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Hatsu Haru, triangoli amorosi e banchi di scuola

Hatsu Haru è un manga  edito dalla Star Comics di Shizuki Fujisawa. Possiamo considerarlo il classico manga per ragazze dai dodici ai sedici anni, anche se le ragazze più grandi potranno comunque apprezzarlo.

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La storia è ambientata tra i banchi di scuola, Kai è un donnaiolo, corteggiatissimo dalle compagne e cambia fidanzata una volta a settimana. Riko è il suo opposto, è schiva con i ragazzi, timida e non sopporta Kai; infatti si conoscono già da molti anni e provano l’uno per l’altro una antipatia reciproca.

Kai pensa che Riko sia una maschiaccia, ma la sua opinione cambierà. Un bel giorno, vengono scelti dal professore per essere rappresentanti di classe e per questo motivo cominciano a svolgere diverse mansioni extrascolastiche insieme. Kai comincia a vederla sotto un’altra ottica e inizia a rifiutare le ragazze che gli si propongono perché oramai prova un nuovo sentimento per la ragazza. Riko però ha qualcosa da nascondere: un amore proibito e segreto che non può confidare a nessuno. Kai scopre l’oggetto del suo amore, e per la prima volta non sa cosa fare: dichiararsi e aspettarsi un rifiuto oppure struggersi per lei?

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Hatsu Haru affronta delle tematiche che, in altri manga anche ben più noti, sono state già sviscerate, tuttavia la Fujisawa ha il merito nel primo volume di azzeccare i personaggi, di costruire una buona storia solida dietro ognuno di loro e quindi di creare subito un ambiente in cui piace stare.

Per quanto riguarda il design, i personaggi sono ben disegnati, hanno anche una buona espressività, tuttavia le tavole che mostrano gli interni e i luoghi dove si svolge l’azione sono spoglie e senza personalità, l’occhio non trova dettagli affascinanti, nulla che rimandi al carattere delle persone nel luogo in cui vivono; questo forse genera un vuoto anche nella narrazione che però è compensato dai dialoghi e dalla storia in sé.

In definitiva Hatsu Haru è un manga molto buono e adatto alle ragazze giovani.

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I manga delle scienze al giro di boa…

In Italia c’è bisogno di buona scienza, ma soprattutto di buona divulgazione. E anche urgentemente.

Un esempio per tutti: per chi vive in questi giorni la terribile esperienza del terremoto, sentir parlare in maniera parascientifica e superficiale di un avvenimento che magari ha portato via case, affetti e redditi fa ancora più male, quando ci sono tante possibilità di accedere a spiegazioni non solo per addetti ai lavori.

In questa ottica e come abbiamo visto altre volte nel nostro sito, il fumetto si sta occupando sempre più di scienze. Dopo tanti prodotti autoctoni (a proposito, vi abbiamo già detto che Comics&Science diventa seriale?), dopo che la sezione corrispondente di LuccaComics è cresciuta moltissimo, dopo che anche Topolino ha dedicato (e sta dedicando con cadenza circa mensile) delle storie alle scienze, è arrivata questa collana, in edicola da circa sei settimane.

Abbiamo già trattato nel dettaglio il primo numero, dedicato alla Meccanica. E dopo le ulteriori cinque uscite, ancora il giudizio non è completamente e convintamente positivo.

Ecco alcuni aspetti meno convincenti…

biologia scienzeForse i contenuti sono troppo specifici, e pertanto difficilmente integrabili in un prodotto che abbia anche altri aspetti che non siano solo quelli scientifici.

I fumetti alternano una storia debole e comunque intrisa di riferimenti scientifici non sempre elementari con pagine che spesso contengono più teoria di quanto ci si aspetti.

Spesso il modo in cui è presentata la teoria, soprattutto per gli argomenti matematici, è anche un po’ lontano dal modo in cui siamo abituati in Italia, con esempi che richiedono un approccio più algebrico e di conto. Era forse più plausibile aspettarsi degli esempi meno contosi e più pensati, visto il carattere non tecnico del prodotto.

