Paola Barbato

ARRIVA ORFANI: JURIC

– Comunicato Stampa –

ROBERTO RECCHIONI E PAOLA BARBATO INSIEME PER RACCONTARE IL PASSATO OSCURO DI JSANA JURIC, LA DONNA CHE HA SALVATO IL MONDO.

Milano, ottobre 2016ORFANI giunge alla sua quarta stagione. La prima serie a fumetti completamente a colori pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore e creata da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari, entra nel suo quarto anno di vita. ORFANI: Juricvrjuric1_c, questo il titolo della nuova stagione composta da tre numeri, scaverà nel passato di Jsana Juric, la spietata sociologa diventata Presidente del Governo Straordinario di Crisi, l’organo che si è fatto carico di salvare l’umanità. Alla sceneggiatura, una nuova grande firma: Paola Barbato. Appuntamento al 15 ottobre in edicola con il primo numero Il fiore del male.

Affascinante, spietata, diabolica, perversa, chi è davvero Jsana Juric? Con ORFANI: Juric si scopriranno i segreti più intimi, drammatici e sconvolgenti del suo passato. Una bambina, una ragazza e poi una donna, pronta a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi, il potere e il controllo delle masse. Un racconto duro e morboso come non si è mai visto prima nella storia di Sergio Bonelli Editore.

ORFANI: Juric sarà composta da tre numeri, ognuno dei quali sarà caratterizzato da due momenti: una storia cornice (prologo ed epilogo dell’albo) che, attraverso i testi di Roberto Recchioni e i disegni di Andrea Accardi, seguirà il lavoro di Ếmile Bogdan, biografo ufficiale di Jsana Juric, alle prese con i documenti più nascosti e i segreti più scabrosi della Presidentessa; e una parte in cui tali verità nascoste saranno sviscerate da Paola Barbato, sceneggiatrice della stagione, ripercorrendo i momenti più significativi e traumatici della vita della donna. Tutti i tre numeri saranno scritti dall’autrice dylaniata (con soggetti firmati a quattro mani con Roberto Recchioni) che sarà accompagnata dai disegni di: Roberto De Angelis, Riccardo La Bella, Maurizio De Vincenzo, Luca Casalanguida e dai colori di Josè Andres Mossa e Stefania Aquaro.

 

Le copertine sono state affidate al magnifico segno di Nicola Mari con i colori di Barbara Ciardo.

 

ORFANI: JURIC n. 1, intitolato Il fiore del male, sarà in edicola il 15 ottobre.

Prologo e epilogo

Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni

Disegni: Andrea Accardi

Il fiore del male

Soggetto: Paola Barbato e Roberto Recchioni

Sceneggiatura: Paola Barbato

Disegni: Roberto De Angelis

Copertina: Nicola Mari con colori di Barbara Ciardo

Colori: José Andres Mossa

 

 

ORFANI: LA SERIE

 

ORFANI è la prima serie a fumetti interamente a colori pubblicata da Sergio Bonelli Editore e creata da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari. La prima stagione ha debuttato in edicola nell’ottobre 2013 per poi essere seguita da ORFANI: Ringo (2014), ORFANI: Nuovo Mondo (2015) fino a ORFANI: Juric (2016). Per il 2017 è prevista una quinta stagione composta da tre episodi e la sesta stagione composta da dodici albi.

Partita dall’edicola, la serie ORFANI è sbarcata prima in libreria con le edizioni di pregio targate Bao Publishing e poi in tv con il motion comic andato in onda su Rai 4 nel 2014.

LE VIE DEI PENSIERI – Il terzo volume UT al festival di Sarzana

Comunicato Stampa

SERGIO BONELLI EDITORE PRESENTA

 LE VIE DEI PENSIERI

IL TERZO VOLUME DI UT

 

di CORRADO ROI E PAOLA BARBATO

Arriva in edicola il 25 maggio e in fumetteria l’1 giugno, nella versione con variant cover di Fabrizio De Tommaso, la terza puntata della saga di UT che racconta incontri inquietanti e introduce nuovi misteriosi compagni di viaggio per i nostri protagonisti

 

Venerdì 3 giugno alle h 18 presentazione a Sarzana nell’ambito del festival “I Libri per Strada”

Giunge al terzo capitolo la saga di UT, il capolavoro nato dalla mente di Corrado Roi, maestro delle ombre che dalle pagine di Dylan Dog passa a creare, assieme a Paola Barbato, la serie a cui sta lavorando da tutta la vita.

Ne La via dei pensieri -che mostra in copertina un UT in versione “uomo vitruviano”– nuovi compagni di viaggio si uniscono ad Ut e Iranon mentre percorrono la via di accesso al Periekon. I due fanno infatti la conoscenza di Iv, Hor e Tommasa, che salvano da un’imboscata. Le tre li conducono così nelle Vie dei Pensieri, consentendo loro di accedere al Periekon, il luogo nel quale vivono reclusi quindici filosofi che condividono un unico pensiero. Lì Iranon viene condotto da Gau, colei che li comanda e che custodisce alcune reliquie che riguardano Hog, l’architetto genetico. Iranon crede di aver ricevuto informazioni preziose, ma ben presto gli diventa chiaro che qualcuno sta cercando di manipolarlo, poiché in quel luogo viene nascosto un segreto…

Le vie dei pensieriIl nuovo albo di UT verrà presentato presso il Palazzo Comunale di Sarzana venerdì 3 giugno alle ore 18, quando Paola Barbato e Corrado Roi incontreranno tutti i lettori della libreria del Fumetto Comic House nell’ambito della XXV edizione del festival “I Libri per Strada” di Sarzana. Per l’occasione, coloro che parteciperanno all’evento riceveranno in omaggio la stampa di Sergio Bonelli Editore, realizzata in esclusiva per il Tour di UT in fumetteria.

 Anche per questo terzo volume, la nuova saga conterà due edizioni in contemporanea, una da edicola (disponibile dal 25 maggio) e una da fumetteria (disponibile dall’1 giugno). Come sempre l’obiettivo è infatti quello di offrire esperienze di lettura diverse, dove la versione fumetteria si differenzierà da quella destinata all’edicola per le variant cover realizzate di volta in volta da un disegnatore ospite d’eccezione e per l’aggiunta in ogni numero di un esclusivo apparato redazionale, creato appositamente dal team Bonelli. In questo caso la copertina del terzo numero di UT nella sua versione variant da fumetteria sarà opera di Fabrizio De Tommaso.

