Tony Sandoval

Il romanticismo di Nocturno e il filo rosso con Tony Sandoval

Leggere le opere di Tony Sandoval per me è un’esperienza emozionale, non pretendo che tutti condividano la mia passione, perché parlando di corde emotive è necessario sentire una particolare sintonia con l’autore, con le sue tematiche e il suo modo di rappresentarle, però per me è proprio così.

Nel caso di Nocturno, edito in Italia da Tunué, i fili rossi che mi legano a Sandoval si sono rafforzati, infatti il titolo di quest’opera era inserito nella lista dei “wished comics” che avevo consegnato al mio compagno per aiutarlo nella scelta del regalo di Natale. Non era neanche al primo posto, ma piuttosto sotto, mimetizzato. Eppure il mio ragazzo tra i tanti ha ordinato proprio lui, senza sapere niente della mia passione per l’autore messicano (che gli tengo nascosta per evitare gelosie) e quando ho tolto la carta rossa e me lo sono visto davanti ho capito che non poteva essere altrimenti.

Perché avevo inserito proprio questo titolo e non altri che pure non ho? Perché avevo letto da qualche parte la definizione “il fumetto più romantico di Sandoval”, e oggi non posso che essere d’accordo con essa.

Nonostante il Romanticismo non si possa ridurre a uno standard, in quanto «non è il logico, coerente sviluppo deduttivo di un’idea, né un gruppo circoscritto di fenomeni riducibili a un’unica causa, né un sistema di pensiero chiuso, ma un ‘modo di sentire’, a cui s’intona tutto un vario modo di pensare, di poetare e di vivere» (Enciclopedia Treccani), quello che comunemente è associato a questo termine è il contrario del «razionalismo classicista e illuminista, che esalta il sentimento, la fantasia, la spiritualità, l’originalità creativa».

Bene. Vediamo.

Il sentimento

Nocturno è una immensa dichiarazione d’amore, verso la donna, l’unica, quella che il destino ha scelto per noi e lei soltanto, riconoscibile tra mille perché sembra la più bella che si sia mai vista; e verso la musica, il rock nella fattispecie, se volete l’heavy metal, l’unico genere che riesca a far uscire le fiamme del sentimento che traboccano dal cuore. Il protagonista Seck incontra e perde entrambi prima di diventare il Nocturno, ma quando il suo corpo si avvicina all’una o all’altro fiamme, simboliche e non solo, avvolgono con veemenza il suo cuore e creano un fascio, un cammino, una connessione con l’oggetto del sentimento. Il cuore fiammeggiante che per noi latini non può che essere il cuore ardente dell’iconografia cristiana qui ha una valenza universale e altamente iconica, e rappresenta la passione che alberga negli uomini che sanno amare davvero.

La fantasia

La realtà descritta da Sandoval è fortemente impregnata da elementi surreali e irreali che si muovono in essa senza stupore: mostri volanti generati dalla chitarra, scheletri che camminano a fianco dei personaggi, spiriti elementali e fantasmi che interagiscono con naturalezza con i panorami e le svolte del racconto. Se nei primi lavori dell’autore potevano essere creature innaturali che portavano con loro sconcerto e paura, in Nocturno queste presenze sono inserite nel racconto come elementi necessari, contribuiscono a spiegare gli eventi e sembrano familiari come le ombre del subconscio che finalmente arrivano alla luce: le conosciamo e le riconosciamo, sappiamo perfettamente quello che vogliono dirci e le rispettiamo.

La spiritualità

Tutti i personaggi di Sandoval hanno una crescita spirituale e umana a cui assistiamo nel proseguimento della storia. Pur vivendo in una quotidianità spesso depravata, triste, ai limiti della legalità e della violenza bruta, i protagonisti, come Seck, posseggono una purezza interiore che li rende portatori di un ideale universale che salverà loro e altri dallo squallore della realtà: tutti i caratteri che seguono una passione o si fanno carico di un compito più elevato sapranno riscattarsi dalla sorte infausta che li aspetta dietro l’angolo. Per molti questo gioiello spirituale risiede nella musica, hanno una voce o una potenzialità espressiva che li eleva sopra la massa, che fa di loro una guida, un faro sopra al buio della brutalità umana che illumina le potenzialità dell’amore, della fratellanza, della bellezza. Seck perdendo sia la musica che l’amore della sua donna si ritrova imbrutito, istupidito, senza più capire il valore della vita, ma sarà lo spirito di una ragazza morta alla ricerca del suo amore perduto che lo salverà e lo riporterà alla civiltà, che può essere crudele, ma anche generosa e avvolgente.

