Mauro Boselli

Tex #695 – L’Ultima Vendetta

Tex #695

Il 2018 è l’anno del settantennale di Tex e l’albo in uscita a settembre è quello che marca il fatidico compleanno. Per l’occasione, seguendo una tradizione consolidata negli anni, la Bonelli ha deciso di proporlo come albo speciale a colori.

Qualche anno fa Alfredo Castelli, figura storica del fumetto italiano e creatore di Martin Mystère, spiegava che per Sergio Bonelli l’albo speciale di una serie della sua casa editrice doveva essere anche quello più normale di tutti: trattandosi di un’occasione che può attrarre nuovi lettori, molti dei quali a digiuno della storia del personaggio, lo speciale doveva funzionare come un biglietto da visita. Non era il posto dove sperimentare o giocare con i cliché della testata, doveva essere invece quanto di più onesto e canonico possibile.
Non che la serie regolare del ranger preferito dagli italiani si discosti mai particolarmente dai canoni impostati da Gian Luigi Bonelli e Galep nel 1948, sia chiaro.

Non è un caso quindi che alla realizzazione di questo albo specialmente normale (o normalmente speciale se preferite) siano stati chiamati due degli interpreti più fedeli e apprezzati della storia più o meno recente di Tex: Mauro Boselli, curatore e sceneggiatore principe della testata stessa, e Giovanni Ticci, storico disegnatore del ranger, coadiuvati dai colori di Oscar Celestini.
L’Ultima Vendetta è quindi una storia estremamente canonica nella bibliografia texiana ma non per questo priva di interesse, tutt’altro.

Il soggetto è abbastanza lineare: un giovane ragazzo della tribù dei Pima viene ferito da alcuni loschi personaggi mentre cerca di raggiungere Tex nei territori Navajo per chiedere il suo aiuto. Una volta soccorso, il ragazzo rivela di essere stato inviato da suo padre, Moss Keegan, una vecchia conoscenza di Tex ai tempi della loro rivalità nel mondo dei rodeo. Tex racconta quindi ai propri pards la storia che lega lui e Keenan.

Si tratta di uno dei classici “racconti attorno al fuoco”, qui un lungo flashback di circa 64 pagine, che hanno caratterizzato la lunga vita editoriale di Tex: il tipo di soggetto ideale per presentarci il Tex attuale e contemporaneamente mostrarci una parte della sua storia da giovane, quella raccontata proprio alle origini da Bonelli padre e Galep.

Boselli e Ticci ci regalano quello che potrebbe essere definito un Tall Tale (i racconti esagerati che caratterizzano la narrativa popolare dell’alba degli Stati Uniti) dedicato a Tex in cui il nostro eroe è rappresentato nella sua veste più iconica.

Ticci è il decano della testata, quello che interpreta in maniera più efficace l’aspetto emotivo, più ideale e meno cronachistico, del nostro eroe. Il suo segno, fatto di tratti nervosi ed espressivi, campiture nere a pennello, e linee raramente chiuse, indulge poco nella descrittività, salvo dove strettamente necessario, ma trasmette atmosfera. Le composizioni di Ticci – che spesso ricordano i dipinti di artisti come Remington, Russell o Schreyvogel – non lasciano spazio a formalismi decorativi ma sono più tese al racconto, alla messa in scena e al linguaggio del corpo; così come il Joe Shuster delle prime storie di Superman, il disegnatore suggerisce e lascia al lettore il compito più importante: quello di immaginare.

Da parte sua Boselli segue un’altra regola aurea della Bonelli: tutto deve essere spiegato più volte, nulla deve essere lasciato al caso o al dubbio. Per cui i personaggi parlano abbondantemente, le didascalie spiegano con dovizia, anche laddove i disegni basterebbero a raccontarci una storia. Lo scrittore milanese è erede e interprete di una tradizione editoriale che dà un enorme peso alla componente letteraria del fumetto, al testo scritto, ma che non vuol essere (solo) un mero strumento al servizio del lettore più distratto, che diffida delle sue capacità di interpretazione. La componente letteraria in Tex demanda ai dialoghi, alle didascalie e ai balloon di pensiero, il lavoro fondamentale della caratterizzazione psicologica, questo è il sintomo dell’importanza che i personaggi, dal protagonista alla comparsa, sono il vero perno della narrazione bonelliana; più importanti della “semplice” esposizione dell’intreccio. In Tex sono i personaggi a fare la storia e non viceversa.


Oscar Celestini contribuisce a questa narrazione quasi mitologica con una scelta coloristica discreta ma efficace, la palette di colori utilizzata è generalmente composta da colori caldi ma smorzati e mai, se non sul finale, troppo luminosi o vivaci; al centro di questo “western dai toni pastello” spicca, come il simbolo di un supereroe, la vivacissima camicia gialla di Tex.
In tutta la storia vediamo infatti quanto Tex sia dalla parte della giustizia, sempre, e come questa non sempre coincida con la legge e con gli uomini di legge. Da giovane fuorilegge, nel flashback, il giusto Tex combatte contro gli ingiusti e fa altrettanto da adulto, ormai un ranger, contrapponendosi alle ingiustizie, sia che vengano perpetrate da criminali che da sedicenti servitori dello Stato.
Il racconto di Boselli e Ticci aggiunge quindi un nuovo tassello alla leggenda di Tex, un albo che celebra un’icona del fumetto e conferma il suo ruolo da “Superman dell’editoria italiana”.
Lunga vita a Tex.

TEX n.695 – L’ULTIMA VENDETTA
uscita: 07/09/2018
Soggetto: Mauro Boselli
Sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Giovanni Ticci
Copertina: Claudio Villa
Colori: Oscar Celestini

Tex: Giustizia a Corpus Christi – Sulla giovinezza e l’invincibilità

Giustizia a Corpus Christi è il nuovo capitolo della serie di storie, scritte da Mauro Boselli, dedicate alla gioventù di Tex: una sorta di Year One del nostro ranger preferito che si snoda tra le varie testate “Texiane” partendo da Nueces Valley  per proseguire con Il vendicatore e arrivare a Il magnifico fuorileggeQuesto nuovo episodio si colloca cronologicamente tra Il vendicatore e Il magnifico fuorilegge e vede Tex impegnato nella caccia del resto della banda che lo ha messo nei guai con la giustizia per una falsa accusa.

