X-Men

X-Men: la nuova Generation X

Guarda, guarda là,
c’è un gruppetto di mutanti.
Li ho visti però
sono ancora assai distanti,
van per la città
difendendo gli abitanti.
Mutanti, mutanti,
insuperabili X-Men!

Cover di X-Men - Generation X del primo volume italiano.

Cover di X-Men – Generation X del primo volume italiano.

Ogni volta che leggo X-Men, mi parte in testa questo motivetto, tratto dalla sigla che Marco Destro cantava per la storica serie animata dedicata agli umani con il gene X. E credo che sia lo spirito più giusto per affrontare la lettura di Generation X, la nuova testata, dal taglio teen, dedicata alle nuove leve dell’Istituto Xavier e nata grazie all’evento ResurreXion, il più recente rilancio delle serie X-Men.

Ma è d’obbligo fare un po’ di ordine in queste aule.

La serie riprende, almeno nel titolo, una più famosa che fu pubblicata nel 1994 dopo il crossover X-Men: Phalanx.
La caratteristica principale di questa maxi saga, che intrecciava tutte le serie mutanti pubblicate dalla Marvel fino al 1994, è la marginalità del cast principale a favore di nuovi personaggi, o vecchi, ma mai degnati di giusta gloria.
La trama vedeva i giovani studenti della Scuola Xavier guidati da due veterani del gruppo: Banshee e la redenta Emma Frost, affiancati da Jubilee già spalla di Wolverine nella serie madre.

Ritroviamo proprio quest’ultima con il ruolo di insegnante del nuovo Xavier Institute affiancata dal preside Kitty Pryde.
Il taglio dato da Christina Strain ai testi, è fresco, vivace e scanzonato, visivamente rivolto a un target più giovane; la storia, ricca di citazioni delle vecchie serie è caratterizzata da dialoghi ironici e taglienti, molti veloci e scorrevoli. La controparte visiva, gestita da un gruppo vario di artisti tra cui spicca il tratto più sapiente di Amilcar Pinna, non si distingue però per originalità o per scelte stilistiche ricercate. Questa serie va dunque a essere annoverata tra le altre testate teen della Marvel come Ms Marvel, Spiderman Miles Morales o Devil Dinosaur e Moon Girl; volta a conquistare un nuovo pubblico di lettori.

La lettura scorre piacevole ma trovo poco approfondita la caratterizzazione dei personaggi che faticano a imporsi e a uscire fuori, ma probabilmente questo è un aspetto che la Strain voleva trattare con tempistiche più rilassate.
In Italia la serie, proposta da Panini Comics, viene raccolta in volumi brossurati distribuiti solo in libreria: al momento è appena uscito il secondo volume e il terzo, e conclusivo, sarà in uscita ad agosto.

In America la pubblicazione è stata cancellata con l’avvento di Marvel Legacy (ne abbiamo parlato qui), e insieme a Jean Grey è la seconda testata a chiudere dopo ResurreXion; nonostante le pecche citate, posso comunque affermare che questa serie rappresenta una piacevole lettura di svago e vale la pena concluderla con il terzo volume.

 

Christina Strain, Amilcar Pinna
Generation X

88 pag., brossurato, colori
formato 17 x 26 cm
prezzo: 8,90

X-Men: essere mutanti oggi

The X-Men, I did the natural thing there. What would you do with mutants who were just plain boys and girls and certainly not dangerous? You school them. You develop their skills. So I gave them a teacher, Professor X. Of course, it was the natural thing to do, instead of disorienting or alienating people who were different from us, I made the X-Men part of the human race, which they were. Possibly, radiation, if it is beneficial, may create mutants that’ll save us instead of doing us harm. I felt that if we train the mutants our way, they’ll help us – and not only help us, but achieve a measure of growth in their own sense. And so, we could all live together.
(Jack Kirby)

I wanted them to be diverse. The whole underlying principle of the X-Men was to try to be an anti-bigotry story to show there’s good in every person.

(Stan Lee)

Il passato

Per anni gli X-Men sono stati la “cenerentola” del parco delle testate Marvel. Nati nel 1963 da un’idea di Stan Lee & Jack Kirby, questo supergruppo di adolescenti mutanti (persone dotate di incredibili poteri fin dalla nascita a causa di anomalie del patrimonio genetico) non aveva mai riscosso particolare successo e la sua collana a fumetti venne chiusa nel 1970 per scarsità di vendite, col numero 66 della collana a loro dedicata, nonostante l’ottimo lavoro svolto negli ultimi tempi per la testata da parte di Neal Adams e Roy Thomas.

Negli anni fra il 1974 e il 1975 la serie tornò in vita, ma trasformata nei protagonisti e nei contenuti, dando spazio alle problematiche e alle avventure di un colorito gruppo multietnico di persone temute e cacciate dalla società a causa della loro diversità. La parte del leone, infatti, non la facevano i classici pupilli di Xavier che tutti conoscevano, ma cinque mutanti più o meno nuovi di zecca: il canadese Wolverine, il tedesco Nightcrawler, l’africana Tempesta, il russo Colosso, l’apache Thunderbird, l’irlandese Banshee. Una nuova genesi di X-Men, affascinanti, eterogenei e avvincenti, resi vividamente dal tratto di Dave Cockrum, proveniente dalle grandi fortune in casa DC con la rinnovata Legione dei Supereroi.

