MEXT

Pioggia di premi per Shin Godzilla e your name.

A nove mesi dall’uscita nei cinema giapponesi di Shin Godzilla e otto di your name., i due film continuano a mietere successi in parallelo sia dal pubblico sia dalla critica. È di pochi giorni fa la notizia di un premio conferito a Hideaki Anno da parte del Governo giapponese, e non è robetta da poco: il Premio per il sostegno alle Arti è la massima onoreficenza consegnabile dal MEXT (Ministero per l’educazione, la cultura, lo sport, la scienza e la tecnologia giapponese) e non celebra un’opera in particolare, ma la crème de la crème della cultura nipponica nel momento in cui ha raggiunto il suo vertice; in Shin Godzilla la commissione ha riconosciuto il raggiungimento di una qualità tale da far meritare il Premio al suo regista. Anche your name. non è meno popolare, e se gli incassi, i pellegrinaggi, il rimanere in sala per otto mesi consecutivi, le mostre e le versioni inglesi non fossero sufficienti a dimostrarlo, il recente passaggio cinematografico in Italia ha felicemente costretto il distributore Nexo Digital a triplicare le date di proiezione per venire incontro all’enorme successo di pubblico.

I quattro vincitori del XX Festival delle arti multimediali 2017.

I quattro vincitori delle quattro categorie del XX Festival delle arti multimediali 2017: in alto a sinistra la composizione mobile visivo-uditiva Interface I di Ralf Baecker, a destra Shin Godzilla di Hideaki Anno, in basso a sinistra your name. di Makoto Shinkai, a destra BLUE GIANT di Shin’ichi Ishizuka.

Il giorno 16 marzo, inoltre, si è tenuta la XX edizione del Festival per le arti multimediali organizzato dall’Agezia per gli Affari culturali del MEXT, la quale si occupa della gestione e promozione dei beni culturali giapponesi del passato e del presente. Anche in questo caso a trionfare sono stati i due film di Anno e Shinkai: il primo premio per la categoria Intrattenimento è stato conferito a Shin Godzilla, mentre il primo premio per la categoria Animazione a your name., così da accontentare critica e pubblico. Sempre per la categoria Animazione, premi d’eccellenza sono stati consegnati ad altri quattro film: il giapponese Koe no katachi tratto dal manga A Silent Voice che racconta la toccante storia sentimentale di un ragazzo con una ragazza sorda, il brasiliano Il bambino che scoprì il mondo su una storia di formazione giovanile, il film sperimentale britannico A Love Story realizzato fili di lana in stop motion, e infine il russo Among the Black Waves dipinto in bianco su nero. Per l’Intrattenimento, in cui si premiano le arti popolari, uno dei premi d’eccellenza è andato al videogioco Pokémon GO, che in Giappone continua a spopolare ancora dopo mesi dal lancio.

Vincitori del premio d'eccellenza per l'Animazione al XX Festival delle arti multimediali 2017.

I quattro vincitori del premio d’eccellenza per l’Animazione al XX Festival delle arti multimediali 2017: in alto a sinistra Koe no katachi di Naoko Yamada, a destra Il bambino che scoprì il mondo di Alê Abreu, in basso a sinistra A Love Story di Anushka Kishani Naanayakkara, a destra Among the Black Waves di Anna Budanova. A esclusione del film brasiliano, gli altri tre sono diretti da registe donne.

Oltre alle categorie Animazione e Intrattenimento, il Festival premia anche le categorie Arte (dedicato all’Arte contemporanea) e Fumetto: per l’Arte ha vinto l’inquietante installazione Interface I del tedesco Ralf Baecker, mentre il Fumetto ha visto trionfare quest’anno il giapponese BLUE GIANT di Shin’ichi Ishizuka, un manga fortemente autobiografico ambientato nel mondo del jazz che segue la storia del protagonista Dai Miyamoto, un ragazzo che alle superiori abbandona il club di basket appena scopre una passione incontenibile per il sax tenore e lascerà la sua periferica città natale di Sendai per tentare la via del professionismo a Tokyo. Fra i premi d’eccellenza spicca Sunny di Taiyo Matsumoto, di cui si dice un gran bene persino sulle testate non specialistiche. Tutti i vincitori e i premi sono consultabili sul sito dell’Agenzia.

Immagine di "Sunny" di Taiyo Matsumoto.

Sunny di Taiyo Matsumoto, che di nome fa appunto “Sole” e che ambienta la sua storia intorno a una vecchia Nissan Sunny gialla.

In pratica Shin Godzilla e your name. si stanno combattendo una sorta di guerra fredda a colpi di premi e di incassi in cui ci guadagnano sono gli spettatori. Resta solo da aspettare quali saranno i prossimi passi di Hideaki Anno e Makoto Shinkai: il primo ha dichiarato che è tornato all’opera su Evangelion 3.0+1.0 e al contempo che chiuderà lo Studio Khara una volta conclusa la produzione (sarà vero?), mentre il secondo è scombussolato dal suo stesso successo e ora si trova nella scomoda posizione di essere obbligato a superare se stesso. In ogni caso e di nuovo, comunque, ci guadagnano gli spettatori.


Leggi le guide alla visione a Shin Godzilla e a your name. di Dimensione Fumetto!