Coadiuvato dal talentuoso quanto versatile Corrado Mastantuono, lo scrittore imbastisce una trama solida dall’impianto classico e lineare, ma non per questo priva di sorprese: le possibilità offerte dal formato, più grande rispetto al classico bonellide, e dal colore permettono al duo di autori di mettere su carta una sensibilità cinematografica pregna dell’iconografia tipica del cinema western. Siamo più dalle parti di John Ford che non di Sergio Leone: la composizione delle tavole, caratterizzata da inquadrature grandangolari e vignette widescreen, ha il respiro ampio dell’epopea della Frontiera, epica nella quale si svolge un altro capitolo della grande avventura dei nostri eroi. Su tutto il racconto infatti aleggia un’aura quasi mitologica, come si addice alla narrazioni delle origini di un’icona del fumetto, fatta di grandi spazi, grandi imprese e grandi personaggi.

A riportare l’umanità all’interno della storia ci pensa Corrado Mastantuono con la sua capacità di rendere tridimensionali e realistici i personaggi da lui disegnati: l’espressività dei volti, la naturalezza delle pose e la messa in scena generale offrono alla sceneggiatura di Boselli degli interpreti credibili quanto efficaci. Risalta, come è doveroso che sia, la caratterizzazione del giovane Tex: più impulsivo, sbruffone e meno esperto che, non a caso, si affida spesso ai consigli e ai piani di James Callahan – ranger realmente esistito ed entrato a far parte della mitologia Texiana ne Il vendicatore. 


Qui forse si evidenzia l’unica pecca del fumetto: avendo a disposizione un Tex alle prime armi si sarebbe potuta intaccare un po’ quell’aura di invincibilità del protagonista che caratterizza la gestione Boselli, comunque fedele a quella di Gian Luigi Bonelli, cogliendo così l’occasione per dare qualche brivido in più al lettore. Tutti sappiamo che “alla fine Tex vince sempre” però ci piace essere ingannati nel frattempo, mentre sospendiamo la nostra incredulità e fingiamo di preoccuparci davvero per le sorti del nostro beniamino. In questo senso le due pagine finali riescono a sortire quest’effetto, pur lasciandoci con qualche interrogativo, e donano all’intera storia un accento ironico che si addice al racconto delle avventure del giovane Tex.

Questo ulteriore tassello del “Tex: Year One”, come tutti gli altri capitoli della quadrilogia, è sicuramente un must per tutti i fan del ranger bonelliano, ma è anche consigliato agli amanti del buon fumetto di avventura ben scritto e altrettanto ben disegnato.


Mauro Boselli (testi), Corrado Mastantuono (disegni), Matteo Vattani (colori)
Giustizia a Corpus Christi – Tex romanzi a fumetti n. 7

Uscita: 23 febbraio 2018
cartonato, cm 22×30, 48 pagg., colore

 

TEX n. 668: “I RANGERS DI LOST VALLEY”

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TEX n. 668

Con soggetto e sceneggiatura di Mauro Boselli, disegni di Stefano Biglia, e copertina di Claudio Villa, è il numero 668 l’uscita di giugno della magnifica e infinita saga del Ranger americano, creato dalla fantasia italiana.

Alcuni bellicosi nativi americani astuti, ma accecati dal desiderio di vendetta, fronteggiano dei valorosi ranger del Texas. La situazione precipita e troverà compimento nel prossimo numero: le guardie cadute in una trappola sono in attesa dei rinforzi che solo il valore del vecchio Kit Carson può riuscire a garantire; la faccenda passerà nelle mani del rigoroso e duro colonnello Ranald “bad hand” Mackenzie, che ha mire ben più vaste che quelle di riscattare le vite in pericolo. Una campagna contro le tribù native è in arrivo, su terre di frontiera, ancora senza legge e senza pietà.

Una bella storia, lineare, ma molto ben elaborata e ben scritta, in buon italiano, senza ricorrere a facili esterofilie (si usa persino “pancetta”, invece di “bacon”), avvincente, e “classica” nel migliore dei sensi, in puro stile Tex Willer.
Ricorrono molti dei topici del personaggio, come è giusto che sia, non solo nelle situazioni, ma anche nei dialoghi, asciutti, chiari, e molto divertenti, con trovate simpatiche e frasi ad effetto che fanno sorridere.

Come al solito è anche interessante controllare tutta la parte storica del plot, magari divertirsi con Google su luoghi e personaggi per saperne di più sulle vicende degli Stati Uniti prima che divenissero quelli che sono oggi. Il colonnello, per primo, è realmente esistito, ma anche il “Frontier Battalion” del maggiore Jones, di cui la rete fornisce tanto di foto di gruppo, il medicine man Maman-ti dei Kiowa, e Lone Wolf il capo, di cui pure si trovano belle immagini e che realmente hanno combattuto nella Lost Valley del Texas e così via.

tex

Tex n. 668

Insomma, al solito, c’è tanta storia americana, alla quale sono i nostri beniamini gli unici a non aver partecipato, ma loro incarnano così bene il meglio dello spirito virile e schietto del Nuovo Continente che è come se fossero realmente esistiti. Anzi, ci sarebbe da sperare che uomini del genere si siano dati sul serio, e da qualche parte ce ne saranno stati, se si riesce ad immaginarne e amarne tanto i tratti.

Tex è un fumetto che dovrebbe essere letto da tutti gli italiani, dove gli uomini sono ancora uomini veri, lottano per qualcosa, sparano e si aiutano, prendono decisioni difficili, e non pensano solo ai loro fiacchi istinti eudemonistici. Tex non va solo a donne per vantarsene come uno scemo e non esagera col whisky ogni fine settimana; con un volto in origine ispirato proprio a quello dell’attore hollywoodiano, è il “Gary Cooper” di cui parlava pure Tony Soprano nella sua amarezza per l’America del Terzo millennio, anche lui nostalgico di una schiettezza e virilità tramontate.