Quasi immediatamente la formazione di questi mutanti venne affidata all’abile verve narrativa di Chris Claremont, che realizzò un’intelligente miscela di avventure e introspezione, tingendo gli albi di atmosfere cupe, tragedie shakespeariane e quel tocco di epica che non guastava in un albo di supereroi, concependo saghe a lungo respiro, e un’incredibile serie di trame e sottotrame che, nel tempo, hanno fatto la fortuna degli X-Men. La miscela divenne esplosiva quando allo scrittore inglese si affiancò il disegnatore anglocanadese John Byrne, che con uno stile a metà tra il classico e l’innovativo, fece diventare Uncanny X-Men la testata più venduta d’America.

Capire le ragioni del fenomeno X-Men è piuttosto difficile, ma è indubbio che alla base ci sono progetti ponderati e rielaborati col passare degli anni, ottimi autori e, soprattutto, il genio e l’inventiva di Claremont che ha retto le redini del gruppo per oltre sedici anni. Grazie a lui il termine “mutante” è diventato una metafora del “diverso” nella società contemporanea. Da tutto e da tutti si difendono gli X-Men: dalla paura che il proprio fisico subisca ulteriori e incontrollabili mutazioni, dai loro nemici, anche dal mondo, che non li ama. In Giorni di un futuro passato e Dio ama, l’uomo uccide Claremont parla chiaro: ci sono politici e predicatori religiosi che pur di mietere consensi sono disposti ad anteporre l’odio contro di loro, i diversi. «Sapete chi sono i vostri bambini?» è il motto del candidato antimutante.

Le etichette saranno sempre più importanti del modo in cui si vive, nei fumetti come nella realtà, mostrando come il discorso di Claremont sia ancora vividamente attuale. Allora la “X” del professor Xavier, la stessa di extra: eXtrapoteri, eXtraterrestri, eXtracomunitari, la “X” di Malcom X, la “X” di chi non sa scrivere, di chi non ha un ruolo e un posto nella società, è il simbolo di questo gruppo di reietti di diversa nazionalità che si scoprono una famiglia.

 

Veniamo ad oggi

Il mondo mutante a oltre 40 anni di distanza da Giant-Size X-Men #1 mostra tutto il peso della sovraesposizione degli anni ’90, delle troppe testate e della continuity intricata. Allo stesso tempo, quelle tematiche che hanno reso grandi gli X-Men hanno fatto scuola e sono permeate nella formazione di quei bambini di un tempo oggi diventati autori ed editor adulti. In particolare col brand All New All Different (che ai più attenti ricorderà proprio lo slogan che campeggiava sulle copertine dei primi X-Men di Claremont), la Marvel ha puntato a sconvolgere e cambiare gli equilibri del Marvel Universe puntando spiccatamente su personaggi come Miles Morales, Kamala Khan, Amadeus Cho, Riri Williams, America Chavez, Lunella Lafayette, Sam Wilson, Jane Forster eccetera, e con ognuno di loro che rispecchia un “diverso” per la sua etnia, per la propria religione o l’età.

E a questo si aggiunge la volontà da parte delle capocce Marvel di puntare negli ultimi anni maggiormente i riflettori su Inumani e Vendicatori. In questo contesto diventa difficile comprendere quale sia il ruolo degli X-Men se assistiamo alla nascita di un gruppo come la cosiddetta Squadra Unione degli Uncanny Avengers di Rick Remender, dove un gruppo Vendicativo sembra più pronto e in grado di affrontare tematiche quali la discriminazione. Come afferma Scarlet Witch (ormai una ex-mutante dopo gli eventi di Axis) all’interno della serie:

Nascere mutanti o nascere all’interno di una cultura, di un’etnia o anche di una religione è ben diverso. Questi aspetti sono radicati nelle tradizioni, nella condivisione del passato, di valori e, per la religione […] della fede. Essere mutante […] non è solo il modo in cui si è ricevuto un superpotere ed è l’unica cosa che condividiamo universalmente. Ma a parte questa distinzione […] no, non penso che la condizione di nascita sulle quali non si ha alcun controllo dovrebbero essere usati per dividerci in categorie.

Appare chiaro come gli X-Men negli ultimi tempi siano stati come un pugile alle corde, l’ombra di quello che erano: avendo perso la loro identità, e il loro messaggio di perseveranza, di fronte a discriminazione e persecuzione, il messaggio è apparso debole.

