Robert Kirkman

The Walking Dead is dead – Anatomia di un fenomeno

E così, con una martellata su un cranio putrescente, Robert Kirkman ha deciso di interrompere la marcia dell’opera che lo ha reso ricco e famoso.

Con il numero 193 dell’edizione americana, e senza alcun preavviso, The Walking Dead chiude, e, dopotutto, dovremmo esserne tutti grati. Il rischio che la serie si trasformasse in un cadavere ambulante era davvero alto, sempre che non fosse già accaduto: la creatura di Kirkman e Adlard si trascinava già da un po’, strascicando il passo in territori narrativi inusuali, nei quali, appunto, si muoveva con l’insensata lentezza di un morto vivente.

Ma andiamo con ordine.

Ci sarebbe da chiedersi cosa ci fosse di tanto affascinante in questa distopia post-apocalittica in bianco e nero, e per quale motivo una serie che, a guardarla con un po’ di distanza temporale, non era altro che l’ennesima variazione di un genere vecchio come il cucco, potesse aver raggiunto un tale livello di popolarità cross-mediale. Ma la risposta, come spesso accade, è nella domanda stessa.

The Walking Dead è andato cosi bene proprio perché era l’ennesima variazione di un mito che esiste da quando vivevamo nelle caverne: e gli zombi, con questo mito, c’entrano proprio poco. E il tocco di genio di Kirkman è stato proprio quello di far passare per una storia di zombi quella che invece non era altro che una rivisitazione dell’Apocalisse di Giovanni senza l’Apocalisse.

Signore e signori, la catarsi

Rick Grimes si sveglia in un ospedale e scopre che il mondo è finito mentre lui dormiva. I morti si sono risvegliati, le città sono diventate orrende bolge infernali: Kirkman inizia dalla fine, senza mai indugiare troppo sui morti viventi di per sé. Quello che ci titilla, e che ci tiene incollati alla sedia col fumetto in mano, e che ci attira morbosamente come un film splatter, è l’idea che da domattina non ci sia più il lavoro, la macchina, il capufficio; non ci sia più la lista della spesa e il problema dei migranti; né l’aliquota IRPEF o le elezioni europee, né il capodanno e i gruppi WhatsApp, né il prossimo film Marvel o la campagna acquisti del Milan. Ci siamo solo noi, i morti che camminano, e quanto distante sia il prossimo luogo sicuro.

Questo è stato il segreto di The Walking Dead: la catarsi, ovvero quel senso di libertà che segue alla catastrofe. In fondo lo sappiamo tutti: questo complesso intreccio di rapporti sociali in cui siamo avviluppati è una ragnatela invisibile, nella quale ci sentiamo impotenti come la mosca che avverte il ragno avvicinarsi. Questo sistema, fragile ed eterno, ci risputerà fuori soltanto da cadaveri; a meno che i cadaveri non se lo mangino per primi. Ed è questo che ci piace. Per gran parte del suo svolgimento, The Walking Dead è una finestra aperta nei nostri sogni più inconfessabili: quelli dove rischieremmo volentieri lo sbranamento nostro e dei nostri cari, pur di poterci sentire liberi. Dove l’idea di non avere casa, e di non sapere cosa mangerai e cosa berrai o dove vivrai domani, è confortante invece che terribile.

Questo tipo di catarsi è il lusso che possiamo permetterci perché abbiamo la pancia piena e viviamo dentro un centro commerciale grande come città intere.

Ecco perché ci è piaciuto tanto, The Walking Dead. Kirkman ci ha accompagnato per anni, al sicuro oltre la quarta parete, mostrandoci cosa possono arrivare a fare gli uomini per sopravvivere, e facendoci chiedere cosa faremmo NOI per sopravvivere. Non è un caso che questo tipo di narrazione abbia trovato nel genere dei videogiochi immersivi uno dei suoi terreni più fertili: dalla serie di The Walking Dead stesso, a The Last of Us, siamo stati chiamati a definire noi stessi di fronte a scelte radicali che implicavano la nostra stessa sopravvivenza.

