VVVVID

Arrivano i Vampiri! Owari no Seraph recensione prima stagione

Nel mondo degli anime e dei manga, così come nella letteratura nel cinema e nella televisione, spesso ci sono dei temi che improvvisamente diventano di moda. Dopo l’exploit di Death Note, abbiamo avuto un serie di opere dedicate agli shinigami, dopo il boom di Twilight il mondo anime non è stato a guardare e, a distanza di dieci anni dal fortunato Myu Vampire princess, ha cominciato a produrre una serie di titoli inerenti l’universo vampiresco. Owari no Seraph è un anime dark fantasy che aderisce totalmente al filone vampiresco distopico.

 

Owari_no_seraph wallpaper

 

Di seguito trovate la trama che contiene degli spoiler, quindi ***SPOILER ALERT****

Siamo nell’anno 2012, una serata come tante a Tokyo gente va a e viene, chi esce dal lavoro, chi parla con i colleghi, sembra tutto normale ma ad un tratto molte persone cominciano a cadere a terra stramazzando. Un pericoloso virus, a cui sono immuni i bambini, è stato diffuso dai vampiri e sta contagiando tutti gli esseri umani.

In un piccolo orfanotrofio uno sparuto gruppo di bambini si riunisce vicino al corpo esanime della loro “maestra” morta a causa del virus, mentre si chiedono cosa fare dei vampiri li raggiungono e li rapiscono per portarli nella “città dei vampiri” dove li useranno come “bestiame”, ossia per farne il loro nutrimento.

owari_no_seraph bestiame

I bambini dell’orfanotrofio ossia la famiglia di Yu e Mika

L’affetto che lega questo gruppo è pari a quello di una vera famiglia, a prendersi principalmente cura dei piccoli sono due bambini più grandi, Mika e Yu. Il primo sembra accettare con più condiscendenza il suo destino, mentre Yu arde di rabbia e vorrebbe massacrare i vampiri con le sue stesse mani. Mentre quest’ultimo non fa altro che attaccare briga, Mika riesce a diventare il favorito di un vampiro nobile e, durante una delle notti trascorse con lui, gli sottrae una mappa della Città dei Vampiri e una pistola. Così comincia la fuga dei bambini guidata da Yu e Mika, che però finisce in tragedia: tutti cadono in un tranello ordito dal nobile vampiro, che aveva ingannato Mika, la fuga si trasforma in un eccidio e solo Yu riesce a scappare. Fuori dalla città Yu incontra dei soldati che lo soccorrono e lo portano in salvo. Quattro anni dopo la fuga, ancora adolescente, Yu entra a far parte dell’unità di sterminio Vampiri, la “Compagnia demoniaca della Luna”, dove troverà nuovi amici e nuovi compagni che hanno in comune con lui l’odio per i nemici. Incontrerà quindi Shinoa, capitano della Compagnia che si diverte a provocarlo. Yoichi invece è un ragazzo impacciato, preso di mira dai bulli, che diventa subito suo amico e decide di combattere al suo fianco; e Shiho un ragazzo molto problematico e molto abile nel combattimento, ma anche dotato di un brutto carattere che cerca sempre la rissa con Yu.

owari_no_seraph_personaggi

La Compagnia demoniaca della Luna

Yu è accecato dal desiderio di vendicare la sua famiglia morta, ma non sa che Mika è ancora vivo ed è diventato un vampiro dopo aver bevuto il sangue della regina Krul.

**Fine trama con spoiler**

Con tali premesse Owari no Seraph si colloca tra gli anime che piaceranno sicuramente alle ragazze e ai ragazzi dai 14 ai 18 anni. I protagonisti sono indubbiamente molto belli e ben caratterizzati: a livello estetico Yu e Mika sono molto differenti, Yu è moro e veste di scuro e Mika è biondo e veste di bianco, i protagonisti sembrano avvolti da un alone yaoi che aumenta il loro fascino. Le loro differenze sono anche sul piano caratteriale: Yu è bellicoso e Mika è pacifico. La prima serie, pur con buone premesse, risulta un po’ banale e con situazioni già viste altrove, i primi 12 episodi passano senza grandi colpi di scena e sembrano più un preambolo per la seconda stagione che dovrebbe essere più densa. Ogni personaggio soffre a causa di una perdita causata dai vampiri ma la loro sofferenza non tocca lo spettatore, la regia non calca la mano sui loro drammi ma li fa scorrere sullo schermo senza provocare coinvolgimento emotivo. Solo gli ultimi tre episodi riescono ad essere coinvolgenti e a tenere con il fiato sospeso.

