Rebirth

L’arrivo del Rebirth DC in Italia: la miniguida – Parte III

Dopo i primi due episodi (che potete trovare QUI  e QUI) ecco la terza parte della miniguida sul Rebirth.
Le testate di oggi rientrano in quella fascia grandissima di serie che in Italia vengono prese quasi sempre come comprimari (e a leggere soprattutto uno dei tre titoli uno ci crederebbe poco).
Il bello però di questo hobby/passione è che a volte si trovano perle anche tra le opere cosiddette minori. Anzi, sempre più spesso è così.

Questo è ad esempio il caso di:

                                                                                Nightwing

Ecco, questa è stata una mezza sorpresa. Dick Grayson è forse quello che negli ultimi quattro anni ha subito i cambiamenti maggiori. È finito ad esempio a fare la spia, dopo esser stato creduto morto. Ora quella parentesi è conclusa, ma le avventure per la ex-spalla di Batman non lo sono per nulla. Ai testi troviamo ancora Tim Seeley che dopo aver perso Mikel Janin (passato anche su Batman), ha trovato un altrettanto straordinario (ma per motivi diversi) Javier Fernandez.
Il primo arco narrativo può essere visto come un manifesto di cosa Seeley sta cercando di fare: restituire a Dick Grayson il suo ruolo. Quello di supereroe. Come accennato poco sopra, i disegni sono anche qui visivamente appaganti, anche se in un certo senso abbastanza classici.
Insomma, se siete indecisi su cosa seguire nella Bat-Family, Nightwing non deve scapparvi.

 

 

La seconda testata di cui vi parlerò oggi invece qui da noi arriva sul mensile di Superman. In particolare mi riferisco alla sua controparte cinese:

The Super-Man

Kenan Kong è un bulletto. Uno di quelli per cui è difficile tifare, però.
Kenan si ritrova, per una serie di fortunati eventi a essere il Superman cinese. Ok, detta così sembra una taroccata e forse lo è. Ma si deve dire che Gene Luen Yang ci prova da subito a strappare di dosso l’aura di fac-simile al nostro giovane eroe.
Ben presto (e abbastanza banalmente, aggiungerei), la storia vira più su una trama quasi da shonen classico. Il ragazzetto, poteri troppo grandi che vanno esplorati (magari facendo qualche cretinata di troppo) e un mondo ancora più grande pieno di insidie.
Tutto questo è il “Superman Cinese” (che più avanti incontrerà ovviamente anche l’originale). Se amate le storie di formazione, questa potrebbe piacervi. Io lo trovo poco più che un riempitivo: l’ennesimo Superman in un mondo dove però Superman esiste e vola proteggendo Metropolis. Rimando anche il comparto grafico, a cura di Bogdanovic. Non proprio lo stile che mi sarei aspettato su una serie del genere.

 

 

Per ultimo invece parliamo un poco dell’ultima opera di Brian Hitch:

                                                                                Justice league

Qui cominciano le dolenti note. Affidare la JL ad Hitch per me fu una scommessa.

Una scommessa che molto difficilmente sarebbe stata vinta dal disegnatore (improvvisatosi autore).
E infatti…
Il problema di questa testata è che sa tutto tremendamente di già visto. Le minacce globali, il cattivo sempre più grosso e forte… Non c’è nulla di nuovo, inoltre le relazioni tra i personaggi appaiono stiracchiate e praticamente inesistenti (togliendo l’accenno di cotta tra due personaggi).
Anche per i disegni non c’è voglia di tentare strade nuove e la serie ne risente.
Dispiace vedere che, soprattutto in vista del film, la testata della Justice League sia lasciata alla deriva.
In conclusione, se amate le mazzate da orbi, vi consiglio le run di Morrison e Waid. Sono come questa di Hitch. Ma meglio. E scritte venti anni fa.

 

 

Anche per oggi il nostro giro nel nuovo (ma vecchio) universo DC è terminato. Le serie di cui parlare però sono ancora tante e quindi non resta che salutarci.

Ci “leggiamo” presto!

L’arrivo del Rebirth DC in Italia: la miniguida – Parte II

Dopo la prima parte, che potete trovare QUI, passiamo alle altre testate uscite nel mese di gennaio, per completare questa prima ondata di Rebirth.
Si parte con uno spillato a cui non avrei dato un centesimo, già solo sei mesi fa. Parlo “ovviamente” di Lanterna Verde.