Ma i morti viventi non si lasciano blandire a lungo

C’è stato un momento, nella serie, in cui The Walking Dead è cambiato. Possiamo trovare quel momento, più o meno, con l’arrivo ad Alexandria, quando era ormai chiaro che i morti non sarebbero stati più un vero problema. La narrativa post-apocalittica è un genere storico, ma da quel punto in poi Kirkman ha voluto spingere il carro in territori scarsamente esplorati. Ha voluto andare a vedere cosa accade dopo, quando, alla pars destruens, succede la pars costruens. Il suo Rick è un uomo carismatico e giusto: sarebbe riuscito a costruire una società altrettanto giusta? E quale forma avrebbe preso questa società?

Da quel momento in poi, nella serie, è nato un sottotesto strisciante che ha pian piano rischiato di divorarsela: se avessimo la possibilità di ricostruire la convivenza umana secondo criteri di giustizia ed equità, dove andremmo a finire?

Così, nella seconda parte della serie, Kirkman ha iniziato a procedere su due binari paralleli: da un lato la parte gastronomica, che si può ridurre essenzialmente in “chi morirà nel prossimo numero?”, con l’avvicendarsi di massacri e l’ingresso di nuovi personaggi pressochè inutili (a partire da Ezechiel per arrivare a Princess) destinati a diventare carne da cannone presto o tardi; dall’altro lato, sempre più marcato, il lato etico-politico in cui il gruppo di Rick incontra altre società, basate su presupposti di ingiustizia e disorganizzazione vari, e li conquista con la forza del proprio ideale. Un ideale in cui non esiste moneta, in cui ognuno svolge il lavoro che sceglie a beneficio della comunità, ricevendo per quanto dà, e in cui nessuno, nemmeno i capi, godono di privilegi rispetto agli ultimi. E anche chi comanda, non si serve di un esercito per mantenere il potere: lo fa perché è bravo nel comandare, per unanime consenso, vivendo la stessa vita di chi coltiva i campi.

In altre parole, e per sommi capi, il marxismo.

Non è ben chiaro se Kirkman se ne sia mai accorto, di certo non lo dà mai a vedere. La questione non è davvero approfondita né resa esplicita, ma è lì, un grosso elefante nel negozio di cristalli di cui non si parla mai: soprattutto nell’ultima saga, dove una società terribilmente simile a quella pre-apocalisse zombie è difesa da soldati in tenuta antisommossa e presentata come profondamente ingiusta, se non fascista. L’utopia realizzata di Rick si staglia sullo sfondo delle ultime storie come una montagna inesplorata. I nemici delle saghe della seconda parte (Negan, i Whisperers, e, infine, il Commonwealth) sono semplicemente modelli di società alternativi, basati su principi diversi e, infine, sempre perdenti. Al punto che qualcuno di loro, come Negan, arriva a riconoscere la superiorità della visione di Rick e, in sostanza, ad arrendersi ad essa.

Chissà, ripetiamo, se Kirkman avesse previsto tutto questo quando iniziò la serie e durante il suo svolgimento. La nostra impressione è che a un certo punto si sia accorto che, esaurita la catarsi di cui abbiamo parlato all’inizio, The Walking Dead si stava avventurando nell’esplorazione di tematiche complesse, a tratti scomode, completamente diverse dalle premesse. Ovvero l’effetto Cerebus, la celebre serie indipendente che partiva come una parodia del Conan il barbaro di Howard e, nell’arco dei suoi 300 numeri, è diventata una riflessione sulle grandi religioni monoteiste e una feroce critica al femminismo.

Tra le tante ragioni che avranno spinto così Kirkman a chiudere una serie che, ne siamo sicuri, ancora gli garantiva ricchi assegni, c’è a nostro parere anche l’essersi accorto che la serie stava andando a parare in tematiche sin troppo impegnative. E forse non è un caso che l’ultimo numero, su cui non facciamo spoiler, torni essenzialmente a parlare di zombi, con un anticlimax che riesce a chiudere egregiamente la saga.

La fine di THE WALKING DEAD: le dichiarazioni di Andrea G. Ciccarelli e gli annunci di saldaPress

– comunicato stampa –

Il numero 193 di The Walking Dead, in uscita questa settimana negli USA, è destinato a entrare nella storia del fumetto mondiale. Per una ragione semplice e inaspettata: si tratta dell’ultimo numero del capolavoro di Robert Kirkman. Un capolavoro iniziato più di quindici anni fa senza grandi aspettative e che invece, col trascorrere del tempo, ha ‘infettato’ tutti i media, fino a trasformarsi in un fenomeno cross-mediale di proporzioni gigantesche.