Il taglio shojo è anche un po’ ripetitivo, per forza di cose ambientato in situazioni scolastiche, quasi senza trama. I personaggi sono fin troppo semplici, senza grande spessore.

D’altra parte però…

La buona idea è quella che lo shojo può consentire di coinvolgere maggiormente le lettrici rispetto ai lettori, per contribuire a sanare la parità di genere nello studio delle scienze, e più in generale delle materie STEM, argomento attualissimo a livello scolastico e formativo in generale.

astronomia scienze manga

Il numero 6 della serie

Inoltre, per i titoli riguardanti argomenti più discorsivi e meno strettamente matematici (finora relatività, biologia, astronomia), la storia scorre via più fluida e più coinvolgente e i contenuti scientifici vengono fuori con più facilità dai disegni.

I concetti scientifici sono stati revisionati in Italia da persone del CNR o di livello equivalente, spesso collaboratori de Le Scienze. Quindi c’è un grande rigore scientifico: per il numero di Astronomia, ultimo uscito e la cui copertina vedete qui a destra, la revisione scientifica è di Amedeo Balbi.

Un altro lato positivo è che la trattazione è sufficientemente completa. In questo le opere somigliano più a dei libri di testo che a dei fumetti divulgativi. Più che stimolare l’interesse e l’ulteriore ricerca di informazioni su testi più specifici e dettagliati, forniscono un quadro abbastanza preciso ed esaustivo.

Infine il taglio shojo è ricco di iperboli, di facce divertenti, di momenti assurdi. In questo modo non distrae dal contenuto.

Evidentemente i lettori hanno apprezzato più gli aspetti positivi, se agli otto numeri previsti inizialmente se ne aggiungeranno altri quattro, per cui il percorso si concluderà nel prossimo mese di dicembre.

Nana sta per tornare (?)

Ai Yazawa si è pronunciata  sul manga Nana sulla rivista “Rola”. Rola è una rivista di moda molto cara ad Ai Yazawa, ad Agosto la mangaka ne ha disegnato la copertina: un primo piano di Mikako Koda, la protagonista di “Cortili del cuore”.

Mikako Koda di Ai Yazawa posa per la copertina di "Rola"

Mikako Koda di Ai Yazawa posa per la copertina di “Rola”

Ma la parte più succosa per i fan della Yaza è l’intervista che ha rilasciato. L’autrice ha detto di aver deciso di voler tornare su Nana e di essere intenzionata a completare l’opera. Le avvisaglie c’erano state già lo scorso dicembre, quando la Yazawa aveva disegnato un calendario di Nana, ed era stato considerato come un timido primo passo verso la ripresa dell’opera interrotta quasi dieci anni fa.

Intervista su Rola Magazine

Ora ai fan non resta che aspettare e sperare che la Yaza non si faccia attendere per altri anni.

A breve altri aggiornamenti, continua a seguire Dimensione Fumetto su Facebook per non perderti altre news!

 

 

Ancient Magus Bride Nuova Preview

Nuovo teaser video per The Ancient Magus Bride. La serie di tre OAV è la trasposizione dell’omonimo fumetto di Kore Yamazaki.

Hatori Chise è una ragazza sola, con un passato fatto di abbandoni e privazioni. Quando crede che la vita sia solo un cammino verso la disperazione viene messa all’asta delle creature magiche. Da questo momento in poi il suo destino cambierà radicalmente.

Gli OAV relativi a ” The Ancient Magus Bride” verranno proiettati in alcuni cinema selezionati in Giappone per un totale di tre film.

Le Situazioni di Lui e Lei, un anime tra i banchi di scuola

Le Situazioni di Lui e Lei è un anime di genere shoujo tratto dall’omonimo manga di Masami Tsuda. In Italia abbiamo avuto la fortuna di vederlo grazie alla famosa e compianta “MTV anime night” che tanto bene fece a noi otaku.