I disegni sono veramente belli, semplici e perfetti, con tavole spesso di notevole esecuzione, con belle inquadrature ad ampio respiro. I volti sono tutti molto ben delineati, riproducono davvero un’epoca, e nulla stona o si fa notare troppo, il che è indice di gran gusto.
Direi che ci si trova dinanzi a un lavoro eseguito ad arte, di grande stile e qualità, che ogni amante del genere e del personaggio saprà apprezzare e che, ripetiamolo, dovrebbe essere preso in considerazione anche da tutti gli altri.
Una parola va spesa per la copertina di Villa, un gran veterano, molto suggestiva e drammatica, che riproduce uno dei momenti della storia, come è usuale che sia.

2dbnh94Infine! Personalmente, e per dirne una, ho apprezzato molto la parte dedicata a Carson, un personaggio che si fa sempre e davvero voler bene, ma che a volte viene trattato un po’ troppo come “macchietta”, relegato all’angusto e ingeneroso ruolo di spalla giocosa del protagonista, una scelta che non gradisco troppo. Carson spara e ci coglie, ha esperienza ed equilibrio, nonostante l’età è agile e durissimo da rodere.
Tex è lui, non sbaglia mai, è un supereroe, e sa di esserlo, non occorre nemmeno fingere l’incertezza, sa che l’amico ce la farà, che lui ce la farà, ha idee brillanti, mette in gioco tutto se stesso, il che è apprezzabile anche se si sa di prevalere.
Mi si passi l’ingenuità, ma si nomina lo Stato del Missouri, dove vivo, dove inizia il West, e dove secondo il fumetto se ne sa poco di quanto toste e scaltre siano le tribù native più a sud, che attaccano anche di notte, alla luce della Luna Comanche. Chi avrebbe mai immaginato di finire in un posto di cui si parla in Tex, il mio fumetto preferito.

Dampyr n° 192 – La Grande Bestia

Copertina Dampyr 192Dampyr sta quasi per raggiungere i duecento numeri e il centonovantaduesimo è incentrato sulla presentazione e caratterizzazione della attuale nemesi di Harlan Draka: Aleister Crowley.

Chi è Aleister Crowley?

Correggiamo dicendo “chi fu”, poiché costui visse realmente a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo e fece discutere per le sue pratiche di occultismo che tanto hanno affascinato filosofi e artisti (la sua apparizione sulla copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, che fece sospettare la band di satanismo, è fin troppo famosa) e che Mauro Boselli si è divertito a riprendere e trasformare nel terribile nemico del protagonista. Inutile fare una biografia, poiché googlando il suo nome ne vedrete di cotte e di crude.

In Dampyr infatti è l’attuale acerrimo nemico del cacciatore di vampiri e Boselli ne ha conservato la leggenda, il fascino famigerato e il suo praticare l’occultismo e la magia nera. Qui è capace di viaggiare in vari universi con la propria anima (giusto per far capire: una specie di Dr. Strange dedito al male). La sua crudeltà è senza scrupoli tanto che “La Grande Bestia” indicata nel titolo è proprio lui. Questo numero è incentrato nel presentarci Crowley e le sfaccettature della sua crudeltà: il villain viene caratterizzato senza scrupoli e senza la ben che minima umanità, che non risparmia imbrogli degni del peggior Mefisto di goetheiana memoria. I due non si incontreranno mai, anche se si preannuncia uno scontro tra il cacciatore di vampiri e lo stregone capace di spostarsi tra mondi paralleli e incontrare se stesso da giovane, con conseguenze e sorprese non da poco.

Dampyr 192 Kingsport

Non solo Crowley…

Oltre ad Aleister ci sono delle divertenti apparizioni di personalità del passato come Vladimir Holan e Gustav Meyrink (a voi scoprire come e dove), ma soprattutto si attinge dichiaratamente a piene mani da quella ambientazione che non finirà mai di stupire le generazioni di oggi e di domani: i mondi fantastici di H.P. Lovecraft. Le creazioni dell’immaginifico scrittore di Providence continuano a ispirare da più di un secolo, e penso che lo faranno per ancora tantissimo tempo.

Dampyr 192 Yian

Che dire di questo numero di Dampyr?

La serie di Dampyr è sempre stata esemplare nella documentazione e nella ricerca di spunti fantastici e storici ove attingere per creare le avventure del cacciatore di vampiri. Personalmente ritengo che ci sia anche un altro lato della medaglia che rende ostico Dampyr, da sempre un fumetto fatto indiscutibilmente bene con uno staff di disegnatori davvero notevole (Majo e Bocci su tutti), ed è quello di essere eccessivamente prolisso nella narrazione. Boselli è un veterano che ha davvero mestiere e il fatto di essere attualmente il curatore e l’autore principale di Tex la dice tutta. Spesso mi diverto a suddividere la vita editoriale del mitico ranger in tre lunghi periodi sintetizzati dai tre sceneggiatori che hanno più lasciato il segno, ossia: G.L. Bonelli, Claudio Nizzi e appunto Mauro Boselli. Mentre quest’ultimo in Tex è un macchina creativa davvero senza ruggine, nelle pagine della sua “creatura” invece spesso si prodiga in lunghi dialoghi che possono appesantire il lettore occasionale (come me) e questo numero ne è una dimostrazione. Giusto per fare un esempio: le pagine che partono dalla 11 fino alla 34 sono zeppe di dialoghi, con sicuramente delle immagini suggestive (più avanti andrò nel dettaglio per quanto riguarda i disegni), ma ci sono quDampyr 192 Mostri Lovecraftasi tutti baloon con una media di venticinque parole. Un rilancio, in vista dell’imminente numero 200, tale da creare un nuovo punto di partenza per chi vuole conoscere Dampyr, che tenga conto di alcuni accorgimenti in tal senso, potrebbe essere un’ottima occasione.

