Yamato Video

Berserk: l’epoca d’oro in steelbook

A distanza di 23 anni dalla sua prima pubblicazione cartacea in Italia a opera di Panini Comics, Berserk continua a far parlare di sé, questa volta a opera di Anime Factory, è infatti uscita in Italia l’edizione steelbook della trilogia cinematografica de L’epoca d’oro.

Per mano del regista Toshiyuki Kubooka, visto già al lavoro su Nadia, il mistero della pietra azzurra e Batman: Il cavaliere di Gotham, i tre lungometraggi hanno goduto di speciali proiezioni anche nei nostri cinema, ma a causa di problemi di diritti fino a ora non era stato possibile avere un’edizione home video completa.

La storia riprende appunto “l’epoca d’oro” del manga partendo dall’incontro tra Gatsu e Grifis, passando per la prigionia di quest’ultimo nelle Midland per poi concludersi con la fase finale dell’eclissi e la nascita del Cavaliere Nero.

Il livello tecnico è altissimo sia per disegni che nell’animazione, il doppiaggio, edito da Yamato Video, è eseguito a Roma nello studio Coop. Eddy Cortese e mantiene i nomi in senso anglofono come nel resto del mondo, troviamo quindi delle differenze rispetto al manga che segue una politica diversa a livello di adattamento.

Il cofanetto in metallo racchiude tre dischi, uno per ogni film, e tre maxicard da collezione, una buona edizione che permette di avere l’intera trilogia a un prezzo contenuto.

TRAMA: Nelle terre di Midland, un ragazzo immensamente forte conduce una vita priva di desideri e sogni, combattendo una battaglia dopo l’altra senza schierarsi con qualcuno o credere in qualcosa.  Il suo nome è Guts, ed è un mercenario… Su quello stesso suolo muove i suoi passi un uomo dalle immense ambizioni, la persona che ha raccolto a sé un valoroso gruppo di soldati, la Squadra dei Falchi. Il suo nome è Griffith e, grazie a questi due fondamentali elementi, farà strada alla sua gloria…”

DATI TECNICI:

Numero dischi: 3

Video: 16/9 2:35:1 1080p-24fps

Audio: Italiano 5.1 Master Audio; Giapponese 5.1 Dolby True HD

Sottotitoli: Italiano

Durata: 258 minuti

Extra: In regalo 3 Maxicard da collezione

Goldrake in home video, un sogno che si avvera!

Siamo su Fleed, pianeta di una non meglio specificata galassia, la cui popolazione è preda della violenza dell’esercito di Re Vega: despota intento a mire espansionistiche nel cosmo. La resistenza degli abitanti è messa a dura prova tanto che lo stesso principe, Duke Fleed, è costretto a fuggire a bordo di Goldrake, robot dai grandi poteri. La disperazione porta il nostro a raggiungere la Terra dove verrà accolto, sotto mentite spoglie, dal professor Procton e la sua famiglia. La battaglia con Vega però non è ancora finita…

Questo è l’incipit di UFO Robot Goldrake, il cartone animato giapponese che più di ogni altro è riuscito a creare qualcosa di unico e indimenticabile nel panorama televisivo italiano. Dopo quel 4 aprile 1978, l’intrattenimento per i più giovani (e non solo) cambiò radicalmente: era iniziata l’invasione dei cartoni animati giapponesi!

Sono passati 41 anni ormai dalla prima messa in onda italiana del robot gigante nato dall’immaginazione di Go Nagai, ma ancora oggi Goldrake risiede nei cuori di tanti appassionati che, ora come allora, sono affascinati dalle vicende di Duke Fleed.

La pubblicazione di un’edizione home video è stata da sempre oggetto di numerose dispute circa la detenzione dei diritti per l’estero. Dopo anni bui di pirateria ed edizioni import di dubbia qualità, solo nei primi del 2000 con la D/Visual la speranza di avere in casa un’edizione ufficiale in DVD si concretizzò. Peccato però che gli ultimi due dischi non furono mai pubblicati, lasciando così un vuoto incolmabile nelle librerie degli appassionati.

Ci vollero circa 10 lunghi anni di attesa e la collaborazione fra Yamato Video, RCS e La Gazzetta dello Sport, per assistere alla nascita di un’edizione in DVD completa e fedele alla programmazione tv italiana. Distribuita nel circuito delle edicole, la soluzione, come c’era da aspettarsi, venne molto apprezzata, tant’è che la formula è stata poi riproposta per altri titoli di notevole richiamo.

