Miniguida

L’arrivo del Rebirth DC in Italia: la miniguida – Parte III

Dopo i primi due episodi (che potete trovare QUI  e QUI) ecco la terza parte della miniguida sul Rebirth.
Le testate di oggi rientrano in quella fascia grandissima di serie che in Italia vengono prese quasi sempre come comprimari (e a leggere soprattutto uno dei tre titoli uno ci crederebbe poco).
Il bello però di questo hobby/passione è che a volte si trovano perle anche tra le opere cosiddette minori. Anzi, sempre più spesso è così.

Questo è ad esempio il caso di:

                                                                                Nightwing

Ecco, questa è stata una mezza sorpresa. Dick Grayson è forse quello che negli ultimi quattro anni ha subito i cambiamenti maggiori. È finito ad esempio a fare la spia, dopo esser stato creduto morto. Ora quella parentesi è conclusa, ma le avventure per la ex-spalla di Batman non lo sono per nulla. Ai testi troviamo ancora Tim Seeley che dopo aver perso Mikel Janin (passato anche su Batman), ha trovato un altrettanto straordinario (ma per motivi diversi) Javier Fernandez.
Il primo arco narrativo può essere visto come un manifesto di cosa Seeley sta cercando di fare: restituire a Dick Grayson il suo ruolo. Quello di supereroe. Come accennato poco sopra, i disegni sono anche qui visivamente appaganti, anche se in un certo senso abbastanza classici.
Insomma, se siete indecisi su cosa seguire nella Bat-Family, Nightwing non deve scapparvi.

 

 

La seconda testata di cui vi parlerò oggi invece qui da noi arriva sul mensile di Superman. In particolare mi riferisco alla sua controparte cinese:

The Super-Man

Kenan Kong è un bulletto. Uno di quelli per cui è difficile tifare, però.
Kenan si ritrova, per una serie di fortunati eventi a essere il Superman cinese. Ok, detta così sembra una taroccata e forse lo è. Ma si deve dire che Gene Luen Yang ci prova da subito a strappare di dosso l’aura di fac-simile al nostro giovane eroe.
Ben presto (e abbastanza banalmente, aggiungerei), la storia vira più su una trama quasi da shonen classico. Il ragazzetto, poteri troppo grandi che vanno esplorati (magari facendo qualche cretinata di troppo) e un mondo ancora più grande pieno di insidie.
Tutto questo è il “Superman Cinese” (che più avanti incontrerà ovviamente anche l’originale). Se amate le storie di formazione, questa potrebbe piacervi. Io lo trovo poco più che un riempitivo: l’ennesimo Superman in un mondo dove però Superman esiste e vola proteggendo Metropolis. Rimando anche il comparto grafico, a cura di Bogdanovic. Non proprio lo stile che mi sarei aspettato su una serie del genere.

 

 

Per ultimo invece parliamo un poco dell’ultima opera di Brian Hitch:

                                                                                Justice league

Qui cominciano le dolenti note. Affidare la JL ad Hitch per me fu una scommessa.

Una scommessa che molto difficilmente sarebbe stata vinta dal disegnatore (improvvisatosi autore).
E infatti…
Il problema di questa testata è che sa tutto tremendamente di già visto. Le minacce globali, il cattivo sempre più grosso e forte… Non c’è nulla di nuovo, inoltre le relazioni tra i personaggi appaiono stiracchiate e praticamente inesistenti (togliendo l’accenno di cotta tra due personaggi).
Anche per i disegni non c’è voglia di tentare strade nuove e la serie ne risente.
Dispiace vedere che, soprattutto in vista del film, la testata della Justice League sia lasciata alla deriva.
In conclusione, se amate le mazzate da orbi, vi consiglio le run di Morrison e Waid. Sono come questa di Hitch. Ma meglio. E scritte venti anni fa.

 

 

Anche per oggi il nostro giro nel nuovo (ma vecchio) universo DC è terminato. Le serie di cui parlare però sono ancora tante e quindi non resta che salutarci.

Ci “leggiamo” presto!