Per quanto riguarda l’ambientazione, la Città dei Vampiri ha un ottimo design che ripropone lo stile della cittadella medioevale, con palazzi fastosi dove vivono i nobili e sobborghi squallidi dove vive il “bestiame”.

owari no seraph citadel

Un palazzo della città dei Vampiri

Mi ha lasciata perplessa invece il modo in cui è stata realizzata la città di Tokyo caduta in rovina. Guardando la città e i palazzi crollati non si ha l’impressione di essere a Tokyo ma in una qualsiasi periferia di una grande città, non ci sono dettagli che per lo spettatore medio sono identificativi della capitale giapponese: non si vede la Tokyo Tower distrutta, e anche se spesso i protagonisti si trovano a Shibuya non c’è un riferimento alla celebre stazione, nemmeno un fotogramma della statua di Hachiko divelta, insomma sappiamo che i protagonisti sono a Shibuya solo perché ce lo dicono non perché la riconosciamo. Il character design mi è piaciuto molto per il modo in cui sono disegnati i personaggi e la contrapposizione, anche nel vestiario, tra vampiri e umani. Yu e i suoi compagni portano l’uniforme militare della Compagnia demoniaca della Luna, che è un completo giacca pantaloni e mantello, mentre le ragazze, neanche a dirlo, indossano una uniforme che è la classica divisa alla marinaretta della scuola. Il design delle loro armi è molto bello e azzeccato, sono sicura che diventeranno l’oggetto del desiderio di molte cosplayer. I vampiri sono completamente vestiti di bianco con degli alamari che contraddistinguono la loro appartenenza alla nobiltà.

Unico personaggio che non mi è piaciuto è Krul, la regina dei vampiri. Sembra una gothic lolita un po’ viziata, dotata di una forza sovrumana, a differenza degli altri vampiri non veste di bianco ma di nero, ma il suo abito non ha nulla di regale, così come le sue azioni e il suo comportamento sembrano più un capriccio che il comportamento di una regnante. Ovviamente dato che l’anime è rivolto a un pubblico giovane la scelta è giusta per il suo target, ma da una regina dei vampiri ci si aspetta qualcosa di più.

Anime-Owari-no-Seraph-krul

La regina Krul

L’anime quindi è piacevole da seguire, ed è avvincente per un pubblico giovane, ottima l’animazione e le musiche: un buon titolo per trascorrere del tempo senza impegno.

Erased diventa un film dal vivo

Uno degli anime più interessanti e apprezzati della stagione invernale 2016 diventa un film con attori in carne e ossa.

Erased (Boku Dake ga Inai Machi) tratto da un seinen manga scritto e disegnato da Kei Sanbe e pubblicato su Young Ace della Kadokawa Shoten è stato adattato in serie animata dalla A-1 Pictures ed è visibile gratuitamente su VVVVID.

Live-Action-erased-poster

Il film uscirà a Marzo ed è diretto da Yūichirō Hirakawa (Rookies: Graduation) su sceneggiatura di  Noriko Gotō ed è imterpretato da Tatsuya Fujiwara (Death Note, Rurouni Kenshin) nella parte del protagonista Satoru Fujinuma Kasumi Arimura nel ruolo di Airi Katagiri. Yuriko Ishida (Princess Mononoke, From Up On Poppy Hill) nel ruolo della madre di Satoru e Mitsuhiro Oikawa (Utena: The Movie, Nodame Cantabile) nel ruolo dell’insegnante delle elementari di Satoru.

erased-film

Questo il trailer

mentre qui dietro le quinte messi online dal sito ufficiale del film

 

