Crossover, rilanci e marketing: i comics USA a Maggio

Il 2016 sembra essere un anno cruciale per il mercato dei comics USA: come abbiamo visto il mese scorso il pubblico e gli editori stanno lentamente spostando la produzione verso un altro format, quello dei trade paperback, in un susseguirsi di causa-effetto tra supporto e linguaggio.

Rebirth

La conseguenza immediata di questo cambiamento però, in quest’ultimo anno, sembra essere quella del forte calo delle vendite dei classici comic book spillati che ancora non è del tutto compensata dalle vendite dei volumi.
Nello specifico il mese di Maggio ha visto un calo del 9% rispetto all’anno precedente per una perdita complessiva di circa 4 milioni di dollari.

DOLLARI COPIE
MAGGIO 2016 VS. APRILE 2016
Comics -6.54% -4.15%
Graphic Novels -6.31% -11.10%
Total Comics & GNs -6.46% -4.77%
MAGGIO 2016 VS. MAGGIO 2015
Comics -14.34% -17.60%
Graphic Novels 4.52% -3.39%
Total Comics & GNs -9.05% -16.58%
2016 VS. 2015
Comics -9.23% -14.01%
Graphic Novels 4.80% 3.46%
Total Comics & GNs -5.11% -12.72%

Complessivamente il 2016 continua il trend poco incoraggiante visto finora registrando una flessione del 5.11% nei confronti del 2015. Se molte delle cause sono state analizzate in precedenza, questo mese si evidenziano delle novità: a differenza degli scorsi mesi il numero di nuovi fumetti prodotti è aumentato (10% in più di comic book e 19% in più per i volumi) e la Marvel ha sfondato il tetto delle cento uscite aumentando le vendite degli albi di media e bassa classifica, senza però riuscire a invertire il trend negativo. Di contro la DC Comics ha diminuito ulteriormente le pubblicazioni in occasione di Rebirth puntando, apparentemente, tutte le sue carte su DC Comics: Rebirth #1 e su Justice League #50, i due albi con cui Geoff Johns ha ridefinito lo status quo della casa editrice per gli anni a venire.

Pos Prezzo Editore Titolo # Copie vendute
1 $2.99 DC DC Universe: Rebirth (2016) 1 235,791
2 $4.99 MAR Civil War II (2016) 0 177,283
3 $3.99 MAR Punisher (2016) 1 110,726
4 $3.99 DC Batman (2011) 52 102,197
5 $4.99 MAR Captain America: Steve Rogers (2016) 1 99,767
6 $3.99 MAR Star Wars (2015) 19 95,155
7 $5.99 DC Justice League (2011) 50 92,422
8 $4.99 MAR Darth Vader (2015) 20 86,641
9 $3.99 MAR Black Panther (2016) 2 77,653
10 $3.99 MAR Amazing Spider-Man (2015) 12 74,963
11 $3.99 DC Scooby Apocalypse (2016) 1 69,52
12 $3.99 MAR Star Wars: Poe Dameron (2016) 2 68,962
13 $2.99 IMA Walking Dead (2003) 154 68,922
14 $3.99 DC Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles (2015) 6 64,91
15 $3.99 MAR Spider-Man/Deadpool (2016) 5 63,821
16 $3.99 MAR Deadpool (2015) 11 62,899
17 $3.99 MAR Deadpool (2015) 12 57,804
18 $4.99 MAR Deadpool: Last Days of Magic (2016) 1 55,678
19 $3.99 DC Superman (2011) 52 54,316
20 $3.99 MAR Old Man Logan (2016) 6 52,761
21 $3.99 MAR All New All Different Avengers (2015) 9 52,296
22 $4.99 MAR All New X-Men (2015) 9 51,548
23 $3.99 MAR Uncanny X-Men (2016) 7 50,935
24 $3.99 MAR Extraordinary X-Men (2015) 10 50,015
25 $3.99 MAR Spider-Gwen (2015b) 8 49,68
26 $3.99 MAR Doctor Strange (2015) 8 49,427
27 $3.99 MAR Invincible Iron Man (2015) 9 49,334
28 $3.99 MAR Spider-Man (2016) 4 49,167
29 $3.99 DC Future Quest (2016) 1 48,626
30 $3.99 MAR Obi-Wan and Anakin (2016) 5 48,43

civil-war-II-coverIl divario di vendite tra Maggio 2015 e Maggio 2016 quindi è da ricercarsi altrove e nello specifico nelle parti alte della classifica: mancano i veri best seller. L’anno scorso il primo numero di Secret Wars vendette più di 500mila copie e, tralasciando le copie di Bravest Warriors Tales from the Holo John acquistate da Loot Crate, anche le successive dieci posizioni in classifica superavano le 100mila copie per albo. Quest’anno il canonico mega-crossover Marvel (Civil War II) ha venduto il 70% in meno rispetto al precedente (Secret Wars appunto) e l’incredibile copertura mediatica seguita allo “Hail Hydra” di Capitan America ha partorito molto meno di quanto ci si aspettasse. Sorprendente invece il risultato del primo numero di Punisher mentre il secondo albo di Black Panther (250mila copie vendute per il primo numero) ha accusato un prevedibile calo di oltre il 70%.

