Who watches the Watchmen: la rivincita dei nerd

In un interessante articolo sul suo blog, Roberto Recchioni risponde a chi lo ha criticato per una sua riflessione sul nerdismo.

Vi risparmiamo gli spiegoni ed andiamo al succo: Recchioni sostiene che lo sdoganamento del nerdismo sia da considerare come una conseguenza deleteria dell’alienazione prodotta dalla società odierna.

Il ragionamento di Recchioni è il seguente:

1- I nerd, almeno fino alla nostra generazione (io sono del ’77, lui del ’74), erano dei disadattati con poco successo sociale i quali, costretti a vivere per un motivo o per un altro in solitudine nella propria stanzetta, si attaccavano ossessivamente a serie TV, fumetti e cartoni;

2- Oggi i nerd sono ovunque, essere nerd e sapere a memoria tutte le trame lasciate incompiute di Lost è motivo d’orgoglio e guarda guarda che quasi ti aiuta a cuccarti le migliori squinzie del quartiere;

3- Ergo, oggi ci sono molti più disadattati di ieri.

Recchioni ha ragione da vendere sul punto 3. La diffusione capillare di internet e l’uso sempre più pervasivo di alcune sue features ha reso le ultime generazioni molto più distaccate dalla realtà di quanto possiamo immaginare.

Per fare un esempio banale, mi si permetta, come a Recchioni, di fare una piccola digressione.

Insegno in una scuola superiore e un giorno ho preso alcuni ragazzi per una passeggiata senza cellulare. Abbiamo lasciato gli smartphone nel mio armadietto e ci siamo avventurati nella loro città. Dopo un po’ gli ho chiesto di reperire un’informazione semplice: che ore sono?

I ragazzi hanno rapidamente capito che avrebbero dovuto chiedere a qualcuno. Si sono guardati intorno e hanno cominciato a studiare ogni passante. Quello è troppo vecchio, quella ha la faccia da cavolo, quello c’ha i figli appresso, quell’altro ci guarda male, ecc. Ci hanno messo circa 5 minuti per selezionare un passante a cui chiedere l’ora.

Questi stessi ragazzi hanno 350 amici su Facebook, gente vista solo per foto cui non hanno alcuna vergogna di chiedere le cose più imbarazzanti via chat.

Sì, oggi ci sono un sacco di disadattati. Ma le Ragioni di Recchioni finiscono qui.

Questi ragazzi oggi stanno sempre con queste cuffiette in classe ma se gli chiedi che musica stanno ascoltando a malapena ti sanno dire il nome del cantante; sapere il nome della canzone è cosa rara. Guardano poca o nessuna TV, non leggono nemmeno “Cioè”. Non sono Nerd, sono solo disadattati.

La rivincita dei nerd

Vivono il mondo come i viaggiatori vivono le stazioni, disattenti a tutto, persino alle cose che gli piacciono.

Non vanno mai a fondo di qualcosa. Degli avvenimenti mondani loro conoscono solo i titoli su Facebook, e basta. Non cliccano sui link, si accontentano dei riassunti. Delle passioni dei loro amici conoscono gli stati, del pensiero dei loro idoli conoscono il tweet.

Il Nerd invece è per definizione quello che va in fondo alle cose. Al nerd non piacciono le cose, il nerd, delle cose, diventa un esegeta: che sia Star Trek o Saint Seiya. Esercita la memoria, la capacità di estrapolare dati e di creare connessioni. Una volta all’esame di maturità un ragazzo portò la tesina su Gundam e, per scriverla, aveva letto Carl Schmitt. Se sei un nerd dell’Uomo Ragno come minimo conosci il nome dei quartieri di New York e sapresti riconoscere Manhattan su una mappa. Io so che vicino Seattle c’è una città di nome Aberdeen dove scorre un fiume chiamato Wishkah. E che demone, in giapponese, si dice Ma.

Certo, se questa capacità di concentrazione, astrazione, calcolo, approfondimento fossero utilizzate su argomenti meno frivoli, se l’energia nerd si concentrasse sul modo migliore per diminuire l’inquinamento, ad esempio, vivremmo in un mondo migliore.

Ma vivremmo in un mondo molto, molto, molto peggiore se nessuno dei disadattati che la nostra società sta creando diventasse mai un nerd di qualcosa.

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Francesco Pone

Francesco Pone legge fumetti da troppo tempo. La sua principale occupazione è tentare di far servire a qualcosa la sua laurea in filosofia.

Un pensiero riguardo “Who watches the Watchmen: la rivincita dei nerd

  • Mario Pasqualini
    21 Gennaio 2016 in 7:39
    Permalink

    Concordo, ogni possibile ragionamento sul rapporto fra il nerd e il resto del mondo segue un vettore che va rigorosamente dalla persona verso gli altri, e non viceversa. Il vero nerd è un appassionato estremo di qualcosa →e quindi→ socialmente imbranato, e non un imbranato sociale estremo e quindi appassionato: nel primo caso è un vero nerd, nel secondo semplicemente un disadattato.

    Risposta

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