Hal Jordan and the Green Lantern Corps

Questa serie è stata una sorpresa. Intendiamoci: ancora non mi fido molto di Venditti, dopo le sue run su Flash e Lanterna Verde nel N52. Però qui sembra un altro autore.

Ovvio, non sto parlando di nessun capolavoro, però è una serie che si lascia leggere con piacere e con sviluppi anche piuttosto interessanti e distante anni luce dalla “vecchia gestione”.

Hal è tornato. È tornato il Corpo ma il pericolo, ovviamente, è dietro l’angolo. Nei primi due archi narrativi i Nostri si troveranno ad affrontare due nemici conosciuti e apprezzatissimi che non faranno altro che aumentare la voglia di continuare la lettura. Poi ai disegni c’è un Sandoval strepitoso che da solo vale il prezzo del biglietto.

Green Lanterns

Altra sorpresa.
Sì, lo so ma capitemi: dopo il finale del New52 avevo le aspettative ridotte al lumicino.
Anche qui, serie molto classica. Un buddy movie per le due quasi neo-lanterne della Terra.
Il primo arco narrativo coinvolge subito un pezzo grosso degli ultimi anni, e il secondo si spinge più in là, andando a toccare il passato dei Guardiani per l’ennesima volta. Rispetto alla testata dedicata ad Hal, questa, oltre a essere un tantino più action, presenta delle dosi di umorismo e leggerezza che la rendono godibile anche per chi è magari stanco di troppa seriosità.
Ai testi troviamo un  Sam Humphries in spolvero, che tratteggia decentemente i personaggi, mentre i disegni sono affidati a diversi artisti, tutti più o meno godibili.
Insomma, queste storie non avranno la forza per essere prese in “solitaria”, ma come comprimarie dicono la loro alla grandissima.

La seconda testata di questa miniguida è invece quella dedicata alla Amazzone per eccellenza, che ha come protagonista ovviamente lei, insieme a delle testate a rotazione (di cui andrò a parlare man mano che usciranno qui da noi).

Wonder Woman

Qui le cose si fanno più complesse. Diana negli ultimi anni è stata sballottolata più di molti suoi “colleghi”. Il New52 ha, anche per lei, significato infatti essere uguale ma diversa.

Mi spiego: tutto il background della principessa fu rivisto in occasione del reboot, anche se c’è da dire, a onor del vero, che la run di Azzarello è molto ma molto godibile, sia nei testi che nei disegni.
Anche per la testata di Wonder Woman, però, gli ultimi due anni del New52 sono stati difficili, fino ad arrivare a oggi. Con una nuova, ma vecchia strada da percorrere. Wonder Woman è tornata davvero e Rucka sta facendo cose ottime con questo personaggio (che tra l’altro aveva già scritto una decina di anni fa).
La testata del Rebirth innanzitutto è divisa in due storyline distinte. Una ambientata nel passato e una nel presente. Ai testi sempre Rucka mentre ai disegni si alternano (con successo) Nicola Scott, Liam Sharp e Renato Guedes tra gli altri.
Il problema di questa serie è, almeno per il momento, la testata in cui è inserita, che contiene per ora Poison Ivy, serie sinceramente evitabile e comunque non facente parte del Rebirth.
Per come è strutturata, la scelta ideale sarebbe il recupero dei tp.

Mi sono tenuto per ultimo la testata che invece ha generato tutte le altre. Per due motivi in realtà. Il primo è per quello meramente personale: mi piace pensare di aver concluso questa guida con il Primo dei Supereroi. Il secondo motivo invece riguarda quella espressione popolare che dice dulcis in fundo…

Action Comics

La testata principe tra quelle supereroistiche comincia lentamente.

Innanzitutto, con un nuovo status quo figlio della gestione di Geoff Johns della Justice League, Lex Luthor è  il nuovo protettore di Metropolis e ha trovato il modo per sostituire definitivamente Superman ora che è morto.
I suoi piani però cominciano ad andare a rotoli quando un altro Superman (quello Pre-flashpoint) si presenta in città… Insieme a un vecchio, terrificante nemico.
Ai testi troviamo il veterano Jurgens  che si limita a fare il compitino, scrivendo storie senza infamia o lode. Purtroppo, a mio personalissimo giudizio, la parte davvero deficitaria della testata è il comparto grafico. Disegni piatti e a volte anche solo abbozzati.