In molti (me compreso) non cedettero però alle lusinghe dei lucidi dischi, speranzosi che prima o poi sarebbe arrivata un’edizione migliore… e questo momento è arrivato!

Quella che abbiamo il piacere di presentare è la versione in bluray edita da Anime Factory, prodotta nel 2018 in concomitanza con l’anniversario della prima messa in onda italiana.

La serie completa di 74 episodi è divisa in tre box per un totale di 10 dischi; rispetto all’edizione tv italiana, sono stati riportati cronologicamente anche gli episodi che vennero eliminati dalla prima programmazione televisiva.

Il packaging di ciascun box comprende un astuccio in cartoncino leggero, con finiture di buona qualità in stampa patinata lucida, al cui interno è riposta la custodia in plastica con all’interno i dischi. A completamento del tutto, un booklet da collezione di circa 30 pagine a colori spillate che racchiude la guida agli episodi con le relative sinossi, disegni preparatori e collage di fotogrammi della serie.

Dal punto di vista tecnico, ci troviamo di fronte ad un prodotto eccezionale grazie a una totale rimasterizzazione: lavoro non di poco conto se consideriamo che i master di Goldrake hanno quarant’anni alle spalle. Una vera e propria ristrutturazione operata da un team di professionisti e appassionati di animazione, che tramite processi di upscaling e color correction sono riusciti a dare nuova vita al tutto.

Apprezzabile anche il comparto audio per il quale troviamo in formato DTS-HD Master Audio tre tracce: originale giapponese, doppiaggio storico italiano e il ridoppiaggio italiano usato nella prima versione in DVD.

Occorre specificare inoltre che per gli episodi inediti e le scene originariamente non doppiate in italiano, è stato mantenuto l’audio giapponese con il supporto di sottotitoli fedeli.

A livello di extra abbiamo di fatto solo le sigle storiche italiane: forse un po’ misero come contenuto, ma di certo apprezzabile.

Tirando freddamente un bilancio finale sul prodotto, non ho timori nell’affermare che questa possa essere considerata l’edizione italiana di UFO Robot Goldrake definitiva per la quale qualsiasi appassionato, di vecchia data e non, dovrebbe riservare un posto in prima fila sui propri scaffali.

BOX 1
4 dischi – ep. da 01 a 28
45,00 €

BOX 2
3 dischi – ep. da 29 a 52
42,50 €

BOX 3
3 dischi – ep. da 53 a 74
45,00 €

Saint Seiya Lost Canvas, una serie tutta da guardare!

Tre orfani uniti da una forte amicizia e un inesorabile e tragico destino, loro sono i protagonisti di Lost Canvas, lo spinoff di Saint Seiya ambientato 243 anni prima nel vivo della Guerra Sacra tra le forze oscure di Ade e i cavalieri di Atena.

Scritto e disegnato da Shiori Teshirogi e supervisionato dal Sensei Kurumada, Lost Canvas nasce come prequel ufficiale della serie classica ma diviene ben presto una serie apocrifa a causa della nascita di Saint Seiya Next Dimension, scritta e disegnate da Kurumada stesso, la serie è ambientata nella stessa epoca ma tratta personaggi e avvenimenti in modo molto diverso.

La storia narra di Tenma, Bronze Saint di Pegaso e predecessore di Seiya, e del suo percorso per divenire cavaliere di Atena, reincarnatasi in Sasha sua amica d’infanzia, e della loro battaglia contro Ade, tornato in vita nel corpo di Alon fratello minore di quest’ultima. Per fronteggiare il potere della divinità della morte il Cavaliere di bronzo dovrà superare prove impervie e potenti specter sempre affiancato da Yato, Bronze Saint di Unicorn, e da Yuzuriha, Silver Saint di Crane. Lo sviluppo della storia abbandona lo schema classico e la Teshirogi riesce sapientemente a dribblare tra i paletti imposti dalla serie classica (il finale già annunciato ad esempio) e a intrecciare una trama appassionante. I personaggi godono di un ottimo approfondimento caratteriale acquisendo importanza e spessore ai fini del racconto.

L’opera ha riscosso in patria, e nel resto del mondo, un degno successo tanto da ispirare, nel 2009, la produzione di una nuova serie OAV di 26 episodi non curati come di consueto dalla Toei Animation ma affidata, per la prima volta, alla TMS Entertainment. Il risultato direi che è ottimo, le animazioni sono fluide e molto dinamiche e il character design si discosta dallo stile tipico di Shingō Araki, seppur rimanga sempre il mio preferito, e ne sviluppa uno originale molto vicino a quello del manga.

