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Guna: i dieci mondi dell’esistenza

Una delle scuole più importanti del Buddhismo cinese è la Tiāntái e prende il nome dalla montagna dove fu eretto il primo monastero a essa dedicato. All’interno di questo movimento nacque una dottrina buddhista mahāyāna cinese chiamata i dieci mondi, o dieci regni dell’esistenza; essa sostiene che in ogni essere senziente sono presenti dieci stati dell’essere i quali si manifestano in modo casuale in qualsiasi momento, e si può facilmente passare dall’uno all’altro.

I dieci stati sono: Inferno, Avidità, Animalità, Collera, Umanità, Cielo, Apprendimento, Parziale Illuminazione, Bodhisattva e Buddità. Proprio a questa filosofia Giovanni Masi attinge a piene mani e trae ispirazione per la stesura della storia di Guna, volume autoconclusivo pubblicato da Edizioni NPE.

Il racconto è una soggettiva della scimmietta Guna, anche se in realtà i nomi dei personaggi non vengono mai rivelati, e lei come gli altri comprimari sono componenti di un circo collocato in una foresta, che sembrerebbe l’unico luogo sicuro al riparo dalla guerra e dai soldati.

 

Il racconto inizia con alcuni dei circensi che lasciano il campo alla ricerca di aiuto, questa decisione dà avvio alla storia e da questo punto in poi è un susseguirsi di vicende, di microcapitoli che raccontano di come l’essere umano abbia al suo interno i dieci mondi e di come essi si attivino a causa degli eventi.

Il ritmo è frenetico e incalzante e le vicende si incastrano alla perfezione come tasselli di un puzzle e come tale solo a conclusione ne si può ammirare e capire l’integrità.

Molto riuscita la scelta di ambientare il fumetto in un luogo e in un’epoca indefiniti; la creazione di una sorta di piccolo mondo all’interno della foresta dove i pochi personaggi sopravvivono ha tutto il necessario affinché si inneschino le condizioni ottimali perché gli eventi si sviluppino.

La trama è un crescendo di emozioni e stati d’animo che, come il percorso verso l’Illuminazione, ci guidano al finale.

In realtà i dialoghi sono ridotti al minimo, sono la voce narrante della scimmia e soprattutto le stupende illustrazioni di Nigraz, l’esordiente marchigiano Simone Pontieri, a guidarci; il suo stile aggressivo, graffiante e sporco è perfettamente funzionale alla storia e lo è ancora di più la colorazione fatta di toni accesi e contrastanti, spesso complementari, che ben delineano le sensazioni dell’essere umano rendendo il racconto malato e inquieto e catturando totalmente il lettore.

Un volume che va riletto più volte affinché se ne possano apprezzare tutte le numerose sfaccettature in un’edizione cartonata, molto curata con rilegatura a filo e una plastificazione opaca che adoro sempre.

Un volume da avere e una lettura vivamente consigliata.

Moving Pictures – Figure in movimento…

Moving Pictures - Copertina…è la traduzione letterale del titolo, che potrebbe far pensare a un fumetto che racconti un film, invece il movimento è completamente diverso. Probabilmente perché in italiano picture si traduce in tanti modi (per Google Translate almeno 23)… avevo pensato a un fumetto che parlasse di cinema, anche per via del gioco di ombre e luci dell’immagine in copertina.

Invece devo ringraziare profondamente NPE e la sua campagna che lo scorso anno regalava titoli “casuali” dal catalogo in caso di acquisti online. E così ho conosciuto i coniugi Immonen, Stuart e Kathryn. Da trenta anni sulla scena del fumetto internazionale, hanno davvero esplorato tantissima parte del mondo dei comics (Marvel, DC, Image) e della bande dessineé, producendo nel 2010 un web comic che è poi stato raccolto in volume.

Lavorando in parallelo tra le major e le produzioni indipendenti, come hanno dichiarato più volte, si prendono i loro tempi per tirare fuori tutta l’arte che hanno dentro.