 

 

Superman

Ecco, questo è veramente uno dei picchi, se non IL picco, di questi primi mesi di Rebirth.
Tomasi ce l’ha fatta. Dopo anni passati a tessere le trame di serie “minori”, è finalmente sbarcato su una delle ammiraglie della Distinta Concorrenza. E nessuno più di lui meritava questo salto di qualità.
La storia che va a raccontare è tanto semplice quanto appassionante: Superman è tornato. In un mondo che non gli appartiene. Con un figlio.
Frequenti infatti sono i momenti padre-figlio che danno spessore ai due personaggi, oltre ad aggiungere quella nota di sentimentalismo che in questi casi non guasta.
Ma la sua gestione di Supes non si ferma qui, anzi.
Ci sono continui rimandi e riferimenti a vecchi personaggi o vecchie opere della DC e tutto è amalgamato in modo magnifico.
Ad aiutare i testi abbiamo artisti come Gleason, Mahnke e Jimenez che non fanno altro che alzare ancora di più il livello del tutto.
Insomma, se c’è una testata che DOVETE seguire, è questa.

E anche per questa puntata è tutto. Restate sintonizzati per leggere le prossime miniguide di questa Rinascita.

L’arrivo del Rebirth DC in Italia: la miniguida – Parte I

È finalmente arrivato in Italia Dc Universe Rebirth e leggo in giro commenti di persone perplesse su questo “reboot”(?). Molti, giustamente si chiedono cosa valga o meno la pena seguire, scoraggiati soprattutto dalla quindicinalità di molte testate.
Innanzitutto, il primo consiglio che do in genere è sempre lo stesso: leggete ciò che più vi ispira!
Quando si scopre una cosa bella (o perché no, anche brutta), non si fa altro che affinare i propri gusti e sapere, la volta successiva, verso cosa indirizzarsi.
Fatta questa doverosa premessa, passiamo a ciò che di questo Rebirth vale la pena recuperare (o no).
La prima testata di cui vado a parlare è quella che si presenta come una delle migliore qualitativamente parlando: Flash; nella quale si trovano tre albi USA, e cioè:

                              Green Arrow

Benjamin Percy ci è riuscito. A fare cosa? A far dimenticare il disastroso New52 di questo “eroe del popolo”.
Oliver è davvero rinato, ed è tutto come lo avevamo lasciato
. Black Canary, la visione da attivista di sinistra, le strade e il peso di essere comunque, in fin dei conti, un privilegiato.
I primi archi narrativi vedranno Oliver affrontare situazioni già viste in passato, ma che lo porteranno sempre più vicino al punto di rottura, se non fosse per l’amore della sua vita, ritrovato (si spera per sempre) in occasione di questo Rebirth.
Ai disegni, nei primi numeri, troviamo Otto Schmidt e Juan Ferreyra entrambi con uno stile molto personale e adatto alla storia che Percy sta raccontando.
Schmidt in particolare, regala delle pagine con delle soluzioni che lasciano a bocca aperta per l’intensità emotiva.
Insomma, se vi mancava il vecchio Oliver Queen, non potete perdere questo fumetto.
Da oggi con l’iconico pizzetto biondo in più.

 

Aquaman

Cosa dire di Arthur Curry, sovrano di Atlantide?
In realtà che gli dovremmo tutti delle scuse
. Nell’immaginario di Internet degli ultimi anni, Aquaman è dipinto come l’eroe inutile per eccellenza. Già all’inizio del New52 però, Geoff Johns aveva reso chiaro a tutti che le cose non stavano così (anzi, consiglio di recuperare anche quella run, per chi se la fosse persa).
Successivamente, la sua stella si era appannata, ritornando nell’oblio da eroe di serie B, nonostante sia uno dei pesi massimi della DC. Personalmente infine ho trovato un ultimo guizzo solo in alcuni punti della run di Parker.
Ora alle redini della testata è giunto Dan Abnett e ha deciso di ritornare alle origini del personaggio. Al suo eterno nemico Black Manta e ai cari dubbi del buon Arthur, diviso tra i suoi retaggi: terrestre e atlantideo.
La serie parte molto lentamente, ma man mano costruisce dei comprimari interessantissimi, tra cui spicca Mera, determinata regina di Atlantide. La run, che in un primo momento potrà sembrare anche banale e appunto già vista, offre col passare dei numeri uno sguardo nuovo e sfaccettato sul personaggio.
Dal punto di vista grafico, nulla da segnalare. I disegni non sono eccezionali ma nemmeno brutti. Si lasciano guardare pur essendo dimenticabili. Qui la storia la fa da padrone.

