Vincent Bailly

Era una notte buia e tempestosa – Un sacchetto di biglie

Questa è una storia di dolore, paura e smarrimento, ma anche la testimonianza di una guerra vissuta attraverso gli occhi di un bambino e colpisce proprio per l’ingenuità e la freschezza con la quale egli la osserva e la racconta.

Perché i bambini, si sa, “non vedono il male laddove non c’è”, e riescono comunque ad andare avanti nella propria vita con spensieratezza e tranquillità.

Il protagonista del romanzo Un sacchetto di biglie, un ragazzino ebreo figlio di parrucchieri che vive con i suoi genitori e con suo fratello Maurice a Parigi, non è altri che lo scrittore stesso, Joseph Joffo, nell’età della sua infanzia. La sua vita scorre tranquillamente tra giochi, scherzi e studio fino a quando la Francia viene invasa dai tedeschi. A questo punto la famiglia si separa: i due fratelli vanno a vivere a Mentone, mentre i genitori restano a Parigi. Dopo la guerra, i familiari si ritrovano e Joseph inizia a pensare di scrivere la sua esperienza vissuta durante la Seconda Guerra Mondiale; è così che nascono Un sacchetto di biglie (1973) e una serie di racconti che non sempre si ambientano sotto il nazismo, tra cui Anna e la sua orchestra (1975) e La jeune fille au pair (1993).

A differenza del libro, il fumetto, sceneggiato e disegnato da Kris e Vincent Bailly, ci offre uno spaccato importante della vita quotidiana di quell’epoca e contemporaneamente grazie al linguaggio semplice adottato da Joffo ci fa riflettere su come due bambini possano trovare cose belle anche nei momenti più brutti.

Rispetto al romanzo i personaggi hanno una rappresentazione più dettagliata: come nel libro la narrazione è interna e il narratore coincide con l’autore. Gli elementi che rimangono invariati sono la trama, che presenta dei salti e varie digressioni, e il tempo della storia nel quale si svolgono i fatti narrati.

I personaggi principali sono Joseph, il narratore, il fratello Maurice, i loro genitori e altri membri della famiglia Joffo. Joseph è un ragazzino ingenuo e tranquillo, ma coraggioso e riflessivo, mentre Maurice è tutto il contrario del fratello, infatti è impulsivo, spaccone e furbo; i genitori dei due bambini sono stimabili e gentili, ma quando serve sono rigidi e severi, soprattutto il padre.

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, i disegnatori hanno realizzato il fumetto con una particolare tecnica caratterizzata da colori accesi e linee irregolari e poco marcate.

Soprattutto quello che salta all’occhio sono le vignette disegnate con molti particolari e le battute dei personaggi scritte con caratteri regolari, tranne in alcuni casi in cui si vuole sottolineare qualcosa di importante, come esclamazioni o discorsi in cui i protagonisti si riferiscono a usanze della loro epoca (ad esempio, canzoni patriottiche o espressioni gergali).

In particolare di tutto il fumetto si notano una serie di vignette che descrivono l’avvicinamento dei soldati tedeschi alla parrucchieria dei Joffo; il motivo è da ricercarsi nei colori usati, soprattutto il nero per le divise, nella precisione nei dettagli e nelle linee di contorno marcate e ben definite, cosa che accade per una sola volta nelle pagine della storia proprio perché i disegnatori vogliono rendere l’idea dell’arrivo imminente dei nazisti nella vita della famiglia.

Il romanzo e il fumetto quindi descrivono il mondo selvaggio, orribile e insano della Seconda Guerra Mondiale visto e raccontato con una semplicità disarmante da un bambino di soli nove anni.


Francesco Zocchi ha presentato

Un sacchetto di biglie

Autori: Kris, Vincent Bailly
Traduzione: Giovanni Zucca
Edizione: Rizzoli Lizard, 2013, 144 pagine, brossura
Prezzo: euro 15,00