In casa DC il discorso è forse più complesso: il risultato di DC Universe: Rebirth #1 è sicuramente notevole ma, alla luce delle news circolanti qualche giorno fa, pone qualche domanda. L’albo è andato esaurito a una velocità impressionante tanto che molti rivenditori lo hanno messo sugli scaffali al doppio del prezzo di copertina e la DC Comics ha annunciato ben due ristampe deluxe a 5.99$ (contro i 2.99$ dell’albo regolare). In quest’ottica 235mila copie non sono molte e si direbbe che il problema stia nel (basso) numero di copie stampate più che in quelle vendute. Ovviamente la tiratura viene stabilita in base alle previsioni d’ordine fatte dai venditori stessi, ma quando una casa editrice ha fiducia nel proprio prodotto spesso raddoppia o triplica le quantità rispetto ai pre-order, per cui le problematiche potrebbero essere due: o la DC Comics non ha riposto sufficiente fiducia nell’albo di Johns oppure la mancanza di fiducia viene dagli stessi rivenditori.rebirth

Oppure potrebbe esserci dietro una differente strategia di marketing.

A guardar bene DC Universe: Rebirth #1 è un albo di 80 pagine, firmato da quelli che sono probabilmente gli artisti più pagati della casa editrice, venduto a soli 2.99$ con la clausola del reso totale (ovvero possono essere resi tutti gli albi invenduti). Si tratta chiaramente di un prodotto con una marginalità molto bassa, venduto più a scopo promozionale che altro. Questo spiegherebbe anche l’assenza di variant cover, escamotage che in genere assicura diverse decine di migliaia di copie vendute in più. Sembra probabile quindi che si punti a guadagnare più sulle ristampe deluxe (che hanno due copertine diverse) che non sull’albo originale che pertanto non è stato stampato in grandi quantità.

In generale sembra che la ripresa sia stata posticipata di un mese con il debutto delle testate Rebirth per la DC e con Civil War II in pieno svolgimento. Nel frattempo la Image Comics si accaparra un quarto del mercato dei Trade Paperback (mettendosi così alla pari con le Big Two) che, alla luce di quanto visto fino ad oggi, potrebbe essere la vera miniera d’oro del futuro.

 

6 pensieri riguardo “Crossover, rilanci e marketing: i comics USA a Maggio

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    16 Giugno 2016 in 13:04
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    Si tratta di un argomento che desta in me sempre il massimo interesse, ma da vent’anni leggiamo e diciamo sempre le stesse cose. Quando si vuole approfondire poi inesorabilmente si finisce a elucubrare sulla mancanza di qualità e sulle proposte puramente TROPPO commerciali.
    La realtà è che le vendite sono ridicole da tanti anni ma che le major preferiscono questa emorragia di titoli spesso inutili perché più delle mere vendite si punta alla cessione dei diritti e a veicolare altri media (spesso comunque con diritti licenziati, sul merchandising e su tv e cinema).
    I comics inesorabilmente sono troppi e obiettivamente spesso una merda.
    Da anni mi trovo ad essere ottimista per i cali di vendita, sperando in un riassetto. Ma ogni tentativo di qualità finisce contro le soliti minchiate di una morte finta, una diarrea di variant, un turn face/hell o una scaricata di gabinetto tipo convergence.

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    • Andrea Gagliardi
      16 Giugno 2016 in 17:25
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      Per quanto mi riguarda il discorso delle vendite, fine a sé stesso, interessa poco. Mi interessa molto più capire come il processo produttivo sia influenzato da questi dati e di come gli autori stessi e il loro stile di scrittura stia influenzando la produzione stessa. Nel precedente articolo avevo cercato di analizzare la situazione che è in evidente mutamento. L’analisi che fai è sostanzialmente corretta (sebbene non ne condivida i toni) ma devi tenere conto che i difetti da te indicati sono caratteristiche piuttosto normali dei prodotti seriali che si parli di comics, wrestling, serie TV ecc…
      Sulla questione della qualità poi vorrei sfatare un mito: non è la qualità a vendere. Se guardi le classifiche di vendita indietro negli anni vedrai che raramente i fumetti migliori sono quelli che vendono di più. Le vendite dipendono dai personaggi, dal marketing, dai nomi degli autori, dalle mode ecc… mai dalla qualità. Ti ricordo che X-Force #1 di Rob Liefeld vendette circa 5 milioni di copie nel 1994.