Dampyr ha ovviamente il suo zoccolo duro di appassionati che apprezzano questo tipo di narrazione, ma vedere uno scontro vero e proprio solo alla settantatreesima pagina, dopo tanti colloqui fatti tra bar, negozi, palcoscenici e scantinati non è proprio una cosa leggera per chi si avventura casualmente nella serie. Il sottoscritto lo legge occasionalmente perché comunque, ripeto, è un fumetto fatto bene e la sua ambientazione dark/horror è suggestiva (specie quando vediamo il dipanarsi delle vicende nei vicoli dei paesi dell’est Europea). Non chiedo di farlo diventare un fumetto di pura azione ma suggerisco, da semplice lettore, di snellirlo e renderlo più agile con dialoghi brevi e più incisivi che sicuramente porterebbero giovamento al mensile.

Lozzi, questo fuoriclasse!

A livello visivo il numero conferma quello che ho detto precedentemente: Dampyr ha una scuderia di disegnatori notevoli ed Arturo Lozzi disegna dannatamente bene!Dampyr 192 casa misteriosa nella nebbia

Mentre già nella composizione dei volti e delle anatomie si presenta con un tratto deciso e fa il suo mestiere, è nelle architetture e negli ambienti che realizza delle vere delizie per gli occhi. I castelli, le vie e le mura di Praga disegnate da lui sono davvero delle opere d’arte, da rimanerne incantati. Il suo bianco e nero rende il clima freddo e aspro dei Balcani. Le rocce, il mare e anche gli stessi mostri lovecraftiani, con il suo tratto oscuro sono qualcosa di straordinario, che poche volte ho visto nel fumetto popolare. Anche le scene d’azione e gli scontri sono fatti con una cinetica e un’energia che farà spalancare gli occhi a non poche persone. Andate nel suo blog, vedrete cose davvero stupefacenti.

Dampyr 192 Scontro

Sergio Bonelli Editore e Maurizio Colombo a LuccaFilmFestival 2016

Comunicato Stampa

 

SUSY E IL PROFESSOR MERZ ATTENDONO A LUCCA MAURIZIO COLOMBO E GEORGE A. ROMERO

Due imperdibili appuntamenti con Maurizio Colombo (autore insieme a Mauro Boselli di Dampyr) attendono tutti i visitatori nelle giornate conclusive del Lucca Film Festival & EuropaCinema di Sabato 9 e Domenica 10 Aprile.

La dodicesima edizione del “Lucca Film Festival & EuropaCinema” è alle porte con un nuovo esclusivo calendario eventi dedicati al linguaggio del Cinema che animeranno il capoluogo toscano dal 3 al 10 aprile.

Con il ritorno del “LuccaFilmFestival & Europa Cinema” torna, per le due giornate di sabato 9 e domenica 10 aprile,“EffettoCinemaNotte”; la manifestazione giunta alla sua terza edizione che trasformerà l’intero centro storico di Lucca in un enorme set performante chiudendo la settimana del Festival con gli esclusivi incontri al pubblico che vede coinvolta la Sergio Bonelli Editore.

Sabato 9 Aprile, dalle ore 17:30, presso l’auditorium della Banca del Monte, in Piazza San Martino a Lucca si terrà l’incontro: Tra Cinema e Fumetto; Maurizio Colombo, creatore insieme a Mauro Boselli di Dampyr ed esperto di cinema della redazione SBE, insieme a Giorgio Giusfredi e Andrea Bernardini terrà un dibattito con approfondimenti su Dampyr, sul rapporto a doppio filo tra la nona arte e il cinema soffermandosi sul volume di approfondimento e critica Dylan Dog Magazine edito dalla Sergio Bonelli Editore.

Sabato notte, la sanguinosa creatura di Maurizio Colombo e Mauro Boselli sarà inoltre protagonista insieme a Dylan Dog, di un raduno che coinvolgerà i due locali “De Cervesia” e “Ciclo Divino” situati nell’aera nord di Lucca (area Magic) dove saranno ricreate tramite l’uso di costumi, trucchi e scenografie le atmosfere dei due celebri personaggi Bonelli.

 

L’appuntamento con i grandi ospiti della manifestazione continua il giorno successivo, domenica 10 aprile, ore 21 presso il cinema Centrale di Viareggio con Maurizio Colombo che presenterà con Paolo Zelati l’ospite d’onore George A. Romero.

 

Maurizio Colombo

Maurizio Colombo è nato a Busto Arsizio (Varese) l’11 marzo 1960. Appassionato di cinema, negli anni Ottanta collabora alla realizzazione di documentari per la produzione “Corona Cinematografica” e per lo Stato Maggiore dell’Esercito. Nel 1990, è il coautore de “Lo schermo insanguinato”, scritto con Antonio Tentori, la prima guida completa al cinema fantastico italiano pubblicata nel nostro Paese. In seguito, collabora a tre edizioni del Dylan Dog Horror Fest e redige alcune voci per “35 millimetri di paura”, libro dedicato al cinema fantastico mondiale. Dal 1992, lavora per la Sergio Bonelli e, dopo aver scritto alcuni librini allegati agli albi speciali e alcuni soggetti per Nick Raider (tra cui “Città crudele” e “Immagini di morte”), entra a far parte della redazione Almanacchi, per i quali scrive vari testi. Sceneggia alcuni episodi di Zagor (per esempio, “La paura corre sul fiume” e “Una pallottola per Kelso”) e di Mister No (due titoli su tutti: “Uno straniero a Redención” e “C’era una volta a New York”). Insieme a Mauro Boselli crea e sceneggia Dampyr.

 

Susy & Merz

Susy è una vivace e appassionata studentessa di cinema che si ostina a chiedere la tesi al vecchio Professor Merz, esperto cinefilo che vive tra il suo studio e le polverose aule universitarie immerso nei suoi vecchi miti letterari e cinematografici. Le storie di Susy e Merz escono nel Dylan Dog Magazine, rivista di critica e approfondimento con periodicità annuale edita dalla Sergio Bonelli Editore.