 

UT N. 3

Le vie dei pensieri

Uscita:

edizione edicola: 25 maggio
edizione fumetteria: 1 giugno

UT è creato da Corrado Roi e Paola Barbato

Soggetti, disegni e copertine (per la serie regolare): Corrado Roi
Sceneggiature: Paola Barbato

Prezzo: Euro 4,00
96 pagine

Copertina edizione Fumetteria: Fabrizio De Tommaso
Prezzo: Euro 5,50
112 pagine

 

UT 3 recensione di una lettura confusa

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UT 3

“Non ci sto capendo niente… o quasi”.
Questo è il mio pensiero alla fine del terzo volume di UT.
Questa doveva essere per me la miniserie epocale, Roi è il mio disegnatore preferito e la Barbato la mia sceneggiatrice, dunque le mie aspettative erano e sono alte, sono fiducioso che alla chiusura del sesto volume avrò un ghigno di piacere stampato in faccia, ne sono sicuro, ma per il momento ho solo un grosso e pesante punto interrogativo in testa.
Sul disegno non posso dire nulla, come puoi solo lontanamente immaginare di criticare la mano di Roi? Sarebbe un sacrilegio: il tratto sporco e graffiante del maestro raggiunge qui livelli altissimi di qualità, atmosfere cupe e fumose sono rese alla perfezione dalle pennellate secche e dai tamponi tanto cari all’autore. I corpi hanno volumi solidi e ben delineati e i volti, massacrati dai tratti della china, trasudano disagio, fame, rabbia, avidità, perché sono questi i sentimenti che guidano i personaggi in questo ipotetico, o alternativo, futuro terrestre.
Il problema lo riscontro con la storia: forse è normale che al terzo volume sia ancora così annebbiata, confusa; forse è normale in quanto la sua completezza raggiungerà il totale nelle sei uscite e forse, anzi sicuramente, la apprezzeremo in un futuro omnibus che certamente la Bonelli (o magari la Bao) pubblicheranno in un’edizione extra lusso (che ovviamente sarà sulla mia libreria).
Quello che trovo disturbante sono alcuni passaggi poco chiari, in diverse scene ho avuto la sensazione che mancasse una vignetta e questa cosa genera un improvviso cambio di umore o di atmosfera che danno l’idea di una forte bipolarità da parte di un po’ tutti i personaggi (chissà magari è voluta!). L’unica cosa certa è che l’umanità si è estinta, e quelli che popolano la terra non sono di certo nostri eredi diretti, probabilmente sono dei cloni, delle copie, e gli unici “originali” sono Iranon e Iv, e UT? Il suo personaggio è avvolto nel mistero, è un buono, un istintivo, e l’unico suo scopo è quello di prolungare la vita di un esemplare felino, Leopoldo. Lo stesso Roi, in un’intervista, lo definisce un Pinocchio feroce, e forse questo ci dà qualche indizio sulla sua vera natura.
La vicenda è, al momento, incentrata sulla ricerca “delle case”, una non ben specificata entità che pare sia l’origine della razza che ora popola la terra, o forse ne ha solo prolungato l’esistenza. Per trovarle Iranon dovrà confrontarsi con diversi esseri dalle fattezze umane, ognuno con la sua ambiguità, con il suo segreto scritto nella carne, ognuno con la sua pazzia. Tutti sembrano sapere cosa sia questo mondo e cosa stia succedendo, tutti tranne UT e Iranon, e questo lo trovo irritante, nei loro confronti, quasi come se tutto fosse un sogno, come se i personaggi fossero dei comprimari onniscienti e i Nostri delle povere e inconsapevoli pedine.
Questo è la mia reazione vomitata a caldo alla fine della lettura, di certo il terzo volume mi lascia con la voglia di proseguire e questo è un bene, quello che più mi preme è l’uscita, la lettura e la chiusura del sesto, perché vorrei tanto specchiarmi e vedere un ghigno compiaciuto sulla mia faccia!

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UT 2 – secondo passo nella storia umana

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UT #2

Leggendo UT 2 si ha l’impressione che Corrado Roi si stia divertendo un sacco.

Dopo aver chiuso il primo volume credo che in tanti abbiano pensato di non averci capito niente: nonostante la sceneggiatrice Barbato ci avesse offerto la chiave di volta, nell’intervista rilasciata prima dell’uscita ufficiale, i misteri intrecciati dietro ai personaggi sono rimasti tali e disorientanti, con l’unica certezza che ci si trova di fronte a un puzzle, o a un cruciverba, come quello che decora i muri della casa di Decio, nelle prime pagine di questo secondo numero.

Siamo in un mondo dove l’uomo non esiste più, e se la fame che provano i personaggi può essere saziata attraverso storie e racconti, adesso ci avventuriamo per le vie dei mestieri, con UT e “Fossile” ancora alla ricerca di indizi sulle origini dell’uomo e sulle misteriose case. Ma prima li seguiamo per la collina dove i “Rudimentali” stanno celebrando una nuova nascita, che lo scultore Labieno renderà immortale attraverso una sua opera, a metà tra materia inerte e materia viva. Questa nuova figura è un “creatore” in grado di dar vita alle sue sculture, e sembra sapere molto riguardo le risposte che Iranon sta cercando, ma, come tutti, è disposto a concedergli qualcosa solo se questi lo aiuterà a smascherare il suo nemico, Scotti, colui che distrugge le sue opere per vendetta.

Labieno li guida a vedere una casa, creata da lui come quelle del passato, a cui non si può accedere perché il circuito vitale dell’edificio è stato interrotto quando gli scagnozzi di Scotti hanno danneggiato il cancello, formato da corpi viventi, ma non umani, collegati tra loro e nutriti dalla linfa. Poi, UT e Iranon, ancora separati, si troveranno faccia a faccia con i due pezzi mancanti, la “bambola” femminile Yin e quella maschile Yang.

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Inevitabile che a questo punto la testa del lettore rischi di fondere cercando di inseguire un filo che colleghi tutti e spieghi tutto: i riferimenti alla “creazione”, agli “architetti genetici”, ai due pilastri contrapposti della filosofia Tao – che però, proseguendo della lettura, hanno forti affinità anche con le figure bibliche di Adamo ed Eva (Yin viene nutrita con monete, imboccata, con una gestualità identica a quella cristiana della comunione con l’ostia) – sono come indizi sparsi che sappiamo non casuali, che intuiamo devono essere importanti per comprendere, ma che continuano a sfuggirci.

