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Logica a fumetti: il duo Codenotti-Flandoli colpisce ancora

Scrive Steven Weinberg, Premio Nobel per la Fisica nel 1979, nella prefazione a I primi tre minuti, libro del 1976, ma ancora attualissimo per immergersi nel mondo della cosmologia:

I have written for one who is willing to puzzle through some detailed arguments, but who is not at home in either mathematics or physics. […] However, this does not mean that I have tried to write an easy book. When a lawyer writes for the general public, he assumes that they do not know Law French or the Rule Against Perpetuities, but he does not think the worse of them for it, and he does not condescend to them. I want to return the compliment: I picture the reader as a smart old attorney who does not speak my language, but who expects nonetheless to hear some convincing arguments before he makes up his mind.

Che in italiano suona più o meno (traduzione di chi scrive):

«Ho scritto per qualcuno che vuole capirci qualcosa in dettaglio di questi argomenti, ma non è del tutto a suo agio in matematica e fisica. […] Comunque, questo non vuol dire che ho cercato di scrivere un libro facile. Quando un avvocato scrive per un lettore generico, dà per scontato che questi non conosca la legge francese o la Legge contro le perpetuità, ma non per questo lo sottostima, e non si fa accondiscendente. Voglio restituire il favore: immagino che il mio lettore sia un brillante, esperto avvocato, che non parla la mia lingua, ma si aspetta, nonostante questo, di ascoltare degli argomenti convincenti, prima di farsi una propria idea.»

Succede più o meno lo stesso anche in questo libro. Perché la divulgazione non vuol dire necessariamente evitare le cose complesse, ma lavorare su questa complessità. D’altra parte il mondo che abbiamo intorno è complesso.

Bruno Codenotti, dirigente di ricerca del CNR, spesso impegnato nella divulgazione, torna a lavorare con Claudia Flandoli, che ormai troviamo spesso sulle pagine del nostro sito.

Dopo aver affrontato il tema degli insiemi e del concetto di infinito, stavolta provano a dare qualche concetto di logica e di teoria della conoscenza. Soprattutto ci parlano, con le parole ed i disegni, di epistemologia interattiva, che, al di là dei paroloni, si occupa della conoscenza sulla conoscenza altrui.

Argomenti con i quali, per il solo fatto di interagire con altri esseri senzienti, abbiamo a che fare. Pertanto saperli affrontare con un minimo di cognizione di causa non può far male. Anche se questo minimo richiede un po’ di impegno.

La parte divulgativa del libro è infatti sempre interessante, impegnativa in alcuni passaggi. Chiede al lettore di non essere passivo, di mettersi in gioco con esempi pratici e qualche piccolo esercizio.

Ci mostra come sia possibile arrivare a conclusioni esatte anche quando le informazioni sembrino insufficienti. E di come la logica matematica possa aiutarci a decidere, a patto di ragionare in modo lineare, analizzando anche le informazioni non esplicite. E, infine, di come il sapere cosa sanno gli altri possa essere determinante nei ragionamenti e nelle nostre scelte.

Lo fa in modo chiaro ma non accondiscendente.

Ma… siamo su un sito di fumetti.

Anche se in effetti il libro non è in toto un albo a fumetti. Come nel lavoro precedente, il fumetto si alterna al testo scritto. 68 tavole su circa 230 pagine, più alcuni richiami e le illustrazioni dei riassunti alla fine di ogni capitolo.

E non è nemmeno una storia continua. Viene usato per rappresentare situazioni in cui trovano applicazione i concetti contenuti nella parte teorica del libro.

Nonostante questo taglio vagamente ancillare rispetto al testo, le tavole sono utilissime per tanti motivi:

  • per rompere il ritmo dello scritto
  • per presentare gli esempi che poi Codenotti spiega nel testo
  • per semplificare alcuni concetti (gli alieni logici sono semplicemente fantastici)

Inoltre, gli episodi, per quanto brevi, sono comunque autoconsistenti e si integrano molto bene al testo scritto.

Il tratto semplice ma lineare e dinamico della Flandoli, che abbiamo apprezzato già in passato, è efficace ed equilibrato. Le espressioni facciali e gli atteggiamenti del corpo vengono espressi con pochi ma incisivi tratti. Lo stile della Flandoli ancora una volta può essere accostato sotto diversi punti di vista, a quello della Satrapi.

