Masami Kurumada

Saint Seiya Lost Canvas, una serie tutta da guardare!

Tre orfani uniti da una forte amicizia e un inesorabile e tragico destino, loro sono i protagonisti di Lost Canvas, lo spinoff di Saint Seiya ambientato 243 anni prima nel vivo della Guerra Sacra tra le forze oscure di Ade e i cavalieri di Atena.

Scritto e disegnato da Shiori Teshirogi e supervisionato dal Sensei Kurumada, Lost Canvas nasce come prequel ufficiale della serie classica ma diviene ben presto una serie apocrifa a causa della nascita di Saint Seiya Next Dimension, scritta e disegnate da Kurumada stesso, la serie è ambientata nella stessa epoca ma tratta personaggi e avvenimenti in modo molto diverso.

La storia narra di Tenma, Bronze Saint di Pegaso e predecessore di Seiya, e del suo percorso per divenire cavaliere di Atena, reincarnatasi in Sasha sua amica d’infanzia, e della loro battaglia contro Ade, tornato in vita nel corpo di Alon fratello minore di quest’ultima. Per fronteggiare il potere della divinità della morte il Cavaliere di bronzo dovrà superare prove impervie e potenti specter sempre affiancato da Yato, Bronze Saint di Unicorn, e da Yuzuriha, Silver Saint di Crane. Lo sviluppo della storia abbandona lo schema classico e la Teshirogi riesce sapientemente a dribblare tra i paletti imposti dalla serie classica (il finale già annunciato ad esempio) e a intrecciare una trama appassionante. I personaggi godono di un ottimo approfondimento caratteriale acquisendo importanza e spessore ai fini del racconto.

L’opera ha riscosso in patria, e nel resto del mondo, un degno successo tanto da ispirare, nel 2009, la produzione di una nuova serie OAV di 26 episodi non curati come di consueto dalla Toei Animation ma affidata, per la prima volta, alla TMS Entertainment. Il risultato direi che è ottimo, le animazioni sono fluide e molto dinamiche e il character design si discosta dallo stile tipico di Shingō Araki, seppur rimanga sempre il mio preferito, e ne sviluppa uno originale molto vicino a quello del manga.

Grazie al lavoro di Anime Factory, anche noi italiani abbiamo potuto godere dell’edizione per l’home video, distribuita sia in formato dvd che blu ray, l’edizione è buona sotto tutti i livelli. Raccolta in due cofanetti, uno per ogni serie da 13 episodi, l’edizione presenta una cura grafica che si ispira molto fedelmente all’edizione giapponese e un booklet a colori di 24 pagine con sinossi e gallery dei personaggi, il tutto raccolto nelle classiche custodie in plastica impreziosite da un copricustodia in cartone.

Queste le caratteristiche tecniche:
Formato video: 16/9 1.78:1
Audio: ITALIANO 2.0 / GIAPPONESE 2.0
Sottotitoli: ITALIANO
Durata: 325 minuti circa (episodi 01-13)
Contenuti extra:
Include un booklet a colori esclusivo di 24 pagg. con sinossi e gallery dei personaggi.
Tre diverse tracce audio italiane:
• Fedele all’originale con i colpi speciali tradotti
• Fedele all’originale con i colpi speciali in giapponese
• Ispirata all’adattamento italiano della serie classica

Personalmente ho apprezzato moltissimo la scelta dei tre doppiaggi italiani che di certo riusciranno a soddisfare i gusti di un po’ tutti i fan lasciando loro la scelta di quale scegliere per la visione. Altro aspetto che ho trovato davvero interessante la scelta di inserire, tra i contenuti extra dei dischi, i video in sala di doppiaggio dove i singoli doppiatori vengono filmati durante alcune sessioni ed è divertente notare le tecniche usate da ognuno di loro per immedesimarsi meglio nel proprio personaggio.

Che dire, la serie è a mio avviso molto buona, come l’edizione italiana molto ben curata, da qualche mese è anche disponibile nel catalogo di Netflix quindi direi che non ci sono scuse per evitare la visione di questa appassionante saga dedicata ai Santi di Atena!

Saint Seiya: un successo lungo 30 anni!

I Cavalieri entrano negli “enta” e noi di Dimensione Fumetto non potevamo non festeggiare questo loro traguardo con un doveroso punto della situazione sul successo di Saint Seiya, che a distanza di trent’anni è ancora sulla cresta dell’onda e nel cuore degli appassionati.

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Masami Kurumada con i suoi personaggi alle spalle.

Partiamo dall’inizio, l’autore Masami Kurumada, classe 1953, iniziò la serializzazione del manga nel 1985. Gli episodi, che venivano pubblicati con cadenza settimanale su Shonen Jump, facevano parte di un progetto molto più ampio volto alla pura e fredda vendita di gadgets. Solo in seguito ne fu tratta una serie animata tradotta con successo in più di cinquanta nazioni. Proviamo allora ad analizzare i motivi di un successo così ampio e duraturo.

Fin da subito quello che è chiaro allo spettatore è la presenza di personaggi ben delineati, ognuno con una caratteristica ben distinta, ognuno legato a un colore, ogni colore legato a un’armatura, ogni armatura legata a una costellazione, ogni costellazione legata a un mito (a partire da quello greco, per passare a quello norreno per finire con la storia egizia e la religione indiana).
Si viene quindi fin da subito attratti da questo singolare mix, temi che fino a quel momento erano visti solo come argomento di studio scolastico acquisivano improvvisamente un nuovo vigore (stessa cosa che anni prima era successa con la Rivoluzione francese e Lady Oscar, a esempio).

