Tra il sogno e l’angoscia: il Dormiveglia di Susine

Susine e il Dormiveglia, Tunué, Enna e Lefevre

Tutti nella nostra infanzia abbiamo avuto un’opera, per qualcuno un libro, per altri un cartone animato, per altri ancora un fumetto o un film, che per storia, immagini, o potenza comunicativa ha acceso la nostra fantasia e ci è diventata cara, una specie di faro luminoso che irraggiava le fantasie serali, o illuminava il sentiero del “da grande sarò…”.

Ricordo che a me bastava una illustrazione per inventare mille storie piene di colori e fantasie, ricche di avventure e romanticismo, e la mia me sognante di allora avrebbe trovato pane per in suoi denti in Susine e il Dormiveglia.

Susine vive da figlia unica con due genitori che finiscono le loro giornate litigando furiosamente e ignorandola. Solo la nonnina si prende cura con sincero affetto della bambina, ma un giorno, anche lei, se ne va. Susine grazie ai suoi racconti e alle sue canzoni però si consola perché sa che la realtà che vive è collegata ad altri mondi, come il mondo del Dormiveglia, sottile come una lama, difficilissimo da camminarci su, che divide la luce e l’ombra.

Allora un giorno Susine sola soletta nella sua stanza costruisce un fantastico Coprizucca Canalizzatore, lo appoggia allo schermo della Tv e… Si ritrova nel meraviglioso mondo del Dormiveglia, popolato da bizzarrissime creature con le ombre di tutti i colori. In questo meraviglioso luogo che può visitare quando più le piace si trova a vivere nuove avventure, tanto da sentire la mancanza del suo mondo di provenienza, ma quando torna a casa scopre che la sua realtà è ancora più triste di come la ricordasse, con i genitori ormai lontani irrimediabilmente l’uno dall’altra.

Così una sera di particolare tristezza Susine decide di tornare per sempre nel Dormiveglia, ma lo fa quando fuori è già buio e si ritrova in un mondo completamente inaspettato…

Susine e il Dormiveglia, Tunué, Enna e Lefevre

Così si conclude il primo episodio delle avventure della piccola Susine, creata dalla fantasia dello sceneggiatore Bruno Enna, nome notissimo nel panorama italiano per le sue collaborazioni con le riviste Disney, con le serie animate tra cui Monter Allergy e ultimamente con Bonelli.

La sua Susine si candida a essere l’erede di Alice: come lei la bambina trova una via di fuga dalla realtà opprimente che vive e si trova a viaggiare in un mondo in cui tutto è diverso da lei, persino la qualità dell’ombra.

Sarà additata e giudicata ma troverà anche buoni amici e capirà che ogni creatura deve combattere contro qualcosa per arrivare alla felicità. Susine forse ancora non sa di che natura è il nemico che dovrà affrontare, ma intanto scopre che ha una capacità tutta sua, ha il potere di regalare la felicità, l’elemento che in quel mondo meraviglioso porta a evolversi, quindi a crescere.

Anche qui la sovrana è una dittatrice, ma la sua prepotenza deriva dal non essere capace di ridere o, da un altro punto di vista, dalla sua paura di crescere, se mai dovesse provare felicità: uno strano alter ego della stessa protagonista  che, invece, non ricorda come si fa a essere felici e vorrebbe disperatamente tornare ad esserlo.

Come Alice, anche Susine rischia di doversi chiedere se le avventure che ha vissuto sono solo frutto di un sogno, ma per il momento il suo dormiveglia tra realtà e fantasia non genera mostri, ma solo nuovi ambienti e personaggi da conoscere e da cui imparare.

Quello che manca è la spensieratezza: leggendo si sente come un retrogusto di inquietudine, che non ci lascia scordare di come Susine sia una bimba incompresa nel suo mondo, che è costretta a frequentare uno psicologo-gufo, e che nel limbo tra sonno e veglia può ci capitare di incappare in qualche brutta situazione.

Il popolo che Enna immagina abitare il mondo del Dormiveglia è infatti a metà strada tra un sogno e un incubo, ma è per lo più innocuo e a tratti molto buffo, un vero spasso per l’illustratore che ha il compito di renderlo visibile a tutti. I disegni sono affidati alle mani autodidatta di Clément Lefèvre, capace di immaginare personaggi amabili e inquietanti quanto basta per una storia del genere, in bilico tra divertimento e angoscia. I colori che usa sono prevalentemente caldi e la maggior parte delle figure presentano caratteristiche decorative molto personali, come il vezzo dei capelli che sembrano piume o foglie e viceversa.

Gli occhi sono enormi, spropositati, e hanno una luce spiritata che non può non colpire la fantasia di un bambino, così come il vastissimo bestiario e il mare rosa e tutte le creazioni partorite dalla fantasia dell’autore.

Susine e il Dormiveglia, Tunué, Enna e Lefevre

Questo bel volume curatissimo edito dalla Tunué non è solo un libro illustrato da leggere in compagnia dei genitori, è un piccolo manuale su come aiutare a crescere i bambini di oggi, soccombenti all’eccesso di oggetti superflui ma disabituati all’indispensabile.

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