Parlando di rimandi: il volto di Yin richiama l'iconografia sacra della Vergine Addolorata.

Parlando di rimandi: il volto di Yin richiama l’iconografia sacra della Vergine Addolorata.

I temi toccati, oltre quello della “creazione” appunto, sono quelli della libertà, o dell’illusione della libertà – ha ragione Yin che non vuole tornare a essere legata al cancello, o Yang che ha bisogno della linfa, della normalità, per stare bene? –; della giustizia – da che parte stai, Scotti o Labenio? -; ma a predominare su tutti è ancora e sempre la violenza, il sangue, il bisogno di imporsi sugli altri, e anche le creature del cancello, una volta ripristinato il flusso, si autodistruggono perché l’equilibrio dell’armonia si è rotto, è entrato in loro il “veleno” del pensiero autonomo.

Se il primo volume risulta ostico, molto complesso da leggere e seguire, questo secondo cattura molto di più l’attenzione, il cervello è sempre attivo e ricettivo, non c’è un attimo di noia, in attesa di cogliere l’elemento rivelatore, nella paura che ci sfugga. Se all’inizio siamo stati precipitati in questo mondo cupo e ostile, iniziando la conoscenza di personaggi poco socievoli, adesso ci stiamo ambientando e vogliamo capire come muoverci e orientarci. E Roi, dietro di noi, si diverte, tanto. Se è vero (e perché non dovrebbe) che la storia l’ha immaginata all’età di sedici anni, ha avuto tempo per pensare a tutte le possibili sfumature, ha potuto interiorizzarla, e la restituisce a noi con grande complessità, ma anche con leggerezza, buttando dentro citazioni, rimandi, indizi, strizzatine d’occhio.

Parlando di citazioni: tra "bambole" e "replicanti" a chi somiglia la bambina qui?

Parlando di citazioni: tra “bambole” e “replicanti” a chi somiglia la bambina qui?

I disegni sempre magistrali, densi di segni e velature, così realistici e allo stesso tempo “alieni”, che raccolgono e catalogano tantissimi particolari in un’unica vignetta, veicolano lo sguardo e l’attenzione e coinvolgono il lettore, quanto la sceneggiatura, sempre scorrevole, anche se costantemente in bilico tra il non detto e il da non dire. In tutto questo, UT è lo sguardo semplice e complesso che ci guida per il labirinto del suo mondo, il personaggio che spezza la tensione e fa da collegamento tra noi e loro, la voce narrante che non rivela nulla perché è un testimone, come i lettori che sanno solo quello che possono leggere e nulla più. Perciò, anche se è più criptico e misterioso di tutti gli altri, è quello che ci appare più vicino. E ci è simpatico.

Non a caso gli occhi del gatto spaurito che apre il volume sono identici ai suoi.

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Dylan Dog Color Fest 17- Porta l’orrore dovunque vada la strega Baba Yaga

Il Dylan Dog Color Fest numero 17 è una gioia per gli occhi. Questa è la prima impressione, a partire dalla copertina di Ausonia, evocatrice e piena di particolari, ma soprattutto che riassume l’uso dei colori che dominano le pagine interne. Copertina e titolo sono come il trailer adrenalinico di un film di supereroi: danno uno schiaffo ben assestato all’attenzione del lettore, dicono “È tutto quello che devi sapere. Ora leggi, sciocco”. Baba Yaga è la strega del folklore slavo, ma è riuscita ad infiltrarsi nelle culture tangenti, quella indiana e quella sino-nipponica, ed eccola infatti che incombe alle spalle di uno spaventato Dylan, come un gigantesco oni.

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Dylan Dog Color Fest 17 © Sergio Bonelli Editore

Riza Todorovic non è una brava persona, compie numerosi crimini senza nessun senso di colpa, finché non gli viene diagnosticato un male incurabile. Solo allora inizia a pensare alla sua famiglia, a come fornirla di mezzi e sostanze quando lui più non sarà, e fa la cosa più stupida possibile: deruba il boss per cui lavora. Tutto ciò non può finir bene, infatti finisce molto male e l’uomo, che evidentemente non impara dai propri errori, decide di veder compiere la sua vendetta finché è in vita, cioè in pochissimo tempo. Chiede perciò aiuto alla strega che può realizzare qualsiasi desiderio, Baba Yaga, in cambio della sua anima, e finché il patto tra loro non sarà compiuto Riza non potrà morire, continuerà a vivere nonostante il male comprometta il suo corpo e il dolore lo attanagli senza tregua. A chi chiedere di nuovo aiuto per liberarsi da questa condanna? Ovviamente, al nostro Indagatore dell’incubo.

Tutta la storia che si sviluppa da questa premessa è ricca, ricchissima di elementi, che rimandano direttamente non solo al folklore slavo, ma alla sua letteratura, le sue influenze e i suoi colori. Intanto tutto il riassunto iniziale sembra comporsi di storie che si sviluppano l’una dentro l’altra, come una matrioska: vedi il generale, ma alzando il primo strato ecco che si vede un altro incastro, e un altro e un altro.

Oltre alle citazioni dirette, anche iconografiche, e molto precise, alla leggenda della strega, non si può non pensare alla discendenza che questa suggestione ha avuto nella realizzazione de Il Maestro e Margherita di Bulgakov. Allo stesso modo, come escludere dalla mente il ricordo delle pagine di Dostoevskij con la sua analisi del senso di colpa, del desiderio di riscatto ed espiazione del protagonista di Delitto e Castigo, che risuona, invertito, in Riza? Senza contare l’incursione fisica dei personaggi dentro gli scenari delle fiabe più popolari, che collegano la figura di Baba Yaga, meno nota in Occidente, a streghe culturalmente più note,  permeandola di riferimenti rassicuranti che la rendono più familiare e comprensibile a chi legge.

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Dylan Dog Color Fest 17 © Sergio Bonelli Editore

Paola Barbato compie di nuovo un ottimo lavoro di approfondimento, è capace di creare una storia ricca di elementi e colpi di scena, ma decorata e farcita da tanti rimandi che risuonano nella mente del lettore e lo trasportano in un campo nuovo, profumato di ricordi e di sensazioni già provate, che affascina e conquista. Si ha voglia di continuare a leggere, di capire che sta succedendo, come il nostro Dylan che per tutto il tempo somiglia di più a un comprimario che al protagonista della storia. Non che la cosa stoni o dispiaccia: la prima donna stavolta è Baba, con i suoi aiutanti, la sua bellissima serva, i suoi poteri, il suo alterco con l’antagonista per eccellenza (che non posso svelare per non rischiare spoiler) che a tratti sembra un incontro tra rappresentanti sindacali, facendo le opportune distinzioni.