In questo lavoro si intrecciano molti aspetti, sia nella storia che nei disegni.

Una storia verosimile e a suo modo delicata, in un momento storico drammatico, che esplora un paradosso del periodo storico in cui è ambientata, e purtroppo non solo: il fatto che ci si occupi della cultura e dei quadri quando le persone venivano mandate a morire.

Un disegno schematico, appena accennato, con pochissimi dettagli dei personaggi e tante ombre completamente nere, senza sfumature, che diventa realistico solo nelle riproduzioni delle opere d’arte, per le quali invece si usa sempre la tecnica del tratteggio.

Vere protagoniste della parte grafica sono le opere d’arte, tra cui i dipinti, quelle pictures richiamate nel titolo, che si muovono non perché messe in ordine temporale su uno schermo, ma perché vengono trasportate. Trasportate via dal Louvre.

Infatti abbiamo da una parte i curatori francesi del Louvre che catalogano e nascondono nei vari castelli della Loira e della parte ancora sotto il controllo di Vichy: da Chambord a Chauvigny, dall’Abbazia di Loc Dieu a Chambord; dall’altra la Commissione Militare per l’Arte di stampo nazista. E discutono a lungo su dove e come sistemare le opere, andando incontro all’ineluttabile destino che finirà con il consegnare i capolavori all’invasore.

In realtà la storia (per fortuna) andò diversamente. Il responsabile del Louvre, Jacques Jaujard nel giro di qualche giorno (circa 72 ore) riuscì effettivamente a svuotare il museo, togliendo le opere principali dalle mani dell’Einsatzstab Reichsleiter Rosenberg, incaricata di saccheggiare le principali gallerie d’arte europee per portare più capolavori possibile in Germania.

L’opera quindi è di fantasia, anche se perfettamente verosimile, e racconta della relazione fra il tedesco Rolf Hauptmann e la canadese Ila Gardner, che sui due fronti lavorano alla movimentazione delle opere d’arte del Louvre. La relazione e i rispettivi lavori si intrecciano, con una sensazione sempre presente di vischiosa oppressione che il tratto squadrato dei disegni e il netto bianco e nero della colorazione amplificano. Una relazione conflittuale, visto il lavoro che li porta a essere rivali, ma anche complice, alla ricerca di opere minori nascoste nei sotterranei e nelle casse, per mostre richieste dal Feldmaresciallo o per il solo gusto di trovarle (Hauptmann è alla ricerca di un’opera di George Braque, iniziatore del cubismo con Picasso, di piccolissime dimensioni, quasi un divertissement).

Moving3

Proprio le opere d’arte danno un po’ di sollievo dall’oscurità che spesso nasconde anche i visi, in tavole in cui il nero prevale quasi sempre sul bianco. Quadri e sculture vengono disegnate con maggior poesia e realismo, insieme agli scorci della campagna francese che chiudono il libro. Le une e le altre permettono di evadere da una realtà che è invece oscura, quadrata, senza scampo.

Anche la gabbia delle pagine è regolare, le vignette sono disposte su tre righe. E anche se spesso si hanno splash page, non si esce da quello che sembra un film in bianco e nero dal contrasto elevato e dalla fotografia “triste”.

Tolti i due protagonisti, appaiono dei personaggi che sono poco più che comprimari: Jane, che Ila manda via all’inizio della storia con il suo passaporto; Marc, il cinico collaboratore che scappa da Parigi e che scrive la lettera finale; gli operai che, tra sigarette e martelli, non hanno grande rispetto per le opere; il commesso al servizio di Hauptmann. Persino alla stazione non ci sono altre persone, solo ombre.

I veri comprimari, tolti Rolf e Ila, sono le opere d’arte: si parla pressoché solo di loro. Delle opere preferite, di come impacchettarle, di dove sono state nascoste. Del tempo passato davanti a un’opera. Si parla addirittura di emettere sentenze riferendosi a dipinti e statue, quando in quegli anni si prendevano decisioni almeno altrettanto gravi sulle persone.