L’originalità creativa

Il disegno di Sandoval è estremamente personale, può piacere o dispiacere, con le sue testone dalle fronti ampissime, gli occhi lontanissimi e piccoli, che possono sembrare deformi ma che posseggono una loro grazia originale; sicuramente però non si può non riconoscergli un’abilità compositiva e coloristica fuori dal comune. L’uso delle griglie e delle tecniche coloristiche sono sempre funzionali alla storia: finché il racconto segue uno scorrimento logico e cronologico le vignette sono canoniche, spaziate di bianco, e seguono una regia da manuale; quando gli eventi iniziano a farsi caotici o mostrano elementi meno tradizionali la griglia si scioglie, le linee di demarcazione di sovrappongono o diventano fluide. La stessa cosa si dica del colore: all’inizio di questo racconto, quando Seck vive una vita deprimente e senza sbocchi troviamo disegni in bianco e nero, sfumati di grigi che rendono tangibile la tristezza; ma quando Seck decide di reagire ed andarsene tornano i colori e tutto ritrova ordine. L’uso diverse delle tecniche, dalle campiture realistiche, all’acquerello sfumato, alle matite grigie, a quelle colorate, alle penne, sottolinea e rende tangibili i passaggi della storia e la esalta, mescolando realizzazioni diverse che arricchiscono e rendono unico questo lavoro.

Non lasciatevi fuorviare dalla mia personale passione e dal filo rosso che mi lega, verificate con i vostri sensi se leggere Sandoval crea un varco emozionale come le migliori opere romantiche sanno fare: Nocturno è senz’altro un’ottima scelta.


Tony Sandoval
Nocturno
casa editrice Tunuè, collana Prospero’s Books Extra
2012, nuova edizione cartonata 2017
240 pagine, b&n e colore, cartonato, prezzo € 24,90
ISBN 978-88-6790-229-3

Da quel giorno a Phoenix…

Appuntamento a Phoenix Tony Sandoval

Leggere Appuntamento a Phoenix di Tony Sandoval, edito da Tunué è come vivere una piccola fetta di esistenza di tanti clandestini disperati che, per motivi più o meno gravi, tentano la sorte, la salute, la libertà per realizzare un sogno.

Leggere questo fumetto autobiografico fa riflettere su quanto e come anche una persona piena di talento debba combattere e soffrire per poter avere la possibilità di farsi conoscere.

La trama è semplice, è una parte del passato dell’autore, nato a Sonora, in Messico, vicino al confine con gli Stati Uniti che, ostacolato dalla burocrazia del suo Paese, per poter vivere con la donna che ama e riuscire a diventare un autore di fumetti decide di passare il confine clandestinamente. Dopo un paio di tentativi fallimentari, riesce ad attraversare il deserto, con un coyote (il “traghettatore”) e una famiglia messicana, e arrivare a Phoenix, dove può finalmente abbracciare la sua innamorata.

La sua esperienza è narrata in modo lieve, senza appesantire i toni, nonostante accenni a destini crudelissimi e storie atroci sono presenti come spade appese sopra la testa dei tanti che fanno da sfondo alle vignette. Non occorre illustrarle, perché il protagonista/narratore è stato fortunato, non è incappato in nulla di tutto ciò, quindi non fa parte della Sua storia. Perché questo fumetto è questo: un racconto, un mostrare, un conto da pagare al destino, un bisogno di ricordare e fissare sulla carta prima di proseguire il viaggio nel sogno realizzato.

Appuntamento a Phoenix Tony Sandoval

Per questo, e perché il protagonista è lui stesso, il disegno è meno etereo e sognante del solito: l’autore si rappresenta senza “grazie”, un ragazzo magro con i capelli lunghi e il nasone che non ha niente delle ninfe eteree che riempiono le sue fantasie acquerellate, nonostante alcune pagine descrittive di una bellezza spiazzante. E su tutte le sequenze un velo di grigio uniforma la colorazione, come una patina che copre quei ricordi, che li rende lontani nel tempo, angosciosi, come un sogno triste.