Questo lo dico con il massimo rispetto per l’opera, e con un certo divertissement che non mi aspettavo: perché questo numero di Dylan Dog è particolarmente ilare e divertente. Le battute di Groucho fanno ridere (sì, davvero), per i tre quarti del volume scorre tra le pagine una vena di gradevole ironia, e i disegni di Franco Saudelli trasmettono allegria. Credo che sarò presa per pazza dopo questa affermazione, ma il tratto del fumettista, così “floreale”, pieno di “grazie”, si avvicina particolarmente in quest’opera al linguaggio iconografico orientale, creando delle figure che ricordano le immagini grafiche indiane, giapponesi e slave appunto, in un piacevolissimo insieme personale e originale. La crocchia morbidissima, gonfia, espressiva della vecchia strega parla quasi quanto le espressioni del suo viso, a metà tra un oni giapponese e una fiera indiana. E poi ci sono i colori di Oscar Celestini: accostamenti di azzurro lapislazzulo, verde salvia, aranci e rossi, su fondali nero pece, che parlano di Russia e Polonia, e che, mi ripeto, mettono allegria. E costruiscono le tavole magistralmente, come se fossero illustrazioni di fiabe, appunto, o fotogrammi di una danza popolare.

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Dylan Dog Color Fest 17 © Sergio Bonelli Editore

Tutta questa cromia, questo rincorrersi dei personaggi, questo incastro di un elemento dentro l’altro, portano il lettore quasi inconsapevole verso la risoluzione finale, inaspettata, che lascia senza fiato e sconfortati, e ci ricorda che, per quanto colorato, sempre di un incubo stiamo parlando.

LE VIE DEI MESTIERI – Il secondo volume di UT

Comunicato Stampa

Arriva in edicola il 28 aprile

e in fumetteria il 2 maggio, nella versione con variant cover di Lola Airaghi,

la seconda puntata della saga di UT

Presentazione al XXIX Salone del Libro di Torino

UT_2Arriva alla sua seconda puntata UT, il capolavoro nato dalla mente di Corrado Roi, maestro delle ombre che dalle pagine di Dylan Dog passa a creare, assieme a Paola Barbato, la saga a cui sta lavorando da tutta la vita. Due delle punte di diamante di via Buonarroti hanno infatti dato origine a una miniserie che racconta, con disegni straordinari e di grande impatto, il tempo dopo l’uomo e i conflitti tra le nuove specie dominate da istinti primordiali.

Ne Le vie dei mestieri Iranon, alla ricerca di tracce del proprio passato, conosce Labieno, uno scultore genetico che crea opere d’arte in parte vive all’interno della sua “fabbrica”. Questi gli chiede aiuto, in cambio di informazioni su Hog e sulle Case, e convince lui e Ut a mettersi sulle tracce di un misterioso vandalo che deturpa le sue creazioni. I due vengono così in contatto con alcune opere d’arte viventi, i cui tormenti influenzano entrambi, anche se in maniera totalmente diversa. Per poter ottenere le informazioni di Labieno dovranno affrontare i nemici dello scultore e salvare dalla follia un misterioso cancello animato…

 

UT_AiraghiAnche per questo secondo volume la nuova saga conterà due edizioni in contemporanea, una da edicola (disponibile dal 28 aprile) e una da fumetteria (disponibile dal 4 maggio). L’obiettivo è quello di offrire esperienze di lettura diverse, dove la versione fumetteria si differenzierà da quella destinata all’edicola per le variant cover realizzate di volta in volta da un disegnatore ospite d’eccezione e per l’aggiunta in ogni numero di un esclusivo apparato redazionale, creato appositamente dal team Bonelli. In questo caso la copertina del secondo numero di UT nella sua versione variant da fumetteria sarà opera di Lola Airaghi.

 

Le vie dei mestieri, del resto, verrà presentata in una cornice molto speciale: quella del XXIX Salone del Libro di Torino che si terrà al Lingotto dal 12 al 16 maggio 2016, con il tema Visioni. Corrado Roi e Paola Barbato incontreranno infatti i lettori e racconteranno la loro “visione” di UT e le evoluzioni del loro personaggio (i dettagli su giorno e luogo dell’appuntamento verranno a breve indicati sul sito http://www.sergiobonelli.it/).

 

UT N. 2

Le vie dei mestieri

Uscita:

edizione edicola: 28 aprile

edizione fumetteria: 4 maggio

UT è creato da Corrado Roi e Paola Barbato

Soggetti, disegni e copertine (per la serie regolare): Corrado Roi

Sceneggiature: Paola Barbato

Prezzo: Euro 4,00

96 pagine

Copertina edizione Fumetteria: Lola Airaghi

Prezzo: Euro 5,50

112 pagine

 

Online e sui social:

#UT

https://www.facebook.com/UTSergioBonelliEditore

http://www.sergiobonelli.it/

Paola Barbato: la vita, l’amore e i suoi fumetti

Paola Barbato non ha bisogno di presentazioni, e quindi non ne faremo. Attualmente è in edicola con la miniserie UT, in coppia con Corrado Roi, ma la nostra intervista è incentrata piuttosto sul suo modo di scrivere i fumetti.
paola barbato
Cominciamo con la prima domanda. Ci ho riflettuto parecchio e alla fine ho deciso di partire da un argomento che tocca le mie corde di insegnante. Sto parlando di quella che ritengo essere una delle sue opere migliori, ovvero il primo numero di Le Storie, dedicato a Sanson, il boia di Parigi. Fu un esordio che fece molto discutere per la lettura che lei diede della Rivoluzione Francese. Il quadro che ne uscì, almeno nella mia interpretazione, era che tutte le manifestazioni della Storia, anche quelle universalmente riconosciute come un progresso, vengono pagate a un prezzo carissimo, che è quello del sangue delle persone. Prima di approfondire, vorrei sapere se era questo l’intento o se la storia è andata oltre le sue intenzioni iniziali.
Questa mi sembra addirittura un’ovvietà. La Storia si paga con le storie, viene fatta e pagata dagli uomini e quasi sempre il dazio è principalmente in vite. Poi sulla Rivoluzione Francese ho un’opinione ben precisa.
L’opinione mi sembra abbastanza esplicita nella storia, quindi non vorrei tornarci. È comunque un’opinione non banale su un evento sempre banalizzato, quindi consiglio a chi non ha letto di procurarselo. Piuttosto la domanda che le pongo è precisamente questa: il principio di quella storia è stato Sanson oppure la Storia? La scelta di narrare della Rivoluzione Francese dipende dal desiderio di fare di un boia il protagonista di una storia, o si è scelto Sanson come simbolo perché l’intento era quello di narrare della Rivoluzione Francese?