La regolarità delle gabbie (sempre con 6 vignette identiche, su tre righe) viene appena scalfita da alcune tavole a cinque vignette. Se il libro parla di matematica, è anche giusto che il fumetto sia parimenti regolare.

Ma sa essere flessibile, come si vede da uno degli esempi grafici che ha bisogno di più ritmo, per cui le righe diventano cinque.

Questo passaggio ci mostra come sia possibile, con grande semplicità, accelerare le pulsazioni della pagina mantenendo il ritmo e la semplicità nella lettura.

Questo tipo di approccio grafico si mette ottimamente al servizio dei concetti espressi nel libro: la logica e la conoscenza restano le protagoniste sempre.

Efficacissime e divertenti anche le pagine finali che fanno da compendio a ciascun capitolo, richiamando con pochi tratti i concetti fondamentali, utilizzando i ritratti dei personaggi utilizzati negli incisi disegnati.

Le citazioni grafiche di Claudia Flandoli sono dunque chiarificatrici, e fanno il paio con quelle letterarie e matematiche che si trovano spesso all’interno del testo.

I diversi stili comunicativi si integrano molto bene. Evidenziando, come dicono gli autori stessi nella nota iniziale, come ci sia stato

un prolungato confronto, volto a trovare un modo efficace per usare le illustrazioni all’interno di un testo dedicato alla “conoscenza circa la conoscenza degli altri”.

Per quanto penso sia riduttivo parlare di illustrazioni, in quanto le tavole sono in tutto e per tutto ministorie, questa frase sintetizza bene sia il lavoro svolto dagli autori, sia la qualità del risultato finale.

Certo, per chi è abituato alle storie a fumetti questa modalità potrà risultare inizialmente un po’ difficoltosa, ma per la divulgazione scientifica si dimostra estremamente efficace ed esemplificativa.

Ancora una volta un esperimento riuscito, anche se diverso dal lavoro precedente (del quale vi invitiamo ancora una volta a leggere la recensione, perché molti dei concetti sono validi anche qui).

 

Bruno Codenotti, Claudia Flandoli
Io penso che tu creda che lei sappia
Sironi editore
Codice ISBN: 978-88-518-0278-3
Pagine: 256
Prezzo di copertina: € 21,80

 

Infinito tra matematica e fumetto

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Abbiamo annunciato la pubblicazione del libro sull’infinito Archimede aveva un sacco di tempo libero nelle News qualche tempo fa…

Adesso lo abbiamo letto in tutte le sue (non infinite) pagine; sì, perché in effetti si tratta di un libro in qualche modo mescolato ad un fumetto.

La formula è interessante: il libro è in tutto e per tutto un bel testo di matematica divulgativa, con alcuni passaggi non necessariamente elementari (nell’ultimo capitolo, quando si parla di cardinalità, alephnumeri transfiniti, il sottoscritto ha dovuto togliere dal dimenticatoio alcuni tra i primi passaggi degli esami di Analisi) ma mai incomprensibili, con illustrazioni a volte tecniche, a volte meno, e con una storia d’amore a fumetti che si interseca con i contenuti del libro e dà lo stimolo per alcuni passaggi logici del testo.

D’altra parte ogni disciplina ha il suo linguaggio, e a volte è necessario farvi ricorso. Soprattutto per parlare di un tema interessante come l’infinito, di cui l’autore, Bruno Codenotti, informatico e ricercatore a livello internazionale, precisa la natura e chiarisce alcuni aspetti. E riesce a inserire nel testo anche qualche equazione e qualche calcolo, contravvenendo all’adagio che vuole che numeri ed equazioni riducano drasticamente la leggibilità delle opere.

Infatti non si butta mai in tecnicismi, ma usa la matematica dove non si può non usare. Per il resto è un divertente e interessante rincorrersi di aneddoti storici e tecnici, e una serie di citazioni assolutamente pertinenti e comprensibili. Inoltre, alla fine di ogni capitolo, una nota storico-bibliografica aiuta a contestualizzare e propone spunti per approfondire. Ben accompagnata dai disegni.

Veniamo infatti adesso alla parte che ci interessa: d’altra parte non ci chiamiamo Dimensione Fumetto per niente!

Non sarebbe stato possibile tradurre completamente i contenuti di questo libro in vignette, ma il linguaggio grafico in generale e il fumetto in particolare contaminano tutta l’opera.

Certo, troviamo la grafica tipica dai libri di matematica, con tabelle e formule (pochissime, eh!).

