Wednesday Warriors #11 – Da Iron Man a Drowned Earth

In questo numero di Wednesday Warriors:

Bam’s Version

ASTONISHING X-MEN #17 di Matthew Rosenberg & Greg Land

Nel turbinio di testate mutanti che si rincorrono negli ultimi anni, gli Stupefacenti X-Men di Matthew Rosenberg e Greg Land si sono ritagliati un posto speciale. Come specificato nella lettera dell’autore in chiusura dell’albo, questo gruppo è stato messo insieme dall’autore basandosi sui suoi preferiti da adolescente, personaggi come Havok, Bestia e Dazzler uniti dal fatto di essere “gli sfigati”, quelli che prova e riprova si trovano sempre a dover affrontare un muro di mattoni.
Negli ultimi quattro numeri di questa serie, Rosenberg si è divertito a mostrarci un Alex Summers fallito cronico alla disperata ricerca di redenzione, ingarbugliato in una fitta serie di eventi che lo hanno portato a cozzare la testa con gli X-Men, il Governo e i Reavers; insieme a lui, un gruppo di “non X-Men”, che ha intrattenuto il lettore a dovere con action esplosiva e dialoghi ironici e pungenti, con qualche ben piazzata riflessione sul significato dell’essere un X-Man anche quando tutto va storto.
Una run di breve durata, ma decisamente divertente e soprattutto interessante per possibili sviluppi futuri. Rosenberg, nel frattempo, si trasferisce su Uncanny X-Men…

TONY STARK: IRON MAN #6 di Dan Slott, Jeremy Whitley & Valerio Schiti

Benvenuti nell’eScape, popolazione: il mondo intero…o chiunque possa permetterselo.
Comincia, in questo sesto numero della serie di Dan Slott e Valerio Schiti, Stark Realities, arco narrativo che sembra promettere una confluenza di vari elementi introdotti nei primi numeri.
La realtá virtuale firmata Stark è finalmente disponibile sul mercato e, per il Vendicatore Dorato, gestire una multinazionale e un impero tecnologico non basta.
Il cast di comprimari comincia a muoversi in direzioni ben precise ma è ancora troppo ingarbugliato per non rallentare la trama principale: diverse sottotrame si incrociano e si tagliano la strada. Mentre i disegni brillanti e l’ultra-dinamicità dell’azione di Schiti e i dialoghi di Jeremy Whitley aiutano lo scorrere delle pagine, Slott ha ancora bisogno di fare chiarezza.
In questo momento, Tony Stark: Iron Man sembra una serie che deve ancora trovare la sua voce ben definita; nonostante tutto, intrattiene più che a sufficienza, specialmente sul lato artistico.

WEB OF VENOM – CARNAGE BORN #1 di Donny Cates & Danilo Beyruth

Dall’inizio del “Fresh Start” in casa Marvel, Donny Cates ha avuto le mani più che impegnate, tra Inumani e Morti annesse, Ghost Rider dallo spazio profondo e Titani Pazzi da futuri alternativi.
La costante, però, resta l’incredibile lavoro di recupero e ristrutturazione del micro-universo dei simbionti. Carnage Born, one-shot dedicato alla (ri)nascita di Cletus Kasady, si incastra perfettamente nel mosaico assemblato dallo scrittore Texano.
Cates ci aggiorna sulle condizioni dell’ospite più famoso del simbionte cremisi e lo riporta alla realtà attuale. L’albo è ammantato di aura solenne, con uno stile cupo e grottesco che si interrompe al culmine di riti misteriosi, lasciando nuovamente spazio alla volgare, violenta e brutale follia di Kasady una volta giunti al suo “ufficiale” ritorno.
Danilo Beyruth ai disegni rientra perfettamente negli standard Ragneschi, specialmente degli ultimi anni, dando il suo meglio quando Carnage è protagonista, inventando qualche curiosa variabile nelle situazioni più complicate per il simbionte. Con Carnage Born troviamo di fronte ad un importantissimo ed intrigante crocevia per il futuro di Venom: Cates può continuare a tessere la sua oleosa tela nera in tranquillità.