Grazie al lavoro di Anime Factory, anche noi italiani abbiamo potuto godere dell’edizione per l’home video, distribuita sia in formato dvd che blu ray, l’edizione è buona sotto tutti i livelli. Raccolta in due cofanetti, uno per ogni serie da 13 episodi, l’edizione presenta una cura grafica che si ispira molto fedelmente all’edizione giapponese e un booklet a colori di 24 pagine con sinossi e gallery dei personaggi, il tutto raccolto nelle classiche custodie in plastica impreziosite da un copricustodia in cartone.

Queste le caratteristiche tecniche:
Formato video: 16/9 1.78:1
Audio: ITALIANO 2.0 / GIAPPONESE 2.0
Sottotitoli: ITALIANO
Durata: 325 minuti circa (episodi 01-13)
Contenuti extra:
Include un booklet a colori esclusivo di 24 pagg. con sinossi e gallery dei personaggi.
Tre diverse tracce audio italiane:
• Fedele all’originale con i colpi speciali tradotti
• Fedele all’originale con i colpi speciali in giapponese
• Ispirata all’adattamento italiano della serie classica

Personalmente ho apprezzato moltissimo la scelta dei tre doppiaggi italiani che di certo riusciranno a soddisfare i gusti di un po’ tutti i fan lasciando loro la scelta di quale scegliere per la visione. Altro aspetto che ho trovato davvero interessante la scelta di inserire, tra i contenuti extra dei dischi, i video in sala di doppiaggio dove i singoli doppiatori vengono filmati durante alcune sessioni ed è divertente notare le tecniche usate da ognuno di loro per immedesimarsi meglio nel proprio personaggio.

Che dire, la serie è a mio avviso molto buona, come l’edizione italiana molto ben curata, da qualche mese è anche disponibile nel catalogo di Netflix quindi direi che non ci sono scuse per evitare la visione di questa appassionante saga dedicata ai Santi di Atena!

Saint Seiya: una nuova edizione in DVD

schermata-2016-10-04-alle-17-17-29Questo sembra essere il mese di Saint Seiya per i fan italiani della serie.

Dopo l’uscita in edicola di una nuova edizione del manga di Lost Canvas, partita il 4 ottobre, con il Corriere dello Sport e in collaborazione con Panini Comics, il 13 ottobre, a opera di Yamato Video, sarà disponibile il primo di tre box che racchiudono la serie storica in dvd.

L’edizione è la stessa già presentata anni fa ma il packaging è rinnovato e trasformato in un più pratico e pregiato cofanetto in cartone.

Il primo box conterrà TUTTA la saga delle 12 case divisa in 12 dischi.

Ecco le caratteristiche tecniche:

  • Data Uscita: 13 Ottobre 2016
  • Codice prodotto: B01KBLS9IM
  • Supporto: DVD
  • Numero Dischi: 12
  • Audio: Italiano/Giapponese
  • Sottotitoli: Italiano (adattamento tv) , italiano (fedeli all’originale)
  • Regione: 2 PAL
  • Regia: Kazuhito Kikuchi, Kozo Morishita

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GETTER SAGA – la continuity nel manga

Spesso le buone idee nascono da un caso, da una coincidenza…il classico “lampo di genio”. Erano i primi anni ’70 e alla Dynamic Pro erano tutti in subbuglio perché la loro idea di una nuova serie, con protagonista un robottone, mancava di un quid tale da renderla unica. Per allentare la tensione Go Nagai, Ken Ishikawa e il loro editor uscirono per un gita fuori porta, ognuno dei tre noleggiando un’auto diversa. Durante il viaggio una frenata improvvisa della macchina davanti causò un triplo tamponamento…IDEA! “Facciamo che il nostro nuovo robot nasca dalla combinazione di tre mezzi diversi!”. Nasce quindi Getter Robot, il primo robot componibile nella storia dei manga.

La saga dei Getter è caratterizzata però anche da un altro particolare: è talmente longeva che fra le serie a fumetti e gli anime che la compongono si perde decisamente l’orientamento. Oggi andremo a dissipare ogni dubbio cronologico su quella che è la continuity del manga originale e di tutte le serie a fumetti successive che possiamo/potremo leggere anche in Italia grazie a una recente riedizione da parte della JPop.

Attenzione! Con “ordine cronologico” non s’intende rispetto l’anno di pubblicazione, bensì l’ordine naturale delle serie secondo la storia narrata in esse. Si è cercato di evitare anche qualsiasi tipo di spoiler … nei limiti del possibile.

