Whis

Dragon Ball Super vol. 1 – Basta la nostalgia?

Copertina di "Dragon Ball Super" di Toyotaro.Se avete un’età compresa fra i 5 e i 70 anni, ci sono buone probabilità che abbiate sentito parlare almeno una volta nella vostra vita di Dragon Ball.

Dai fumetti all’anime, dall’anime ai film, dai film ai videogiochi, dai videogiochi alle action figure. Non esiste praticamente nulla di cui non sia stata fatta una versione con i personaggi di Dragon Ball.

Il suo creatore, Akira Toriyama, è un punto di riferimento per tutti gli autori di manga shōnen; Eichiro Oda (One Piece), Tite Kubo (Bleach), Masashi Kishimoto (Naruto), Hiro Mashima (Rave, Fairy Tail) hanno dichiarato più volte l’opera come principale fonte per la loro ispirazione.

In Italia il fumetto approda nel 1995, grazie alla Star Comics e al collettivo dei Kappa Boys, che riescono nell’impresa, fino ad allora mai realizzata, di proporlo nel suo senso di lettura originale, ossia da destra verso sinistra. Il fumetto diventa palestra di lettura per tutti i manga successivi, e molti si avvicinano al mondo fumettistico nipponico proprio grazie alle gesta di Son Goku.

Trovarsi fra le mani un nuovo volume di Dragon Ball con bene impresso il numero 1, quindi, non è esattamente come aver acquistato il primo numero di un qualsiasi altro fumetto.

La storia di Dragon Ball Super, orchestrata dal buon Toriyama, prende spunto dalla fine della battaglia con Majin Bu, ma prima dell’ultimo torneo con cui si conclude la serie classica dove Goku se ne va con il piccolo Uub. Bisogna precisare che la nuova storia però non viene narrata per la prima volta all’interno del manga, ma trae origine da due film usciti nel corso degli ultimi cinque anni: Dragon Ball Z: La battaglia degli dei e Dragon Ball Z: La resurrezione di ‘F’, dove vengono introdotti dei nuovi personaggi e dove vengono spiegati dei punti fondamentali per le nuove vicende di Goku e soci. Scopriamo quindi che l’universo di Goku è solo uno dei 12 esistenti, e che questi sono governati da divinità più o meno capricciose di incommensurabile potenza.

Dettaglio di una pagina di "Dragon Ball Super" di Toyotaro.Come già accaduto per gli spin-off/revival di altri manga classici (vedi alla voce Saint Seiya: Lost Canvas), sebbene la storia venga delineata dal creatore del fumetto stesso, i disegni sono affidati ad autori più o meno emergenti. Dragon Ball Super non fa eccezioni e delega il disegno a Toyotarō, un giovane passato alla ribalta per avere realizzato nel 2000 una dōjinshi che aveva come protagonisti proprio i personaggi di Dragon Ball, dal titolo Dragon Ball AF.

Cerchiamo di essere onesti. Il tratto di Toriyama non è difficilissimo da emulare, persino io da piccolo riuscivo a riprodurre dei personaggi di Dragon Ball fedeli all’originale, ma Toyotarō è veramente a un altro livello. Nello sfogliare le prime pagine vi sembrerà letteralmente impossibile che queste non siano disegnate dall’autore originale; tutte le scene, comprese quelle più dinamiche, riprendono lo stile con cui siamo cresciuti e in alcuni punti sono persino più chiare e meno caotiche. E non solo. Anche nella definizione dei paesaggi e degli elementi di contorno il giovane autore fa un lavoro egregio, non c’è nulla lasciato al caso, nulla che non riprenda lo stile originale.

Se da una parte quindi c’è un disegno convincente purtroppo dall’altra abbiamo una storia che non riesce a tenere il passo. Le prime dieci pagine del fumetto vanno a spiegare in modo assolutamente sbrigativo quando narrato nei primi due film con una manciata di tavole utili a introdurre i personaggi di Beerus e Whis, nuovi comprimari di tutto Dragon Ball Super, mentre l’evento della resurrezione di Freezer viene brevemente narrato in un box riassuntivo.

È come se il manga invitasse i lettori a documentarsi autonomamente su quanto successo, recuperando l’anime o i due film, dove queste vicende vengono trattate in modo più approfondito. In poche pagine troviamo già Goku e Vegeta al massimo della forza, al punto di trascendere alla semi-divinità.

Una pagina di "Dragon Ball Super" di Toyotaro.In chiusura del volume la storia sembra riprendersi con l’inizio di un nuovo torneo di arti marziali organizzato fra gli esponenti degli Universi 6 e 7. Qui l’inventiva di Toriyama si dimostra sempre quella di una volta, con nuovi variopinti personaggi che vanno ad aggiungersi a quelli più noti e che sembrano essere particolarmente interessanti, anche se comunque non ne vengono fornite particolari informazioni.

È chiaro da subito che il mondo di Dragon Ball ha ancora molto da raccontare, nonostante il più grosso difetto di questo DB Super risieda proprio nella sua storia; non sono tanto le vicende in sé a essere noiose, ma il modo in cui vengono raccontate. Esattamente come succedeva in Dragon Ball Z, dalla saga di Freezer in poi, si ha la percezione che Goku e Vegeta debbano semplicemente raggiungere nuove incredibili trasformazioni per potere assurgere ad altre vette di potere, con il rischio che tutto sia appiattito a una generica banalità di fondo.

Non tutto è da buttare però, ci sono dei nuovi personaggi ben caratterizzati, ci sono i siparietti comici che si erano persi per strada dai tempi di Dragon Ball con Goku bambino e, ovviamente, ci sono le Sfere del Drago.

In conclusione si ha davanti un fumetto ben realizzato sulla parte grafica, ma che non si capisce ancora se sia una mera trovata nostalgica/commerciale o se sia qualcosa di maggiormente studiato, in modo da poter avere un successo duraturo e riuscire a fare breccia nei cuori degli appassionati. Liquidarlo nell’uno o nell’altro senso è ancora difficile, quindi non resta che aspettare il prossimo volume e vedere cosa Toyotarō e Toriyama avranno in serbo per noi.