The Walking Dead finisce. E finirà a breve anche in Italia: saldaPress ha appena annunciato che a dicembre verrà pubblicato il volume 32 – l’ultimo della serie – e il direttore editoriale Andrea G. Ciccarelli ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, per celebrare un momento importante, che segna la fine di una storia, per dare inizio alla leggenda.

«Sebbene Skybound ci avesse dato la possibilità di leggere in anteprima il #193 di The Walking Dead» ha detto Andrea G. Ciccarelli,  «le parole ‘THE END’ alla fine dell’albo mi hanno lasciato comunque a bocca aperta. Come immagino stia succedendo a chi, in queste ore, legge l’albo negli USA.Il primo pensiero è stato che è un finale perfetto che arriva alla fine di una bella, bellissima storia, piena di personaggi indimenticabili. E che conclude un romanzo a fumetti durato 16 anni, un lunghissimo periodo di tempo in cui The Walking Dead è stato capace di cambiare in tanti modi la vita di tante persone in tutto il mondo. Ed è bello pensare che tutto ciò sia stato reso possibile da una storia. Quindi il sentimento principale che provo adesso è quello di gratitudine – come lettore e come editore – verso Robert Kirkman che, questa storia l’ha creata e l’ha scritta. E verso tutti coloro che, negli anni, ci hanno lavorato per portarla mensilmente ai lettori. Tra questi, in primis, ovviamente Charlie Adlard e Tony Moore che l’hanno disegnata, insieme a Cliff Rathburn, Stefano Gaudiano e Dave Stewart che hanno aggiunto toni di grigio, inchiostri e colori. E, in generale, verso Skybound, uno dei nostri principali partner editoriali che dal 2010 non ha mai smesso di affidarci grandissime storie da pubblicare qui in Italia. E come dice anche il finale di The Walking Dead – tranquilli, nessuno spoiler – sono le storie il centro di tutto. E, in questo, Robert e la squadra Skybound restano imbattibili”.

Come anticipato, il volume 32 dell’edizione brossurata – la prima pubblicata in Italia da saldaPress a partire dal 2005 – sarà l’ultimo. Questo significa che il Compendium 4, attesissimo dai lettori e in uscita nei primi mesi del 2020, sarà l’ultimo di quella edizione; e che il Libro 16 sarà l’ultimo dell’edizione cartonata. Ma saldaPress ha annunciato ufficialmente anche il destino dell’edizione bimestrale, che si concluderà col numero 70, e il numero di volumi che comporranno la nuova edizione, che verrà lanciata a fine luglio: THE WALKING DEAD RACCOLTA conterà in tutto otto volumi, da più di 500 pagine ciascuno. Un’occasione perfetta per iniziare a leggere il capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, disegnato all’inizio da Tony Moore e per oltre 15 anni da Charlie Adlard.

Un’occasione per tuffarsi in una saga straordinaria, proprio nel momento in cui entra nella leggenda, mettendo la parola fine al termine della sua ultima tavola.

Negan è qui! – L’origine del villain più famoso di The Walking Dead

Caffè nero, genziana, cicoria selvatica, rucola, radicchio, bergamotto… Niente di tutto ciò mi ha mai lasciato tanto amaro in bocca quanto aver mancato l’incontro a Lucca Comics & Games 2017 con il creatore della saga a fumetti The Walking Dead, l’illustrissimo Robert Kirkman. Cose che succedono! Vorrei poter dire con calma serafica, invece no. Ahimè! Questo è uno di quegli eventi sfortunatissimi che minano il quieto vivere. Mi congratulo con tutti coloro che non sono mancati al raro evento e ora possono vantare una copia di Negan è qui! autografata dal genio Kirkman. Vi stimo e vi rispetto!

Edito da Saldapress, il volume dal titolo Negan è qui! è arrivato nei negozi lo scorso 24 novembre 2017, in diverse edizioni oltre alla variante a tiratura limitata realizzata per il Robert Kirkman Signing Pack di Lucca Comics & Games 2017. C’è l’edizione base, quella esclusiva per fumetterie e un’altra realizzata appositamente per Amazon. Un volume in edizione cartonata da 72 pagine che raccoglie le 64 tavole disegnate da Charlie Adlard, che svelano il passato del temibile Negan, perché la sua mazza da baseball si chiama  Lucille e come è diventato il capo dei Salvatori. 