 

Dylan Dog Magazine 2016

Torna il Magazine con il suo carico di fumetti e… orrore!

Uscita: 24 marzo 2016

Il mostruoso banchetto Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini Disegni: Paolo Bacilieri

Gli Hawthorne, una normale famiglia borghese di Wickedford, molto benestante, devono organizzare un sontuoso matrimonio tra Lionel, il ricco rampollo, e Gloria, una ragazza di modeste condizioni economiche. Quest’ultima ha appena lasciato Dylan, un po’ troppo bruscamente, al telefono. L’Indagatore dell’Incubo non sa darsi pace e si precipita sulla scena delle nozze per cercare di impedirle, ma, insieme a Bloch, incapperà in qualcosa di realmente mostruoso.

Ricordi di un’estate Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini Disegni: Luca Genovese

Dylan condivide con Jeffrey, fratello di Lionel – protagonista dell’episodio lungo dell’albo – gli elegiaci ricordi di lontane estati, in un momento di pausa dal trambusto della festa di matrimonio degli Hawthorne.

Ad accompagnare i due racconti inediti e completi dell’Indagatore dell’Incubo, ecco i dossier dedicati alla visionaria bellezza dei Freak secondo il regista Guillermo del Toro, a quando in famiglia… l’Inferno è di casa, e all’invasione zombi del piccolo schermo.

 

Presentazione di “Tex – PAINTED DESERT” alla Mondadori

Comunicato Stampa

Mondadori Store e Sergio Bonelli Editore S.p.A. sono lieti di annunciare un evento per celebrare il nuovo grande speciale a fumetti di Tex Willer, dalla penna del celebre sceneggiatore Mauro Boselli e con i disegni dell’artista di fama internazionale Angelo Stano.

Giovedì 3 marzo 2016 ore 18.30 presso la libreria Mondadori Megastore Via Marghera 28, Mauro Boselli e Angelo Stano presentano il nuovo grande speciale a fumetti di Tex Willer della Sergio Bonelli Editore S.p.A.: dal titolo: Tex – PAINTED DESERT ( la NOSTRA RECENSIONE del volume)

Alla presentazione parteciperà il celebre disegnatore e copertinista di Dylan Dog Angelo Stano, che con questo speciale di Tex Willer decide di approcciare il famoso ranger della Sergio Bonelli Editore S.p.A., dopo il successo che lo ha imposto all’attenzione del grande pubblico con l’Indagatore dell’Incubo.

Sergio Bonelli Editore è anche la Casa editrice di altri celebri fumetti, oltre a Tex, come Dylan Dog e Martin Mystère. È quindi naturale il connubio con Mondadori Store, la più importante catena di librerie italiane, che da poco ha ampliato e rimodernato i propri settori dedicati al fumetto.

Tex_PAINTED DESERT

Questo speciale di Tex Willer costituisce un esperimento editoriale straordinario! Un evento indimenticabile al quale riservare un trattamento speciale, sia presentando in libreria l’uscita del volume completamente a colori in formato cartonato alla francese, sia facendo partecipare all’evento – e con questo rendendolo ancora più indimenticabile – il leggendario disegnatore e copertinista di Dylan Dog: Angelo Stano.

La Trama del Volume

Lo sceriffo Scott Nelson è stato abbandonato più morto che vivo nel Deserto Dipinto, tra i corpi dei suoi vice, uccisi dai fuorilegge di Earl Crane, rapitore di sua moglie Debra. Per sua fortuna, sulle tracce dei banditi ci sono anche Tex e Tiger, diretti verso il sinistro pueblo di Sombra Verde con i suoi inquietanti segreti…

 

Gli Autori

MAURO BOSELLI è nato a Milano il 30 agosto 1953. Sceneggiatore, redattore, traduttore, lavora da più di trent’anni nel campo dei fumetti. Dopo un’esperienza come assistente del creatore di Tex, Gianluigi Bonelli, e la realizzazione di pioneristici “fumetti in TV” (la serie “Tex & Company”, prodotta con Ferruccio Alessandri e Giorgio Bonelli), nel 1984 entra alla Sergio Bonelli Editore come redattore delle riviste “Pilot” e “Orient Express”. Boselli scrive una prima storia di “Tex” con Gianluigi Bonelli, “La minaccia invisibile”, poi la mini-serie “River Bill”, su soggetto di Guido Nolitta. Il suo primo episodio di “Zagor”, personaggio di cui avrà la cura editoriale per oltre dieci anni, è del 1991. Nel 1994, con la storia “Il passato di Carson”, entra nel selezionato staff di “Tex”. Nel 2000, crea, con Maurizio Colombo, la serie horror “Dampyr”. A tutt’oggi, ha sceneggiato più di trentamila pagine di fumetti e ha ricevuto svariati premi del settore. È autore del romanzo “Tex Willer. La storia della mia vita”, pubblicato da Mondadori. Dal 2012 è curatore di tutte le testate di Tex.

ANGELO STANO è nato a Santeramo (Bari) il 6 gennaio 1953, ed è uno dei più personali interpreti grafici di Dylan Dog, di cui realizza il numero 1. Dopo il liceo artistico, si trasferisce a Milano. I suoi primi approcci fumettistici risalgono alla metà degli anni Settanta: conosce Camillo Conti, direttore de “L’Avventuroso”, e disegna la riduzione del romanzo di Jules Verne “Dalla Terra alla Luna”. Nel 1977, collabora con la Casa editrice Dardo per la testata “Uomini e guerra”. Fino al 1983, realizza “Charlie Charleston” per “Corrier Boy”. Nel 1984, disegna “Viaggio a Matera”, pubblicato poi nel 1993 sugli albi “Indigo” della R&R Editrice. Nel 1985, conosce Tiziano Sclavi ed entra alla Bonelli nell’équipe che lavora a Dylan Dog, di cui realizza alcuni episodi e tutte le copertine a partire dal n. 42, sostituendo Claudio Villa. La frequentazione del mondo narrativo di Sclavi si estende anche alle copertine e alle illustrazioni di alcuni dei suoi libri. Nel 1993, Stano partecipa, con altri disegnatori, all’opera collettiva “I volti segreti di Tex” delle Edizioni d’Arte Lo Scarabeo, per le quali disegna anche “I Tarocchi dell’Incubo”.

