Il vuoto intorno a Sandra – Provaci ancora Fabio

Il vuoto intorno a Sandra è una graphic novel edita da Shockdom scritta e disegnata dall’esordiente Fabio Valentini.

L’adolescenza è un topos letterario di cui tutti si sentono di scrivere, ma in pochi riescono a eccellere per contenuti, prosa e approfondimento.

Il vuoto intorno a Sandra racconta la storia di una adolescente, Sandra, e della sua vita per un arco di circa sette anni, dall’adolescenza alla sua fine, quando la maturità e le scelte di vita sono portate a compimento.

Sandra è un’adolescente sfigata, racchia, cicciotta e con dei genitori oppressivi che stanno sempre a sindacare sulle sue scelte di vita. Ha due amiche, che amiche non sono: eccessive e sregolate la usano solo per scroccare passaggi in macchina e la considerano la ruota di scorta. Negli anni Sandra decide di cambiare, si toglie i chili di troppo e l’aria da sfigata, passa dell’essere cozza all’essere una ragazza attraente. Ma questo non le evita di essere presa in giro da coetanei e dai fidanzati.

Oltre alle difficoltà della crescita e del trovare una strada, altri problemi affliggono la povera Sandra. Prende psicofarmaci, è bulimica e tutte le sue scelte sono state imposte da altri. Insomma un vortice di problemi che la investe in pieno, di difficile risoluzione e da cui si rialzerà solo con il passare degli anni.

L’autore del fumetto probabilmente ha fatto davvero sua la linea di pensiero di Carver “lavorare per sottrazione”. Probabilmente però ha sottratto troppo. Sia a livello di illustrazione sia a livello di narrazione ci sono troppe cose sospese. Le tavole sono scarne, ridotte all’osso, se da una parte possiamo accettare questo minimalismo se funzionale alla storia qui è davvero troppo essenziale. La camera di Sandra non ha nessun tratto distintivo, è solo una stanza con pochi mobili, i vestiti che indossa sono sempre gli stessi, potreste dire «anche negli anime si indossa sempre il fuku», ma in un’opera a fumetti vedere una ragazza adolescente sempre con la stessa maglietta e pantalone, è un po’ avvilente. Vabbeh che si rappresenta una sfigata cronica, ma un po’ di buon gusto per i riguardi del lettore ci vuole.

La componente psicologica è vacua e inconsistente. Un picco si ha quando Sandra prende gli psicofarmaci e comincia ad avere un dialogo con le sue patologie, ma il discorso si esaurisce dopo poche vignette e i tratto minimal non riescono a rendere la potenza del disagio interiore. Stesso discorso vale per la bulimia, un disturbo di quella forza e di quella identità si riassume in due vignette su Sandra che vomita. Tutta la tristezza, la disperazione, l’odio per se stessa vengono strappate via dalla storia. Parte del problema è sicuramente dovuto al fatto che l’autore è uomo e la protagonista è una ragazza, ci vuole infatti molta sensibilità per mettersi nei panni dell’altro sesso, sopratutto una sensibilità maggiore per parlare di patologie psichiatriche non semplici. In generale sembra che l’autore abbia preso una serie di esperienze che gli sono state raccontate e le abbia messe insieme.

Nell’ultimo arco temporale analizzato, Sandra studia psicologia a Londra e si è appena trasferita in un tipica casetta british a due piani con living a piano terra e zona notte al secondo piano. Oltre al cliché dell’italiana a Londra che trova la sua dimensione, anche qua si è sorvolato sulla condizione dell’emigrato italiano medio e dei suoi sentimenti per la terra natia, del desiderio di tornare a casa che contrasta con la voglia di emanciparsi da un Paese che gli ha offerto poco. Provate a farvi un giro sui gruppi Facebook di italiani all’estero. Tutti e dico tutti vorrebbero tornare in Italia se avessero un lavoro stabile.

In definitiva, questa graphic novel è scorrevole, si legge agilmente e presenta tantissimi spunti. Purtroppo ci sono molte cose che andavano approfondite, molte tavole che andavano arricchite. I margini di miglioramento sono ampissimi e siamo sicuri che Fabio Valentini ci stupirà con la sua prossima opera. Occorre colo qualche piccola attenzione in più.

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