Mi interessava la figura del boia. Quando mi hanno proposto di scrivere una de Le Storie (non sapevo sarebbe stata quella di apertura collana) mi hanno detto di scegliere un periodo storico, e ho scelto questo anche per un banale retaggio generazionale. Mi sono fatta un po’ di domande e mi sono chiesta, semplicemente, chi azionasse la ghigliottina. Da lì sono risalita al fatto che la figura fosse una sola e che avesse attraversato indenne la Rivoluzione (prima, durante e dopo) per poi morire in tarda età. Da qui la curiosità, l’interesse per la figura storica, divenuta poi personaggio, e quindi le varie ipotesi dal punto di vista umano: come aveva vissuto, quest’uomo, lo snodarsi di simili vicende? Il resto è venuto di conseguenza.

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Immagino ci sia stato un bel lavoro di documentazione. Ha letto qualcosa sulla figura dei boia nello specifico? Ricordo che all’epoca Sanson, nella sua umanità di fronte alla morte, mi ha ricordato il Paul Edgecombe de Il Miglio Verde.
Documenti ufficiali ce ne sono pochissimi, “apocrifi” di più. Note interessanti su Sanson ne ho trovate in una dettagliata biografia di Maria Antonietta. Ma non mi sono dilungata, non era un romanzo storico ma una storia di fantasia su sfondo storico.
È una storia che all’epoca mi fece sperare molto per la collana Le Storie perché mi sembrava molto diversa dai canoni narrativi bonelliani. C’è la sequenza molto intensa del rogo delle teste, e un paio di altre scene molto silenziose. Come si approccia, dal punto di vista della sceneggiatura, alle scene senza parole?
È stato complesso imparare a farne a meno e “fidarmi” delle immagini. Per ogni sceneggiatore le scene mute sono una conquista che arriva con l’esperienza. Io tendo ancora a scrivere molto, quindi le scene mute sono frutto di applicazione più di quelle parlate.
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Credo che le scene mute richiedano un grande affiatamento con il disegnatore. In Bonelli che controllo ha del lavoro finito? La costruzione della tavola è condivisa oppure, una volta consegnata la sceneggiatura, può solo incrociare le dita?
Posso solo incrociare le dita. La fortuna è di avere disegnatori bravissimi con cui c’è spesso un buon rapporto. Ci si sente, in quei casi, e a volte si cercano insieme soluzioni interessanti. In questo caso, però, mi sono affidata in tutto e per tutto a Giampo [Giampiero Casertano N.d.R.], sapendo la sua passione per le storie a sfondo storico, e non c’è stato bisogno nemmeno di sentirci.
Lei scrive anche romanzi e racconti, oltre che fumetti. Potrei chiederle qual è la differenza tra i due, ma sarebbe una domanda stupida. Invece le chiedo: trova che siano due attività indipendenti, oppure scrivere l’uno, in qualche modo, influenza la sua scrittura dell’altro? E se sì, in che modo?
No, le due cose non si influenzano in alcun modo. La lavorazione è proprio strutturata in maniera diversa, con un altro approccio.
Quale preferisce?
Non ho mai avuto ragione di dover scegliere. Preferisco fare entrambi.
Riformulo la domanda: partiamo da un’idea o una storia che ha in mente, e può scegliere se scrivere un fumetto o un racconto. A parità delle altre condizioni, qual è il primo tentativo che fa? E le anticipo la domanda successiva: esistono storie che “sente” possano essere solo un fumetto, e perché?
Non ci sono tentativi. Nel senso che le storie vengono concepite già con una destinazione, è difficile che mi venga un’idea “generica” e poi cerchi il modo in cui applicarla. È stato lo stesso quando ho scritto per la televisione o per il teatro, il medium mi è chiaro prima. È successo poi che alcuni scritti di un genere siano stati adattati a un altro. Ma è stato, per l’appunto, un adattamento.
 
In realtà la domanda mi è sorta mentre mi documentavo per l’intervista, rileggendo Sighma. Avendo lì inventato un’ambientazione ricca di particolari, ha dovuto impiegare molte pagine per spiegarla. In un romanzo sarebbe stato possibile farlo senza dover sacrificare il ritmo della narrazione, mentre la mia impressione è che il fumetto come medium soffra molto quel genere di storie.
Penso che ogni storia faccia caso a sé. Sighma era un universo complesso nato dal connubio di due intenzioni (la mia e quella di Stefano Casini), è nato come graphic novel e non l’avrei potuto sviluppare altrimenti.

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I Romanzi Bonelli si sono interrotti, per essere sostituiti, a quanto pare, dalla formula della miniserie. Lei si è già cimentata in un esperimento simile con Davvero, miniserie con una storia molto particolare. Ha voglia di raccontarcela dal suo punto di vista?

Quello di Davvero è stato un esperimento su molti fronti. Nato dal mio desiderio di esplorare il genere “rosa”, partito come serie free online a cui hanno partecipato moltissimi esordienti insieme ad autori navigati e poi approdato alla Star Comics che ha deciso di interromperlo al quarto numero. Umanamente un’esperienza bellissima che ha dato grandi frutti, per il resto non è stato un successo. Rifarei comunque -quasi- tutto.