Ma se avete cominciato di recente ad avvicinarvi ai fumetti e vi è venuta voglia di conoscere meglio X-Men anche grazie alle pellicole di Bryan Singer o se siete degli aficionados delle vicende mutanti e volete cercare qualche lettura in più degli ultimi cinque o sei anni, che fare? Soprattutto in un marasma editoriale e in un contesto così come quello di cui vi ho appena descritto? Ecco che Dimensione Fumetto viene in vostro soccorso con una selezione di tre titoli meritevoli in salsa mutante degli ultimi anni.

  • UNCANNY X-FORCE di Rick Remender con vari artisti del calibro di Jerome Opeña, Essad Ribic, Greg Tocchini, Phil Noto e Julian Totino Tedesco

Abbiamo tutti il potenziale di essere dei gran bastardi, Evan. La differenza è che tu non hai mai smesso di lottare. Hai combattuto per diventare l’uomo che tuo zio Cluster vedeva in te.

Uncanny X-Force di Remender è stata una delle migliori serie in circolazione negli ultimi anni. Durata 35 numeri, ha presentato le avventure della X-Force, la squadra segreta composta da Wolverine, Psylocke, Arcangelo, Fantomex e Deadpool che si occupa di portare a termine le missioni più sporche. In essa Remender ci mostra tutto il suo pessimismo e questo è un elemento della sua natura che viene espresso in molti modi nei suoi fumetti. In Uncanny X-Force un bambino deve morire per la sua natura e per il nome che porta. Infatti il filo rosso attorno a cui ruota la narrazione è da una parte una riflessione su quanto il male (o addirittura l’omicidio) sia accettabile da compiere per preservare il bene, su quanto pochi siano disposti a caricarsi sulle spalle cadaveri affinché altri possano ergersi a eroi; dall’altro ci racconta di come chi o cosa riesce a influenzare pesantemente la nostra vita e la lotta disperata dei protagonisti per spezzare questa catena. Di quanto siamo artefici del nostro destino e come ci autodefiniamo moralmente quando la generazione precedente direttamente o indirettamente ha fallito nella trasmissione dei valori.

A questo si uniscono altri elementi come viaggi in mondi alternativi, come quello dell’Era di Apocalisse, Deathlok, i Bretagna Corps e Brian Braddock, la Nuova Confraternita dei Mutanti Malvagi e altri, uniti ad archi di trasformazione che coinvolgono davvero ogni elemento del gruppo. Particolare la caratterizzazione di Deadpool, le cui battute e risate sono solo un modo per nascondere l’intima vulnerabilità, e che finirà, antiteticamente a quanto possa pensare il lettore (e unitamente a lui i restanti membri del gruppo), per incarnare nei momenti catartici la voce della ragione.

  • SCISMA di Jason Aaron con vari artisti + WOLVERINE E GLI X-MEN sempre di Jason Aaron con Chris Bachalo e Nick Bradshaw

Abbiamo sbagliato strada Scott. Da qualche parte, lungo il cammino. Quando abbiamo iniziato a pensare ai ragazzi come a truppe di combattimento.

La mini-serie Scisma, sceneggiata da Jason Aaron, si è rilevata un evento mutante molto importante, rappresentando il punto di rottura fra Ciclope e Wolverine, due X-Men spesso in contrasto, ma che allo stesso tempo si sono sempre rispettati per il benessere comune degli X-Men. Qual è il tema dello scontro ideologico tra i due mutanti? Come gestire i giovani X-Men, i bambini. In particolare Ciclope ha lasciato che la giovane Indie “Oya” Okonkwo uccidesse alcuni avversari. L’aver messo la ragazza davanti a una scelta così traumatica ha acuito le tensioni tra i due vecchi amici, facendo riemergere rancori sopiti. Alla fine di Scisma, Wolverine decide di prendere la sua strada e di aprire la Scuola Jean Grey, che sorgerà dove un tempo si trovava l’istituto di Charles Xavier che tanti anni prima vide nascere gli X-Men, rappresentando una casa per tanti giovani mutanti in fuga da sé stessi e dal proprio passato proprio come Wolverine.

Scisma rappresenta quindi il passaggio del testimone dalla dicotomia Xavier-Magneto a quella Ciclope-Wolverine degli ultimi anni. Aaron, grazie alla lunga durata della sua gestione su W&XM, ha potuto contare su trame a lunga gittata e sottotrame, marchio di fabbrica di Chris Claremont (che citerà marcatamente) portando numero dopo numero a compimento l’evoluzione della stessa Idie e di Quentin Quire (personaggio creato da Morrison nei suoi New X-Men e ripreso da Aaron) avviata in Scisma. Questi alla fine della serie si ritroveranno cambiati e maturati: la prima, costretta a sporcarsi le mani in giovane età e a odiare prima ancora che amare, troverà nei valori affettivi la chiave per una visione non nichilistica del suo futuro; Quire invece dimostrerà quanto aveva ragione Wolverine a prenderlo sotto la propria ala, raccattandolo da una prigione dello Shield e dalla custodia di Capitan America, nel dargli un’occasione per renderlo qualcosa di diverso da un “mostro di livello Omega”. Ma loro e due non saranno gli unici studenti della Scuola Jean Grey (infatti con loro ci saranno Broo, Kid Gladietor, Mille Occhi, Genesis, Shark-Girl, Glob Herman e Sprite) con un corpo docenti di dissidenti dalle file di Ciclope come Bestia, Tempesta, Kitty Pryde, Rechel Grey e l’Uomo Ghiaccio, i quali aiuteranno Wolverine nel duplice compito di preside e insegnante. Apporteranno anche un ulteriore tassello all’evoluzione del personaggio, che l’autore ha ampiamente curato dai tempi di Wolverine:Weapon X e dandoci un Logan finalmente in pace con sé stesso, con i cadaveri del suo passato e le mani troppe volte sporche di sangue, ergendosi a figura paterna ingombrante affinché i giovani mutanti non diventino un gruppo para-militare come vorrebbe Ciclope.