One-punch Man – anteprima manga, vol. 1 – una recensione per hobby

One2

Probabilmente tutti conoscono l’eroe capace di sconfiggere i mostri con un unico pugno, il giustiziere per hobby, col mantello bianco e la pelata, l’uomo medio di nome Saitama (di spalle da solo, verso il tramonto, con la busta della spesa), protagonista dell’anime del momento, One-punch man. Il canale VVVVID ha avuto l’accortezza di portare in Italia il prodotto prima che le case editrici avessero la stessa lungimiranza e pubblicassero il manga da cui il cartone è tratto, ma la Panini Comics, nella sua versione nippofila Planet Manga, ne ha annunciato la pubblicazione per aprile 2016. E noi vi offriamo un’anteprima di cosa vi aspetta nel primo volume e perché comprarlo, anche se già avete visto la prima serie (di cui abbiamo parlato qui).

È semplice: One-punch man, nella sua versione cartacea, è una figata pazzesca! Il primo tankobon, pubblicato in Giappone nel 2012 (serie ancora in corso), racchiude le storie che formano i primi due episodi dell’anime, quindi non ci saranno grandi sorprese nella trama, ma il bello sta tutto nella realizzazione. Innanzi tutto: i disegni di Yusuke Murata sono fan-ta-sti-ci! Non so quanti ricordano l’unica opera arrivata in Italia, grazie sempre a Planet Manga, Eyeshield 21… beh, quello è un fumetto sicuramente da avere, per la storia, che racconta di come un ragazzino deboluccio diventa la stella di una squadra di football americano, ma soprattutto per i personaggi e le situazioni così intelligentemente divertenti che offre. Bene, dicevamo, il disegno di Murata è davvero superlativo, pieno di linee dinamiche, accurato, compositivamente perfetto, realistico quanto basta per rendere le scene spettacolari e grandiose, e l’occhio per il bello, che rende i personaggi maledettamente fighi (non c’è un sinonimo per dirlo diversamente). La griglia delle sequenze si sottomette alla narrazione, se deve esplodere qualcosa ci deve essere abbastanza spazio per renderlo memorabile, così abbiamo la doppia splash-page che riempie gli occhi, altrimenti abbiamo vignette narrative mai troppo stipate (a parte per i racconto biografico di Genos…).

One5

Il misterioso autore One ha creato una storia già esilarante dai suoi presupposti, perché piena di figuri assurdi e paradossali, ma il tutto è esaltato dal lavoro del disegno che evidenzia come la risata nasce non dalla demenzialità, ma piuttosto dall’evidenza del contrasto: il contrasto tra l’aspetto da gnocco (l’alimento fatto di patate) di Saitama e la sua sproporzionata potenza; tra la pomposità dei discorsi dei cattivi e l’apatica, ma devastante, reazione del nostro eroe (effetto comico già sperimentato nei western all’italiana di Enzo Barboni – Clucher-, come la serie di Trinità, per capirci); tra le riflessioni filosofiche dei personaggi e le inesistenti applicazioni nella realtà contingente; tra il creare una storia di supereroi e superpoteri, ma addosso a personaggi improbabili. Dopo tre anni di allenamenti (di cui ancora non sappiamo nulla) che gli fanno perdere tutti i capelli, Saitama, ex disoccupato, ex aspirante salaryman, acquisisce una forza e una indistruttibilità senza pari, ma non è affatto felice né soddisfatto: è troppo forte, ha perso l’emozione del combattimento, non si sente vivo. Paradosso che ricorda la vita di Musashi Miyamoto. Ma qua si ride.

onepunch-man-3798641

E a mio parere si ride di più leggendo il manga che guardando l’anime, perché cambiano i modi e i tempi della comicità. Nell’anime si guarda passivamente lo svolgersi dell’azione, che oltre tutto è dilatata, sulla carta invece è il nostro tempo interiore che crea la suspance e si lascia sorprendere dall’inaspettata svolta ilare, o si ferma a riflettere su una frase seria che poi voltando pagina viene smentita a suon di assurdità. Bisognerà aspettare aprile per sapere se sarete d’accordo con me, ma sarà comunque un’attesa ben ricompensata.

PS: attenti alle citazioni da serie famosissime! Nel primo volume ce ne sono diverse!