Gufu’s Version

DROWNED EARTH di Scott Snyder, James Tynion IV, Dan Abnett, Francis Manapul, Howard Porter, Frazer Irving, Bruno Redondo e Lan Medina

Con un tempismo per nulla fortuito la DC Comics ha deciso di concentrare una parte significativa del proprio parco testate al cross-over Drowned Earth imperniato sulla figura di Aquaman proprio a ridosso dell’uscita del film di James Wan nelle sale cinematografiche.
È sintomatico che la trama principale dell’evento si snodi non sulla testata dell’eroe acquatico ma sulla ben più popolare Justice League.
Come abbiamo già visto è Scott Snyder a prendersi il compito di architettare il rilancio di Aquaman (che avverrà il mese prossimo per mano di Kelly Sue DeConnick e Robson Rocha) affiancato dall’altro scrittore della testata: James Tynion IV.
I due si alternano alla scrittura della trama principale su Justice League #10, #11 e #12 e sui due speciali Justice League/Aquaman – Drowned Earth #1 e Aquaman/Justice League – Drowned Earth #1. A Dan Abnett, autore del pregevole ciclo di storie di Aquaman sin dall’inizio del Rebirth, spetta il compito di occuparsi dei tie-in su Aquaman #41 e #42 e Titans #29.
Alla vigilia dell’ultimo episodio si possono già tirare delle somme sul lavoro generale: indubbiamente sfruttare la spinta promozionale del film è una di quelle mosse commerciali che la DC comics sta apprendendo dalla concorrenza e che risulta particolarmente necessaria a un personaggio come Aquaman che ha sempre faticato a imporsi sul grande pubblico indipendentemente dalla qualità del fumetto. Da Peter David a Dan Abnett passando per Geoff Jones il nostro eroe non ha avuto carenza di autori capaci e di storie di alto livello, nondimeno ha sempre sofferto un ingiustificato complesso di inferiorità nei confronti degli altri Big della casa editrice: l’indubbio carisma di Jason Momoa potrebbe quindi riuscire ad affrancare l’alter ego di Arthur Curry dalla fama di “supereroe sfigato” che gli è stata cucita addosso.
All’interno di queste necessità più strettamente commerciali si muove il trio di scrittori succitati che sembrano muoversi entro gerarchie ben precise: Snyder e Tynion si alternano nella costruzione dell’intreccio con il secondo più intento a spiegare gli eventi e gli antefatti piuttosto che al dipanarsi degli eventi, Snyder, libero dalle incombenze descrittive, si diverte a sviluppare la sceneggiatura nel suo stile “alla Michael Bay” ormai consolidato. I due offrono così una variazione interessante alla classica trama dell’invasione da Atlantide (che da Fantastic Four Annual #1 a oggi abbiamo visto ripetersi diverse volte) senza però riuscire a convincere al 100%.
Non che manchino gli aspetti positivi, come l’interessante legame che si instaura tra Aquaman e Wonder Woman o il procedere della trama orizzontale sulla Totalità, ma il racconto, potenzialmente epico, è appesantito dall’eccessiva, quanto forse necessaria, verbosità di gran parte degli “spiegoni”: paradossalmente le parti più confusionarie, scritte da Snyder, sono anche quelle che hanno un ritmo migliore e quindi più godibili.
Il lavoro di Dan Abnett invece è costretto all’interno di paletti molto più rigidi: vincolato com’è dal soggetto principale riesce comunque a dare respiro alla storia pur senza apportare cambiamenti significativi all’intreccio. Si tratta al 90% di un lavoro di caratterizzazione e approfondimento psicologico che svolge in maniera impeccabile da professionista consumato ma che soffre della tipica inconsistenza fattuale dei tie-in: ben fatto ma sostanzialmente evitabile.
La parte del leone la fanno comunque le tavole di Francis Manapul che, con rispetto per l’ottimo lavoro di autori come Porter e Irving, hanno una qualità di un altro pianeta e si sposano sempre in maniera calzante con la magniloquenza delle trame di Snyder.
In sintesi Drowned Earth è un cross-over che, finora, ha mostrato luci e ombre ma che può risultare molto importante in prospettiva sia per la Justice League che, soprattutto per Aquaman.

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