The Flash

Flash è un personaggio predestinato. La nascita di Barry Allen ha dato inizio alla Silver Age. La sua morte ha segnato la fine della Crisi sulle Terre Infinte, in un qualche modo.
Il voler salvare la madre ha creato Flashpoint. E ora, un altro Flash (Wally West questa volta) ha generato il Rebirth. Barry Allen, come tanti suoi colleghi, non se la passava molto bene nelle mani di Robert Venditti. C’era bisogno, ancora una volta di tornare alle origini. Di una Rinascita.
Ed ecco Joshua Williamson giungere in soccorso del Velocista Scarlatto. La nuova serie è ciò di cui il personaggio aveva bisogno. Scritta bene e con una buona caratterizzazione dei personaggi che mira a gestire anche il rapporto tra Barry e il nuovo Kid Flash/Wally West. Ai disegni, troviamo quello che ad oggi, come ho detto anche in un altro articolo, sembra nato per disegnare Barry e soprattutto la Forza della Velocità. Carmine di Giandomenico si sta letteralmente superando (gioco di parole involontario ma quanto mai calzante).
I testi alla lunga potrebbero cominciare a sapere di già visto, ma il comparto grafico (in cui è presente anche il bravissimo Neil Googe), da solo, giustifica il prezzo di copertina.
La seconda e ultima testata di cui parlerò oggi è invece quella che negli USA (ma sono convinto anche qui da noi), sarà l’ammiraglia in quanto a vendite. Sto parlando ovviamente di Batman, che ha al suo interno:

Batman

Qui le cose sono difficili. Quello che King scrive è un Batman tanto classico quanto mai visto. È un uomo che sa di essere fondamentalmente in bilico, a un centimetro dall’Abisso. È un uomo condizionato da un evento, un trauma che non supererà mai nella sua vita, ma che ha scelto di non farsi limitare. Anzi. Bruce Wayne di Tom King è un pazzo che sa di esserlo.
Il primo arco narrativo apre immediatamente a qualcosa di più grande che sarà sviluppato soltanto nei numeri seguenti. Incidentalmente, è anche la parte più debole della primissima parte della gestione King.
Ai disegni troviamo inoltre il non sempre in formissima David Finch, anche se qui, aiutato anche da un diverso modo di raccontare dello scrittore stesso e dalla cupezza dell’ambiente, risulta essere molto più digeribile.
Ma il meglio deve ancora venire. È solo nel secondo story arc che Tom King scoprirà le sue carte, rivelando i suoi veri intenti. Si prospetta una lunga run. E i lettori del pipistrello possono stare tranquilli.

Detective Comics

Se dovessi scegliere il fumetto che in questo Rebirth mi ha maggiormente stupito non avrei dubbio alcuno: Detective Comics di Tynion IV, disegnato da Eddy Barrows ed Eber Ferreira tra gli altri.
Partiamo col dire che è un fumetto in cui Batman è quasi una comparsa sullo sfondo, almeno all’inizio. Una squadra comandata da Batwoman che ha, tra gli altri, elementi come un Clayface stranamente redento e determinato a fare la cosa giusta. L’azione spesso e volentieri lascia spazio alla caratterizzazione e ai dialoghi tra i personaggi; la vera anima di questo fumetto infatti sono le emozioni. Amore, rabbia, frustrazione… Ogni sassolino che cade può trasformarsi in una valanga emotiva in questa Gotham più buia che mai.
È una serie che fa stare sempre sulle spine. Ogni pagina girata potrebbe portare a un colpo di scena inaspettato.
Qualcuno diceva che esistono fumetti intelligenti e arguti. Altri che hanno dei disegni strabilianti o una trama interessantissima e poi ci sono semplicemente i fumetti belli.
Ecco, questo Detective Comics è “semplicemente” un fumetto bello. Molto.

Con i primi due spillati si chiude la prima parte della guida al Rebirth DC targato Lion.

Ma non temete, presto arriveranno le altre parti!