  • MAGNETO di Cullen Bunn e Gabriel Hernandez Walta

Ecco perché combatto. Nomi. Migliaia di nomi. I nomi dei mutanti strappati con la violenza a questo mondo. Ciascuno è una cicatrice che mi alimenta.

Magneto è un personaggio complesso, dalle molte vite e scritture, da supercriminale stereotipato a personaggio shakespeariano, sempre in bilico tra bene e male ed eternamente tormentato dai dubbi, grazie alle abili mani di Claremont, un terrorista, un partigiano, tante volte trovatosi a ritornare sui suoi passi, finendo per militare negli X-Men e guidarli in assenza di Xavier. Cullen Bunn prova a darci un’ulteriore riscrittura del personaggio, questa volta come un vero vigilante noir. Nei primi numeri di questa serie Bunn costruisce un hard boiled in chiave mutante, in cui un Magneto rasato a zero, dai lineamenti duri, vestito di nero, dai lunghi monologhi e disilluso verso gli ennesimi crimini umani contro i mutanti, prova a farsi giustizia da solo, trasformando ogni oggetto di ferro in un’arma e con un Cullen Bunn capace di alternare il presente di vendetta ai ricordi del passato, guidando il lettore nelle tragedie e nei fallimenti di cui è tempestato il passato di Magneto, svelandone anche una certa ipocrisia. La serie verso metà, nel passaggio da Walta ad altri disegnatori, finisce per perdere la carica innovativa dei primi numeri, virando su scenari più convenzionalmente classici, con elementi antieroistici, pur mantenendosi di buon livello.

Il futuro

Recentemente abbiamo assistito negli Stati Uniti all’ultimo rilancio della famiglia degli X-Men, ResurrXion, avviatosi con l’albo speciale X-Men Prime. Alcune testate sono già partite, come X-Men Gold realizzata da Marc Guggenheim, tra gli sceneggiatori della serie tv Arrow, i cui primi numeri sono stati disegnati da Ardian Syaf, licenziato da Marvel Comics d23opo la querelle dei messaggi anticristiani e antisemiti contenuti nel primo numero, e con protagonista il team guidato da Kitty Pryde e composto da Nightcrawler, Colosso, Tempesta, Rachel Grey (con il nuovo nome in codice di Prestige) e Vecchio Logan; X-Men Blue di Cullen Bunn e Jorge Molina (con l’aiuto dell’italiano Matteo Buffagni e di Julian Lopez) con al centro il team degli X-Men originali arrivati dal passato guidati da Magneto; Weapon X sceneggiata da Greg Pak e disegnata da Greg Land avrà per protagonisti Vecchio Logan e Sabretooth, a capo di un gruppo composto da Domino, Lady Deathstrike e Warpath che cercheranno di fermare un nuovo progetto Arma X e che coinvolgerà l’altra testata scritta da Pak, Totally Awesome Hulk; Jean Grey scritta da Dennis Hopeless e disegnata da Victor Ibanez, che vedrà la giovane Jean avere a che fare con la Forza Fenice. Altre invece arriveranno più avanti: Generation X, scritto da Christina Strain e disegnato da Amilcar Pinna; Cable, curata da James Robinson e Carlo Pacheco; Iceman, con alla guida la coppia costituita Sina Grace e dal disegnatore italiano Alessandro Vitti; Old Man Logan, che vedrà il solido duo Lemire-Sorrentino salutarci per il nuovo team composto Ed Brisson e Mike Deodato; Astonishing X-Men, sceneggiata da Charles Soule mentre ai disegni si alterneranno disegnatori diversi numero per numero.

Le testate già avviate, sebbene abbiano trovato un grosso riscontro di pubblico, dimostrando quanto ancora sia forte l’interesse verso i mutanti nonostante le ultime stagioni poco felici, non risultano per ora spiccare di originalità, con ammiccamenti non troppo velati agli anni di X-Chris e ai Novanta, riportando le X-testate a scenari piuttosto classici e puramente eroistici per i lettori navigati, anche se è ancora troppo presto per poter dare giudizi netti e bisognerà inoltre attendere i prossimi mesi per farsi un quadro più chiaro dell’andamento futuro di tutte testate.