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Nel frattempo Claudia Flandoli agisce graficamente su più livelli, veicolando il passaggio dal piano tecnico della matematica a quello più disinvolto del fumetto:

  • sostituendosi al grafico nella realizzazione di alcuni disegni “tecnici” (grafi, grafici, diagrammi, rette…);

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  • aiutando a semplificare, con esempi ancora attinenti, la matematica, i concetti e i passaggi del testo;
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  • sottolineando con simpatia ed ironia alcuni passaggi ed aneddoti;

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  • raccontando la storia di Giacomo e Lara tra università e innamoramento, ma facendo continuamente riferimento ad argomenti più o meno direttamente matematici;

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La parte grafica si integra benissimo con il testo, e non solo nella fase delle illustrazioni, ma anche del fumetto vero e proprio: non dura mai più di tre pagine, serve spesso a introdurre o a chiosare gli argomenti matematici (come nella pagina riportata sui Pirahã). Per provare a farne una recensione solo “fumettistica” ho anche provato a leggerlo anche tutto di fila, ma, anche se la cosa funziona, in questo modo si perdono i riferimenti con il testo scientifico.

Il fumetto è scritto in modo chiaro e divertente, riprende anche i temi della vita universitaria, che danno un senso di leggerezza. Le facce dei personaggi potrebbero richiamare da una parte i Peanuts, dall’altra il tratto di Marjane Satrapi, o per alcune cose anche Adventure Time.

Le vignette sono sempre ben incasellate con regolarità matematica (chissà perché…) e il tratto pulito, senza fronzoli, insieme all’assenza degli sfondi fa risaltare i contenuti, sia quelli legati al libro che quelli della storia.

La trama, nonostante lo spazio limitato consentito dal continuo alternarsi disegno-scritto, e la necessità di sottolineare i passaggi logici della parte matematica, è lineare, e a suo modo coinvolgente, con il triangolo amoroso quasi sottinteso che si sviluppa dopo l’impatto con l’università delle due matricole.

I personaggi sono comunque delineati, nonostante siano loro stessi dei comprimari dietro i protagonisti veri che sono (come recita il sottotitolo del libro), gli insiemi e l’infinito.

Ancora una volta scienziati e fumettisti ci mostrano come queste due realtà possano tranquillamente andare a braccetto e possano fare Cultura. Mi pare anche di poter dire con orgoglio che gli italiani si stanno muovendo molto bene in questa direzione, accanto ad altre esperienze internazionali come PhDComics e xkcd in lingua inglese, o Strip Science per la bande dessinée. Dopo le esperienze di Comics&Science, infatti, che si sono trasformate in una realtà solida in cui i fumetti sono un modo leggero di parlare di scienza, qui l’esperimento riuscitissimo è quello di integrare la correttezza e la formalità della divulgazione scientifica con la storia disegnata, che è più immediata e dà respiro al lettore. Quindi non è più il fumetto che racconta la storia di uno scienziato o prova a spiegare la scienza.

Qui il fumettista lascia al divulgatore il suo compito, lavorando a braccetto con lui e aiutandolo a stimolare il lettore, dando la possibilità di attirare anche il lettore schizzinoso che pensa che il fumetto non sia adatto ad argomenti “adulti”.

In letteratura ci sono diversi romanzi a tema matematico, che trattano argomenti apparentemente semplici ma concettualmente ostici, esattamente come in questo lavoro. Un esempio è Il teorema del pappagallo, che qualche anno fa è stato a lungo tra i libri più venduti, testimoniando come la matematica possa essere di interesse anche per il lettore non specialista. Oggi, soprattutto per i ragazzi, le librerie sono ricche di libri che propongono argomenti matematici e scientifici in modo alternativo.

Quello che un fumetto riesce a offrire, come abbiamo già detto in passato, è l’immediatezza del linguaggio, la leggerezza e l’ironia che si accompagnano alla correttezza formale e teorica. Più di quanto possa fare qualsiasi libro solo scritto.

Quindi se avete voglia di approfondire la teoria degli insiemi e il concetto di infinito, penso che questo sia proprio un buon modo di cominciare!

Bruno Codenotti, Claudia Flandoli
Archimede aveva un sacco di tempo libero
Codice ISBN: 978-88-518-0270-7
Prima edizione: maggio 2016
Sironi Editore
€ 16.90

Archimede aveva un sacco di tempo libero

Dal sito di Sironi Editore, un’altra opera tra fumetto e scienza!

