Matt Kindt

Book of Death – L’evento che ha scosso l’Universo Valiant

Book of Death – La caduta dell’ Universo Valiant

Un personaggio sovrumano, colpito da morte violenta, giace a terra senza vita, avvolto da una bellezza sacrale. Il sangue copioso, intorno al capo, si è esteso in modo perfettamente circolare, dando forma ad un’aureola di sangue. Segno di glorificazione di un eroe sacrificatosi per una nobile causa. Un martire il cui nome era Bloodshot. Questa è la copertina, una versione tra tante realizzate per l’occasione, firmata da Cary Nord, con la quale il 19 aprile 2017, Edizioni Star Comics ha pubblicato il primo volume della mini serie Book of Death.

 L’ evento più drammatico in assoluto scritto, sceneggiato e disegnato dall’ intero cast di casa Valiant. 

Una resa dei conti, un’apocalisse, una fine.

Così si presenta il primo volume Book of Death – La caduta dell’ Universo Valiant. Volume che contiene Book of Death: The fall of Bloodshot, Book of Death: The fall of Ninjak, Book of Death: The fall of Harbinger, Book of Death: The fall of X-O Manowar. Pubblicati singolarmente in America da luglio a ottobre 2015. Quattro storie profetiche con tragici epiloghi, tratte dal Libro del Geomante, custodito da Tama, una ragazzina venuta dal futuro.

Book of Death – Il libro della morte (Valiant 45)

 

La prima storia è firmata da Jeff Lemire e ha come protagonista Bloodshot, la macchina assassina perfetta. In lui sono stati infusi miliardi di naniti che gli conferiscono una vasta gamma di capacità sovrumane. Sottoposto a lavaggio del cervello per essere il soldato ideale di una multinazionale paramilitare privata, si libera e diventa un eroe. Lemire e Dough Braithwaite (disegni) ci presentano un Bloodshot nostalgico che non ha più voglia di combattere. Solo e rassegnato, il nostro eroe vaga da un luogo all’altro fuggendo dai suoi ricordi e anelando la pace. La sua fine è commovente.

Andando in ordine, è la volta di Ninjak, spia e mercenario al saldo del miglior offerente. Matt Kindt (storia) e Trevor Hairsine (disegni) immaginano un Ninjak invecchiato ma ancora tenace e forte che ha messo le sue abilità letali al servizio di una giusta causa, salvare l’umanità da una grande minaccia.

La terza parte riguarda gli Harbinger, Toyo Harada e Peter Stanchek. La storia è realizzata da Kano e scritta da Joshua Dysart che immagina l’esito catastrofico di un ultimo scontro tra i due Omega e la loro trascendenza, a riprova che nessuna fine è veramente tale.

Ninjak si batte con i positroni di Livewire

Si conclude con la storia di Robert Venditti (storia) e Clayton Henry (disegni) che segue la vicenda di X-O Manowar, il guerriero visigoto rapito da un popolo alieno nel quinto secolo e tornato sulla Terra dei giorni nostri. Gli autori ci illustrano la sua morte e il passaggio di proprietà della sua forza. La sua armatura senziente Shanhara viene ereditata da sua figlia.

Quattro storie visionarie, cariche di emozioni intense che riescono a catturare l’attenzione, anche da parte dei nuovi lettori che si avvicinano per la prima volta all’Universo Valiant.

Gilad ha un diverbio con X-O Manowar

Il secondo e ultimo volume della mini serie, Book of Death – Il libro della Morte è focalizzato sulla vicenda di Tama, la Geomante venuta dal futuro, e del suo protettore Gilad Anni-Padda, il Guerriero Eterno. Maestro nell’arte del combattimento antico e moderno, Gilad vaga per la Terra da migliaia di anni al servizio dei Geomanti, i Guardiani della Terra. 