YukinoArima copertina

La serie narra le vicende di Yukino e Arima, due ragazzi che fanno il loro ingresso al liceo, tra i due nasce una forte competizione: Yukino è sempre stata la prima della scuola è bella intelligente, sembra umile e disponibile ma la realtà è che ama essere ricoperta di lodi ed ammirata. Arima invece è gentile sempre pronto ad aiutare gli altri, modesto e anche molto amato, ma si sforza di essere perfetto per ricambiare l’affetto dei suoi genitori adottivi. Arima ai primi esami supera Yukino, lei finge indifferenza ma in realtà arde di rabbia e prova in ogni modo a superarlo. Nel frattempo però Arima comincia a provare un forte sentimento per Yukino e decide di dichiararsi. Lei, invece di accettare, decide di usare il sentimento di Arima come un’arma e lo rifiuta. Yukino pensa di aver vinto e di avere in pugno Arima ma la situazione si ribalta, Arima vede Yukino in “tenuta da casa” con gli occhiali spessi la tuta delle scuole medie e trasandata, decide di prendersi la rivincita, assegnando a Yukino molti compiti sotto la minaccia di rivelare a tutti la sua vera identità.

Yukino per un po’ subisce ma poi si ribella, e piano piano si scopre innamorata di Arima, ma lui sembra oramai non più interessato a Yukino. Il loro sentimento si rivelerà quando Yukino gli stringe la mano durante una assemblea di classe. Il loro amore comincia così un cammino ostacolato dai professori perché il loro rendimento scolastico cala, ma loro due non si arrendono e si impegnano insieme a superare le difficoltà.

Le difficoltà non sono solo di tipo scolastico, ma hanno a che fare con il superamento dei loro limiti, con il gettare via la maschera che hanno indossato fino ad ora e rivelare il loro vero Io. La strada non è facile, le persone non sono abituate a conoscere la “vera Yukino” e il “vero Arima” ma nonostante ciò con fatica riusciranno a farsi apprezzare per il loro vero carattere.

I personaggi di "Le situazioni di Lui e Lei"

I personaggi di Le situazioni di Lui e Lei

Oltre ai protagonisti  ci sono altri personaggi che nel corso del tempo acquistano spessore all’interno della storia e ognuno di essi ha un grande problema o scoglio da affrontare, sebbene tutti appaiano spensierati e felici

Tsubaki, la migliore amica di Arima ai tempi delle medie, è una bellissima ragazza ed è segretamente innamorata di lui, non accetta Yukino e anche se sembra dolce e tenera prova in ogni momento a picchiarla. Ha una situazione difficile a casa e non riesce ad accettare che il padre si sposi con un’altra donna. Maho è una compagna di classe di Yukino, è gelosa del successo della protagonista non sopporta di essere stata superata da lei e la detesta, per questo cerca di ostacolarla convincendo tutte le sue compagne di classe ad ignorarla. Asaba è un caro amico di Arima, all’apparenza frivolo e donnaiolo, nasconde un passato famigliare difficoltoso e cerca la presenza dell’amico che sembra l’unico a dargli stabilità.

Durante tutta la narrazione sono presenti momenti di profonda riflessione misti e gag esilaranti che coinvolgono e fanno ridere lo spettatore.

Mai far arrabbiare Yukino

Mai far arrabbiare Yukino

 

In tutta la serie i ragazzi si pongono  costantemente domande su sé stessi e sulla loro vita, se stanno facendo le cose giuste o se stanno sbagliando, e la conclusione a cui arrivano è che solo confrontandosi con gli altri riescono a trovare il loro vero IO e a crescere come esseri umani. Il risultato è un anime intimista che scende a fondo dei pensieri dei protagonisti e delle motivazioni che li spingono a compiere determinate azioni, si sente tutto il peso dell’adolescenza e delle scelte, la paura di sbagliare e le relazioni con gli altri che possono far crescere e ferire.

