Tokyo vista dagli italiani – Tōkyō tutto l’anno di Laura Imai Messina

Dimensione Fumetto dedica una intera settimana speciale agli autori italiani contemporanei che hanno raccontato nel loro stile narrativo e grafico la grande capitale del Giappone: Tokyo!

In questo secondo appuntamento, Tōkyō tutto l’anno della scrittrice romana Laura Imai née Messina.


Copertina di "Tokyo tutto l'anno" di Laura Imai Messina illustrata da Igort.Quando lavoravo come accompagnatore tusitico per visitatori italiani, una delle critiche che ricevevo più frequentemente è che Tokyo è deludente. La stragrande maggioranza delle persone spende a Tokyo due-tre giorni esplorandone in fretta e furia alcuni luoghi ormai consegnati all’immaginario turistico massificato e tutto quel che ne ottiene è l’immagine di una realtà urbana cementificata, frastornante e incomprensibile, forse in un deliberato tentativo delle agenzie turistiche di contrapporla a Kyoto come celebrato regno del bello, dell’armonia e della tranquillità. Nulla di più falso, e lo sa bene anche Laura Imai Messina che ha dato alle stampe per la casa editrice Einaudi lo scorso 8 settembre il suo nuovo libro Tōkyō tutto l’anno.

“Libro” è forse l’unica definizione certa che si può dare a questo volume, dato che il suo carattere fortemente ibrido ne limita, anzi con tutta probabilità rifugge volontariamente la categorizzazione. Tōkyō tutto l’anno (nel cui titolo si usa l’accentazione corretta, ma ancora poco diffusa, con i macron) è infatti un lavoro in prosa scritto in prima persona a metà strada fra il diario intimo, il romanzo familiare, la guida turistica, il saggio culturale, il ricettario esotico e altro ancora, fondendo tutti questi elementi in maniera inestricabile fra loro. La definizione usata come sottotitolo, «Viaggio sentimentale», è la stessa già usata da Vincenzo Filosa per il suo Viaggio a Tokyo, con la fondamentale differenza che la Tokyo di Filosa è sordida e oscura mentre quella della Imai Messina è ovattata e vista attraverso occhiali dalle lenti rosa.

Strutturalmente il libro è composto dai reportage di una lunga serie di passeggiate che Laura Imai Messina percorre con suo marito e i loro due bambini piccoli lungo tutto l’anno, da gennaio a dicembre, andando alla scoperta di molti luoghi della prefettura di Tokyo, di quelle confinanti (inclusa Kanagawa, dove l’autrice abita) e di altre zone del Giappone. Alcune delle passeggiate si concentrano su luoghi celeberrimi, altre su anfratti sconosciuti, altre ancora su anfratti sconosciuti di luoghi celeberrimi.

Durante la lettura non è raro imbattersi nella fusione unica dei vari generi rappresentati dal libro. L’esempio migliore è probabilmente quello del “sumō del pianto“, un evento che si svolge a settembre nel Santuario Morito-jinja (Kanagawa) in cui la Imai Messina fonde insieme le avventure agrodolci del suo secondogenito con il racconto del significato storico e culturale dell’evento, producendo quattro pagine dense di trama, come fosse un romanzo, di informazioni, come fosse una guida, e di approfondimenti, come fosse un saggio.

Tōkyō tutto l’anno non si limita però a questo brillante mix di non-fiction domestica e di esplorazione urbana con gli occhi del residente e non del turista. Il libro è infatti arricchito dalle numerosissime suggestioni culturali e letterarie proposte da Laura Imai Messina, la quale oltre che romanziera è anche insegnante di lingua italiana e studiosa di letteratura giapponese, e dalle tavole di Igort, fumettista italiano innamorato del Giappone da tempi non sospetti che ha realizzato per il libro dodici splendide illustrazioni, una per ogni mese dell’anno (quella del capitolo di ottobre usata anche per la copertina del volume), oltre a una sorta di giocosa cartina della zona metropolitana di Tokyo usata per i risguardi, in cui fanno bella mostra di sé il robot di Laputa al Museo d’arte Ghibli e il Gundam a Odaiba.

Illustrazione di Igort per "Tokyo tutto l'anno" di Laura Imai Messina.
La mappa della zona metropolitana di Tokyo disegnata da Igort, che nelle tavole interne del volume si firma con il timbrino con scritto “Igort, fumettista” in giapponese.

Lodata senza riserve l’idea teorica alla base di Tōkyō tutto l’anno, c’è da dire che la sua realizzazione pratica è sicuramente migliorabile, dato che ci sono almeno tre forti criticità che emergono dalla lettura del volume.