Presentata a Maggio al salone del libro di Torino!

archimede1Verso l’infinito e oltre! Con questo libro abbiamo l’opportunità di esplorare uno degli argomenti più affascinanti e difficili della matematica, rischiando di capirci qualcosa e persino… di divertirci.

Avvalendosi anche di una storia (d’amore) a fumetti, il libro illustra i concetti basilari della teoria degli insiemi incrociandoli con la storia del pensiero logico e scientifico.

La verve e la chiarezza degli autori rendono la lettura piacevole e gratificano il lettore degli sforzi fatti per seguire ragionamenti che a volte sembrano contraddire la logica comune.

Questo è un libro sull’infinito, il concetto matematico più affascinante e, al tempo stesso, più difficile. “Infinite volte”, “pazienza infinita”: nel linguaggio di tutti i giorni, usiamo impropriamente questo termine per sottolineare l’idea di un numero enorme.

La confusione tra infinito e quantità molto grandi non è ingiustificata: i più grandi scienziati della storia, da Pitagora ad Archimede, da Galileo a Gauss, con l’infinito hanno litigato a lungo, intuendo che per maneggiarlo occorreva un salto che però non riuscirono a compiere. Poi, finalmente, nell’Ottocento il matematico Cantor ha trovato il modo di trattare matematicamente l’infinito: “inventando” la teoria degli insiemi.

Gli autori ci accompagnano in un percorso – accessibile a chiunque – che parte dal finito e si conclude con le gerarchie di infiniti diversi che furono scoperte da Cantor. Ci fanno capire subito che per affrontare lo studio dell’infinito matematico dobbiamo abbandonare la nostra intuizione e così, prima ci sorprenderemo, poi… ci entusiasmeremo. Anche perché, nel condurci alla conquista di questa dimensione, gli autori hanno avuto la geniale idea di farsi aiutare da un fumetto che, oltre alla funzione illustrativa, ha una sua piacevole vita propria e contribuisce alla comprensione.

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Gli autori al Salone del libro di Torino

I siti degli autori: Bruno Codenotti, Claudia Flandoli

Un pensiero abbagliante. Fisica e parole di Niels Bohr

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Un pensiero abbagliante. Niels Bohr e la fisica dei quanti

Jim Ottaviani ha fatto delle biografie di scienziati (Feynman, Turing,  Bohr) un vero e proprio filone del fumetto.

La Nona Arte può veicolare (e lo fa spesso) la cultura, ed essendo un’arte ritenuta minore ben veicola anche le culture ritenute minori (direi in entrambi i casi a torto) come quella scientifica. Così la bellezza dell’arte fumettistica può esprimere in modo efficace il pensiero e la storia scientifica, perché la bellezza e la scienza sono legate… diceva Marie Curie:

Sono fra coloro che pensano che la scienza abbia una grande bellezza. Uno studioso nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino messo di fronte a fenomeni naturali che lo impressionano come una fiaba.

Quindi un bel fumetto scientifico può essere un bel libro di scienza e di storia della scienza… Infatti, cosa di meglio di un fumetto può raccontare una fiaba? A maggior ragione se (ri)proposto in occasione di un centenario importante come quello della pubblicazione del modello atomico di Bohr (1913), anche se è stato scritto un decennio prima.

Gli anni che stiamo vivendo sono ricchissimi di anniversari di questo tipo, perché nei primi venti anni del secolo scorso sono state poste le fondamenta del pensiero scientifico moderno: da Planck, ad Einstein, a Kock, ai fratelli Wright, a Bohr. Si legge nel risvolto di copertina: Tutti – chi più, chi meno – abbiamo sentito parlare «dell’atomo di Bohr». Forse è vero (ma forse è più probabile che abbiamo in testa, senza saperlo, quello di Rutherford), ma il contesto in cui queste scoperte e invenzioni sono maturate ci è meno noto.

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Ottaviani ci propone una dettagliata biografia del fisico danese, che ne descrive il carattere, costellata di aneddoti, episodi divertenti o imbarazzanti legati alla vita quotidiana, al lavoro, all’importante ruolo svolto anche a livello politico e sociale. Ma tiene rigorosamente conto anche della Storia, delle relazioni con gli affetti più stretti, ma anche con gli altri scienziati (spesso per via epistolare, e gli stralci sono riportati direttamente nel libro), con gli eventi bellici e politici di quegli anni.