Hideaki Anno premiato dal governo giapponese per Shin Godzilla

Il celebre regista, sceneggiatore e produttore giapponese Hideaki Anno ha ricevuto lo scorso 8 marzo il Premio per il sostegno alle arti (Geijitsu senshou) nella categoria Cinema grazie al suo film Shin Godzilla.

Hideaki Anno e il cast di "Shin Godzilla".

Hideaki Anno (a sinistra) con il cast di Shin Godzilla, mostro incluso, alla conferenza stampa di presentazione del film il giorno 19 luglio 2016.

Benché il premio non sia celebre all’estero, in Giappone è considerato la consacrazione definitiva per un artista perché è assegnato da una commissione tecnica interna al MEXT, ovvero il Ministero dell’educazione, della cultura, dello sport, della scienza e della tecnologia giapponese, e quindi da un organo istituzionale formale di livello nazionale. A conferma del suo valore come status symbol culturale, il Premio viene assegnato una e una sola volta nella vita, nel momento in cui un artista ha raggiunto un livello tale da essere considerato già rilevante e memorabile per i posteri anche se non dovesse produrre più nient’altro.

La prima edizione del Premio per il sostegno alle arti si è tenuta nel 1951 e inizialmente premiava a coppie sia l’arte sia la relativa critica d’arte (“miglior regista” e “miglior critico cinematografico”, “miglior scrittore” e “miglior critico letterario”, eccetera) con una forte impronta locale con categorie come “miglior kabuki” o “miglior ceramica tradizionale”. Nel tempo il metodo è cambiato e ora non si premia più il “miglior…”, ma la forma d’arte: Teatro, Cinema, Musica, Danza, Letteratura, Belle arti, Comunicazione, Cultura popolare, Promozione artistica, Critica e infine dal 2008 anche Media, che si rivolge ad anime, manga e videogiochi. Il tipo di lavoro svolto del premiato è irrilevante: ad esempio, nella categoria Teatro può venire scelto un regista come pure uno scenografo, un truccatore o un impresario.

Il Premio è considerato particolarmente difficile da ottenere: persino Ryuichi Sakamoto (pur plurivincitore di Oscar, Golden Globe e Grammy già dagli anni ’80) ha dovuto attendere il suo fino al 2010, e Shigeru Miyamoto l’ha vinto solo nel 2011 con l’uscita di Super Mario Galaxy 2; lo scrittore in odore di Nobel Haruki Murakami e i registi Katsuhiro Otomo di Akira e Mamoru Oshii di Ghost in the Shell non l’hanno ancora vinto. In compenso, il Premio è stato assegnato tre volte allo Studio Ghibli: ad Hayao Miyazaki nel 1989 con Il mio vicino Totoro, nel 1992 a Isao Takahata con Pioggia di ricordi, e a Toshio Suzuki nel 2014 per aver prodotto Si alza il vento e La storia della principessa splendente.

Cerimonia di consegna del Premio per il sostegno alle arti 2014 del MEXT.

La cerimonia di premiazione del MEXT per l’anno 2014. Appare subito chiaro perché il premio non è noto all’estero: è un pranzo di gala alla giapponese con foto ricordo finale, punto. L’evento non ha un minimo del glamour delle cerimonie occidentali e viene pubblicizzato poco in patria e niente all’estero, tant’è vero che nemmeno il sito di riferimento mondiale per gli anime ANN ha riportato la notizia. Nella foto, nella fila in primo piano, la quarta persona da sinistra è Toshio Suzuki, il preoduttore dello Studio Ghibli; alla sua destra siede il regista Hirokazu Kore’eda che quell’anno realizzò Father and Son.

All’albo dei vincitori si aggiungono quest’anno due registi di animazione: Sunao Katabuchi per il suo struggente lungometraggio animato Kono sekai no katasumi ni (che non ha incassato quanto your name., ma in compenso ha vinto letteralmente tutto il vincibile), e Hideaki Anno al suo quarto film dal vivo dopo Love & Pop, Shiki-jitsu e Cutie Honey. In Giappone 4 è il numero della morte, e forse proprio per questo non ha portato sfortuna ad Anno, abituato com’è a trattare i temi della morte e rinascita.

Immagine promozionale per "Kono sekai no katasumi ni" di Sunao Katabuchi.

Un’immagine promozionale per Kono sekai no katasumi ni (“In quest’angolo di mondo”). Il panorama in basso è quello di Hiroshima anteguerra: il film è infatti ambientato nella città durante la Seconda guerra mondiale, ed è stato fortemente lodato per l’esattezza della ricostruzione scenografica basata su fonti iconografiche storicamente attendibili quali foto d’epoca e illustrazioni.

Shin Godzilla è già stato riconosciuto come un’opera di capitale importanza per il cinema giapponese contemporaneo sia dai locali sia dagli stranieri e anche da DF, che ha dedicato al film uno speciale molto dettagliato da leggere rigorosamente dopo la visione del film, che uscirà in home video in Giappone il prossimo 22 marzo e nelle sale italiane entro il 2017 grazie a Dynit e Nexo Digital. Nel frattempo, si consiglia di riguardarsi tutto Neon Genesis Evangelion in preparazione sia psicologica sia materiale al film, data la mole enorme di autocitazioni di Hideaki Anno, che dopo la ritrasmissione celebrativa sul canale TV nazionale NHK e la vittoria di questo Premio è ormai ufficialmente il più importante regista di anime in attività: garantisce il Governo giapponese.