Anche se, a essere sinceri, non compare neppure un simbolo nazista: le bandiere per le strade di Parigi sono anche loro nere e non si vedono soldati, neppure di sfuggita, nelle scene all’aperto.

In effetti sembra di essere in una realtà parallela, altrettanto ineluttabile che quella storica. In cui si respira un’aria oscura, con qualche sprazzo di luce, come quando l’operaio sottolinea

questa volta la Francia non perderà

parlando con Ila delle Nozze di Cana del Veronese e di come siano state date al Louvre dall’Italia in cambio della Cena in casa Levi alla caduta di Napoleone.

Le nozze di Cana

I coniugi Immonen ci mostrano la loro grande versatilità nell’esplorare con il fumetto argomenti e realtà particolari, con registri grafici e una poetica sottesa molto interessante, lontana dai comics che pure frequentano con assiduità. Il fumetto in sé è un po’ criptico e di lettura non immediata, ma dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che la Nona Arte può spaziare, anche senza cambiare autori, dall’intrattenimento meno impegnato a opere che hanno molteplici livelli di approfondimento.


Kathryn & Stuart Immonen
Moving Pictures
Nicola Pesce Editore, 2010
144 tavv., b/n, € 14,90
ISBN 9788897141488

Arriva il nuovo volume di Miguel Ángel Martín

In esclusiva per Lucca Comics & Games Miguel Angel Martin sarà ospite allo stand NPE dal 1 al 5 novembre per autografare le copie del volume.

In questo enorme volume completamente inedito, il Maestro di Léon ci offre un impietoso ritratto a colori per invitarci a surfare sull’oceano oleoso della società postindustriale.
Un racconto implacabile del mondo contemporaneo, degli iPhones, del cinismo, un affresco corale e poliedrico che ci racconta tutto il mondo così come è al giorno d’oggi.

Come sempre, la più grande qualità di Martin è che egli non giudica, lasciando a noi l’arduo compito. Non c’è giudizio sui cattivi e sui buoni, e a ben guardare nessuno è davvero cattivo e nessuno è davvero buono.
Sono forse, questi “cattivi”, persone che si sono adattate maggiormente alla superficialità della società contemporanea? Sono i “buoni” coloro che meno hanno saputo adattarsi?

Dove sia il giusto e dove sia lo sbagliato sta al lettore decidere.
Non ci si può non riconoscere in questa rappresentazione. Martin ci fa provare empatia per ciascuno dei suoi personaggi, ce lo fa comprendere, conoscere con la naturalezza con cui conosciamo le persone di ogni giorno.
Capolavoro.

Il volume è già disponibile ora sul nostro sito cliccando qui.

Sfoglialo online!

Per ottenere comodamente da casa la tua copia sketchata da Miguel Angel Martin basterà effettuare un ordine di almeno 20 euro sul sito edizioninpe.it e inserire il codice “sketch”.

Arrivano i paradossi temporali creati da Rachel Pollack e Chris Weston

In esclusiva per Lucca Comics & Games Chris Weston sarà ospite allo stand NPE dal 2 al 5 novembre per autografare le copie del volume.

Abbiamo visto centinaia di film e di serie tv nelle quali i protagonisti si davano un gran daffare per evitare i cosiddetti paradossi temporali.
In Time Breakers invece è tutto l’opposto: è stato scoperto che la trama stessa dell’universo è fatta di paradossi temporali e per andare avanti è necessario che altri paradossi sorgano con frequenza.
Per questo i protagonisti del volume devono “rompere il tempo”, creare degli episodi sbagliati, modificare il passato, eccetera. Così uomini dell’antica Roma si trovano a convivere con le armi da fuoco ed aerei sorvolano l’India dei tempi di Buddha.
Risulta lampante fin dai primi accenni della trama che questo volume, tra lo sci-fi e l’adventure, si presenta come un qualcosa di completamente nuovo rispetto a quello che i fan del genere sono abituati a conoscere e vedere, portando una ventata di freschezza in temi ormai triti e ritriti. E dire che questa è una serie della DC Comics del 1997, completamente inedita in Italia!