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        16 Giugno 2016 in 18:38
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        Quando in quello che ti ho risposto hai percepito che io abbia una opinione diversa della “vendibilità della qualità”? Se mi rispondi così mi fai temere che si è compreso ben poco dalla lettura di ciò che ho scritto. Dato che a differenza tua io condivido i miei toni, ti ribadisco che la troppa merda che viene pubblicata sta finendo spesso nel calderone di tirature ridicole; non è certamente direttamente proporzionale che la maggiore qualità possa portare a livelli di vendita più soddisfacenti, certamente un numero minore di titoli spazzatura sono convinto che porterebbe a un incremento delle vendite medie (anche se forse finirebbe per incidere negativamente su un altro tipo di profitti).
        Poi ribadisco un altro concetto… a me la questione delle vendite e delle dinamiche editoriali piace tantissimo, è fondamentalmente la mia grande passione (ad esempio su quei finti 5 milioni di X-force potrei raccontartene di tutti i colori), sia nei mercati internazionali che in Italia. Capisco che ad altri in questi termini può sembrare sterile e capisco il tuo interesse sull’interazione con gli autori (anche se ti basterà fare due conti con le 7/8000 copie della valiant ad esempio, per comprendere i margini di utili da dedicare a loro).
        Ma ti invito a un’altra riflessioni…. prova a levare dai totali della Marvel le vendite dei prodotti licenziati di star wars e screma i mesi zeppi di finti numeri 1, prova a fare un conteggio maccheronico sui costi di produzione, distribuzione e di vendita… mi credi se ti dico che tutto il carrozzone della produzione del mercato anglosassone si regge su poche centinaia di migliaia di dollari di ricavi? Bene! Sai ad esempio la Eaglemoss quanto gli da alla Marvel per fare le statuine di piombo (seeee.. nà volta di piombo, ora è una resina di metallica fatta con muco di zebra)? Beh se lo sai, forse capirai molto bene il mio discorso.
        Ovviamente un discorso a parte sarebbe quello dell’universo cinematografico, ma ci addentriamo in un settore più complesso!

        Chiudo con la tua provocazione sui prodotti seriali… scusami ma la accetto fino a un certo punto. Wrestling, sit com e pataccate all’americana godono della mia stima ma lasciano il tempo che trovano alle mie aspettative… se parlo di comics e anche di un certo modo di fare serial (diciamo per comodità… quello che il grande cinema poteva rendere alla tv prima e dopo David DeCesare), accetto sicuramente una scala di valori molto ampia e cangiante ma quando parlo di qualità, a prescindere dagli stereotipi del mercato, rivendico e pretendo ben altro.

        mblu6

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        • Andrea Gagliardi
          16 Giugno 2016 in 22:19
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          Scusa ma non capisco bene: correggimi se sbaglio. Io credo che, purtroppo, qualità e vendite non vadano di pari passo mentre mi sembra di capire che tu sostenga questo e che lo ribadisca anche nell’ultimo commento. Nel caso io avessi frainteso ti invito a essere paziente e a chiarirmi meglio questo concetto.
          Il gioco “togli i numeri uno e due dalle classifiche di vendita” (sottraggo anche i mega-crossover) lo faccio tutti i mesi e dà sempre dei risultati interessanti ma è anche vero che per un giudizio equilibrato e complessivo non si può prescindere da questi dati.

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          • Avatar
            16 Giugno 2016 in 23:01
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            Eeehhh avevo capito che si questo punto era difficile capirsi. Dico le tue stesse cose sulla corrispondenza vendite-qualità, sarebbe da articolare maggiormente ma lo faremo un’altra volta.

            Ho detto ribadisco che un minor numero di uscite, evitando robaccia, darebbe probabilmente maggiori vendite medie.

            Capirai che sono due concetti separati.

            P.s.
            Il gioco dei numeri non è solo accademia. Perché i prodotti licenziati hanno utili molto diversi e i continui n.1 hanno altre dinamiche nei rapporti con distribuzione e dettaglio per resi/variant/prezzo

          • Avatar
            16 Giugno 2016 in 23:03
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            Si mischiano le parole con il telefonino. Sorry

            Appena posso correggo, ma credo si capisca

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