Quello che colpisce infine è la presenza di oggetti e scenari che si ritrovano perpetuamente nei suoi lavori, come una sorta di “correlativi oggettivi” che celano significati profondi e difficili da decifrare. Così quei fondali aridi, solinghi, secchi che fanno da scenografie alle sue storie mature; il divano solitario nel nulla del deserto, il simbolo dell’attesa che qualcosa cambi; le ragazze dagli occhi chiari e bellissime, che sono tutte cloni della sua Suzy elaborati e corretti attraverso la fantasia, il sogno, la visione poetica.

Adoro la mano di Sandoval, adoro l’universo che con una penna Rotring 0.3 portata dal Messico è riuscito a creare, da quel giorno a Phoenix in poi, quindi il gioco è facile, ma credo che chiunque, leggendo questo pezzo di chi, rischiando tutto, è riuscito ad emergere e a incantare tanti con le sue storie, si possa emozionare, come è successo a me.

 

 

Appuntamento a Phoenix Tony Sandoval

[Crunch Ed] Due chiacchiere con Tony Sandoval

Un paio di mesi fa i nostri amici di Crunch Ed hanno intervistato il bravissimo Tony Sandoval. Qui riproponiamo quella bella intervista.

tony-sandovalNo, non sono ossessionata da Tony Sandoval. È solo uno dei miei illustratori preferiti.
A dirla tutta, se togliamo McKean, che è tutto ciò che mi basterebbe essere nella mia vita futura (sì, son di poche pretese), Sandoval è il mio filo rosso con l’illustrazione, il filo conduttore, il metodo di paragone. Non è l’unico, certo, Bill Sienkiewicz, Alan Moore, Frank Miller, Chris Riddel, Edward Carey, Rebecca Dautremer, Benjamin Lacombe mica li possiamo lasciare in un angolo. La lista di nomi sarebbe troppo lunga ma mentirei se non confessassi che è con Sandoval che ho riacquistato interesse per il mondo dei graphic novel.

Questo è accaduto all’incirca nel 2011 quando per la prima volta in Italia la Tunuè ci ha visto lungo e ce lo ha presentato. Per me è stato un nuovo inizio.
Il suo stile, i suoi colori, le diverse tecniche che riesce a integrare senza stonature. I personaggi caricaturizzati, i temi che tratta quando scrive o quelli che rappresenta quando interpreta.
Sì perché ti ricorda che i mondi fantastici e irreali esistono davvero, che non sono solo per bambini. Che ci viviamo dentro e le mille porte sono qui, aperte e pronte ad essere varcate e forse, a dirla tutta, chi ce lo dice che non ci siamo già dentro?
È un mondo infinito di possibilità dove l’inquietudine ci può avvolgere, ma sta proprio qui l’avventura. Il fantastico, dunque. Ma anche l’amore, il coraggio e la voglia di essere ed esserci, a raccontare.

Forte l’influenza del suo mondo e delle sue tradizioni, quelle messicane. Demoni e spiriti che spaventano ma fanno anche sorridere. Come forte è anche l’influenza della musica che lo accompagna da sempre, essendo anche un musicista. Death metal e gothic (in Doomboy, in Nocturno la musica è protagonista).

Quando sfogli Sandoval vedi Sandoval. Questo in tutte le sue opere, ma è decisamente più lampante in Appuntamento a Phoenix, graphic novel totalmente autobiografica che arriverà in Italia a settembre, sempre per Tunuè.

Già sfogliato in anteprima (lo avevamo anticipato qui), abbiamo deciso di fare due chiacchiere con Sandoval sul suo ultimo lavoro per acquietare le nostre curiosità, almeno per un po’.

– Mi piace pensare di essere solo un ragazzo normale che ama disegnare, raccontare storie, leggere e ascoltare musica, ci dice quando gli chiediamo di descrivere chi è diventato.
Rendez-vous à Phoenix è una storia che desideravo disegnare da molto tempo, è una storia personale. Per questo ho dovuto aspettare per raccontarla. Volevo che i miei lavori fossero un po’ più conosciuti ma avevo anche bisogno di capirne di più su questo argomento, capire come poterlo e volerlo trattare. Volevo fosse una storia umana, la mia personale esperienza perché è davvero un’enorme avventura quella che ho vissuto molto tempo fa.