Ma chi è Negan? Appare per la prima volta nel numero 100 di The Walking Dead della Image Comics. Il suo arrivo è violento e distruttivo. Niente è più come prima. Il suo nome significa PAURA e  SOTTOMISSIONE. Negan è un personaggio sadico e scurrile, ama gli altri, ma solo se strisciano ai suoi piedi. Curato nell’aspetto, ha un umorismo depravato e non muove un passo senza la sua inseparabile compagna Lucille, avvolta nel filo spinato, con cui adora spappolare teste. In breve tempo Negan diventa uno dei personaggi più rappresentativi della saga a fumetti e della serie tv, focalizzando l’interesse del pubblico su di lui. I fan sono rapiti dai suoi modi da antieroe e inevitabilmente sviluppano una crescente curiosità riguardo le sue peculiarità e il suo passato.

Nascono così i presupposti per la realizzazione di Negan è qui! un prequel che racconta la nascita di un personaggio. La vita quotidiana, il dramma, la disperazione, il disorientamento, la consapevolezza e infine la rinascita. Queste fasi si alternano nel corso della storia.

All’inizio, prima che il mondo come noi lo conosciamo finisca, Negan è un insegnante particolare, fuori dagli schemi. I suoi rapporti con gli alunni sono bruschi e moralmente scorretti. La sua vita privata è un disastro. Il suo rapporto con sua moglie è logorato e irrimediabilmente compromesso dai continui tradimenti extra coniugali.

Poi il suo fare strafottente subisce un brusco arresto quando improvvisamente riceve un grosso pugno nello stomaco all’apprendere che la moglie è malata di cancro. Mentre si trova al capezzale di un letto di ospedale, l’apocalisse ha inizio e Negan, impotente e frastornato, assiste alla morte prima e alla trasformazione poi della sua compagna di vita. Da questo momento in poi Negan deve affrontare eventi e subirne altri che lo portano a scegliere di sopravvivere a ogni costo, aggrappato al ricordo di sua moglie.

Kirkman ci fa conoscere un Negan del passato che non è affatto diverso da quello che conosciamo. È rimasto l’insegnante che cerca di far capire agli altri che il mondo è cambiato, le regole non esistono più e lui ne è consapevole. La trasformazione della mazza da baseball con il filo spinato rappresenta la presa di coscienza di Negan.

Adlard ha saputo mettere in risalto la psicologia del protagonista con tavole ben strutturate con le giuste inquadrature che ben evidenziano debolezze e drammi. Il suo tratto tondeggiante e realistico rappresenta efficacemente scene crude e violente.

Con questo albo Kirkman conferma l’idea che ha della saga. The Walking Dead non è un racconto sulla sopravvivenza, è l’insieme di storie di uomini che rinascono. Io ho appena letto la storia di una rinascita bellissima. Negan è qui!

Robert Kirkman, per la prima volta al Lucca Comics&Games

Per la prima volta in Italia sarà a Lucca Comics & Games Robert Kirkman, uno degli autori più conosciuti dei nostri tempi.

Il fumettista americano, creatore della saga a fumetti The Walking Dead (pubblicata in Italia da SaldaPress), da cui è stata tratta la popolare serie televisiva in esclusiva su FOX (Sky, 112) e dal 23 ottobre in partenza con la stagione 8, incontrerà il pubblico di Lucca dal 2 al 5 novembre, con eventi e firmacopie.

L’enorme successo del fumetto e della serie tv di The Walking Dead (e della companion series Fear the Walking Dead) ha trasformato Kirkman in una vera celebrità del panorama dello story-telling internazionale contemporaneo.

Ha creato inoltre altre importanti e fortunate serie a fumetti, tra le quali spiccano “Outcast”, divenuta a sua volta una serie tv in onda in esclusiva su FOX (Sky, 112), di cui lo stesso Kirkman è co-produttore, e Invincible, tutte pubblicate da Skybound, l’etichetta da lui stesso creata all’interno di Image Comics.

Sono in produzione serie tv e film per il cinema tratti dai suoi lavori, tra cui l’adattamento per il grande schermo di Invincible” e Kill the Minotaur”.

Robert Kirkman sarà ospite a Lucca Comics & Games in collaborazione con SaldaPress.