 

Tex Willer: il personaggio dei fumetti

Per i bianchi è un infallibile Ranger del Texas, per i Navajos è il saggio capo Aquila della Notte.

Una leggenda. Questa è l’unica definizione possibile di Tex Willer che, pubblicato ininterrottamente da più di cinquant’anni, è il più longevo personaggio del fumetto italiano e, insieme a Superman e Batman, uno dei più duraturi del fumetto mondiale. Familiare in Italia come la Ferrari e la pizza, continua ad avere centinaia di migliaia di affezionati lettori ogni mese. Il segreto del suo successo? Il fascino del personaggio (grintoso, ironico, e nemico di ogni ingiustizia), degli ambienti (praterie, foreste, deserti) e degli avversari (fuorilegge e indiani ribelli, ma anche maghi vudù e sette segrete). Per gli indiani Navajos è Aquila della Notte, saggio capo bianco e fratello di ogni uomo rosso. Per i bianchi è l’agente indiano della Riserva Navajo e un ranger dalla mira infallibile. Per i fuorilegge che hanno la sventura di incrociare la sua pista è l’incubo peggiore.

Links:

Sito ufficiale della Sergio Bonelli Editore S.p.A.: http://www.sergiobonelli.it

Sito ufficiale delle Librerie Mondadori:  http://www.mondadoristore.it/

Pagina Facebook ufficiale: www.facebook.com/TexSergioBonelliEditore

 

Sergio Bonelli presenta ZAGOR – IL RE DI DARKWOOD e DAMPYR – I MISTERI DI PRAGA

Comunicato Stampa

SERGIO BONELLI EDITORE

è  lieto di annunciare

l’uscita in libreria e fumetteria di

ZAGOR. IL RE DI DARKWOOD

DAMPYR. I MISTERI DI PRAGA

Questo mese arrivano sugli scaffali il volume che racconta le origini della storia di Zagor e quello che ci conduce, assieme al Harlan Draka, nel cuore di Praga Magica

Pochi protagonisti dei fumetti vantano schiere di fedeli lettori come Zagor, un personaggio che con le sue avventure attraversa i generi e che è nato ormai più di cinquant’anni fa da Guido Nolitta (pseudonimo di Sergio Bonelli) con il fondamentale contributo grafico di Gallieno Ferri. E probabilmente pochi personaggi sanno ammaliare, coinvolgere e far pensare quanto il dampyr inventato da Mauro Boselli, quell’Harlan Draka, figlio di un vampiro e di una donna umana, che combatte la sua guerra quotidiana contro i mille volti delle forze del male.

Così nel mese di febbraio Sergio Bonelli Editore pubblica a gran richiesta Zagor. Il Re Di Darkwood, un caposaldo della lunga saga di Zagor, la storia della sua vita raccontata dallo stesso Spirito con la Scure, e Dampyr. I misteri di Praga, il volume che ci conduce tra gli arcani e i segreti della città ceca vista dagli occhi del dampyr Harlan Draka.

 

ZagorIn Zagor. Il Re Di Darkwood, in fumetteria dal ieri in libreria dal 18 febbraio, veniamo trasportati in una malinconica giornata di pioggia, quando Cico trova casualmente il ritratto dei genitori di Zagor e spinge l’amico a narrargli il suo passato. Zagor, infatti, viveva con il padre e la madre in riva al torrente Clear Water, quando un giorno i Wilding furono attaccati dagli indiani Abenaki, guidati dal bianco Salomon Kinsky. Solo il piccolo Pat sopravvisse e a prendersi cura di lui fu da quel momento Wandering Fitzy, un ricco commerciante di Boston che aveva scelto di cambiare vita e di vivere nei boschi. Anche ora che è diventato adulto, Pat Wilding non riesce a placare la sua rabbia, ma vendicandosi scoprirà una terribile verità che cambierà per sempre la sua vita…

Il mondo di Zagor è un fantastico contenitore di storie, popolato di nemici implacabili, minacce senza speranza, tradimenti e vendette, ingiustizie e torti da riparare che vengono a turbare il quotidiano tran tran del nostro eroe, che altrimenti trascorrerebbe una vita tranquilla nella rigogliosa foresta immaginaria di Darkwood, in compagnia del suo inseparabile amico Cico, pacioso, irascibile e pasticcione messicano dalla fame inestinguibile. In questo volume il racconto in prima persona del passato di Zagor rappresenta un lungo, sconvolgente viaggio sulle tracce della sua leggenda, fino alla nascita dello Spirito con la Scure.

DampyrLa settimana seguente, il 23 febbraio in fumetteria e il 25 in libreria, arriva sugli scaffali anche Dampyr. I misteri di Praga di Mauro Boselli che ci condurrà per le vie di Mala Strana, lungo Ponte Carlo e le sponde della Moldava e tra le case di Vicolo d’Oro sulle tracce di Harlan Draka, il dampyr che combatte contro gli orrori, anche quelli nascosti nelle pieghe più riposte della realtà. Il suo indirizzo è in un luogo invisibile agli occhi umani: il “Teatro dei Passi Perduti” sull’Isola Kampa, a Praga. È qui che Harlan incontra l’ambiguo Nikolaus, assiduo frequentatore della birreria dell’Aquila Verde, e Caleb Lost, creatura misteriosa e angelica con le sembianze di un giovane David Bowie. E proprio questa città magica e leggendaria -mescolanza letteraria e fantastica di cultura slava, ebraica, tedesca e italiana- fa da sfondo, tra fantasmi, leggende, sculture in pietra, Golem, alchimisti, restauratori di libri rari e cliniche di antiche bambole, alle quattro avventure dal tono fantastico e onirico raccolte in questo volume e scritte da uno dei creatori della serie, Mauro Boselli.