La rinascita del Fulmine e delle Lanterne

Eccoci di nuovo con la rubrica che vi parla del Rebirth in modo poco convenzionale.
Come promesso la volta scorsa, ecco che oggi si parla di due letture che mi hanno stupito e una che ha avuto il meritato riscatto.
Partiamo dallo stupore. Cioè da Hal Jordan and the Green Lantern Corps, per prima cosa.Hal jordan Rebirth

Lo scetticismo era tanto. Venditti, titolare della testata dal post-Johns, non è mai stato infatti nelle mie corde.
E invece…
Invece le cose sono andate meglio di quello che avrei mai sperato. Ovviamente non si tratta di un capolavoro. Ma si lascia leggere, e allo stato attuale, per Hal e compagnia è già tanto.
Quello che però credo sia il vero problema, soprattutto per chi NON si affaccia a questi personaggi per la prima volta, è il confronto. Il confronto con un pezzo di storia dei comics del 2000 che ha infatti fornito così tanti spunti e idee che da sole potrebbero mandare avanti queste testate per altri dieci anni.
Il comparto artistico invece è promosso senza esitazione, almeno per i miei gusti. In particolare Rafa Sandoval (con Tarragona) credo sia un disegnatore molto indicato per questo tipo di serie, oltre ad essere capace di base. Poi c’è Ethan Van Sciver, guest artist del numero introduttivo e del #4. Leggo in giro di molti detrattori, ma personalmente a me piace molto. E mi ricorda sempre dell’epoca Johns; dettaglio non trascurabile con un fumetto come questo.
La storia, senza entrare troppo nel dettaglio e incappare dunque in spoiler vari, restituisce il nemico per eccellenza di Jordan, Sinestro, nella veste di “Signore dell’Universo”. Il personaggio è caratterizzato decentemente, anche se con alcune ingenuità da, appunto, villain da fumetto.
Per il resto, sarà interessante vedere cosa succederà quando Hal incontrerà i suoi (ex) colleghi, di fresco tornati da un giretto… altrove. Per mio gusto personale, se Venditti si mantenesse su questi livelli la serie potrebbe anche reggere nella mia scaletta di letture settimanale.

green lanternsDiscorso analogo per la nuovissima serie Green Lanterns, che narra le avventure di Simon Baz e Jessica Cruz, le due nuove lanterne della Terra. Tutto è giocato sul nascente rapporto di amicizia e fiducia tra i due (che potrebbe portare anche ad altro?) che, ovviamente, non potrebbero avere caratteri più diversi.
Da un lato l’irruento Simon, riuscito, grazie al suo anello verde, ad elevarsi al di sopra dell’odio razziale (o così sembra), dall’altro c’è Jessica, la persona meno portata a essere una Lanterna Verde: piena di paure e complessi. Eppure insieme, in qualche modo, funzionano.
Per il primo arco narrativo si scomoda anche qui un peso massimo degli ultimi anni: Atrocitus. La cosa “diversa”  però, rispetto alle tante saghe supereroistiche contemporanee, è il come. Le due Lanterne Verdi sono agli inizi della loro carriera. E si vede. Atrocitus  infatti è nettamente superiore, tanto da non considerarli nemmeno una minaccia.
Alla fine di questo primo arco, cominciano le premesse per il secondo, che in verità parte in modo poco originale, se gli elementi presentati dovessero rimanere gli unici nel proseguimento dei numeri.
Ultimo, ma non ultimo, tocca a The Flash.the-flash-rebirth
Anche Barry aveva subito la “cura Venditti”. In questo caso però, complice anche un Breth Booth ai minimi storici, Rob è durato poco. Per fortuna.
Il Flash di Williamson è ciò che serviva per la rinascita del personaggio. E nel fare ciò che fa, Joshua si riallaccia anche alla vecchia continuity. Perché questa, se non si fosse capito, è una rinascita. Ciò significa che prima c’è stata una vita.
La trama è lineare, forse un tantinello scontata sul villain, anche lui velocista.
Ciò che però in questo fumetto è incredibile sono i disegni. Lo dico: Carmine Di Giandomenico sembra nato per disegnare Flash, non che le altre cose gli riescano male eh, però per la prima volta da molto tempo  vedo un personaggio che mi dà davvero l’idea di essere “the fastest man alive”. Sembrerà una sciocchezza, ma amo il modo in cui disegna la Speed Force. È viva. È la vera protagonista. I lampi gialli sembra vogliano uscire dalla pagina e colpirti.
Spero resti più tempo possibile perché se lo merita, non perché italiano (anche se un pizzico d’orgoglio c’è sempre).
Ad alternarsi con Di Giandomenico troviamo Neil Googe, che io scopro solo con The Flash, appunto. Anche lui molto bravo, anche se più misurato e classico, se vogliamo.
The Flash è sicuramente un must se volete approcciarvi al personaggio e non lo avete mai fatto. E lo è anche se seguite le fatiche di Barry Allen da molto tempo. Una serie che lascia sempre con la voglia di sapere come andrà a finire.