Chris Claremont torna a dire la sua su X-Men e diritti cinematografici

Durante l’ultimo New York Comic Con Hugh Sheridan del sito Bleeding Cool ha intervistato Chris Claremont. Per quelli che non conoscessero questo nome basti dire che si tratta dello scrittore che negli anni 80 e 90 ha portato gli X-Men a livelli di celebrità e di vendite mai più raggiunti successivamente.

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L’intervista completa, in inglese, la trovate QUI

Dopo aver parlato dei personaggi chiave della sua gestione degli X-Men lo scrittore britannico ha rilasciato delle dichiarazioni interessanti.

xmen-claremont-byrneInterrogato sul suo ritorno alle testate mutanti nel 2000 Claremont dice: “Nessuno di loro era più un mio personaggio a quel punto. La mia visione degli X-Men è terminata di fatto con il numero 279”

Alla domanda relativa a quali consigli darebbe alla Marvel per risollevare le vendite delle testate mutanti (così come fece lui negli anni 80) Chris risponde:

“Questo non ha nulla a che vedere con le vendite degli albi, ha a che vedere con il fatto che i diritti cinematografici sono controllati da una corporazione rivale.
Ti garantisco che se 10 anni fa, quando la Marvel fu avvicinata dalla Disney, se i diritti cinematografici degli fossero appartenuti ai Marvel Studios e non a Fox, X-Men probabilmente sarebbe ancora il titolo principale. La ragione per il rilievo dato agli altri titoli è che  Marvel / Disney controlla i diritti cinematografici accessori, mentre tutti i diritti cinematografici per Fantastici Quattro e X-Men sono controllati da Fox, che non ha alcun interesse nei fumetti.
Quindi credo che l’atteggiamento corporativo sia: ‘perché dovremmo sforzarci a promuovere un titolo che beneficerebbe i film di una corporazione rivale quando potremmo spendere quelle stesse energie ed entusiasmo per concentrarci sulle nostre properties?
Da qui il cambiamento degli Inumani come nuovo equivalente dei mutanti. Potrei desiderare che vada diversamente ma non sono miei i 5 miliardi di dollari”

Successivamente lo scrittore ha dichiarato di essere ancora sul libro paga della Marvel ma di non essere impegnato in alcun progetto. A domande più specifiche Claremont ha detto “questa è una domanda per Axel [Alonso N.d.r]. Io sono a loro disposizione”

 

Anteprima Inhumans vs X-Men #1 (Soule, Lemire, Yu)

Il prossimo 14 Dicembre arriverà in tutti i comic-shop statunitensi Inhumans vs X-Men #1. Pubblicato, ovviamente, dalla Marvel Comics e scritto dal duo Charles Soule – Jeff Lemire e con Lenil Yu ai disegni.

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L’albo avrà una cover regular e una variant disegnate dallo stesso Yu e altre variant a opera di John Tyler Christopher, Mike Del Mundo, Michael Cho, Kenneth Rocafort, Chip Zdarsky, Wilfred Santiago e Ardian Syaf.

Le conseguenze della serie porteranno alla nascita delle già annunciate testate mutanti.

Dalla sinossi ufficiale:

“Tue razze superpotenti si scontreranno questo dicembre, Mutanti e Inumani combatteranno con il destino delle loro specie in palio! Preparatevi per la battaglia che Charles Soule (Uncanny Inhumans), Jeff Lemire (Extraordinary X-Men) e Leinil Yu (Secret Invasion) vi porteranno nell’esplosivo INHUMANS VS. X-MEN #1!
Le Nebbie Terrigene percorrono il pianeta dando vita a nuovi inumani e avvelenando i mutanti. La tensione raggiunge il punto di ebollizione man mano che il tempo passa e le nebbie si approssimano a saturare l’atmosfera terrestre. L’ultimatum è chiaro: gli X-Men devono distruggere le nebbie oppure la terra diventerà per sempre velenosa per la loro specie. Con le spalle al muro si tratta di vincere ora o di estinguersi. C’è solo un problema: gli Inumani non se ne andranno senza lottare. E stanno richiamando tutti!”

Marvel ResurrXion: Il ritorno degli X-Men nel mondo dei supereroi

La scorsa settimana la Marvel ha pubblicato, come da sua recente consuetudine, una serie di teaser relativi all’universo mutante. Dopo quelli che lo stesso editore ha definito “anni nell’oscurità” per i mutanti ResurrXion viene descritto come un “domani colorato”.

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Stando all’editor Mark Paniccia, l’obiettivo di questa nuova ResurrXion è quello di riaffermare il ruolo di Eroi degli X-Men.

generationx“Gli X-Men sono eroi. Dell’universo Marvel. Questi mutanti hanno salvato il mondo talmente tante volte che meritano di essere chiamati così” ha detto Paniccia a Newsarama.

