulti, realizzata con sensibilità e arricchita da un notevole comparto grafico. Un gioiellino per bambini, per cinofili, e per chi può noleggiarne i DVD nei videonoleggi giapponesi.

Fotografia della stella di Lassie sulla Walk of Fame di Los Angeles. Fonte: https://flic.kr/p/6CzAVs
In Italia Lassie è famosa soprattutto per il film Torna a casa, Lassie! del 1943 con un’undicenne Elizabeth Taylor nel ruolo di Priscilla, ma in realtà questa adorabile cagnolona ha ispirato numerose opere, fra cui non meno di 12 lungometraggi (sia statunitensi sia di altre parti del mondo), due radiodrammi, 11 serie TV (di cui quattro animate, una è appunto Meiken Lassie) e anche un videogioco diciamo non allo stato dell’arte per PlayStation 2 nel 2005, per non parlare naturalmente di libri, fumetti e altri materiali multimediali. Questo cane fedele ha anche una sua stella sulla Walk of Fame di Los Angeles, che sintetizza sotto il nome “Lassie” i numerosi cani che le hanno prestato le fattezze.

Scheda tecnica

• Titolo
– Originale: 名犬ラッシー Meiken Lassie “Il bravo cane Lassie”
– Italiano: non esistente

• Opera d’origine
– Romanzo Lassie Come-Home di Eric Knight del 1940. È stato pubblicato in italiano con il titolo Torna a casa Lassie! nel 1949 da Aldo Martello Editore e successivamente da altri editori (in particolare Giunti) con o senza la virgola dopo “casa” e il punto esclamativo dopo “Lassie”.

• Luoghi e periodo
– Regno Unito nel 1934-1936.

• Cronologia WMT
21: Il cielo azzurro di Romeo22: Meiken Lassie23: Dolce piccola Remi
– Prima trasmissione in Giappone: dal 14 gennaio al 18 agosto 1996 su Fuji TV, 26 episodi di cui 25 trasmessi (l’episodio 26 non andò in onda e fu pubblicato solo nell’edizione home video).
– Prima trasmissione in Italia: non trasmesso.