Anche per oggi abbiamo finito. Però ci sentiremo presto, magari per parlare degli Young Animals.  Anche lì, c’è del potenziale.
A presto!

Il Dc Rebirth a luglio

Dopo l’appuntamento del mese scorso, torna la rubrica sulle nuove serie targate DC Rebirth.
Dopo un mese a che punto siamo?
Le trame per molte testate cominciano a dipanarsi e la scelta di avere diverse di queste a cadenza bisettimanale sembra stia pagando.
Il mese di giugno ha infatti portato i primi responsi per le vendite. Nella top ten troviamo ben sette serie DC, di cui una è Master Race (giunta al quinto numero) del sempreverde Frank Miller (coadiuvato da Azzarello), che pure con diversi ritardi macina vendite su vendite.
Oggi appunto vi parlerò delle mie impressioni sulle testate che tutti aspettiamo in Italia, dopo aver letto praticamente tutto quello che la DC ha pubblicato fino ad ora dal Rebirth.

ATTENZIONE, POSSIBILE PRESENZA DI PICCOLI SPOILER!

batman2Partiamo dal supereroe senza dubbio più amato e atteso: Batman.

Attualmente lo si trova in pianta stabile solo nella testata omonima, scritta da Tom King, disegnata da David Finch.
Le cose per lui non si mettono subito male però. Ci sono nuove figure cui potrebbe fare da maestro, e la stessa determinazione di sempre nel cercare di salvare la sua amata Gotham, anche a costo della vita.
Però, come è giusto che sia, questo stato di semi-pace termina ben presto, quando qualcuno di nostra conoscenza fa il suo ingresso in scena.
Di davvero interessante ci sono potenziali rapporti da instaurare con i suoi nuovi pupilli, molto lontani dalla classica figura di Robin, ma non per questo preparati ad affrontare il crimine.
I disegni sono di David Finch, non proprio il mio preferito, diciamolo pure, però il suo tratto è mitigato da Jordie Bellaire ai colori che rende il tutto più piacevole alla vista.
In definitiva: è una serie che desta curiosità. Si lascia leggere con piacere, anche se parte con calma. Per gli amanti del Cavaliere Oscuro, sarà comunque bello tornare ad atmosfere più classiche, anche se con una spruzzatina di supereroismo in più.

superman-3Scendendo nella classifica delle vendite USA di giugno, troviamo Superman.
Qui la premessa è d’obbligo: l’Azzurrone non viveva un buon momento editoriale, almeno fino all’avvento del Rebirth. Diversi autori si sono messi alla prova con Supes, uscendone “sconfitti”. Poi è toccato a Peter Tomasi.
Uno che si sente nominare sempre poco. Non di certo una star acclamata dai fan.
Eppure, utilizzando un’idea tutto sommato “vecchia” (quella della famiglia), sta tirando fuori delle trame e dei concetti che non possono lasciare indifferenti.
Clark si trova ad essere diviso tra i suoi doveri di salvatore dell’umanità e quelli (persino più pressanti) di genitore.
Del comparto grafico, inutile parlarne: Patrick Gleason è una garanzia, e anche Jimenez, che lo ha sostituito nel terzo numero, non lascia per nulla a desiderare, anzi.
Dopo soli tre numeri questa serie mi ha fatto re-innamorare del personaggio ed è la mia preferita, attualmente.
Un acquisto obbligato, insomma.

 

ww3Infine, al nono posto della Top ten nelle vendite di giugno troviamo Wonder Woman, scritta dal capace Greg Rucka.
Per questa testata tirare le somme è più difficile, perché i primi due numeri rappresentano, in pratica, due numeri uno.
Il primo parla di una Diana che vuole riprendere in mano le redini del proprio destino, come avevo accennato anche nel primo articolo riguardante il Rebirth.
La seconda, invece, rinarra (per l’ennesima volta) le origini dell’amazzone. In particolare, questo numero offre un interessante spaccato sulla vita di Steve Trevor. Esistenza che, dopo l’incontro con Diana sarà per forza di cose totalmente diversa.
Il terzo numero, uscito il 28 luglio, mostra la prosecuzione della prima storyline, con l’Amazzone che ha finalmente modo di parlare con la sua amica/nemica, prima che le cose irrimediabilmente precipitino.
Anche in questo caso, i disegni affidati a Liam Sharp e Nicola Scott sono di un ottimo livello e senza dubbio rendono più agevole digerire le parti già viste, ma necessarie per imbastire le trame.
In particolare, le parti disegnate da Sharp nella foresta rendono l’ambiente realmente vivo e profondo, facendo davvero immedesimare il lettore, anche con l’utilizzo di una gabbia fluida e perfettamente funzionale alla trama.
Il motivo per cui però Wonder Woman è salita nei giorni precedenti alla ribalta è stata la querelle tra Rucka e l’artista delle variant cover Frank Cho che, a detta dello scrittore, fornisce una rappresentazione stereotipata e sessista dell’eroina.
Alla fine, Cho ha fatto le valigie e andrà via dopo sole sei cover prodotte.
Il fatto che la dirigenza DC abbia preso implicitamente le parti di Rucka e non di Cho, restando a guardare quest’ultimo andare via, dovrebbe far riflettere su quanto il progetto è tenuto in considerazione, soprattutto in vista del film di prossima uscita.