Col senno di poi, e prendendo spunto da quel “quasi”, cosa è che rifarebbe diversamente?
Probabilmente andrebbe rivista la formula del cartaceo che riproponeva le puntate online troppo a lungo prima di iniziare le nuove vicende. Ma era un azzardo troppo grande riprendere da dove si era lasciato.
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Secondo lei il fumetto ha un futuro su piattaforme diverse dal cartaceo?
Non vedo perché non dovrebbe averlo, il fumetto nasce su carta ma non per questo lo si deve considerare un supporto esclusivo o privilegiato. Il successo di nuove piattaforme sarà direttamente proporzionale all’utilizzo delle stesse da parte dei fruitori, ma abbiamo visto grandissimi successi di fumetti online passare solo in seconda battuta su carta, a volte con esiti superiori, altre analoghi, altre inferiori. Le variabili sono moltissime.
È cosa recente la pubblicazione di UT, in collaborazione con Corrado Roi. Qual è l’idea di fondo di questo progetto?
UT è un progetto su cui Corrado ha lavorato per quarant’anni, ci sono molte delle sue esperienze culturali e artistiche dentro, nella creazione di un universo analogo al nostro ma con sostanziali differenze. È stato eliminato il concetto di “uomo” mantenendo alcune caratteristiche (deteriori) della nostra specie. Una cosa diversa da tutte quelle viste finora, completamente figlia della visione del mondo di Corrado.

Ho avuto occasione oggi di leggere in anteprima il primo numero della serie per recensirlo sul nostro sito. Vorrei innanzitutto farle i complimenti: non credo che sia mai successo che un fumetto così stimolante e culturalmente denso, e allo stesso tempo difficile, sia mai stato pubblicato nelle edicole italiane. Mi permetta un paio di domande per concludere la nostra intervista. Quanto di suo c’è nei personaggi, e quanto di Roi? Trovo UT una personalità deliziosa, così poco iconica, quasi fanciullesca. I suoi dialoghi con Decio hanno una struttura davvero innovativa, colloquiale e allo stesso tempo letteraria.

Nella natura e caratterizzazione dei personaggi c’è il 98% di Corrado e il 2% mio. Corrado ha abbozzato la prima immagine di UT quando aveva 16 anni e da allora non ha più smesso di lavorarci, sotto ogni punto di vista. Il mio apporto è stato più “tecnico”, di resa delle intenzioni, di ritmo. E prima di poterlo fare sono dovuta comunque “entrare” nell’universo creato da Corrado e comprenderne tutti i meccanismi alla base.
È riuscita a rendere i dialoghi incredibilmente naturali, soprattutto visto che tutto il fumetto ha un’ambientazione molto aliena. Ha lavorato in modo diverso dal solito nello scrivere questi dialoghi?

Grazie mille per la recensione, innanzitutto. I dialoghi sono stati molto mobili e malleabili, nella prima stesura della sceneggiatura ne ho scritto una prima versione, che poi era più una traccia, a disegni fatti sono stati tutti riadattati alle immagini. Tutto l’approccio a UT è in divenire, all’ultimo minuto intere sequenze vengono spostate o invertite, la storia non è rigida, scorre su diversi binari e quindi si presta a essere adattata al ritmo poi dettato dalle immagini. Su questo lavoriamo sempre in tandem io e Corrado.

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Grazie mille per l’intervista, piuttosto! Vorrei concludere con una domanda di rito: a cosa sta lavorando adesso?

In questo momento sto lavorando a una mini-miniserie di tre numeri, uno spin-off di Orfani focalizzato su un solo personaggio. Ma non posso dire altro.

Ringraziamo (ancora) Paola Barbato per tutto il tempo che ci ha voluto dedicare.

Dylan Dog #355: L’uomo dei tuoi sogni – Come un duetto

coverddog355OKUn misterioso figuro tormenta i sogni di Sandy, la nuova fiamma/cliente di Dylan Dog, mettendo a repentaglio la sua sanità mentale ogni notte che passa. In breve il nostro eroe scopre che quest’incubo è condiviso da più di una persona e la follia comincia a dilagare.

Tanto per sgombrare i dubbi diciamolo subito: L’uomo dei tuoi sogni è uno dei migliori Dylan Dog usciti nell’ultimo anno (e se avessi una memoria migliore probabilmente azzarderei di più). Sebbene il soggetto non sia dei più originali, quello che più convince è il connubio scrittore-disegnatore instaurato tra Paola Barbato e Paolo Martinello che duettano come due affiatatissimi pattinatori. O ballerini. O cantanti. Scegliete la metafora che volete, basta che si capisca che i due sono affiatatissimi e bravi a sfruttare l’uno i punti di forza dell’altro.

Si comincia, come sempre, con la prima vignetta: il conflitto drammatico tra il titolo dell’albo e l’immagine di una bella donna, in abito elegante, ingobbita e con lo sguardo rivolto verso il basso; il tutto sottolineato da un tratteggio cupo e lo sfondo spoglio. Tutta la tavola introduce una sensazione di oppressione e fa subito capire al lettore che “l’uomo dei tuoi sogni” è tutt’altro che il principe azzurro. Con questa e la tavola successiva il duo Barbato/Martinello riesce a connotare il tenore di tutto l’albo.

Sebbene la brava scrittrice milanese decida intelligentemente di saltare a piè pari il cliché “arrivo della cliente + scena di sesso”, mostrandoci i due già nel mezzo della loro relazione, il preambolo con la relativa spiegazione del caso è tanto necessario quanto artificioso. A soccorso della Barbato arriva l’incredibile capacità espressiva di Martinello che disegna i personaggi credibili e realistici inquadrandoli in gesti quotidiani perfettamente calibrati. Per dirla in parole povere, la recitazione dei personaggi rende credibile il “momento spiegone” dell’albo.

Superato così l’impasse iniziale, tutto l’albo procede su due registri narrativi differenti donando alla storia quelle dinamiche che rendono il ritmo vario e mai noioso. Il primo registro è quello più standard, nel quale l’utilizzo rigoroso della gabbia bonelliana fa procedere la lettura senza difficoltà: qui la Barbato è brava a porre gli accenti giusti sulle vignette di entrata e di uscita delle tavole (quelle in alto a sinistra e in basso a destra) mentre Martinello gestisce sapientemente la messa in scena. Il secondo registro potremmo invece definirlo “quello degli acuti”: qui i due si svincolano dalle necessità di scorrevolezza e preferiscono giocare con l’impaginazione in modo da far soffermare il lettore sui punti salienti della storia.

Un primo assaggio lo abbiamo a pagina 13: nella mezza splash page, priva del bordo inferiore e con Sandy in basso a sinistra, il tempo percepito dal lettore si dilata indefinitamente sottolineando così le parole della protagonista “ho ancora tempo”.