Il personaggio che Boselli ha inventato con Maurizio Colombo è un duro, a volte cinico e sarcastico, ma in fondo un idealista e un romantico che ha giurato di dedicare la propria vita alla lotta contro la stirpe delle tenebre. Imperdibili i disegni, ricchi di suggestioni mitteleuropee, realizzati da Luca Rossi e Nicola Genzianella, che firma anche la copertina inedita.

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Guido Nolitta (Sergio Bonelli)

Dietro lo pseudonimo di Guido Nolitta si nasconde l’editore Sergio Bonelli. Nato a Milano il 2 dicembre 1932, è figlio di Gianluigi Bonelli, il “papà” di Tex e di tanti altri eroi del fumetto italiano. L’esordio di Sergio Bonelli come autore di testi avviene nel 1958, quando traduce la serie argentina “Verdugo Ranch” e ne scrive l’episodio finale, facendolo illustrare da Franco Bignotti. Sempre di Bignotti è il primo personaggio creato da Nolitta: “Un ragazzo nel Far West” (1958). Nel 1961 insieme al disegnatore Gallieno Ferri, dà vita a “Zagor”, di cui firma quasi tutti gli episodi fino al 1980. Nel 1963 Nolitta mette in edicola “Il giudice Bean”, una mini-serie visualizzata da Sergio Tarquinio, al quale affiderà anche “Il ribelle” (1966). Nel 1975 tocca al “figlio” prediletto, “Mister No”, un pilota che agisce sullo sfondo del Sud America degli Anni Cinquanta. Nel 1977 sceneggia per Aurelio Galleppini il romanzo a fumetti “L’Uomo del Texas”, e comincia ad affidare allo stesso Galep e ad altri disegnatori alcune sue storie di Tex. Nel 1990, vara la mini-serie “River Bill”, illustrata da Francesco Gamba. Di fondamentale importanza l’attività di Sergio Bonelli come editore, che lo assorbe fino alla sua scomparsa, avvenuta a Monza il 26 settembre 2011.

 

Gallieno Ferri

Gallieno Ferri è nato a Genova il 21 marzo 1929. Dopo aver esercitato per alcuni anni la professione di geometra, risulta uno dei migliori disegnatori in una selezione operata dall’editore De Leo, che intendeva scoprire giovani talenti. Questo gli consente subito di illustrare due personaggi, “Il Fantasma Verde” e “Piuma Rossa”, siglando le tavole con il nome d’arte di Fergal. Nel 1949 gli viene affidata la prima serie del giustiziere “Maskar”, mentre i western “Tom Tom” e “Thunder Jack” rappresentano le tappe iniziali di una lunga e fortunata collaborazione con il mercato francese. Disegna, inoltre, le serie “Jolly” e “Capitan Walter”, uscite sulla rivista “Il Vittorioso”. Nel 1960, conosce Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli), che gli affida la realizzazione grafica di “Zagor”, del quale illustrerà decine di storie e tutte le copertine. L’intenzione dei due autori è di dar vita a un character che incontri il favore dei più giovani, ma che, nel contempo, non scivoli nell’infantilismo e contenga tutti gli elementi tipici delle storie d’avventura, arricchendole con spunti presi da altri generi narrativi. Nel 1975 quando nasce un altro celebre eroe di Nolitta, “Mister No”, Ferri ne illustra il numero uno e le prime centoquindici copertine. Fra i saggi dedicati alla sua carriera, ricordiamo “Gallieno Ferri – Una vita con Zagor”, a cura di Moreno Burattini e Graziano Romani, (2009, Coniglio Editore).

 

Mauro Boselli

È nato a Milano il 30 agosto 1953. Sceneggiatore, redattore, traduttore, poligrafo, lavora da più di trent’anni nel campo dei fumetti. Dopo un’esperienza come assistente del creatore di Tex, Gianluigi Bonelli, e la realizzazione di pioneristici “fumetti in TV” (la serie “Tex & Company”, prodotta con Ferruccio Alessandri e Giorgio Bonelli), nel 1984 entra alla Sergio Bonelli Editore come redattore delle riviste “Pilot” e “Orient Express”. Factotum impegnato in traduzioni, revisioni, impaginazioni, correzioni, stesure di articoli e di “librini” allegati agli Speciali, Boselli scrive una prima storia di “Tex” con Gianluigi Bonelli, “La minaccia invisibile”, poi la mini-serie “River Bill”, su soggetto di Guido Nolitta. Il suo primo episodio di “Zagor”, personaggio di cui avrà la cura editoriale per oltre dieci anni, è del 1991. Nel 1994, con “Il passato di Carson”, entra nel ridottissimo staff di “Tex”. Nel 2000 crea, con Maurizio Colombo, la serie horror “Dampyr”. A tutt’oggi, Boselli ha realizzato più di trentamila pagine di fumetti per la Sergio Bonelli Editore e ha ricevuto svariati premi del settore. Dovuto alla sua penna è il romanzo “Tex Willer. La storia della mia vita”, autobiografia “ufficiale” di Tex, pubblicata da Mondadori. Dal 2012 è curatore di “Tex”.

 

Maurizio Colombo

È nato a Busto Arsizio (Varese) l’11 marzo 1960. Appassionato di cinema, negli anni Ottanta collabora alla realizzazione di documentari per la produzione “Corona Cinematografica” e per lo Stato Maggiore dell’Esercito. Nel 1990 è il coautore de “Lo schermo insanguinato”, scritto con Antonio Tentori, la prima guida completa al cinema fantastico italiano pubblicata nel nostro Paese. In seguito collabora a tre edizioni del Dylan Dog Horror Fest e redige alcune voci per “35 millimetri di paura”, libro dedicato al cinema fantastico mondiale. Dal 1992 lavora per la Sergio Bonelli Editore e, dopo aver scritto alcuni librini allegati agli albi speciali e alcuni soggetti per “Nick Raider” (tra cui “Città crudele” e “Immagini di morte”), entra a far parte della redazione Almanacchi, per i quali scrive vari testi. Sceneggia alcuni episodi di “Zagor” (per esempio, “La paura corre sul fiume” e “Una pallottola per Kelso”) e di “Mister No” (due titoli su tutti: “Uno straniero a Redención” e “C’era una volta a New York”). Insieme a Mauro Boselli, crea e sceneggia “Dampyr”.