GETTER ROBOT (1974)

La storia originale, che dà inizio alla saga, viene pubblicata in patria sulla rivista Weekly Shonen Sunday e vede alcuni capitoli disegnati proprio da Go Nagai; particolare che non troveremo invece nelle serie più recenti. In questa, che rappresenta la prima serie, il Getter viene pilotato da Ryoma Nagare, Hayato Jin e Musashi Tomoe per combattere l’Impero dei Dinosauri e i suoi mechasaurus.

Getter_Robot

Il Getter Robot nelle sue tre forme

I temi adulti e le atmosfere crude la distanziano molto da quella che sarà la trasposizione televisiva: Ryoma Nagare e Hayato Jin sono dei veri e propri antieroi (Ryoma è un teppista ultraviolento, Hayato un terrorista) e vengono scelti dal Dott. Saotome dopo essere stati selezionati in maniera quantomeno atipica (Ryoma deve affrontare dei killer per dimostrarsi all’altezza).

GETTER ROBOT G (1975)

Sconfitto l’Impero dei Dinosauri i Nostri non potranno di certo riposarsi (anche perché il manga ebbe un enorme successo!). La pace per il Giappone è di breve durata, infatti un nuovo nemico è pronto dietro l’angolo: l’Impero dei Cento Oni. In sostituzione di Musashi come pilota del Getta 3, viene reclutato Benkei Kurama (ovviamente per mantenere il corretto equilibrio che non deve mai mancare in ogni gruppo di piloti di robottoni che si rispetti: il normopeso, il sottopeso, il sovrappeso).

Il passaggio a Getter Robot G è naturale, similarmente a come già visto nella serie dei Mazinger (da Mazinger Z a Great Mazinger) sempre di Go Nagai: l’Impero dei Cento Oni, infatti, compare già nei capitoli finali della prima serie.

Getter_Robot_G

 

SHIN GETTER ROBOT (1997)

Shin_Getter_Robot

La magnificenza dello Shin Getter…

La serie, nata diversi anni dopo la pubblicazione dei capitoli iniziali della saga, funge d’anello di congiunzione fra Getter Robot G e Getter Robot Go. Alla sceneggiatura troviamo sempre Ken Ishikawa. La narrazione fa da antefatto a quella che sarà la storia di Getter Robot Go, andando, in un certo qual modo, a dare una migliore spiegazione al finale di quest’ultimo. In Shin Getter Robot assistiamo quindi alla distruzione della base del Dott. Saotome per mano di una non meglio identificata razza aliena proveniente dal futuro (!). L’evento sconvolgerà a tal punto il Team Getter che Ryoma Nagare deciderà di abbandonare e Hayato Jin perderà la fiducia nel potere dei Raggi Getter. Vedremo quindi la comparsa di un nuovo pilota: Go Ichimonji.

Go_Ichimonji

Go Ichimonji

 

GETTER ROBOT GO (1991)

Getter_Robot_GO

Sho_Tachibana

Ecco la nostra Sho…e i suoi braccioni da “scaricatrice di porto”

Nella quarta incarnazione del nostro Getter, ci troviamo in un’ambientazione collocata diversi anni dopo le serie precedenti, come già anticipato nello Shin Getter Robot. A sconvolgere ulteriormente il lettore ci pensa poi il design del nuovo robot! Già a partire dal colore: si passa da un vivace rosso sangue a un patetico azzurro quasi avio, dalle ali a forma di mantello svolazzante ed evocativo si passa…a niente…il Getter Robot Go non ha le ali! Il nuovo team è composto da Go Ichimonji (vecchia conoscenza), Gai Masamichi e Sho Tachibana.

Quest’ultima è una donna (anche se dai tratti non troppo delicati), che quindi fa alzare il counter dei personaggi appartenenti al genere femminile alla ragguardevole cifra di DUE (considerando come primo personaggio Michiru Saotome la figlia del Dott. Saotome).

I nostri non sono altro che militari tirati su da Hayato Jin (scelta che ricorda Great Mazinger). La serie non ha avuto un gran successo, infatti, come scritto sopra, hanno poi dovuto realizzare lo Shin Getter Robot per riprendere la giusta direzione.