• Staff principale / Crediti completi su ANN. In grassetto i membri che partecipano per la prima volta al pre-WMT e WMT, fra parentesi le eventuali altre serie a cui ognuno ha lavorato.
– Regia generale: Sunao Katabuchi (12: Pollyanna, 19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure)
– Sceneggiatura:
——— Aya Matsui (20: Un oceano di avventure)
——— Hideki Mitsui (20: Un oceano di avventure)
– Storyboard:
——— Hiroshi Aoyama
——— Kazuma Fujimori (26: Sorridi, piccola Anna)
——— Masakatsu Iijima (23: Dolce piccola Remi)
——— Jun Kamiya (11: Lovely Sara)
——— Sunao Katabuchi
——— Takashi Kobayashi
——— Yū Kō
——— Nobuaki Nakanishi (9: Sui monti con Annette, 10: Le avventure della dolce Kati, 11: Lovely Sara, 12: Pollyanna, 13: Una per tutte, tutte per una, 14: Piccolo Lord, 15: Peter Pan, 16: Papà Gambalunga, 17: Cantiamo insieme, 18: Le voci della savana, 19: Una classe di monelli per Jo)
——— Katsumi Terahigashi (23: Dolce piccola Remi, 25: Il lungo viaggio di Porfi, 26: Sorridi, piccola Anna)
——— Shin’ichi Watanabe
– Direzione artistica: Shigeru Morimoto (11: Lovely Sara, 12: Pollyanna, 13: Una per tutte, tutte per una, 14: Piccolo Lord, 15: Peter Pan, 16: Papà Gambalunga, 17: Cantiamo insieme, 18: Le voci della savana, 20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 23: Dolce piccola Remi, 26: Sorridi, piccola Anna)
– Character design: Satoko Morikawa (11: Lovely Sara, 12: Pollyanna, 13: Una per tutte, tutte per una, 19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure, 23: Dolce piccola Remi)
– Art design: Kazue Itō (Le favole della foresta, 1: Il fedele Patrash, 17: Cantiamo insieme, 18: Le voci della savana, 19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 23: Dolce piccola Remi, 24: Il cuore di Cosette)
– Animazioni:
——— Tadashi Hiramatsu (20: Un oceano di avventure, 23: Dolce piccola Remi)
——— Ei Ino’ue (19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 23: Dolce piccola Remi)
——— Satoru Iriyoshi (20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 23: Dolce piccola Remi)
——— Kōji Itō (16: Papà Gambalunga, 17: Cantiamo insieme, 18: Le voci della savana, 19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 23: Dolce piccola Remi)
——— Kōichi Maruyama (17: Cantiamo insieme, 18: Le voci della savana, 19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 23: Dolce piccola Remi)
——— Satoko Morikawa
——— Masaharu Morinaka (15: Peter Pan, 25: Il lungo viaggio di Porfi)
——— Kōichi Murata (0: Heidi, 2: Marco – Dagli Appennini alle Ande, 3: Rascal, il mio amico orsetto, 4: Peline Story, 5: Anna dai capelli rossi, 6: Le avventure di Tom Sawyer, 7: L’isola della piccola Flo, 8: Lucy May, 9: Sui monti con Annette, 10: Le avventure della dolce Kati, 11: Lovely Sara, 12: Pollyanna, 13: Una per tutte, tutte per una, 14: Piccolo Lord, 15: Peter Pan, 16: Papà Gambalunga, 17: Cantiamo insieme, 18: Le voci della savana, 19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 23: Dolce piccola Remi, 24: Il cuore di Cosette)
——— Ken’ichi Nishida (18: Le voci della savana, 19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 23: Dolce piccola Remi, 26: Sorridi, piccola Anna)
——— Takayo Nishimura (20: Un oceano di avventure, 23: Dolce piccola Remi, 26: Sorridi, piccola Anna)
——— Masaru Ōshiro (16: Papà Gambalunga, 17: Cantiamo insieme, 18: Le voci della savana, 19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 23: Dolce piccola Remi)
——— Yoshiharu Satō (6: Le avventure di Tom Sawyer, 7: L’isola della piccola Flo, 8: Lucy May, 9: Sui monti con Annette, 10: Le avventure della dolce Kati, 11: Lovely Sara, 12: Pollyanna, 13: Una per tutte, tutte per una, 19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 26: Sorridi, piccola Anna)
——— Noboru Takano (0: Heidi, 1: Il fedele Patrash, 5: Anna dai capelli rossi, 6: Le avventure di Tom Sawyer, 7: L’isola della piccola Flo, 8: Lucy May, 9: Sui monti con Annette, 10: Le avventure della dolce Kati, 11: Lovely Sara, 12: Pollyanna, 16: Papà Gambalunga, 19: Una classe di monelli per Jo, 20: Un oceano di avventure, 21: Il cielo azzurro di Romeo, 26: Sorridi, piccola Anna)
——— Kenjirō Yoshida (11: Lovely Sara, 12: Pollyanna)
——— e altri
– Direttore della fotografia:
——— Kōji Kumagai (23: Dolce piccola Remi)
——— Sei’ichi Morishita (21: Il cielo azzurro di Romeo, 24: Il cuore di Cosette, 25: Il lungo viaggio di Porfi)
– Musiche: Masanori Sasaji

• Edizioni home video
– In Giappone: DVD (due edizioni: 6 volumi nel 2002, film di montaggio nel 2010), streaming (Amazon Prime Video).
– In Italia: non disponibile.

• Sigle giapponesi
– OP: Jun Morioka*, 終らない物語 Owaranai monogatari “Una storia senza fine” (Kyōko Tomita/Chihiro Kiryū)
– ED: Jun Morioka*, 少年の丘 Shōnen no oka “La collina dei ragazzi” (Yukinojō Mori**/Chihiro Kiryū)

* = Nome d’arte usato sul mercato giapponese dalla cantante nippo-svedese Jun Elding Morioka.
** = Nome d’arte di Masakazu Mori.

• Sigla italiana

Non esistente.

• Primo episodio (in giapponese)

Non disponibile su YouTube.


[ IntroduzioneLa mostraLe serie pre-WMT1: Il fedele Patrash2: Marco – Dagli Appennini alle Ande3: Rascal, il mio amico orsetto4: Peline Story5: Anna dai capelli rossi6: Le avventure di Tom Sawyer7: L’isola della piccola Flo8: Lucy May9: Sui monti con Annette10: Le avventure della dolce Kati11: Lovely Sara12: Pollyanna13: Una per tutte, tutte per una14: Piccolo Lord15: Peter Pan16: Papà Gambalunga17: Cantiamo insieme18: Le voci della savana19: Una classe di monelli per Jo20: Un oceano di avventure21: Il cielo azzurro di Romeo22: Meiken Lassie23: Dolce piccola Remi24: Il cuore di Cosette25: Il lungo viaggio di Porfi • 26: Sorridi, piccola Anna • Le serie post-WMT • L’eredità ]


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Mario Pasqualini

Sono nato 500 anni dopo Raffaello, ma non sono morto 500 anni dopo di lui solo perché sto aspettando che torni la cometa di Halley.

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