Fin dall’alba dei tempi, il bene lotta contro il male in una guerra che attraverso millenni è giunta ai giorni nostri. Al centro della contesa c’è il Geomante, in grado di controllare la Terra e gli elementi, che ogni qualvolta viene ucciso dal Nemico Immortale si reincarna in un individuo diverso. Lo scopo di questi mistici è quello di guidare e salvaguardare la Terra e questa volta tocca adempiere a un così gravoso compito a un ragazzino di nome David, cresciuto a Concord nel North Carolina. Sulla scena però, si è presentata anche Tama, che vuole scongiurare l’arrivo di un epoca buia. Sfortunatamente alla sua comparsa coincide l’inizio di una serie di eventi naturali drammatici, nei quali perdono la vita centinaia di persone. La super squadra speciale Unity, a difesa del mondo, ne attribuisce la responsabilità a Tama. Gilad, membro della Unity, è certo dell’ innocenza della ragazzina e contravvenendo agli ordini dei suoi superiori decide di proteggerla dagli attacchi da parte dei suoi ex compagni di squadra. Il vero responsabile dei massacri è Master Darque, il Nemico Immortale che intende devastare la vita dell’intero pianeta.

La minaccia di Master Darque

Robert Venditti ha sceneggiato una bella storia dalla trama semplice ma con elementi originali, forse leggermente sbrigativa. Restano sconosciuti i fatti antecedenti l’incontro tra Tama e Gilad, ad esempio il modo con cui la Geomante è arrivata dal futuro.

La lettura è scorrevole e travolgente. I disegni sono di Robert Gill e Dough Braithwaite che si dividono le tavole secondo lo sviluppo della trama. Il primo si è dedicato alle tavole ambientate nel presente, distinte da un tratto sintetico e dinamico. Braithwaite invece ha curato le scene futuribili delineando forme sinuose e curate nei dettagli. Ma la vera differenza è data dai colori di David Baron e Brian Reber che passano dalle tonalità luminose e vivaci a quelle più scure e profonde che donano più enfasi alla narrazione.

Book of Death è un opera pregevole che fa riflettere.


Book of Death – La caduta dell’universo Valiant
Edizioni Star Comics – Valiant 44, aprile 2017
17×26 cm, brossurato, 116 pp. a colori
8,90 €
ISBN 978-88-2260-422-4

Book of Death – Il libro della morte
Eedizioni Star Comics – Valiant 45, aprile 2017
17×26 cm, brossurato, 144 pp. a colori
8,90 €
ISBN 978-88-2260-420-0

Divinity III: Stalinverso – Ai tempi di Ronald Reagan

L’ucronia è un genere narrativo che offre sempre delle grandi possibilità agli scrittori, soprattutto a quelli di fumetti, che spesso sono riusciti a offrire delle storie avvincenti partendo da un singolo evento che devia dalla continuity ufficiale del personaggio. Pensiamo ai What if della Marvel o agli Elseworld della DC ad esempio.
La premessa di Divinity III però è leggermente differente: non assistiamo, infatti, a una storia ambientata in un mondo alternativo, parallelo al nostro, ma a una perversione dello stesso. Qualcuno, un essere dai poteri divini, ha alterato il corso “ufficiale” degli eventi e l’universo Valiant è cambiato drasticamente diventando il sogno di ogni veterocomunista nostalgico. L’Unione Sovietica ha conquistato e sottomesso tutto il mondo e convertito i suoi eroi: X-O Manowar, Bloodshot, Shadowman e soci sono agenti della grande Madre Russia dedicati alla repressione delle rivolte che ancora si accendono in tutto il mondo. Apparentemente c’è solo un uomo cosciente del fatto che la realtà attuale è sbagliata, quest’uomo è Colin King, Ninjak.
La Star Comics presenta Stalinverso nel nostro paese in due volumi separati: uno (Divinity III: Stalinverso) dedicato alla trama principale e un altro (Divinity III: Eroi del glorioso Stalinverso) che presenta le storie personali dei singoli eroi coinvolti nella saga.
Le premesse di questo evento Valiant rimandano ad altre iniziative editoriali simili già viste in passato come L’Era di Apocalisse e Flashpoint; due dei i tanti precursori di Stalinverso con il quale condividono anche le finalità.
Gli scopi non troppo nascosti di Matt Kindt sono infatti quelli di offrire un nuovo punto di accesso ai nuovi lettori e di creare dei nuovi personaggi da inserire nel mondo Valiant una volta che questo sarà tornato alla normalità. Perché tanto si sa che nel mondo dei supereroi alla fine si torna sempre al normale corso degli eventi.
L’importante è come lo si fa.