Dylan Dog 355 pag 13

Un altro esempio lo troviamo a pagina 37 nel quale un momento cardine della storia viene raccontato tramite sei vignette lunghe, disposte su due strisce: la tazza che si infrange a terra nella prima vignetta e la donna che cade in ginocchio nell’ultima, unite alla verticalità dell’impaginazione, sembrano voler evidenziare in maniera sia metaforica che fisica il concetto di “gravità” legato alla rivelazione della pagina precedente.

Dylan Dog 355 pag 37

Questi sono solo due esempi di come Paola e Paolo (!) siano stati in grado di collaborare alla realizzazione di un albo che, dal punto di vista della narrazione, ha pochissimo da invidiare ai tanto, giustamente, mitizzati primi albi di Tiziano Sclavi (“che quando c’era lui i Dylan uscivano puntuali in edicola”). A voler essere pignoli si potrebbe parlare di come alcuni personaggi, come Rania e Carpenter, siano usati qui più come degli espedienti narrativi che come personaggi a tutto tondo, ma io non sono né pignolo né cattivo. Mi fa piacere invece sottolineare la copertina fosforescente fluorescente che brilla al buio, uno di quegli espedienti che fanno “tanto anni ’90”: anni in cui Dylan Dog vendeva 200.000 copie ed eravamo tutti più giovani.

Corrado Roi e Paola Barbato presentano UT

Comunicato Stampa

Martedì 22 marzo h 18.30

Mondadori di Piazza Duomo, Milano

  CORRADO ROI E PAOLA BARBATO

PRESENTANO IL PRIMO NUMERO DELLA NUOVA MINISERIE DI SERGIO BONELLI EDITORE

 UT

 Viene presentata in anteprima alla Mondadori la versione fumetteria del capolavoro del maestro delle ombre che dalle pagine di Dylan Dog passa a creare,  assieme a Paola Barbato, la saga a cui sta lavorando da tutta la vita

Con la cover di Nicola Mari

 

Ecco il video in cui Corrado Roi e Paola Barbato vi invitano alla presentazione:

Martedì 22 marzo alle 18.30 alla Mondadori di Piazza Duomo a Milano verrà presentato il primo numero di UT, la nuova miniserie Bonelli, firmata da Corrado Roi e Paola Barbato e già attesissima da tutti gli appassionati. In quest’occasione i due autori di via Buonarroti racconteranno ai lettori la genesi di UT e saranno a disposizione per autografare copie dell’albo, che con disegni straordinari racconta il tempo dopo l’uomo e i conflitti tra le nuove specie dominate da istinti primordiali.

Quella che verrà proposta in anteprima alla Mondadori sarà nello specifico l’edizione speciale pensata per le fumetterie perché, per la prima volta nella storia della Casa editrice, la nuova saga conterà due edizioni in contemporanea per tutta la durata della serie. L’obiettivo sarà offrire esperienze di lettura diverse, dove la versione fumetteria si differenzierà da quella destinata all’edicola per le variant cover realizzate di volta in volta da un disegnatore ospite d’eccezione e per l’aggiunta in ogni numero di un esclusivo apparato redazionale, creato appositamente dal team Bonelli.

Nel caso del primo numero di UT sarà Nicola Mari, storico disegnatore di Nathan Never e Dylan Dog, a firmare la cover della variant fumetteria.

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Ma chi è UT? E in quale luogo trasporta i suoi lettori?

Dopo la scomparsa dell’uomo, la terra è devastata, la fauna pressoché estinta, l’ambiente intossicato. Quel che resta del pianeta è popolato da nuove specie, esteriormente molto simili all’uomo, ma dalle capacità limitate. Sono esseri governati principalmente dai loro bisogni primordiali, sui quali spicca la fame che li spinge a nutrirsi gli uni degli altri.  Ut è uno di loro, una creatura elementare, feroce e infantile, i cui compiti sono cercare, per conto dell’entomologo Decio, i pochi insetti non ancora estinti e sorvegliare un’antica mastaba a cui nessuno deve avvicinarsi. Proprio da lì, il giorno in cui Ut viene accidentalmente distratto e un gruppo di malintenzionati fa irruzione nell’edificio, emerge un individuo mai visto prima, diverso da tutti gli altri… Si chiama Iranon, è enorme, frastornato e non ricorda più nulla di sé. Decio, preoccupato, lo nasconde subito in casa e incarica Ut di non perderlo mai di vista: gli deve impedire di venire in contatto con chicchessia, perché – sono le sue enigmatiche parole – “è il solo esemplare della sua specie”. A Ut non importa nulla del nuovo arrivato, la sola cosa per la quale prova interesse è un gattino, esemplare rarissimo che ha trovato e preso con sé. La comparsa di Iranon però non è passata inosservata e la voce della sua presenza inizia a rimbalzare tra le Vie della Fame, le Vie dei Mestieri e le Vie dei Pensieri, raggiungendo tutte le nuove specie e chi le governa. C’è chi lo teme, chi lo brama, chi vuole strumentalizzarlo per ragioni oscure e chi vuole semplicemente cancellare la sua presenza dalla terra…

Corrado Roi

Corrado Roi è nato l’11 febbraio 1958 a Laveno Mombello (Varese), dove tuttora vive e lavora. Appena sedicenne, entra a far parte, con altri esordienti, dello studio diretto da Graziano Origa. Disegna “Rick Zero” per la testata “Adamo” della Corno. Negli anni Ottanta collabora con la Ediperiodici, “Il Monello” e lo Staff di If, di Gianni Bono. Nel 1986 entra in contatto con la Bonelli, disegnando qualche storia di Mister No e Martin Mystère, per passare stabilmente nella pattuglia dei “dylandoghiani”. Ha collaborato con le Case editrici Comic Art, Glamour e Mondadori. Tra un numero e l’altro di Dylan Dog ha disegnato anche uno speciale estivo di Nick Raider, ha lavorato per Brendon (di cui è stato il copertinista dal numero 1 al 44), Julia, Magico Vento e Dampyr. Sue le copertine della collana Granderistampa di Dylan Dog.