 

Tutti i titoli disponibili sono indicati a questo link:

http://www.sergiobonelli.it/sezioni/3460/in-libreria

 

Le prossime uscite in libreria sono costantemente aggiornate qui:

http://www.sergiobonelli.it/sezioni/3461/prossimamente-in-libreria

 

ZAGOR. IL RE DI DARKWOOD

Soggetto: Guido Nolitta

Sceneggiatura: Guido Nolitta

Disegni: Gallieno Ferri

Copertina: Gallieno Ferri

Colori: GFB Comics

Tipologia: Cartonato

Formato: 22×31, colore

Pagine: 176

ISBN 978-88-6961-022-6

Prezzo: 24 €

http://www.sergiobonelli.it/scheda/39471/Zagor–Il-re-di-Darkwood.html

https://www.facebook.com/ZagorSergioBonelliEditore/?fref=ts

 

DAMPYR. I MISTERI DI PRAGA

Soggetto: Mauro Boselli

Sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Luca Rossi e Nicola Genzianella

Copertina: Nicola Genzianella

Tipologia: Brossurato

Formato: 16×21, b/n

Pagine: 416

ISBN 978-88-6961-023-3

Prezzo: 15 €

http://www.sergiobonelli.it/scheda/39472/Dampyr–I-misteri-di-Praga.html

https://www.facebook.com/DampyrSergioBonelliEditore

Tex: The Painted Desert

Tex Painted Desert StanoMauro Boselli, Angelo Stano, The Painted Desert, un albo Tex della Bonelli Editore, 2016.
Una banda di malviventi è disposta ad ogni crudeltà pur di assicurarsi il tesoro dei conquistadores spagnoli sepolto in una grotta sciamanica maledetta. Fortunatamente l’unico rimasto a inseguire la giustizia si incontra con Tex Willer e il suo pard, Tiger Jack.

Solo con Tex potrei rischiare di diventare sentimentale (certo… se avessi un cuore!), unico fumetto mantenuto dall’infanzia alla maturità, del quale abbia letto (e riletto) oltre 500 numeri, tradizione di famiglia, e…
Facciamola finita!

La Bonelli ha voluto creare una serie disegnata da autori non “texani”, che quindi avessero uno stile diverso da quello “canonico”.
The Painted Desert, di Mauro Boselli, attuale curatore di Tex, e Angelo Stano, disegnatore di Dylan Dog, esordisce tuttavia con una copertina dal piglio classico,
A “scena doppia”, composta dal ritratto idealizzato del protagonista in mise “filo-nativa” (casacca con aquila), e posa autoritaria con Winchester, e una scena “woman in distress” che dovrebbe evocare il contenuto della storia, ambientata proprio nel Painted Desert, in Arizona, oggi parco nazionale tra il Grand Canyon e la Petrified Forest, luogo di grande bellezza, così chiamato per i famosi calanchi colorati della Four Corners area.
Tutto lascia presagire un plot di giustizia che collima con la vendetta, in cui il protagonista non è il ranger, ma il suo “alter ego” di cultura e matrimonio navajo, Aquila della Notte. E così è! Ma non mancano le sorprese.

Debbo confessare che il Tex a colori non è mai stato (non so perché) il mio preferito, forse sono abituato al bianco e nero, ma in questo caso, anche per il risalto dei paesaggi sembra una scelta quasi obbligata, sono riprodotti molto bene. Il disegno è molto bello, però i personaggi -e specie Tiger Jack- paiono in effetti un po’ distanti dall’originale, il che forse è proprio lo scopo di questa serie. Ciò non risulta affatto sgradevole, ma ovviamente sorprende un po’ specie chi adorava Galleppini.

La storia inizia con la crudezza che il personaggio ormai richiede, aspro, duro, simbolo delle tipicità più conosciute e celebrate del vecchio spirito americano, arcigno, di poche parole e buoni principi e procede lineare, senza grosse pretese, ma piacevole.
La parabola è necessariamente “bassa” dato che si tratta di un albo di normale estensione, con una vicenda che si apre e conclude in 50 pagine, quando si è stati abituati a storie di ben altra lunghezza e, ovviamente, di ben altra portanza.

Tex Painted Desert

Tex si è sempre distinto per la gran cura per il dettaglio, con cui si è andato costruendo una fama meritatissima, dalle armi, alle espressioni, e gli atteggiamenti, il “west” è riprodotto in modo impeccabile, tanto che forse a ricordare tutto quello che ogni albo apporta, se ne saprebbe abbastanza da competere con gli autoctoni.
Perciò viene il sospetto che, se si parla di qualcuno che “ha seppellito a mano degli amici”, deve esserci qualcosa di storicamente accaduto dietro.
Numerosi anche i punti che strappano un sorriso, dalla battuta “non è sabato sera” per segnalare che il rumore di spari percepito è anomalo -anche rispondente allo spirito e clima del momento storico-, da apprezzare anche l’uso di termini poco abituali di un italiano che si va impoverendo, “balordo”, “catino”, e perché no, lo sfizio di rivolgersi a una donna dicendole che il sole “ha divorato la sua mente”.

Forse non è un albo memorabile, a meno che non si sia appassionati dell’arte del disegnatore specifico, che se la cava assai bene con il cowboy, ma è comunque e senza dubbio un prodotto, come sempre, di elevatissima qualità, di quelli di cui l’Italia può andare orgogliosa, e che ogni appassionato di Tex dovrebbe leggere e possedere.

© SERGIO BONELLI EDITORE 2016