 

Il decimo volume di INVINCIBLE

– Comunicato Stampa –

Venerdì 7 ottobre esce Chi è il capo?, il decimo volume della serie creata da Robert Kirkman e Cory Walker

invincible_vol10_cover_con-graficaL’uscita del decimo volume della nuova edizione integrale di Invincible rappresenta un momento di crescita decisivo per il giovane supereroe creato da Robert Kirkman e Cory Walker. Ad aleggiare sul suo destino e quello di tutti gli altri protagonisti della serie è la domanda scelta come titolo del nuovo arco narrativo: Chi è il capo? (pagg. 176, euro 14.90).

Dal passato riaffiora Doc Sismic, un nemico che Invincible e l’intera comunità dei supereroi non hanno mai preso davvero sul serio. Ora, però, Doc sembra essere più pericoloso che mai, e Mark Grayson e gli altri protettori del Pianeta sono costretti ad accorgersi che il loro era un avversario da non sottovalutare. Tutto qui? No, proprio per niente. Questa volta, infatti, Mark dovrà anche fare i conti con una bruciante delusione: con la scoperta, cioè, che uno dei suoi più preziosi alleati – forse il più prezioso in assoluto – ha davvero tanto, troppo da nascondere. Emergono, così, segreti capaci di spezzare rapporti umani e super-umani, e in grado di far crollare il castello di carte su cui poggiavano le certezze di Invincible. Scoprire che niente è come sembra per Mark è davvero molto doloroso, ma questa volta sarà costretto a porsi le domande di cui non avrebbe mai voluto conoscere le risposte.

Invincible arriva a un punto di svolta decisivo, reso ancora più sorprendente dal talento del disegnatore Ryan Ottley, che cresce in maniera esponenziale col passare dei numeri. Invincible sta diventando padrone del proprio destino, una volta per tutte. Un cambiamento che ne produrrà altri, molto più consistenti, nei prossimi cicli di storie.

Il volume è disponibile dal 7 ottobre in libreria, in fumetteria e nello shop del sito saldapress.com.

The Walking Dead – The Alien

– Comunicato Stampa –

La versione italiana disponibile a partire dall’1 settembre sulla piattaforma panelsyndacate.com

Lo scorso aprile un piccolo grande evento ha fatto parlare il mondo del fumetto mondiale: era iniziata sulla piattaforma Panel Syndicate la distribuzione e vendita a offerta libera – a partire da qualunque cifra – di una storia completamente inedita e in digitale di The Walking Dead.

WalkingDead-BKV-MM-PanelSyndicate-coverLa storia s’intitola THE WALKING DEAD – THE ALIEN. La vera notizia, però, era un’altra: gli autori erano lo scrittore Brian K. Vaughan (Saga, Y: The Last Man) e Marcos Martin (Daredevil, The Amazing Spider-Man). Insomma, per la prima volta qualcuno diverso da Robert Kirkman aveva scritto una storia della saga zombie più popolare del pianeta e qualcuno diverso da Tony Moore o Charlie Adlard l’aveva disegnata. Come non bastasse, la storia era ambientata a Barcellona, lontano dalla location tradizionale della serie.

Bene, quella storia ha visto la luce, ma ora è venuto il momento di un’altra grande notizia.

Dall’1 settembre, all’indirizzo panelsyndicate.com sarà disponibile anche la versione italiana di THE WALKING DEAD — THE ALIEN, grazie alla traduzione messa a disposizione della piattaforma stessa da parte di saldaPress.

Il pubblico italiano avrà così l’occasione di leggere in digitale – e solo in digitale, anche in futuro – le 32 pagine scritte da Brian K. Vaughan e disegnate da Marcos Martin.

Una storia che, per la prima volta all’interno di The Walking Dead, sancisce la diffusione del contagio zombie anche al di fuori degli USA.

Appuntamento per tutti i fan italiani della serie dall’1 settembre all’indirizzo panelsyndicate.com.

Le sorprese non mancheranno.

Torna in edicola il primo numero di OUTCAST

Comunicato Stampa

Venerdì 24 giugno esce la riedizione del fumetto di Robert Kirkman e Paul Azaceta, da cui è stata tratta la serie tv in onda su Fox

Outcast_vol01_HC_cover_LOW-RGBRobert Kirkman è uno degli autori più importanti e influenti del panorama narrativo contemporaneo. A dimostrarlo sarebbe sufficiente il successo trans-mediale di The Walking Dead, che, a partire dalla serie a fumetti, ha conquistato a suon di record la tv, il mondo dei videogame e molto altro ancora.