RACHEL POLLACK è un’autrice americana di romanzi di fantascienza, sceneggiatrice di fumetti ed esperta di tarocchi su cui ha scritto numerosi libri. Scrittrice raffinata, vincitrice in ambito sci-fi dei prestigiosi Arthur C. Clarke Award e World Fantasy Award, è nota per il suo ciclo di storie di «Doom Patrol», successive all’acclamata gestione di Grant Morrison, in cui tratta temi inconsueti per i comics come l’identità sessuale e il transessualismo.

CHRIS WESTON, dopo un anno di apprendistato presso il noto disegnatore britannico Don Lawrence, esordisce nel 1988 sulle pagine della rivista «2000AD» con alcuni episodi di Judge Dredd. Da allora pubblica stabilmente per le principali case editrici di fumetti inglesi e americane disegnando per «The Invisibles», «Starman», «JSA», «Lucifer», «The Authority» e «The Twelve». È il co-creatore delle miniserie The Filth e Ministero dello Spazio, rispettivamente con lo sceneggiatore Grant Morrison e Warren Ellis. Dal 2008 inizia a lavorare per il cinema come concept e storyboard artist collaborando, tra gli altri, con il regista Albert Hughes alla produzione del film Codice: Genesi e del live action, poi sospeso, di Akira. Recentemente ha contribuito alla creazione dei costumi di Star Wars: Gli ultimi Jedi.

Il volume è già disponibile ora sul nostro sito cliccando qui.

Sfoglialo online!

Per ottenere comodamente da casa la tua copia sketchata da Chris Weston basterà effettuare un ordine di almeno 20 euro sul sito edizioninpe.it e inserire il codice “sketch”!

Il quinto volume della collana dedicata al Maestro Dino Battaglia

Forse il fumetto più conosciuto in assoluto di Dino Battaglia, La Mummia ha fatto scuola tra tutti i disegnatori di oggi e le sue inquadrature sono state citate centinaia di volte tanto dal fumetto (Dylan Dog primo tra tutti) quanto dal cinema.
Le vicende si svolgono nella Londra dei primi anni del ventesimo secolo. L’ispettore Coke di Scotland Yard viene chiamato ad indagare su una serie di efferati delitti commessi ai danni di alcune prostitute da parte di un assassino noto col soprannome di “Sfregiatore”. Il riferimento alle vicende di Jack lo Squartatore, assassino di prostitute vissuto nei primi anni del XX secolo, non potrebbe essere più chiaro.
Agli omicidi delle prostitute si aggiungono ben presto delle altre morti sospette, ancora più misteriose ed inquietanti: le vittime vengono trovate completamente dissanguate. Un melting pot di riferimenti letterari tardo-ottocenteschi, in una Londra notturna e nebbiosa.

L’Ispettore Coke è l’unico personaggio di cui Dino Battaglia abbia disegnato più storie: I crimini della FeniceLa Mummia e l’incompiuto I Misteri del Tamigi.
La storia a fumetti contenuta in questo volume fu originariamente pubblicata nei numeri dall’8 al 10 della rivista “Alter Alter”, nel 1983.

Purtroppo per questa quinta uscita saranno disponibili solo 1.000 copie.

Attenzione: per coloro che decideranno di acquistarlo sul nostro sito ufficiale edizioninpe.it il volume sarà in promozione con uno sconto del 10% fino al 22 ottobre.

Sfoglialo on-line!

Il volume è già acquistabile sul sito NPE cliccando qui. Sarà poi disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire dal 12 ottobre.