“Senza anticipare troppo in merito al finale di Inhumans vs. X-Men, gli X-Men stanno vivendo con una nube sospesa sopra le loro teste – letteralmente” ha aggiunto l’editor Daniel Ketchum. “Questa è la storia di cosa accade dopo. Gli X-Men hanno un futuro ora. Cosa ne faranno?”

Una delle prime cose sarà il ritorno delle tradizionali partite di softball utilizzate da Chris Claremont per alleggerire i toni ed esplorare i rapporti tra i membri del gruppo. L’intento è quello di rifarsi al periodo seminale degli X-Men (legato al lavoro di Claremont) che ha fatto la fortuna delle testate mutanti in passato.

“Ora che l’Estinzione non sta più fissandoli in volto gli X-Men possono respirare e volgere la loro attenzione a quello che li ha definiti sin dall’inizio: proteggere un mondo che li odia e li teme” ha continuato l’editor “I nuovi titoli non rappresenteranno gli X_Men come una specie in lotta per la sopravvivenza ma come supereroi […] Avranno costumi con mantelli, una scuola e le partite di softball”

Ketchum nomina esplicitamente l’era Claremont/John Byrne come il punto di partenza delle testate del 2017.

icemanEntrando nel dettaglio degli albi Ketchum ha detto che IcemanJean Grey, pur essendo personaggi cardine di”All-New All-Different Marvel” nella serie Extraordinary X-Men, non hanno avuto finora abbastanza spazio.

Generation X rivisiterà in chiave moderna e “fresca” il classico tema della scuola per mutanti che è stata il fondamento della gestione Claremont.

Dall’altro lato Weapon X sarà il titolo più “dark” del pacchetto. Stando a Paniccia i contenuti saranno “viscerali e shockanti”

Le testate principali saranno ovviamente X-Men GoldX-Men Blue. Gli editor ancora non hanno dato dettagli sui membri dei due gruppi e sugli obiettivi dei due team ma li hanno definiti la “quintessenza degli albi degli X-Men” e che i team creativi saranno in competizione tra di loro per avere il favore dei lettori convinto che questi ultimi si divideranno partigianamente, ed entusiasticamente, in “Team Gold” e “Team Blue”.

Fantastic Four – quando la Marvel disonorò il padre e la madre

Tanto tempo fa, prima del Principio, la Terra fu popolata da mostri.

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Laddove i mostri non c’erano, proliferavano le modelle.

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Erano anni tristi e cupi per il mondo del fumetto americano. Il passaggio di Frederich Wertham aveva lasciato solo macerie, e, appunto, mostri e modelle. La DC Comics pubblicava ancora supereroi, ma con storie come quelle non si andava da nessuna parte.

Poi, però, accadde un miracolo. Un Uomo e un Re s’incontrarono e crearono l’Universo.

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E videro che era cosa buona.

Fantastic Four fu l’equivalente fumettistico di un Big Bang. Non serve stare qui a spiegare perché e percome questa serie abbia letteralmente creato il mondo del fumetto fantascientifico e supereroistico americano. Se non lo sapete da voi, è perché siete ignoranti. Andate a studiare.

Alla Marvel lo sapevano benissimo; e per anni, anche quando il Re e l’Uomo se n’erano andati, anche quando la serie non vendeva più niente, l’hanno comunque portata avanti.

Quante copie delle variant di X-Men, di Wolverine, di Punisher, sono state vendute al solo scopo di far sopravvivere Fantastic Four? Non lo sappiamo, ma quante che fossero, era giusto così.

Per tanti tanti anni chiudere Fantastic Four sarebbe stato l’equivalente dell’abbattere la casa di Leopardi per far posto a quella di Fabio Volo. Fantastic Four era una bandiera, il simbolo in carta e inchiostro del fatto che la Marvel, una volta, era stata davvero la Casa delle Idee. Chiudere Fantastic Four sarebbe stato come chiudere la Marvel.

Finché la Marvel non ha chiuso Fantastic Four.

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Embè, direte voi? La Marvel chiude serie di continuo, e poi le rilancia,  rilancia,  rilancia rilancia rilanciarilanciarilancia finché poi alla fine… niente, continua a rilanciarle. Chiude le serie per sempre -occhiolino-, ci narra l’ultima-occhiolino- storia. E niente -occhiolino occhiolino- sarà più come prima.

Occhiolino.

Ad esempio la serie di Thor chiuse per ben due volte, tornando dopo un anno o due.

Guardate come si era ridotto... quella, più che altro, fu un'eutanasia

Guardate come si era ridotto… quella, più che altro, fu un’eutanasia

La chiusura di Fantastic Four, però, non è stata come tutte le altre occhiolino-chiusure. È vero che le vendite si erano quasi dimezzate rispetto a pochi anni prima. Gli ultimi numeri viaggiavano attorno alle 30000 copie distribuite contro una media di 40000 negli anni precedenti. Il calo c’è stato, ma non insostenibile se pensiamo che è esattamente come quando vendevano serie che la Marvel continua a vendere come un successo (ad esempio la blasonata Ms Marvel, nel settembre 2014, vendeva 32000 copie). Come in tutte le cose, è una questione di marketing. E il problema è semplice: la Marvel ha semplicemente bandito il marchio Fantastic Four da qualsiasi operazione di marketing. Attenzione, non è che ci abbia puntato poco: li ha letteralmente cancellati.