Per concludere, la trinità DC in queste prime battute del rilancio è molto bene rappresentata e vale senza dubbio la pena dell’acquisto.

Per le altre serie in uscita, appuntamento al prossimo articolo, in cui faremo un viaggio nella Velocità e tra le Lanterne!

Stay tuned!

Anteprima Suicide Squad Rebirth (Williams, Tan)

Mercoledì 3 Agosto, due giorni prima dell’uscita del film, la DC Comics porterà nei comic store americani Suicide Squad Rebirth #1.

Suicide-Squad-Rebirth-Cover

Scritto da Rob Williams e disegnato da Philip Tan e Jonathan Glapion, l’albo funge da prologo alla nuova serie regolare. Nelle pagine di anteprima si può leggere uno “scontro ideologico” tra il presidente Obama e una Amanda Waller tornata al fisico “in carne” pre-Flashpoint e generalmente sembra che tutta la squadra sarà più simile a quella che vedremo nel film.

Questa la sinossi ufficiale:

“Soldato. Eroe di Guerra. Traditore. Il Capitano Rick Flag è stato uno dei più grandi comandanti militari Americani prima di essere imprigionato in una prigione segreta dell’Esercito. Dopo anni di isolamento la vita di Flag cambia per sempre quando una donna chiamata Amanda Waller gli offre una possibilità di redenzione in cambio dei suoi servizi nel lavoro più pericoloso dell’intero universo DC: tenere in vita la Suicide Squad!”

Suicide-Squad-Rebirth-Cover2

La Rinascita degli Eroi DC

Inutile nascondersi: la Dc, nelle vendite, annaspa. Tutti quelli che seguono l’andamento del mercato statunitense ne sono consapevoli (QUI i dati delle vendite di aprile a titolo di esempio), e da qualche mese è arrivata la conferma della tanto attesa mossa per rilanciare marchi, vendite e personaggi.
DC-Comics-Rebirth

Il Rebirth è arrivato, nel mese di giugno, con nuove serie e nuovi (o vecchi) status quo: la DC è tornata alle radici dei suoi personaggi, abbandonando, almeno per il momento, la parte di sperimentazione partita col DCYOU.

Rebirth segna un ritorno ad atmosfere più familiari, con meno isteria di quella presente nel New52. Vi è una pacatezza di fondo nel rivedere vecchie amicizie e vecchi amori, che avevamo perduto in questi cinque anni nel “nuovo mondo”.
Ma la Rinascita non deve per forza nascondere una ripartenza da zero.
Tutto ciò che di buono è stato fatto negli anni passati è stato tenuto, modificando, ovviamente, ciò che non ha convinto il pubblico.
Ciò significa che questa operazione va, di fatto, a piazzarsi in una trama di eventi molto più grande, cominciata con Crisi sulle Terre Infinite. Tutta la continuity era già stata infatti ripresa in Convergence, l’anno scorso, facendo intuire quale sarebbe stato il passo successivo.
Il tutto è stato coordinato da Geoff Johns (scrittore di DC Universe Rebirth), attuale architetto dell’Universo DC, che fa emergere l’amore che ha per questi personaggi da ogni singola vignetta o dialogo.

Johns1

ATTENZIONE, DA QUI IN POI CI SONO PICCOLI SPOILER!

Ma come sono cambiati i personaggi?

superman1Abbiamo detto che tutto è All-New all-The-same (parafrasando i brand Marvel), ma cosa significa?
La cosa più importante è che Superman è tornato. Il vero Superman, che ora è sposato (con Lois), e ha un figlio (Jon). In realtà questa è una non-notizia, per chi segue le avventure Superman e il sopracitato Convergence.

