Natacha Bustos

Moon Girl e Devil Dinosaur: Migliori amici

Migliori amici è un volume scanzonato, frizzante e divertente con chiari rimandi alle atmosfere tipiche degli anni ’80/’90 e con un tocco visivamente pop nel tratto e nel colore.

Ma andiamo per ordine, ed è obbligo per me fare una premessa: non sono un seguace dei comics, li leggo molto poco e nonostante sia un accanito lettore di fumetti da quasi trentanni, il panorama supereroistico mi ha sempre spaventato, e nonostante i continui reboot, universi paralleli, esplosioni galattiche e nuovi inizi, per me avvicinarmi a questo mondo è sempre stato uno scoglio duro da superare.

Per fortuna però qualcosa sta cambiando e la Marvel ha deciso, ormai da qualche anno, di dare vita a tutta una serie di nuovi eroi le cui genesi possiamo leggere o recuperare con facilità e con esse appassionarci alle loro vicende. È il caso questo del Il fichissimo Hulk, di Spider-Man Miles Morales, di Ms. Marvel, e di tutta una serie di giovani eroi nati con l’intento di tirare dentro una cerchia di nuovi fan.

 

Il grosso lucertolone rosso Devil non è però un personaggio nuovo, fu creato da Jack Kirby nel 1978 e al tempo ad affiancarlo trovavamo la scimmia antropomorfa Moon-Boy (lo stesso che lo spingerà in questa nuova veste a divenire partner di Moon Girl); la storia era ambientata nell’universo parallelo di Dinosaur World, una terra dove i dinosauri coesistono insieme agli uomini primitivi. La serie però non ebbe molto successo e fu cancellata dopo solo nove uscite.

La Marvel ha però deciso di riprendere e modernizzare il concetto legato alla serie affidando la sceneggiatura a Brandon Montclare e Amy Reeder e il risultato è il volume che ho tra le mani.

Fin da subito è chiaro che l’intento degli autori di creare una storia che possa accogliere un pubblico vasto non è stato poi così centrato: scegliere come protagonista una ragazzina di nove anni rende difficile a persone più adulte l’immedesimazione, la lettura scorre però piacevole e si apprezzano anche i temi trattati, che seppur con leggerezza, mettono in risalto il bisogno di Lunella Lafayette (l’alter ego di Moon Girl) di essere accettata dal mondo e dai suoi genitori.

Se da un lato troviamo una ragazzina nera con un QI ben oltre la norma, intelligente e sveglia, dall’altro abbiamo il sarcasmo dei suoi compagni che faticano a comprenderla, un po’ quello che avviene a Sheldon in The Big Bang Theory per intenderci. Luna si annoia a lezione, ama la scienza, ma non le lezioni di scienza, lei quel programma lo conosce già e non lo trova per nulla stimolante, non come lo studio della tecnologia Kree che potrebbe essere l’unica soluzione per impedire che il gene inumano dentro di lei possa risvegliarsi.

Gli Inumani sono individui geneticamente superiori agli esseri umani, creati con esperimenti di laboratorio dalla razza aliena Kree, da usare come armi contro i loro nemici di sempre, gli Skrull. Gli esperimenti per la creazione di questa nuova razza furono però interrotti a causa di una profezia secondo la quale gli inumani avrebbero presto sviluppato un potere tale da distruggere lo stesso impero alieno. I Kree decisero dunque di abbandonare i loro figliocci al proprio destino senza distruggerli; il popolo rinnegato crebbe in segreto e formò una propria civiltà residente nella città di Attilan. La situazione viene complicata però dalla creazione delle Nebbie Terrigene, una nube composta da una sostanza in grado di potenziare il gene inumano esasperandone però pregi e difetti. A seguito degli eventi narrati nel crossover Infinity, un’immensa nube terrigena investì la Terra risvegliando i geni sopiti nei corpi dei loro ignari possessori. Questo avvenimento ha portato alla nascita di molti nuovi personaggi tra cui la stessa Ms. Marvel, che con Moon Girl ha in comune diversi punti, a partire dalla propria appartenenza a una minoranza etnica: Kamala Khan è infatti di origine pakistana, anche lei è inumana e anche lei è molto giovane.