Yukino_Arima Insieme

Per quanto riguarda l’anime, dopo la prima puntata potete sentire urlare da ogni fotogramma “GAINAX GAINAX GAINAX!!” in quanto lo stile dello Studio Gainax di Hideaki Anno è incredibilmente forte e si riconosce da molti aspetti, il primo è l’introspezione dei personaggi, i cui pensieri sono esplicitati da lunghi monologhi, poi l’uso delle musiche che ricordano quelle di Evangelion, ricche di assoli di pianoforte e di violoncelli, che aggiungono un tono melò alla narrazione. Per quanto riguarda la ricezione presso il grande pubblico, in molti hanno amato questo anime ma allo stesso tempo lo studio Gainax è stato molto criticato, accusato di “andare a risparmio” riciclando scene per evitare di ridisegnare complesse animazioni. Spesso infatti le scene di corsa sono sempre le stesse, lo stesso Hideaki Anno aveva dichiarato: «Perché ridisegnare le scene da capo se le sequenze sono uguali?». Tuttavia a causa delle critiche della Tsuda, che voleva un anime che fosse più aderente ai canoni classici dello “shoujo”, Anno ha lasciato la regia dal 17esimo episodio. La serie che si conclude con l’episodio 26 (grossomodo il numero 8 del manga), finisce con un “continua” ma in realtà è l’ultimo episodio. Dalla puntata 17, dopo l’abbandono di Anno, non ci sono animazioni di rilievo (all’interno dell’episodio ci sono 5 minuti di animazioni in tutto) e sono presenti solo fermo immagini con i dialoghi tra i protagonisti, e sembra più un video fan made che l’opera di uno studio di animazione. Nonostante sia un anime incompleto e senza una vera conclusione  lo consiglio vivamente a tutti come una perla nel panorama dell’animazione shoujo. Le situazioni di Lui e Lei è in streaming gratuito su vvvvid.it.

 

 

 

Nana: rileggere il manga di Ai Yazawa

Il 22 Luglio del 2002 esce per la prima volta in Italia il manga Nana. Il suo arrivo era stato annunciato su diversi albi della Planet Manga e sopratutto sul manga Paradise Kiss la cui stesura stava procedendo parallela in Giappone a quella di Nana.

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I Black Stone la band di Nana

Il 2002 era stato una grande anno per le fan della Yaza: la ripubblicazione di Cortili del cuore con una nuova e bella edizione, quella di Ultimi raggi di luna e l’arrivo di questo nuovo titolo che prometteva di far faville.

Nana racconta la storia di due ragazze, Nana Osaki e Nana Komatsu, che si incontrano sullo Shinkansen diretto a Tokyo in un giorno d’inverno. Non potrebbero essere più diverse: una è ragazza che si innamora facilmente e con i vestiti sempre alla moda, la classica giapponesina kawaii, mentre l’altra è una punk con abiti strappati, catene al collo e sigarette in bocca. Destino vuole che le due ragazze si trovino a contendersi un appartamento e di conseguenza decidano di vivere insieme.

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Nana Osaki

Nana Osaki ha avuto un’infanzia difficile, abbandonata dalla madre quando era piccola, ha vissuto con i nonni, terminati gli studi si trasferisce a Tokyo per diventare una cantante professionista e cercare il suo grande amore Ren, un chitarrista che suona con i Trapnest, la band che sta scalando le classifiche giapponesi. Ma una volta ritrovato il ragazzo, e pur amandosi, non possono dichiarare al mondo il loro amore: il successo dei Trapnest dipende anche dal fatto che tutti i componenti siano single e appetibili dalle fan, per questo gli agenti del gruppo non vogliono che si sappia dell’amore tra Nana e Ren.