La prima sta nel fatto che il volume vorrebbe raccontare il passaggio del tempo a Tokyo lungo i mesi, ma questo “passaggio del tempo” non è poi così diverso da quello del resto della fascia temperata nell’emisfero boreale (ovviamente), e anche quando ci sono delle specificità quali la fioritura dei sakura, o i dolci stagionali, o il mese delle piogge, o le tradizioni e feste religiose eccetera, si tratta quasi sempre di caratteristiche che riguardano tutto l’arcipelago giapponese e non solo Tokyo. Nella stragrande maggioranza dei casi si sarebbe potuto sostituire il nome di Tokyo e dei suoi luoghi con quello di qualunque altra parte del Giappone e non sarebbe cambiato niente, il che vuol dire che la presunta unicità tokyota rivendicata da Tōkyō tutto l’anno o non esiste o comunque non è ben differenziata rispetto al resto della nazione. Allo stesso modo, si sarebbe potuto sostituire il tempo, dato che molti dei luoghi presentati sono collocati in certi mesi invece di altri senza una chiara ragione: perché si parla di Shibuya proprio a luglio e di Jinbōchō proprio a ottobre? Cosa distingue il passaggio del tempo a Tokyo rispetto a qualunque altra zona del Giappone? È difficile a dirsi, stando a quanto narrato nel libro.

Il secondo aspetto critico riguarda ancora il tempo, ma nel senso scientifico-astronomico della parola. In un libro che rivendica la scansione cronologica fin dal titolo, e che quindi si suppone debba trattarla con attenzione, è stato veramente frustrante leggere continuamente i due calendari lunare e solare scambiati e confusi. Entrambi hanno 12 mesi che però non coincidono fra loro, e un modo di intendere il concetto di “stagione” del tutto diverso, ma questo non viene mai spiegato e solo citato qua e là (e non prima di pagina 120), lasciando al lettore il dilemma se il mese di cui si sta parlando è quello lunare o solare, come quando si sostiene che i cristanemi sbocciano a settembre, mentre invece è a ottobre.

Il terzo e peggior problema di Tōkyō tutto l’anno è però la sua quantità veramente abnorme di errori piccoli e grandi nelle numerose informazioni riportate. Ce ne sono letteralmente quasi in ogni pagina. Il lettore casuale, semplicemente interessato alla cultura giapponese, potrebbe non accorgersi di nulla e godersi il libro tranquillamente senza che il piacere della lettura venga inficiato, ma chi è stato almeno una volta a Tokyo potrebbe trovare strano leggere che oltre un terzo della metropoli è coperto da boschi, o che i grattacieli sono a Shinjuku Est, o che le linee private della metropolitana sono usate dai ricchi, o che il quartiere completamente cementificato di Marunouchi è verdeggiante grazie agli uccellini. Il lettore esperto poi potrebbe venire seriamente disturbato dalle numerose e continue imprecisioni architettoniche, storiche, religiose, botaniche, alimentari, e da Rikimaru Tōhō dichiarato in attività quando invece ha smesso da oltre tre anni. Non è ben chiara l’origine di questi errori: potrebbe essere dovuta a insondabili ragioni editoriali in uno dei numerosi passaggi che vanno dal manoscritto al libro stampato; ma poiché Tōkyō tutto l’anno è un libro che merita di essere letto ed è un peccato vederlo infarcito di così tanti errori, si spera che possano venire corretti in una futura edizione del libro così da renderlo ancora più piacevole da leggere.

Illustrazione di Igort per "Tokyo tutto l'anno" di Laura Imai Messina.
La linea del tram Toden Arakawa illustrata da Igort nel mese di agosto.

In definitiva, Tōkyō tutto l’anno sembra un libro consigliabile a una platea molto generalista interessata non solo e forse non tanto ad approfondire la cultura giapponese, quanto piuttosto a leggere le avventure quotidiane della deliziosa famiglia mista di Laura Imai Messina e ad avere uno sguardo non turistico sulla grande megalopoli nipponica e sui suoi dintorni, magari in vista di un futuro viaggio post-pandemia.


Laura Imai Messina, Igort
Tōkyō tutto l’anno
Einaudi, 8 settembre 2020
pagg. XIV+290, b/n e colore, rilegato, € 19.00
ISBN: 9788806244217


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Mario Pasqualini

Mario Pasqualini

Sono nato 500 anni dopo Raffaello e probabilmente morirò anche 500 anni dopo Raffaello (ma non credo nello stesso modo).

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