In questo caso il talentuoso scrittore di Saint Louis riesce a centrare tutti i suoi obiettivi ma il risultato finale non riesce a soddisfare del tutto. Divinity III è infatti perfettamente accessibile al lettore neofita, che non ha bisogno di particolari informazioni per godere della storia, e allo stesso modo i nuovi personaggi sono potenzialmente un buon innesto, ancorati come sono a un contesto fiabesco/mitologico poco sfruttato fino a questo momento nell’universo condiviso della Valiant.
Il perseguimento di questi obiettivi porta però Kindt a infarcire in maniera eccessiva la sceneggiatura di dialoghi e monologhi esplicativi, i cosiddetti spiegoni, a scapito della drammatizzazione degli eventi e delle caratterizzazioni dei personaggi.

Nonostante queste criticità la prima parte della miniserie principale riesce a essere comunque coinvolgente, la storia dell’underdog – Ninjak è un supereroe privo di veri superpoteri – che deve confrontarsi con degli avversari semidivini è indubbiamente intrigante e Kindt riesce anche a infilare un bel colpo di scena alla fine del terzo capitolo. Lo sviluppo risulta però un po’ scontato e sa molto di “già visto”, la scazzottata finale, la filosofia spicciola, e tanti elementi ricorrenti nella grande maggioranza dei mega-eventi Marvel e DC che non ci si aspetta da una casa editrice spesso innovativa come la Valiant.

Alcune trovate inoltre risultano caricaturali (la caratterizzazione del presidente Sovietico Vladimir Putin ad esempio) nel loro tentativo di ricercare una dialettica, quasi reaganiana, tipica degli anni della Guerra fredda. Il tratto di Trevor Hairsine riesce a trasmettere il tono dimesso e cupo di questo nuovo mondo, la sintesi raggiunta, in combinazione con un layout ordinato e una buona regia, aiuta il fluire della narrazione. Alcune vignette sembrano però realizzate frettolosamente e la mancanza di dettagli si presta poco alle necessità di costruzione dell’ambientazione.

Per poter godere maggiormente della storia la lettura del volume Eroi del glorioso Stalinverso è quindi fondamentale, non tanto per una comprensione della macrotrama – già tutta esplicitata nella serie principale – quanto per la maggiore profondità, conferita dalle singole storie autoconclusive qui presenti a questo mondo distopico e ai personaggi che lo popolano.

Divinity III: Stalinverso
Di Matt Kindt, Trevor Hairsine, Ryan Winn, David Baron, Renato Guedes
Uscita 14/02/2018
Formato: 17×26, colore, 128 pagine, brossura
Prezzo: 8.90 €

Divinity III: Eroi del glorioso Stalinverso
Di Jeff Lemire, Matt Kindt, Scott Bryan Wilson, Eliot Rahal, Clayton Crain, CAFU, Robert Gill, Francis Portela
Uscita 14/02/2018
Formato: 17×26, colore, 128 pagine, brossura
Prezzo: 8.90 €

Ether: la nuova serie di Matt Kindt e David Rubín

Il prossimo 16 Novembre la Dark Horse porterà in tutti i comic-shop americani Ether: l’ultima fatica editoriale di Matt Kindt (MIND MGMT, Dept. H) e David Rubín (L’Eroe, Beowulf).

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Protagonista della serie è Boone Dias: un uomo “analitico e logico” che si trova a vivere le sue avventure in un mondo dove regna il soprannaturale. Boone si troverà a risolvere crimini facendo forza sul suo empirismo in un mondo in cui tutti credono alla magia.

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Si tratterà di una miniserie di cinque numeri pubblicata a cadenza mensile.