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Ci chiediamo se è proprio il tema così diverso da quelli a cui è abituato a rappresentare a far cambiare il suo stile, che appare sensibilmente mutato.
– Ho provato a semplificarlo ed è diverso perché io ero diverso. C’è anche molta più documentazione visiva che io di solito non faccio perché questa volta, per la prima volta, parlavo di una storia accaduta davvero, in luoghi reali e con persone reali.

Se questa è una storia totalmente reale, quanto allora del suo vissuto o dei suoi sogni c’è nei suoi lavori.
– Non ricordo i miei sogni o sono troppo astratti e quindi inutilizzabili per una storia ma mi piacciono i sogni diurni del tempo e della natura e la natura umana, ovviamente.

Domanda d’obbligo per CrunchEd, il rapporto con la musica durante la creazione delle opere.
Che musica si ascolta per vedere quello che vede Tony Sandoval Magari è questo il segreto?
– La musica ha un ruolo molto importante nella mia vita. Venendo da esperienze come chitarrista, il rock e il metal sono il mio tappeto sonoro. A volte, però, mi capita di ascoltare documentari o vedere film.

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Parlando di progetti futuri e di meritato riposo. No, se ve lo state chiedendo, Tony Sandoval non riposa. Se non disegna studia, se non studia viaggia per lavoro, va a incontri e fiere. Proprio adesso infatti si prepara per andare in Francia, a Bruxelles e in Messico.
E non ci nasconde che forse verrà in Italia a presentare il suo libro, Rendez-vous à Phoenix, probabilmente a Lucca anche se la cosa non è ancora ufficiale. E chissà se ci delizierà ancora con una sua mostra come quella che è stata presentata l’anno scorso a Palazzo Ducale.

Tony ci saluta confermando la sua inarrestabile motivazione, la sua irrefrenabile voglia di esprimersi quando gli chiediamo se ha mai lavorato in campi diversi dall’illustrazione classica:
– Mi è capitato di lavorare per la pubblicità, alcuni studi di concept design per piccole cose ma mi piacerebbe lavorare per produzioni cinematografiche in futuro. 

E noi glielo auguriamo ma forse è più a noi che stiamo pensando.

© Elisa Marchegiani

IRANON IN ATEM il volume conclusivo di UT

– Comunicato Stampa –

UT_6SERGIO BONELLI EDITORE PRESENTA IL VOLUME CONCLUSIVO DELLA SAGA DI UT: IRANON IN ATEM di CORRADO ROI E PAOLA BARBATO

 Arriva in edicola e in fumetteria, nella versione con variant cover di Tony Sandoval, la puntata finale della saga di UT

che raggiungerà il punto più profondo delle Case carpendo il segreto della Fiaba

 

 Io ho imparato ad essere triste, perché ora so cosa significa essere solo.

Da UT 6

 

Si conclude con Iranon in Atem la saga di UT, il capolavoro nato dalla mente di Corrado Roi, maestro delle ombre che dalle pagine di Dylan Dog è passato a creare, assieme a Paola Barbato, la serie a cui sta lavorando da tutta la vita.

Nel sesto capitolo della serie si giunge alla resa dei conti tra le Case e Iranon che finalmente, dopo lunghissima ricerca, avrà modo di ricordare il proprio passato e la ragione per cui è nato. Decio e Gau, anche loro all’interno delle Case, cercheranno di impedire che questo avvenga, tentando di trovare un modo per evitare che gli errori del passato si ripetano. Caligari e Iv, invece, trameranno contro di lui e contro il luogo che lo ha generato.UT_6_Sandoval

Ma sarà Ut, alla disperata ricerca del gatto Leopoldo, il solo che riuscirà a raggiungere davvero il punto più profondo delle Case e carpire finalmente il segreto della Fiaba…

Il nuovo albo di UT vede la sua cover da edicola firmata da Corrado Roi. Anche per questo sesto volume, però, la nuova saga prevede anche un’edizione da fumetteria che sarà disponibile dal 31 agosto e vedrà, oltre all’esclusivo apparato redazionale creato appositamente dal team Bonelli, una speciale variant cover firmata da Tony Sandoval.