Il rapporto padre-figlio viene sviscerato nei primi numeri di Superman, scritti da Peter Tomasi e disegnati da Patrick Gleason (mentre scrivo, siamo alla seconda uscita). Tomasi è bravo a non farci dare nulla per scontato. Ci sono le incomprensioni, come in ogni confronto generazionale che si rispetti, ma soprattutto c’è la paura di un bambino nel vedere un padre amorevole togliere la camicia da contadino, indossare un costume con una “S” e diventare un semidio.

Il mondo di Batman invece non è cambiato poi di molto. È in effetti il supereroe in DC che vende di più, e si sa, squadra vincente non si cambia. Nei nuovi numeri di Batman, scritti da Tom King, lo vediamo affrontare due supereroi autodefinitisi paladini di Gotham. Cosa accadrebbe se un metaumano con i poteri di Superman andasse a vivere nella città dalla perenne notte dell’Uomo pipistrello? Questo primo storyarc sembra voler rispondere alla domanda, anche se devo dire che i primi due numeri non mi hanno particolarmente impressionato. Staremo a vedere.

Detective Comics 01
Paradossalmente, la serie che più mi ha convinto sul Pipistrello è quella in cui lui è relegato, almeno nei primi numeri, ad una parte secondaria. Detective Comics di James Tynion IV (a cui non avrei dato due soldi), è una serie che mostra la Bat-family unita (con l’aggiunta di un redento Clayface), combattere contro un misterioso esercito.

Wonder-Woman-Rebirth-1La Trinità DC nelle uscite del mese è completata dalla Wonder Woman di Greck Rucka (serie attesissima, dopo le nefandezze dei coniugi Finch).
Diana, in queste prime pagine affronta il suo passato editoriale. Letteralmente. Sente la sua vita sfuggirgli tra le dita e non se ne capacita. Ma è una guerriera amazzone, e conosce più di un modo per giungere alla verità. Devo dire che questa serie parte con il piede giusto, anche se il comparto grafico non è sempre all’altezza dei testi. Una storia del genere, che mi ha ricordato molto i drammi dello Psicopirata del post-Crisi (l’unico a ricordarsi del mondo pre-reboot), anche se con le dovute differenze a volte anche molto marcate, mi spinge molto a proseguire nella lettura.

Infine, menzione d’onore va a Green Arrow di Benjamin Percy e Otto Schmidt. Basterebbero i disegni del buon Otto per giustificare l’acquisto della testata, ma a questi vanno aggiunte due cose: la prima è il ritorno del vigilante del popolo (praticamente scomparso nell’Oliver Queen del New52), e la seconda è la riformata coppia Green Arrow/ Black Canary. E se ve lo state chiedendo, sì, se ne sentiva il bisogno.
Green-Arrow-1-

Questa prima rassegna tra le serie meritevoli di una lettura (o, perché no, anche più di una), termina qui. Le serie che per ora ho evitato di menzionare (Flash, su tutte), arriveranno quando gli autori scopriranno le loro carte.
Quindi, non resta che attendere fiduciosi la fine di questo primo mese targato Rebirth.

Anteprima Titans Rebirth (Abnett, Booth)

Domani 15 Giugno 2016, negli Stati Uniti, la DC Comics proseguirà nella pubblicazione degli one shot dedicati alle nuove testate Rebirth tra cui Titans Rebirth #1 di Dan Abnett e Brett Booth

Titans Rebirth 00

L’albo è di particolare interesse in quanto prosegue il racconto delle vicende del Flash Wally West dopo il suo ritorno visto in DC Universe Rebirth #1 e proseguite poi su Flash Rebirth #1. 

Vediamo infatti Wally ritrovare Nightwing  e gli altri Titans reduci dalle rivelazioni della miniserie Titans Hunt.

 

Anteprima di Superman #1 (Tomasi, Gleason)

Tra due giorni, mercoledì 15 Giugno, la DC Comics farà uscire il primo numero del Superman dell’era Rebirth ad opera del team composto da Peter Tomasi e Patrick Gleason che già aveva ben figurato su Batman & Robin negli scorsi anni.

Superman 00

Tomasi ha già traghettato Superman dal New 52 alla nuova era con il crossover Superleague (poi rinominato The Final Days of Superman). Qui vediamo in azione il “nuovo” Superman in una serie di tavole in cinemascope.