Una cosa che, a memoria, aveva fatto solo con personaggi di cui non possedeva più i diritti, come ROM o i Micronauti.

Come è stato possibile?

Come sempre, la colpa è di Stan Lee.

Per ricostruire questa storia bisogna tornare indietro nel tempo, fino ai rampanti anni ’80. Mentre in Italia i giovinastri si intabarravano in giubbini Monclair, scarpe Nike e cinturoni con la fibbia ElCharro, un fantasma si aggirava per gli Stati Uniti. Quel fantasma era Stan Lee, che cercava di appioppare i diritti cinematografici dei personaggi Marvel.

La Marvel non se la passava benissimo, a quei tempi. Le vendite non erano granché, a eccezione di qualche titolo di punta. La Clarence, che possedeva la casa editrice, voleva monetizzare le proprietà intellettuali in qualsiasi campo possibile, a partire dal cinema. Affidò questo compito a Stan Lee e l’Uomo, che tanto ci aveva divertito come scrittore di fumetti, fece talmente tanti casini come responsabile del settore licensing che ancora oggi la Disney paga la sua incompetenza.

Stan Lee riuscì a vendere i diritti cinematografici di Fantastic Four a un tizio di nome Bernd Eichinger, per una cifra ridicola (qualcosa come 250.000 dollari). Eichinger era un tedescone che aveva prodotto La Storia Infinita e che aveva un certo fiuto per gli affari.

L’accordo prevedeva che i diritti sarebbero durati nove anni e si sarebbero rinnovati automaticamente una volta che fosse stato girato un film. Ma gli anni passavano e Eichinger non riusciva a convincere nessuno a spendere i propri soldi per produrre il film. Oltretutto non si trattava di personaggi con superpoteri “facili” da riprodurre con gli effetti speciali dell’epoca, soprattutto la Torcia Umana e Mister Fantastic: investire 50 milioni per un film di supereroi tutto sommato sconosciuti e con il rischio che la resa fosse imperfetta scoraggiava qualsiasi produttore. Eichinger stava per perdere i diritti e così subaffittò il licensing a Roger Corman per fargli produrre un film in fretta e furia, con un budget di 2 milioni di dollari.

Questo:

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Il risultato fu incredibilmente rattuso ma raggiunse il suo unico scopo, che era quella di non far scadere i diritti. La Marvel in seguito comprò i negativi della pellicola e li bruciò in pubblica piazza. Tutti gli attori e la troupe sparirono dalla circolazione. No, quest’ultima cosa non è vera, ma scommetto che la Marvel lo avrebbe fatto davvero se avesse avuto l’immunità penale.

(Però, sia detto per inciso, Destino appariva così:)

1994_Doom

Tenetelo a mente

Così Eichinger si tenne i diritti e riuscì a girare il film alla Tweintieth Century Fox, che si mise di buzzo buono e, dopo vari tentativi, affidò la pellicola a Tim Story e guadagnò 300 milioni di dollari con un film veramente brutto.

nonostante Jessica Alba

…nonostante Jessica Alba

La pellicola ebbe anche un seguito, Fantastic Four e Silver Surfer, leggermente migliore ma non ci voleva poi tanto.

(Nel film Destino appare così:)

Corman batte Story 3-0

Corman batte Story: 3-0

Anche in questo caso la Fox incassa, solo di botteghino, 330 milioni di dollari a fronte di una spesa di 130.

La Marvel all’epoca era tutta un brodo per questi film. Ancora credeva ingenuamente che avrebbero portato lettori alle serie, tant’è che si sforzava di far assomigliare i personaggi di carta a quelli cinematografici con espedienti spesso ridicoli. Fatto sta che nemmeno la carta dei contratti si era asciugata e già le testate dei FF raddoppiarono.

Poi il tempo ci ha insegnato che il cinema non ha un vero e proprio impatto duraturo sulle vendite dei fumetti, e la Marvel capì di essere seduta su una miniera d’oro che non sapeva sfruttare. I film di Spider Man della Sony e degli X-Men della Fox, oltre ai già citati Fantastic Four, avevano dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che i personaggi funzionavano sul grande schermo, incassavano uno sfracello di soldi e vendevano tanti pupazzetti. Era ora di fare il grande salto, così presero i pochi personaggi che Stan Lee non aveva già regalato e ci fecero dei film in proprio.

Il resto è storia. Dopo Iron Man la Marvel cominciò a guadagnare soldi a palate; e quando guadagni soldi a palate, la Disney ti compra. È una legge della fisica. Negli anni ’60 la Marvel aveva ridefinito il canone per i fumetti supereroistici; negli anni ’10 del secondo millennio ha fatto la stessa cosa in campo cinematografico. D’improvviso tutti vogliono fare film di supereroi, ma nessuno li fa bene come la Marvel.