 

Nana Komatsu

Nana Komatsu

Nana Komatsu è una ragazza volubile, al liceo ha avuto molte relazioni con uomini più grandi fino a quando non si è innamorata di Shoji e per lui si trasferisce a Tokyo. Poco dopo però rompe la loro relazione, a causa del tradimento di lui, e si trova a cambiare spesso lavoro e fidanzato a causa della sua instabilità affettiva. Per un periodo si fidanza con Takumi, il bassista dei Trapnest, conosciuto tramite Nana Osaki, ma poi capisce che il loro rapporto non può funzionare e si innamora del dolcissimo Nobu dei Blast, il gruppo in cui canta l’amica. Nana però scopre di essere incinta e per questo motivo lascia Nobu per tornare con Takumi.

 

Nana Blast

Nana fin dai primi albi ha conquistato il pubblico femminile come pochi altri manga hanno saputo fare. Questo sia per il tratto pulitissimo e dettagliato, che non disdegna però qualche espressione caricaturale con i tratti “stravolti”, per rendere l’idea di rabbia-felicità- tristezza nei suoi personaggi. La Yazawa dedica una maniacale attenzione a ogni singolo particolare e a ogni cambio d’abito dei protagonisti. Se in Cortili del cuore e Paradise Kiss la “Yaza” ha fatto notare come e quanto le creazioni degli stilisti influenzino il suo disegno, qui un altro tema a lei caro irrompe con prepotenza: l’amore per la musica e sopratutto la musica punk, che era stato già presentato sia in “Cortili” sia in “Parakiss”, ma che qui diventa elemento predominante più della moda stessa.

In questo manga poi ci sono altri temi: quello del “destino”. Le due Nana sono destinate a incontrarsi e a vedersi anche in una città grande come Tokyo a dispetto delle probabilità: il destino che secondo Nana Komatsu è rappresentato dal “Grande Demone Celeste” che influenza la sua vita.  

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Nana e Ren

Poi c’è il tema dell’amore o meglio ci sono due diversi tipi di amore: uno è l’amore assoluto e unico, quello che non ammette né distrazioni né tradimenti, ed è l’amore puro che c’è tra Nana Osaki e Ren. Anche se si sono persi di vista rimangono legati per la vita. C’è poi l’amore insaziabile di Nana Komatsu, lei si innamora e ama con tutta se stessa, ma la sua fragilità e insicurezza, e forse il desiderio di essere amata più che di amare, non le permettono di avere legami stabili con nessuno. Il suo unico legame indissolubile è con Nana, e proprio quando questo legame si spezzerà (scena rappresentata dal bicchiere con le fragole che si spezza) la vita delle due non sarà più la stessa.

L’amore in Nana non sfocia in allegria ma si trasforma in dramma: la storia d’amore tra Nana e Ren si evolve albo dopo albo in tragedia quando Ren, a causa dello stress, comincia ad abusare di stupefacenti, perdendo il contatto con ciò che è davvero importante per lui: Nana e la musica. Questo lo porta allo straziante epilogo finale.

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Stesso dramma vive (in misura inferiore) Nana Komatsu, incapace di prendere decisioni chiare, che si lascia trasportare dalle situazioni, accettando di vivere una vita che non la rende felice, lontano da Nobu, per quieto vivere e per cercare una vita agiata e senza preoccupazioni di tipo economico – anche se (forse) rimpiangerà questa scelta.

Altro tema più nascosto, ma su cui si basa secondo me tutto il manga, è quello del doppio. Ogni personaggio ha il suo doppio: non solo le due Nana, ma ogni personaggio. Reira è il doppio “artistico” di Nana; Takumi è il doppio di Nobu; e via discorrendo. L’unico personaggio che sembra non avere un “doppio”, un vero alter ego, è per l’appunto Ren.

Nana, come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, ha sviluppato la storia parallelamente alla stesura di Paradise Kiss. Dato che la Yazawa però non riusciva a portare avanti i due lavori in contemporanea ha deciso di accorciare la trama di “Parakiss” anticipandone la fine e proseguire con Nana a cui si era appassionata maggiormente. Purtroppo però il Grande Demone Celeste si è abbattuto sull’autrice, che per problemi di salute ha lasciato e ripreso spesso la stesura del manga. Questo ha portato i fan ad aspettare dai tre a sei mesi tra l’uscita di un volumetto e l’altro, fino all’interruzione definitiva senza un finale, che si è avuta in Italia con il volumetto numero 42.