 

 

UT N. 6

Iranon in Atem

Uscita:

edizione edicola: 24 agosto

edizione fumetteria: 31 agosto

UT è creato da Corrado Roi e Paola Barbato

Soggetti, disegni e copertine (per la serie regolare): Corrado Roi

Sceneggiature: Paola Barbato

Prezzo: Euro 4,00

96 pagine

Copertina edizione Fumetteria: Tony Sandoval

Prezzo: Euro 5,50

112 pagine

 

Online e sui social:

#UT

https://www.facebook.com/UTSergioBonelliEditore

http://www.sergiobonelli.it/

Appuntamento a Phoenix di Tony Sandoval

– Comunicato Stampa –

L’attesissimo ritorno autobiografico di uno degli autori più amati del fumetto internazionale

Appuntamento_Phoenix_headPassare la frontiera per realizzare i propri sogni. È questa la molla che muove il protagonista. Tony Sandoval, per la prima volta si racconta attraverso uno spaccato di vita vissuta completamente auto­biografico. Un Sandoval dall’inconfondibile chioma nera, si mette in scena raccontando del suo pas­saggio clandestino dal Messico agli Stati Uniti con l’obiettivo di raggiungere la sua ragazza e mostrare le sue tavole in ambienti rilevanti, così da poter fare del fumetto la propria vita. «Sono stufo di fallire», si ripete.


Alla ricerca del cosiddetto «coyote», il traghettatore che conduce fino alla terra tanto agognata, tenta di raggiungere il fondamentale e complicato salto verso una terra nuova e possibilità infinite. Tra una sfilza di pregiudizi e ostacoli e con il costante terrore della famigerata «migra», la polizia statunitense che controlla la frontiera, Sandoval tesse una narrazione fatta di tavole veloci e linguaggio scorrevole, spesso abbattendo la quarta parete dimensionale e rivol­gendosi direttamente al lettore ne favorisce l’immedesimazione nel clima ostile in cui si muo­vono i personaggi, coinvolti in una storia toc­cante di lotta e speranza.

SFOGLIA L’ANTEPRIMA


Tony Sandoval 
Autore di origini messicane, pubblicato in Francia, Svizzera, Polonia e molti altri paesi del mondo, è diventato una delle matite più apprezzate del fumetto contemporaneo. In Italia tutti i suoi libri sono pubblicati da Tunué: Mille Tempeste, Wa­tersnakes, Echi invisibili (testi suoi, disegni di Gra­zia La Padula), Il cadavere e il sofà, Nocturno, Ol­tre il muro (testi di Pierre Paquet), Doomboy.

La sconcertante bellezza di Mille tempeste

mille001Partiamo da presupposti, primo: Noi di Dimensione Fumetto diciamo da anni che il Fumetto è una forma d’arte. Se state leggendo si suppone che siate d’accordo con Noi e non essendo nell’ambito adeguato a spiegare tale affermazione non la spiegherò, quindi…

… passiamo al secondo presupposto: ognuno ha i propri gusti; e ci mancherebbe, il mondo sarebbe ancora peggiore se così non fosse.

Dati i due presupposti si arriva alla tesi: Mille tempeste di Tony Sandoval, edizioni Tunué, è un’opera d’arte.

Ecco mi sono tolta il pensiero di stare a giustificarmi con troppe parole, accettate la mia tesi e se vi va continuate a leggere, così potete pensare se confutarla o appoggiarla.

L’adolescente Lisa ha l’hobby di passare ore a cercare oggetti per la sua personale collezione: teschi di animali, elmi, denti. Le ultime due cose della lista le trova nello stesso pomeriggio di tempesta: il primo è semisepolto nella terra; gli ultimi appartengono al teschio di uno strano caprone inchiodato ad una roccia, in un boschetto misterioso, apparso quando lei ha varcato una specie di soglia formata da un albero secco, spinta come da voci misteriose che sentiva nella testa. Lisa ha un fratellastro che la odia perché non la capisce, una madrina che lei mille002odia semplicemente perché non è sua madre, che le manca tantissimo; ha anche un padre, ma non lo vede mai. Lisa non ha amici, ma ha un ragazzo che le piace e che un pomeriggio la bacia. Lisa è confusa, non sa che cosa prova e chi è, non sa bene come comportarsi quindi perde l’affetto del ragazzo ma al suo posto trova una poesia bellissima: «Ci sono volute un migliaio di tempeste per estinguere il tocco della tua mano sulla mia pelle…». Lisa non lo sa, ma è considerata una strega e un giorno lo scoprirà a sue spese.