A sancirlo definitivamente è arrivato Outcast, uno straordinario fumetto – creato da Kirkman e dal disegnatore Paul Azaceta –, da cui è stata tratta la serie tv in onda su Fox.

Per celebrare il successo ottenuto dai primi episodi della serie tv – che in Italia ha debuttato il 6 giugno – e per consentire a nuovi lettori di immergersi nelle avventure di Kyle Barnes, venerdì 24 giugno saldaPress riporta in edicola e in fumetteria il primo albo del fumetto, intitolato Un’oscurità lo circonda (pagg. 72, euro 2.30).

La nuova edizione del numero 1 di Outcast – Il reietto ha una cover tutta dedicata allo show: un primo piano di Kyle Barnes, interpretato magistralmente da Patrick Fugit, nella stessa posizione in cui si trova il personaggio disegnato da Paul Azaceta sulla cover del primo numero del fumetto.

Outcast – Il reietto racconta la storia di Kyle Barnes, un “reietto” appunto, cioè un giovane uomo che vive ai margini della società, a causa di un dono.

Un dono molto pericoloso, molto ambiguo, ma anche molto utile: è in grado di scacciare i demoni che entrano in possesso del corpo di alcuni sventurati, sostituendone la personalità o la coscienza.

Kyle vive solo (suo malgrado), non esce di casa e ha un terribile passato alle spalle.

Un passato che continua a tormentarlo. Come? Attraverso una serie di possessioni che, dopo aver coinvolto la sua famiglia, continuano a manifestarsi in persone vicine a lui.

È un esorcista? Forse no, non esattamente. Ma ha dimestichezza con i demoni che giocano a dadi con la vita delle persone e, per qualche misteriosa ragione, riesce a fronteggiarli.

L’ha scoperto a costo di atroci sofferenze, ma avrà l’occasione di riscattarsi almeno in parte e di riprendere in mano le redini della propria vita, grazie al reverendo Anderson, un sacerdote molto particolare, che beve, gioca a poker, ma ha una fede incrollabile.

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Dopo aver rielaborato il canone zombie, Kirkman si cimenta con le possessioni demoniache, divenute un cardine dell’horror contemporaneo, grazie al successo straordinario ottenuto nel 1973 da L’esorcista di William Friedkin. Lo fa a modo suo: sorprendendo i lettori e immaginando nuove possibilità per il genere.

Appuntamento con la nuova edizione del primo numero di Outcast – Il reietto dal 24 giugno in edicola, in fumetteria e nello shop online del sito saldapress.com.

Il secondo volume di Guarding the Globe

Comunicato Stampa

È uscito il nuovo story-arc di una delle serie più importanti dell’Invincible Universe di Robert Kirkman

Guarding the Globe_Vol02_cover CON grafica-1I Guardiani del Globo sono un gruppo di supereroi che difende il pianeta da chiunque ne metta a repentaglio la sicurezza, come nella più classica delle tradizioni. Il gruppo raccoglie alcuni dei personaggi principali di Invincible, la serie al centro dell’Invincible Universe, l’universo supereroistico creato da Robert Kirkman.

Dopo aver pubblicato il primo volume, intitolato Sotto assedio, saldaPress porta ora in libreria e in fumetteria il secondo story-arc di Guarding the Globe, la serie che ha per protagonisti proprio i membri dei Guardiani del Globo, guidati in questo caso da Brit, il vecchio e indistruttibile soldato.

Nel nuovo volume, intitolato SITUAZIONE IRREPARABILE (pagg. 160, eruo 14.90), scritto da Phil Hester e disegnato da Todd Nauck, la Terra è costantemente in pericolo e Mark Grayson, alias Invincible, è temporaneamente privo dei suoi poteri. Fortunatamente a proteggere il Pianeta ci sono Brit, Robot, El Chupacabra e Yeti, insieme a numerosi altri personaggi dai poteri soprannaturali: insomma, i Guardiani del Globo. Il disastro di Parigi, causato dal perfido Set e dalla misteriosa organizzazione nota come L’Ordine, è lontano, ma il nemico è sempre in agguato: in Messico, ad esempio, un parassita alieno sta compiendo una carneficina, mentre in Kuwait Mauler ha pensato bene di diffondere il suo patrimonio genetico in un modo decisamente non convenzionale. Ma la minaccia più grande è di nuovo rappresentata dall’Ordine e Set. E, forse, non solo da lui.