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Da allora sui vari forum dedicati si sono rincorse innumerevoli voci: chi dice che a causa di problemi alla mano la Yaza non possa più disegnare, chi la vede in preda alla depressione e chi invece pensa che non voglia più disegnare. Fatto sta che è uscito il calendario di Nana 2016 disegnato dalla Yazawa stessa. Questo ha portato i fan di vecchia data a sperare in un ritorno di Nana in fumetteria e in una degna conclusione. Tutta la storia di Nana è narrata come un flashback, il ricordo di una delle due protagoniste,  ciò fa pensare che la Yaza fin dall’inizio sapesse come la storia doveva evolversi e terminare, ma purtroppo da quasi dieci anni la storia si è fermata.

Dal manga sono derivate diverse opere: un anime e un drama che hanno riscosso un grandissimo successo di pubblico. Anche il merchandising legato alla serie è andato a ruba, come se questo manga avesse stregato il pubblico di tutto il mondo.
Di Nana ci sono due edizioni: una in versione “slim sottiletta” che costava 2 euro a volumetto, e una edizione ristampa con copertina in brossura che ha il classico formato tankobon. Piccola curiosità: nella prima edizione italiana il numero 1 aveva la copertina sbagliata, quindi il numero 1 e il numero 2 hanno la stessa copertina, in seguito la Panini ha ripubblicato il numero 1 con la copertina originale.

 

 

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Nana sulla spiaggia

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Noragami, l’anime che fa impazzire il web

Noragami è un anime che sta spopolando on-line in questi ultimi mesi. Complice un character design azzeccatissimo, dei personaggi adorabili e una storia avvincente, è entrato nel cuore di moltissime ragazze che non vedono l’ora di guardare una nuova serie.

La trama si sviluppa in maniera abbastanza complessa. Ci sono  tre personaggi principali: il Dio Yato, un dio minore che cerca nuovi clienti facendosi pubblicità tramite annunci sui social network, al modico prezzo di 5 yen; poi c’è Yukine, lo “strumento divino” di Yato, che in caso di pericolo si trasforma in una katana; e Hiyori, l’unica umana, una ragazza di quattordici anni. I tre si trovano ad affrontare gli spettri che popolano il mondo umano e ultraterreno. Altri personaggi importanti sono Bishamonten, divinità guerriera che fa parte dei sette dei della fortuna ed Ebisu, un altro dio della fortuna.

I personaggi di Noragami

I personaggi di Noragami

In primo luogo bisogna mettere l’accento sul character design decisamente accattivante e otaku friendly. Il Dio Yato è un ragazzo sui 17 anni fighissimo, capelli neri e occhi blu scintillanti: incurante della sua fighezza se ne sta in giro con una tuta e una bandana intorno al collo, ha un carisma tale, alimentato dal suo passato nebuloso, che lo rende irresistibile.

Yukine è il personaggio “tenero” per eccellenza. Un ragazzo di 12 anni biondo, con un parka verde militare logoro. Sebbene sia fedele a Yato, a volte non sopporta il suo modo di fare, se Yato è il “bello e dannato” che farebbe disperare qualsiasi ragazza, Yukine è il personaggio ideale per le ragazze  che preferiscono i personaggi teneri.

Hiyori è l’umana. Una ragazza di 14 anni circa che ha l’anima che le “scappa” dal corpo. Come tutte le ragazze giapponesi indossa il classico fuku, la divisa scolastica: quando si vede con Yato e Yukine non è nel suo corpo fisico, ha una specie di “coda” lunga come quella di un gatto (in realtà non è una coda, ma una corda, che secondo l’autore mantiene la sua anima sempre vicino al corpo). Ho apprezzato molto questo piccolo dettaglio sia perché ci fa capire subito quando Hiyori è uscita dal suo corpo, sia perché dà un tocco kawaii al personaggio, che sarebbe altrimenti la copia di moltissimi altri già visti.