E la vita di Bohr diventa un po’ un (interessantissimo e ben scelto) pretesto per inquadrare almeno altre tre cose:

  • cosa sta succedendo in quegli anni, indagando le relazioni tra scienza, storia, società e pensiero, che possono forse essere di aiuto anche oggi;
  • le interazioni in una comunità come quella scientifica che già allora era globalizzata, mettendo in evidenza le caratteristiche umane dei singoli scienziati, in qualche modo archetipi dell’uomo in generale;
  • le reali idee scientifiche, dettagliate quanto basta, in modo da rendere l’opera interessante anche agli appassionati, dei grandi di quel tempo: Rutherford, Thompson, Eddington, deBroglie, Heinsenberg, Fermi, Einstein…

Il sottotitolo dell’edizione originale (purtroppo mancante in quella italiana), dice più o meno: la vita di Niels Bohr, le sue scoperte e il secolo a cui ha dato forma.

Lo scienziato danese ha percorso quasi due terzi del secolo scorso, disputando con Einstein sulla meccanica quantistica, raccogliendo e riuscendo a riunire in una visione di insieme i tanti risultati, teorici e sperimentali, che i fisici di quegli anni stavano producendo.

Nel libro le dispute, i risultati, le idee scientifiche sono dettagliatamente descritti (Ottaviani ha una solidissima formazione scientifica), con un linguaggio semplice e immediato, utilizzando la grande capacità evocativa di un disegnatore/illustratore come Leland Purvis.

Il disegno, in bianco e nero, pulito, a volte quasi schizzato, mette al centro il protagonista e i suoi pensieri, il suo carattere, la sua prosopopea, la grande attività scientifica. Elenca con dettaglio le tappe della sua vita, quello che ha costruito, i grandi personaggi con cui si incontra e condivide il cammino umano e scientifico.

È inoltre particolare come un libro a fumetti su uno scienziato sia invece tanto ricco di parole, tanto che la lettura a volte non è facile. Di certo è un’opera corposa (oltre 300 pagine divise in 14 capitoli), in alcuni punti molto impegnativa da leggere: Bohr, un po’ come tutti gli scienziati della sua epoca, aveva una forte propensione per la filosofia, perché  le ricerche di quegli anni stavano rovesciando la visione del mondo e l’impostazione del suo studio.

Il titolo inglese del fumetto è Suspended in language, proprio a sottolineare la difficoltà di esprimere in modo chiaro e netto i contenuti delle grandi scoperte di quegli anni.

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Il titolo italiano prova a esprimere lo stesso concetto con un’altra metafora (dell’idea scientifica che è così innovativa da abbagliare, o di un pensiero che è così abbagliante da non riuscire a essere espresso compiutamente), ma purtroppo non ha la stessa potenza evocativa.

Dal punto di vista della storia il racconto è bello, corposo, lungo. Potrebbe essere letto anche senza sapere nulla dell’importanza di Bohr per la storia della scienza, o delle sue teorie. Il carattere del protagonista è ben delineato, come quello di molti famosi comprimari. Gli aneddoti sono gustosi e danno un bel ritmo alla storia, i personaggi sono reali ma sottolineati nelle loro caratteristiche peculiari e opportune per dare dinamicità all’intero libro.

Il disegno aiuta, il bianco e nero dà la sensazione di una cronaca, forse qualche volta è sovrastato da dialoghi e didascalie. Però questo dimostra principalmente il certosino lavoro di ricerca e la voglia di fare un’opera che sia filologicamente corretta, storicamente e scientificamente significativa, con il supporto dei disegni, senza i quali avremmo avuto un tomo assai più complesso da approcciare.

E la ricchissima appendice sta lì a sottolinearlo.

I libri di questo tipo mi entusiasmano per il tentativo di rendere popolare, attraverso un’arte semplice come quella del fumetto, storie e personaggi reali che possono dare molto alla storia personale di tutti noi. Intanto perché ci arricchiscono culturalmente, poi perché ci mostrano, attraverso il disegno, l’umana semplicità di persone che pensiamo siano vissute in modo eccezionale.

E ce ne mostrano i difetti, dandoci la speranza di poter contribuire anche noi in modo diretto alla crescita di questa umanità.

Dati Editoriali:
Un pensiero abbagliante. Niels Bohr e la fisica dei quanti
di Jim Ottaviani, Leland Purvis
Copertina flessibile: 318 pagine
Editore: Sironi (19 marzo 2007)
18.00 €