Paola Barbato

Nasce a Milano il 18 giugno 1971 e vive a Verona con il compagno e le figlie Virginia, Ginevra e Melania. Dopo mille lavori diversi, approda alla scrittura con “Intermittenze”, una raccolta di racconti che suscitano la curiosità dell’allora curatore editoriale di Dylan Dog, Mauro Marcheselli, che la invita a cimentarsi con un soggetto dell’Indagatore dell’Incubo. L’esordio nel mondo orrorifico di Dylan Dog avviene nel 1998 con l’albetto dal titolo “Il cavaliere di sventura”, allegato allo Speciale n. 12. Sulla serie regolare di Dylan Dog, il suo debutto è dell’anno successivo con “Il sonno della ragione”, a cui fanno seguito numerose altre avventure. Per la nostra Casa editrice, collabora anche alle serie “Romanzi a Fumetti” e “Le Storie”. Il suo esordio nel romanzo di narrativa avviene invece nel 2006 con il thriller “Bilico”, seguito nel 2008 da “Mani nude” e nel 2010 da “Il filo rosso”. Nel 2008 scrive il soggetto e collabora alla sceneggiatura di una fiction per Sky, “Nel nome del male”. Ha scritto anche per il cinema e per il teatro.

 

UT

di Corrado Roi e Paola Barbato

 

Pubblicata da:

SERGIO BONELLI EDITORE

 

Miniserie in 6 volumi

UT N. 1

Le vie della fame

Uscita:

edizione edicola: 25 marzo

edizione fumetteria: 28 marzo

 

UT è creato da Corrado Roi e Paola Barbato

Soggetti, disegni e copertine (per la serie regolare): Corrado Roi

Sceneggiature: Paola Barbato

Prezzo: Euro 4,00

96 pagine

 

Copertina edizione Fumetteria: Nicola Mari

Prezzo: Euro 5,50

112 pagine

 

Online e sui social:

 

#UT

https://www.facebook.com/UTSergioBonelliEditore

http://www.sergiobonelli.it/

 

ANGELI E DEMONI INCONTRANO DYLAN DOG

Comunicato Stampa

Sei storie dell’Indagatore dell’Incubo raccolte per la prima volta in un’edizione di pregio arricchita da contenuti extra

Milano, marzo 2016 – Sergio Bonelli Editore presenta Dylan Dog. Angeli e Demoni, un volume che raccoglie sei indimenticabili storie di vita e morte del personaggio di Tiziano Sclavi. Un’edizione di pregio per una raccolta che vanta le firme dei più grandi sceneggiatori e disegnatori di Dylan Dog: da Tiziano Sclavi ad Attilio Micheluzzi. Il tutto arricchito da un corposo apparato critico. Il volume arriverà in libreria, fumetteria e nei web store dal 17 marzo.

Uno spietato killer innamorato di una bellissima donna che forse è un demone; angeli caduti e dimenticati sulla terra, condannati a condividere il destino di chi ha dimenticato la magia del volo; un angelo sterminatore che vuole inabissare per sempre Venezia; un demone scacciato dall’Inferno che trasforma degli infelici londinesi in feroci assassini; un angelo a cui hanno mozzato le ali che solo grazie all’aiuto di Dylan Dog ritrova la via di casa.

Sei storie (cinque lunghe e una breve) di un gruppo di autori d’eccezione, presentati da una copertina inedita di Angelo Stano!

Ai testi: Tiziano Sclavi, Pasquale Ruju, Michele Masiero, Paola Barbato. Ai disegni: Nicola Mari, Angelo Stano, Corrado Roi, Fabio Celoni, Gustavo Trigo, Attilio Micheluzzi.

A rendere Dylan Dog. Angeli e demoni un volume da collezione, gli approfondimenti firmati da Roberto Recchioni (curatore editoriale di Dylan Dog) e Luca Barbieri.

copertina dylan dog Angeli e Demoni-

Le storie

L’ANGELO STERMINATORE

Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju

Disegni: Nicola Mari

Jael è morta, e con lei è morto il mistero della sua purezza. Nessuno sa chi fosse, in realtà, quella piccola donna dagli immensi poteri. Soltanto suo fratello Saul sembra conoscerne il segreto, lui che ne condivide la natura e il destino. Angeli caduti e dimenticati sulla Terra alle origini del tempo, contesi e bramati dall’avidità degli uomini. Condannati a vivere con chi ha dimenticato la magia del volo…

 

I MISTERI DI VENEZIA

Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju

Disegni: Angelo Stano

Venezia sembra fatta apposta per sognare, ma c’è qualcuno che vuole trasformare i sogni in incubi… incubi talmente mostruosi da poter inabissare l’antica regina della laguna per sempre. Per fortuna, vigilano sulle sue sorti Saul l’angelo caduto, un ex agente di Scotland Yard di nome Dylan Dog, il commissario Corradi e il signore di tutte le alcove, l’avventuriero evaso dal carcere dei Piombi, Giacomo Casanova!

 

IL CIELO PUÒ ATTENDERE

Soggetto e sceneggiatura: Michele Masiero

Disegni: Corrado Roi

Non è affatto facile il mestiere di angelo, stiamo parlando di un vero angelo, con ali, tunica e aureola, specie se ci si ritrova a vivere in un mondo malvagio come il nostro. Puo’ persino accadere di essere rapito e mutilato delle preziose ali. Insomma, al di fuori del paradiso è un vero inferno! A chi puo’ rivolgersi un angelo per tornare a casa se non all’Indagatore dell’incubo?

 

IL TOCCO DEL DIAVOLO

Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato

Disegni: Fabio Celoni

Un sinistro personaggio si aggira per Londra plagiando persone infelici e spingendole a commettere i più atroci delitti. Scotland Yard dà la caccia a quest’uomo che si comporta come un diavolo incarnato. Ma i poliziotti ignorano che si tratta realmente di un demone scacciato dall’Inferno. Si chiama Ash e il compito di Dylan Dog è esiliarlo in un luogo in cui non possa fare del male a nessuno

 

LA BELLEZZA DEL DEMONIO

Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi

Disegni: Gustavo Trigo

Larry Varedo era il miglior killer sul mercato prima di quel lontano giorno del 1945, cinico e freddo come un orologio. Ma quando gli chiesero di uccidere Mala Behemoth, il suo ghiaccio si sciolse. Era così bella, così irraggiungibile, quasi fosse un fantasma o… un demone! Dylan Dog dovrà immergere le mani nelle polveri del passato e forse sprofondare fin nell’Inferno per trovarla, e riportarla da Larry.

 

ANGELI E DEMONI

Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi

Disegni: Attilio Micheluzzi

Stanley Moore vende l’anima al diavolo per far cessare la sua balbuzie, ma qualcosa sembra non andare come dovrebbe.

 

Scheda tecnica

Tipologia: Brossurato

Formato: 16 x 21 cm, b/n

Pagine: 512

ISBN 978-88-6961-028-8

Prezzo: € 15,00