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Bishamonten è la divinità più potente del Takamagahara (una specie di Olimpo), si presenta con un abito succinto verde militare, duro come una corazza, con uno spadone enorme, che ricorda quello di Berserk, e cavalca un maestoso leone. Bishamonten oltre a rappresentare il service per i maschietti (diciamocela tutta: è una figa incredibile) è uno dei personaggi meglio caratterizzati. Lei è una divinità guerriera, ma è pur sempre una donna, con la sua fragilità, che si prende carico del destino di moltissime anime (i suoi strumenti divini) e cerca di salvare quanti più spiriti può, nonostante questo le costi molta fatica. Bishamonten è nemica giurata del Dio Yato.

Battaglia tra Yato e Bishamon

Battaglia tra Yato e Bishamonten

Noragami è un anime che ha portato sui nostri schermi la religione Shintoista, diffusa in Giappone, ma poco conosciuta nel resto del mondo. Gli amanti degli anime e della cultura giapponese conoscono sicuramente i templi e l’abito tradizionale delle sacerdotesse, il vestito tradizionale bianco e rosso lo abbiamo visto tante volte indosso a Sailor Mars e a Kikyo in Inuyasha, ma della religione Shinto non conosciamo i dettagli. Per spiegarla in breve: la religione Shinto è simile a quella degli antichi greci e romani. C’è una specie di Olimpo dove vivono gli dei: oltre a quelli principali ci sono molti dei minori (kami), e meraviglia delle meraviglie, anche noi miseri mortali possiamo diventare degli dei! Essì, perché chi si distingue particolarmente in qualcosa nel mondo terreno al momento della sua dipartita potrà diventare un dio! Questo è successo ad esempio a Osamu Tezuka. Se volete approfondire questo tema vi consiglio il post del nostro inviato Mario dal Giappone!

Quello che colpisce di più è che i giapponesi non vedono i loro dei come qualcosa di intoccabile, ma come qualcosa che può essere trasformato e trasfigurato in base alle loro esigenze narrative. Un esempio: in Noragami abbiamo detto che Bishamonten è una bonazza spaziale, in realtà nell’iconografia Shinto Bishamonten è un vecchio cicciotto con le orecchie grandi. Ora vi immaginate se in Italia uscisse un fumetto in cui, che so, San Pietro fosse in realtà una bellona con i capelli rossi, discinta come una delle ragazze di Milo Manara? Apriti cielo e terra. Invece in Giappone questo è tollerato, e gli autori giocano non solo con i loro dei, ma anche con quelli delle altre religioni, inclusa quella cristiana. Insomma i giapponesi prendono alla lettera  il detto Castigat ridendo mores.

Bishamonten prima di dare il colpo finale

Bishamonten prima di dare il colpo finale

L’animazione è davvero bella e ben curata, specialmente durante i combattimenti, i movimenti sono eleganti e anche i personaggi sono espressivi, il loro modo di combattere risalta la loro psicologia e il loro modo di pensare. Il digitale è ben gestito ed è molto efficace.

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Anche le due canzoni di apertura e di chiusura sono molto belle. La prima Hey Kids! cantata dal gruppo punk The Oral Cigarettes è molto allegra, potente e caciarona, e definisce subito lo stile dell’anime; la sigla di chiusura è invece molto dolce, sembra la canzone adatta a Hyori, ed è cantata da Tia.

Concludo con una citazione molto simpatica tratta dall’anime

Hiyori, sono i vecchi che devono dedicare il loro tempo agli dei e ai defunti, i giovani devono godersi la loro giovinezza!

Noragami è in streming gratuito su VVVID! Non lasciatevelo scappare!