Triste Sire

Il Triste Sire sotto attacco! Il re dei ribaldi 2

Torna Tristan, il Triste Sire.

O meglio, continua la sua saga. Del cui inizio abbiamo già parlato.

Ed è bravo Brugeas a introdurre elementi che infittiscono la trama. Inserendo molti fatti di fantasia su situazioni storiche o verosimili.

Lo sfondo storico è quello della rivalità tra il re di Francia Filippo II e Riccardo Cuor di Leone. Dopo aver partecipato insieme alla Terza Crociata, detta appunto la crociata dei Re, Filippo era tornato in patria anticipatamente e aveva approfittato della prigionia di Riccardo. Così la liberazione del Plantageneto crea una situazione di tensione.

Il Triste Sire, fedele a re Filippo, si trova ad affrontare questa situazione, cercando da una parte di mantenere l’influenza sulla città di Parigi, dall’altra di proteggere la persona del Re, a sua volta in pericolo di vita.

Infatti Riccardo ha dei suoi emissari che stanno lavorando (bene) nell’ombra, al punto da incrinare anche a fiducia del re Filippo in Tristan.

Questi aveva tenuto all’oscuro il re di alcune sue gesta per proteggerlo (quelle situazioni in cui meno ne sai e meglio è per te…).

Così la situazione sembra precipitare, fino a che Tristan si decide (o meglio, si lascia decidere) a chiedere aiuto al padre della defunta moglie, che è il Coësre, cioè l’indiscusso capo della Corte dei miracoli.

Si intrecciano, in questo che potremmo definire un fumetto storico (sulla falsariga del romanzo storico), (molte) storie personali e (assai meno) vicende storiche. Anche queste ultime al limite della leggenda.

Dalle due parti si schierano personaggi particolari, oltre ad alleati e tirapiedi già conosciuti nel primo volume.

Con il Triste Sire il moro Saif, il Gufo, e poi, forse, la Corte dei Miracoli. Con Re Riccardo una donna e un mercenario di Rouen, chiamato Ruennese, con una traslitterazione non felicissima dal francese. Mercenario grosso e imbattibile (fa un po’ pensare a The Hound de Il trono di Spade).

Brugeas disegna un intreccio che non lascia capire chi, alla fine, sia in posizione di vantaggio. Per usare una metafora musicale, questo secondo capitolo, dopo l’ouverture del primo, elabora il tema principale e poi lascia la melodia in sospeso, come su un accordo di settima…

In attesa del terzo e conclusivo capitolo, sul quale, in un modo o nell’altro, la melodia risolverà.

Ronan Toulhoat continua con i suoi disegni dinamici e anatomicamente molto belli. Sempre pieni di dettagli (nelle rappresentazioni della Corte dei Miracoli ce ne sono centinaia). Con i colori (in collaborazione con Johann Corgié) quasi mai realistici e virati, soprattutto in blu o in rosso, a seconda della situazione e dell’ambiente in cui si svolge la vicenda, forzando anche un po’ la mano negli ambienti sotterranei o crepuscolari.

Infatti alla luce delle torce tutto è rosso, alla loro assenza tutto è blu o ocra.

È la luce, a volte insieme agli stati d’animo, a decidere le colorazioni.

A volte alcuni dettagli sono colorati in modo realistico, ma forse per non far perdere del tutto al lettore il contatto con la realtà.

Questo stile rende un po’ pesante la lettura, ma la trama è coinvolgente, com’è un po’ il fantasy storico dopo Game of Thrones, cruento e pieno di sotterfugi, che emergono con forza solo quando sembra essere troppo tardi.

La qualità della  storia e della grafica non vengono però in nessun modo compromesse dalla colorazione, come dicevamo, a volte un po’ eccessiva.

Restiamo in attesa della traduzione (ad opera dell’ottima Federica Giuliano di Arancia Studio, finora molto lineare) e della pubblicazione italiana del terzo volume per chiudere questo primo ciclo de Le Roy des Ribauds.

Il Re dei Ribaldi
Libro II
Star Comics Presenta n.26
Vincent Brugeas, Ronan Toulhoat
Edizioni Star Comics, 2019
Brossurato con alette, 160 pagg., colore, € 17