La Fox stava svaccando completamente il franchise dei mutanti prima di riprendersi (contro ogni previsione) dopo First Class. La Sony invece ha rovinato il brand di Spider Man con la versione twilight di Marc Webb. Stavolta però la Marvel non era affatto contenta. Ora che con i suoi supereroi si guadagnava soldi veri, non quei quattro becchi derivanti dalle serie a fumetti, ma miliardi di dollari (letteralmente), non erano più tanto contenti quando altri facevano film con i loro personaggi. Così, cominciarono ad accadere cose strane.

Accadde ad esempio che sulla copertina dello speciale per il 75° anniversario della Marvel Comics non comparissero né i Fantastici Quattro né gli X-Men. Gli si preferirono Nova, Captain Marvel, Groot…

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(Giusto per fare uno sciocco confronto, ecco le copertine variant che furono realizzate solo cinque anni prima, per il 70° anniversario)

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Poco dopo Rick Johnston, famoso blogger americano specializzato nel campo dei comics, pubblica un memorandum interno alla Marvel riguardante le istruzioni per la produzione di card:

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(Per chi non mastica l’inglese: Cari autori, provate solo a disegnare qualsiasi cosa che odori lontanamente di Fantastici Quattro, e vi crocifiggeremo in sala mensa)

Le voci si rincorrono. Mentre la Fox continua imperitura a produrre un quarto film dei Fantastic Four, un bel reboottone noto soprattutto per essere il primo film che si sapeva da molto prima che avrebbe fatto cagare (sembra ne avesse fatto cenno anche Nostradamus nelle sue terzine), la Marvel bandisce sempre di più i personaggi dal suo merchandising. Guardate questa T-shirt:

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Nessuna traccia di X-Men o Fantastici Quattro… e la cosa ancora più sconvolgente è che si tratta della copertina del primo numero della serie storica di Secret Wars. Questa:

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Eccezion fatta per Spider-man, tutti i personaggi che non appartengono all’universo cinematografico della Marvel sono stati semplicemente rimpiazzati.

Stessa cosa per questa maglietta:

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Che nasce da questa copertina:

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Reed Richards, la Cosa e la Torcia Umana sono semplicemente stati cancellati. La cosa non vi fa tristezza?

La Marvel, attraverso le dichiarazioni di Tom Breetvort e altri, ha sempre negato tutto, ma il bando è evidente. Dicono che non c’è niente di strano, che la serie vendesse poco. Per le cancellature, però, non viene fornita nessuna spiegazione.

E non sarà un caso che tra le millemila nuove serie scaturite da quella vaccata di Secret Wars, serie che sono andate a ripescare saghe che avremmo tutti voluto dimenticare, non ce ne sia una, che sia una, dedicata ai Fantastici Quattro.

È vero che i personaggi continuano a svolgere un ruolo importante nel Marvel Universe fumettistico; è vero che il dottor Destino ne è uno dei protagonisti assoluti. Ma resta il fatto che la Marvel li sta letteralmente cancellando dalle sue copertine. È come se prendessi le foto del Natale della mia infanzia e cancellassi i miei genitori.

Tutto questo porta con sé una serie di riflessioni. Quella più amara è che ormai il settore fumetto non è altro che un correlato del core business dell’azienda, che è il cinema. Al pari dei pupazzetti, delle maschere di carnevale, il fumetto è un mezzo di promozione dei personaggi e se questo significa che i Fantastici Quattro devono sparire dalle copertine per non promuovere un film della concorrenza, che sia. Se bisogna cancellarli anche dal passato, ridisegnando ex novo copertine storiche, amen.

È il progresso, bellezza. E tu non puoi proprio farci niente.

È molto probabile che, prima o poi, Fantastic Four riapra. Sono però pronto a scommettere che ciò accadrà quando anche l’ultimo DVD del film della Fox sarà stato tolto dagli scatoloni delle offerte speciali degli ipermercati; quando i diritti torneranno alla Disney, che finalmente ne farà quello straordinario film di fantascienza supereroistica che aspetta solo di essere girato. Nel frattempo, la Cosa e la Torcia probabilmente militeranno in qualcuna delle incarnazioni dei Vendicatori, giusto per non farci sentire troppo la mancanza.

Il Trailer di “X-Men: Apocalypse”

È da poco on-line il primo trailer ufficiale di “X-Men: Apocalypse” di Bryan Singer basato sugli omonimi personaggi dei fumetti della Marvel Comics.

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Professor X (James McAvoy) e Mystique (Jennifer Lawrence) si troveranno ad affrontare il pericolosissimo En Sabah Nur: meglio noto come Apocalisse. Saranno affiancati da Scott Summers (Tye Sheridan), Jean Grey (Sophie Turner), Nightcrawler (Kodi Smit-McPhee) e Tempesta (Alexandra Shipp) e si troveranno a confrontarsi anche con un vecchio nemico/amico: Magneto (Michael Fassbender).