GETTER ROBOT HIEN ~ The Earth Suicide ~ (2008)

La prematura scomparsa di Ken Ishikawa nel 2006 e l’inevitabile arresto che ebbe il progetto Getter non fecero però diminuire l’interesse del pubblico verso l’universo narrato fino ad allora. Molti erano gli appunti lasciati dal Maestro circa possibili sviluppi della storia: il suo ultimo manga della serie Getter fu “Getter Arc” nel 2002. Il giovane artista Naoto Tsushima ha raccolto tutte queste note e ha dato vita alla nuova forma del Getter. La serie, anche se rientra nella continuity della saga, viene definita spin-off.

 

I fatti narrano di come uno scienziato pazzo di nome Prof. Jacov si sia fuso con vegetali altamente evoluti chiamati Plant Beasts dando il via alla conquista del mondo. Per combatterli Hayato Jin, divenuto il nuovo direttore dell’Istituto Saotome, prepara un prototipo di Getter Robot e recluta tre piloti. Due di essi Dan Amakusa e Goki Hagane, durante una missione nella quale perderanno il terzo compagno, incontrano un giovane di nome Tsurugi Ryuki: combattente di talento che sa come sconfiggere il nemico…
GETTER ROBOT ARC (2002)

L’ultimo manga della serie, realizzato da Ken Ishikawa, che voleva rappresentare la conclusione della saga ma che è rimasto incompleto. Ancora una volta ambientata nel futuro, questa storia vede il ritorno degli insetti alieni, già comparsi in Shin Getter Robot, contrastati nel loro tentativo di arrivare sulla Terra dal Getter ora pilotato da: Takuma Nagare (figlio di Ryoma Nagare), Kamui Sho (un essere mezzo uomo mezzo dinosauro dell’Impero dei Dinosauri) e Yamagishi Baku (fratello minore di Messia Tayrr, di Getter Robot Go).

La serie nasconde grandi colpi di scena (alleanze con vecchi nemici, tradimenti insospettabili…) e numerosi rimandi ai manga precedenti; davvero un peccato che abbia un finale aperto… Cursiosità: i katakana con cui vengono rappresentati i nomi delle tre forme del Getter, rappresentano la pronuncia di caratteri Siddham che indicano alcune divinità buddhiste.

APOCRYPHA GETTER ROBOT DASH / DARKNESS (2008)

Uscito quasi in contemporanea con Getter Robot Hien, e ancora in corso di pubblicazione in giappone, è una serie creata dal mangaka Hideaki Nishikawa basata sulla serie originale di Ken Ishikawa e Go Nagai. Come suggerisce il titolo, la storia si svolge in un universo alternativo: una “versione apocrifa” della storia originale dove i temi della serie Getter vengono rivisti e corretti dall’autore. Inizialmente è stato serializzato nel mensile di Kodansha: Magazine Z fino al 2009, anno di chiusura dello stesso. Quindi la pubblicazione è stata trasferita nella rivista mensile Young Animal Arashi di Hakusensha, a partire dal numero di luglio 2009, cambiando il titolo in Apocrypha Getter Robot Darkness.

La tomba delle lucciole a 5€ con Dimensione Fumetto

Quindici anni fa circa: io, un divano, una tv e una vhs…. Schiaccio il tasto play… 85 minuti dopo… Lacrime.

Bene sapete a cosa andrete in contro martedì 10 e mercoledì 11 novembre quando vi sederete al cinema, sì, non c’è il condizionale perché un capolavoro del genere non può non essere visto sul grande schermo, se non si fosse capito sto parlando di La tomba delle lucciole uno dei capolavori dello studio Ghibli.

Tratto dal romanzo autobiografico di Nosaka Akiyuki (edito in italia dagli amici della Kappalab), e diretto da Isao Takahata (il regista di HeidiLa principessa splendente) racconta gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale vissuti dai civili giapponesi. I protagonisti Seita, 14 anni, e la sorellina Setsuko, di soli 4, rimangono orfani in seguito ai bombardamenti americani. Per ricostruire una parvenza di famiglia e normalità, Seita farà scelte radicali tra malattie, stenti e sofferenze.

L’associazione culturale Dimensione Fumetto (noi) offre a tutti i suoi soci un esclusivo sconto sul biglietto, presentando la nostra tessera alle casse del Multiplex delle Stelle di Castel di Lama, il biglietto per voi sarà di soli 5€ invece dei canonici 7€.

Direi che c’è sempre un buon motivo per esseri un Dieffino e se ancora non lo siete c’è sempre tempo per diventarlo associandovi presso la Fumetteria Matrix di Ascoli Piceno.

“Luce delle lucciole, neve alla finestra” (qui lacrime)

La Tomba delle Lucciole - poster ITA2