Sandoval ha la capacità sorprendente di saper rappresentare emozioni, stati d’animo, situazioni solo con il disegno. Magari è una caratteristica comune ai bravi disegnatori, ma in questo caso i disegni sono mostruosi: lo dico con tutto l’affetto possibile, perché ADORO i disegni di Sandoval, ma obiettivamente sono mostri. Le teste sono dei palloni ovali, con occhi piccolissimi e distanti, i colli sottilissimi sembrano sempre spezzarsi sotto tale massa, così come le gambe e le braccia, che sembrano spaghetti gommosi. Non c’è proporzione, non c’è verosimiglmille003ianza, eppure sono disegni di una bellezza sconcertante. Molto si deve all’abilità coloristica, all’effetto acquerello che trasporta tutto in una dimensione favolistica e surreale che, paradossalmente, ci aiuta a vedere le cose come più reali. Ma per Sandoval non è il caso di parlare di realtà: sembra anzi volerci far capire, con le sue opere, che la realtà non è altro che una presenza tra diversi mondi, e che uno di questi è la nostra anima, e l’inconscio.

Le storie che racconta sono sempre ricerche, mascherate da storie apparentemente innocue, sono quadri che rappresentano qualcosa di irraccontabile: Lisa deve affrontare i suoi demoni personali, scoprire chi è e cosa vuol diventare, così si trova ad affrontare mostri reali. Nulla è spiegato, nulla è logico, pochi elementi hanno una loro conclusione.

Sandoval, uomo del ‘900, sa che ci sono più incertezze che certezze, che la realtà è insondabile che, come già ci raccontava Montale, e ancor prima Baudelaire, è punteggiata da oggetti-simbolo che ritornano nei suoi lavori, porte dimensionali che potrebbero svelare il vero volto delle cose a chi le sa leggere. E così ecco la panchina abbandonata nel nulla, i teschi (come gli ossi di seppia) disseminati sulla terra, il panorama desolato e arido del Messico. Sandoval sa bene che tali porte sono difficili da aprire, ma intanto è possibile collegarsi con l’unica dimensione che ci è così vicina e così sconosciuta: noi stessMille-tempestei, quello che abbiamo dentro, i timori, le paure, il coraggio, l’amore. Sono tutti lì, non li vediamo e lui li rappresenta per noi nel suo stile personalissimo, affascinante, disturbante a volte. Che, personalmente, non smetto di ammirare.

Se avete letto fin qua, spero di avervi incuriosito e fatto avvicinare ancor di più a questa bellissima realtà che è la letteratura sposata alle immagini: il fumetto.

Tony Sandoval in mostra a Lucca Comics & Games 2015

Comunicato Stampa – 

Siamo lieti di annunciare che il Lucca Comics & Games 2015 ospiterà una mostra delle tavole originali di Tony Sandoval. (Il cadavere e il sofàWatersnakes, DoomboyEchi invisibiliMille tempeste).
Sandoval

La vita, la morte, il bene ed il male. Diventare adulti combattendo l’oscurità in tutte le sue forme e uscirne cresciuti. Questo ed altro è Tony Sandoval, autore di origini messicane e di grande successo europeo. Nelle sue opere Sandoval miscela sapientemente stili grafici differenti, attingendo a piene mani dall’immaginario delle sue origini e creando storie, mondi e universi tanto magici quanto dolci e spaventosi, dove ragazzi e soprattutto ragazze sono chiamati ad affrontare sfide ben oltre il soprannaturale per salvare se stessi e le persone che amano.

Le capacità artistiche di Sandoval sono il suo punto di forza: la sapiente abilità di mischiare tecniche diverse nella stessa opera per enfatizzare ulteriormente la narrazione, lo stile dei suoi personaggi con proporzioni non sempre rigorose (i nasi enormi degli anziani in Mille Tempeste, gli occhi piccoli e distanti tipici delle figure femminili e fanciullesche) rendono i personaggi interessanti con un’espressività tale da permettere al lettore di calarsi nelle emozioni dei protagonisti.
A cura di Antonio Amatulli
Luogo: Palazzo Ducale – Lucca
Data: dal 17 ottobre all’1 novembre 2015
Inaugurazione: sabato 17 ottobre ore 17:30

Orari: dal 18 al 28 ottobre ore 9.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00 / dal 29 ottobre all’1 novembre ore 9.00 – 19.00
Ingresso gratuito