Sia Lunella che i suoi genitori sanno perfettamente dell’esistenza del gene sopito ed è proprio questo a sviluppare un forte senso di protezione verso la piccola protagonista che fatica a essere compresa e ha solo desiderio di impedirne il risveglio.

L’incontro con Devil Dinosaur è apparentemente casuale: il Diavolo rosso si ritrova nel nostro universo inviato da Moon Boy che in punto di morte lo sprona a trovare un nuovo compagno e a inseguire alcuni membri del Piccolo Popolo, loro giurati nemici, fuggiti sul nostro pianeta attraverso un varco temporale aperto dalla Pietra della Notte, un misterioso oggetto dorato che Lunella trova in una discarica e che rinominerà Proiettore Omni-Onda Kree. Fin dal primo incontro Devil prende a cuore le sorti della piccola protagonista proteggendola dagli attacchi del Piccolo Popolo intenzionato a riprendere la pietra misteriosa.

Come già detto in precedenza, l’aria che si respira è un mix tra vecchio e nuovo, la trovata di avere degli uomini primitivi che si vestono con abiti moderni, e imparano la lingua nel giro di poche pagine, profuma tanto di quella ingenuità tipica delle produzioni anni ’80 ma che a noi hanno segnato la crescita.

Molto apprezzato anche il tratto di Natacha Bustos caratterizzato da linee semplici e con uno stile cartoonesco che, unito ai colori brillanti e sgargianti di Tamra Bonvillain, dà vita a delle tavole squisitamente pop.

Di certo non dedicato a un pubblico adulto, questo volume riesce comunque a garantire una piacevole lettura anche ai non giovanissimi, le premesse per una crescita del personaggio ci sono tutte, visto che la serie, al contrario del suo antenato, sta ancora proseguendo e con il tempo la schiera di neo supereroi di cui anche Moon Girl fa parte riuscirà a ricavarsi il proprio pubblico, come in parte sta già accadendo.


Brandon Montclare e Amy Reeder (testi), Natacha Bustos (disegni), Tamra Bonvillain (colori)
Moon Girl e Devil Dinosaur
3 volumi, serie in corso
Editore: Panini Comics
Brossurato con sovraccoperta, cm 17×26, 136 pagg., colore

Černobyl’. La zona, dal dramma prende vita il graphic novel

Comunicato Stampa

CernobylRoma, 26 aprile 2016 – Il vento soffia, inquietante, in una foresta di alberi spogli. Una giumenta partorisce un puledro malformato. Anche il bianco della neve sembra meno puro. Leonid e Galia hanno fatto ritorno da poco alla loro casa, nelle campagne che circondano Pryp’jat’, il più popoloso centro vicino a Chernobyl. Gli spagnoli Francisco Sanchez e Natacha Bustos iniziano qui il loro romanzo a fumetti Černobyl’. La zona, pubblicato da Tunué, da questa ostinata coppia russa sopravvissuta a due guerre mondiali, che si trova improvvisamente di fronte a un nemico invisibile quanto letale: la radioattività.

È di rara potenza visiva ed emotiva Černobyl’. La zona, ultimo Prospero’s Books Tunué targato Francisco Sánchez e Natacha Bustos. Il graphic novel scava, come poche volte è stato fatto, nelle storie umane che sono dietro al più grande disastro europeo della storia, e lo fa a distanza di trenta anni esatti di distanza dall’accaduto. Un’opera forte, in grado di narrare il dramma senza troppi ricami inutili, renderlo efficace ed evocativo riportandolo alla memoria dei lettori grazie a tavole d’impatto.

 

Di seguito la trama dell’opera:

Una catastrofe nasconde sempre una storia umana. Qui c’è quella di una famiglia che, dopo il terribile incidente nucleare di Černobyl’, lascia la propria casa convinta di tornare dopo pochi giorni. Ma ormai è troppo tardi: un nemico invisibile ha messo mano sui loro possedimenti, ostinandosi poi a rimanere lì per decine di migliaia di anni. 
Gli autori narrano la storia di personaggi immaginari, ma che potrebbero benissimo essere esistiti, invitando il lettore a comprendere e a riflettere su ciò che Černobyl’ rappresenta ancora oggi.