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La strana storia di One Punch Man

Alzi la mano chi non ha mai pensato di voler essere un supereroe…ecco lo immaginavo… Come si sa però “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” o perlomeno questo è quello che anni di letture e di cartoni in tv ci hanno insegnato…

Il nostro vicino Saitama

C’è chi il sogno di poter salvare il mondo l’ha realizzato davvero, dopo tanti estenuanti allenamenti ha raggiunto un tale livello di potenza fisica da risultare invincibile. Tutina gialla, mantello, guanti, stivali e pelata d’antologia… l’eroe che ci salverà da qualsiasi supercattivo attenti alla nostra incolumità è arrivato e si chiama Saitama ovvero ONE PUNCH MAN! Il suo compito? Svolgere il ruolo di protettore della città nel tempo libero, fino a quando non troverà un lavoro ben retribuito.

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Raggi laser, bombe a mano e “tric trac”

Difendere l’umanità non è compito da tutti i giorni, serviranno armi all’avanguardia e un potenziale bellico di tutto rispetto…Sbagliato! Un solo pugno sarà più che sufficiente. Le giornate di Saitama scorrono così: arrivo del nuovo bizzarro cattivone di turno (come aragoste antropomorfe in mutandoni bianchi o giganteschi culturisti), massacro dello stesso in modo cruento ed efferato (semplicemente centrandolo con un solo ed unico pugno ben assestato) e rientro verso casa la sera ma non prima di essersi fermati al combini per acquistare la propria cena. Fare l’eroe seppur a tempo perso è però di una noia mortale.

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Cosa fare allora per non annoiarsi? Ovvio, cercare avversari sempre più forti e temibili che possano resistere ai suoi colpi e quindi diventare il supereroe più popolare di tutti (ma allora ci sono altri eroi nel mondo?).

Il progetto One Punch Man: dall’online … all’online

Nato come webcomic, One Punch Man venne pubblicato originariamente sul blog del suo stesso autore: One. Grazie all’incredibile successo riscosso, il mangaka Yūsuke Murata, conosciuto in italia per essere il disegnatore di Eyeshield 21iniziò una prolifica collaborazione con One; così il manga arrivò dapprima sulle pagine di Weekly Young Jump, quindi, a partire dal 5 Ottobre scorso, è stato trasposto in una serie animata che, grazie alla potenza di internet, può essere vista in simulcast col Giappone, sottotitolata in italiano, attraverso la piattaforma VVVVID in collaborazione con Dynit.

Al momento sono disponibili solo i primi due episodi, gli altri arriveranno a cadenza settimanale. La narrazione, che a tratti può sembrare strampalata e nonsense, grazie anche alla caratterizzazione dei vari personaggi che varia da tratti seriosi, per sottolineare momenti di pathos, ad altri super deformed e ridicolmente grotteschi (stile simile a quello usato in Sunred, manga/anime su sentai “cittadini”), nasconde in sé una buona e solida struttura, propria dei migliori shonen che siamo abituati a conoscere ed amare: guardare la sigla di apertura fa già presagire un’ottima ed interessante prosecuzione della storia.