Il secondo volume di GUARDING THE GLOBE è disponibile in libreria, in fumetteria e nello shop del sito saldapress.com.

Il primo crossover di INVINCIBLE

Comunicato Stampa

Arriva in edicola e in fumetteria il numero 29 della serie supereroistica scritta Robert Kirkman

Invincible_029_coverInvincible, la serie supereroistica scritta da Robert Kirkman e disegnata da Ryan Ottley, continua a stupire e ad accogliere a bordo sempre nuovi lettori. Un successo che permette a saldaPress di portare in edicola e in fumetteria in questi giorni un numero molto speciale dell’edizione da edicola della serie.

Stiamo parlando del numero 29, interamente dedicato a un evento elettrizzante: il primo crossover di Invincible. A incrociarsi saranno la serie principale e quella dedicata a Lo stupefacente Wolf-Man: la tormentata vicenda che ha per protagonista Gary Hampton si intreccia con le avventure che hanno per protagonista Mark Grayson, dando vita a scintille e sorprese.

Dopo aver sistemato una faccenda che tocca da vicino una persona a cui vuole molto bene e aver intercettato una misteriosa minaccia senza nome, Mark dovrà vedersela proprio con Wolf-Man, uno dei più iconici eroi del suo Universo. Wolf-Man rappresenta una minaccia, almeno secondo Cecil Stedman, e qualcuno deve occuparsi di toglierlo dalla circolazione. Ma la storia di Gary è molto più complicata di quel che sembra e ciò che è accaduto a sua moglie non dipende da lui. I lettori lo sanno, ma riuscirà a scoprirlo anche chi gli dà la caccia?

Il numero 29 di Invincible è disponbile in edicola, in fumetteria e nello shop online del sito saldapress.com.

Il secondo volume di OUTCAST

Comunicato Stampa

Il 20 maggio esce il secondo volume a colori e nel formato originale della serie a fumetti di Robert Kirkman e Paul Azaceta

Outcast_vol02_brossurato_SOLOcover_HiResMancano poco più di due settimane all’esordio della serie tv di OUTCAST, la nuova creatura di Robert Kirkman. Il 6 giugno Fox manderà in onda il pilot, che diverse centinaia di fan hanno già potuto vedere durante le due anteprime di Roma e Napoli, accompagnate da entusiasmo e curiosità.

In attesa che Patrick Fugit indossi i panni di Kyle Barnes sullo schermo, saldaPress manda in libreria e in fumetteria il secondo volume dell’edizione a colori e nel formato originale della serie a fumetti creata da Robert Kirkman e Paul Azaceta. S’intitola UNA VASTA E INFINITA ROVINA (pagg 128 brossurato, 136 cartonato, euro 14.90 brossurato, 19.90 cartonato) e affonda le radici di OUTCAST ancora più in profondità nel cuore oscuro che nutre la storia.

Il reverendo Anderson e Kyle Barnes – il Reietto, colui che attira e insieme respinge il Male – sembrano essere sulla strada giusta. Stanno raccogliendo indizi che potrebbero essere fondamentali per capire cosa sta accadendo e per riuscire a liberare le persone vittime di possessione demoniaca. Ma, proprio quando le cose sembrano fare un passo avanti, e nonostante la forza con cui Anderson ha affrontato la sfida lanciata dal diabolico Sidney, ecco che il passato torna come un incubo a tormentare Kyle e le persone che lo circondano. Per il Reietto non è facile dimenticare sua moglie Allison e sua figlia Amber, nemmeno con l’aiuto di Megan, l’unica persona della famiglia ad essergli rimasta vicina. Il nemico lo sa e ne approfitta per infiltrarsi di nuovo con violenza nella vita di Kyle. E tutto sembra sprofondare di nuovo nel più profondo e oscuro abisso.Outcast_vol02_cartonato_SOLOcover_HiRes

Il disegnatore Paul Azaceta e la colorista Elizabeth Breitweiser confermano anche in questo secondo volume il loro eccezionale talento, che rende OUTCAST un’opera d’arte, oltre che uno straordinario fumetto.

Appuntamento venerdì 20 maggio in libreria, fumetteria e nello shop online del sito saldaPress, con la doppia edizione brossurata e cartonata del secondo volume di OUTCAST.

Per informazioni:

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