La serie tokusatsu più favosa in occidente, i Power Rangers, a confronto con Saint Seiya.

La serie tokusatsu più famosa in occidente, i Power Rangers, a confronto con Saint Seiya.

Qui il protagonista non è un solo personaggio e non assistiamo al classico cliché del cattivo che diventa buono, i personaggi che inizialmente sembrano antagonisti nel corso della storia diventano invece un gruppo affiatato, un team, ognuno ha un carattere ben distinto e ha un colore che ne identifica il potere e ne esalta la distinguibilità, caratteristica questa ripresa a piene mani dalle serie live action dei tokusatsu:

Seiya (Pegasus) è associato al rosso, colore che da sempre nelle serie identifica il leader, la sua armatura è bianca e il suo potere viene dalla luce;

Shiryu (Dragone) è associato al verde, colore che nei tokusatsu è solitamente legato o a un’evoluzione del protagonista o a un suo braccio destro, quasi pari; l colore viene anche associato all’acqua, che è il suo elemento;

Hyoga (Cristal) è associato al blu, la sua armatura è azzurra e il suo potere viene dal ghiaccio;

Shun (Andromeda) è associato al rosa, altro colore da team dei live action, rappresenta la parte femminile del gruppo e la sua gentilezza è spesso associata a una presunta omosessualità; la sua armatura trae potere dalle catene che imprigionarono la regina Andromeda nel mito greco;

Ikki (Phoenix) è associato all’arancio, colore che è una variazione calda del classico giallo presente solitamente nei team dei telefilm giapponesi, la sua armatura è un mix di blu e arancio e il suo potere è il fuoco.

Oltre a queste peculiarità visive quello che fin da subito cattura lo spettatore è la presenza di forti valori morali quali la lealtà e il rispetto.

Nei primi episodi troviamo i personaggi l’uno contro l’altro, il loro scopo è vincere l’Armatura d’oro combattendo all’ultimo sangue, tutti contro tutti. Presto però un elemento destabilizza lo spettatore: durante uno degli episodi più forti e toccanti di tutto l’anime, Seiya e Shiryu, entrambi molto tenaci, gareggiano alla pari, fino a quando il Cavaliere di Pegasus, quasi rischiando la vita, riesce a battere il Cavaliere del Dragone. Coriandoli e urla da stadio, si inneggia a Seiya come vincitore ma Shiryu, in quel momento, viene colto da un infarto, conseguenza del suo ultimo colpo. Il suo cuore è fermo e il tatuaggio del drago che ha sulla schiena sta svanendo: cancellatosi del tutto, la vita del Cavaliere avrà fine e solo un pugno forte quanto quello che ne ha causato il blocco può riattivarlo. Il Cavaliere delle tredici stelle è sfinito, esangue, lo stanno trasportando via in barella quando ecco che Seiya raccoglie le sue ultime forze e sorretto da Hyoga lancia un pugno fortissimo in corrispondenza del cuore di Shiryu. All’urlo di «Non sparire maledizioneeeeeeeee», la forza del colpo proietta Dragone, insieme a Shun che lo sosteneva, contro un muro. Attimi di silenzio, occhi sbarrati e poi il miracolo: un battito cardiaco, il cuore ha ripreso a funzionare. “Dragon Saved” come recitano gli schermi televisivi.
In questa scena vediamo che dei ragazzi che fino a un attimo prima erano solo dei rivali in battaglia improvvisamente mettono da parte il loro orgoglio e uniscono le forze per salvare la vita dell’altro: nasce così una squadra invincibile, che grazie alla forza di volontà e al rispetto degli altri, della forza dell’avversario, potrà affrontare qualsiasi sfida.

Ma ovviamente i valori e sentimenti non sono l’unica forza di questa serie. Facendo un passo in dietro, ricordiamo che fu creata per la vendita di giocattoli, nello specifico di action figures, dunque furono pensati dei personaggi che avessero delle caratteristiche ben distinte che, oltre al colore, possiedono una singolare armatura che in fase di riposo si ricompone a formare il simbolo della costellazione di appartenenza.

Foto tratta dal blog di Gypsy Moth's Blog.

Foto tratta dal blog di Gypsy Moth’s Blog.

I Cavalieri dunque, oltre a essere un ottimo business, che ha dato vita a una delle collezioni più prolifiche di sempre, ha creato un vero e proprio genere dell’animazione giapponese, quello dei guerrieri in armatura. Tant’è che in seguito al successo dei Santi nacquero diverse serie che a loro si ispiravano, ricordiamo tutti Samurai Trooper, da noi I cinque Samurai, e Shurato per citare le due più famose in Oriente.

 

Samurai Troopers (I 5 samurai) a sinistra - Shurato a destra.

Samurai Trooper (I cinque samurai) a sinistra – Shurato a destra.

Ma c’è un altro fattore che ha contributo a rendere la serie fruibile e famosa: la trama.
Strutturata come il più classico videogiochi picchiaduro a scorrimento, vediamo che la storia si evolve seguendo uno schema semplice e lineare e l’esempio più significativo è rappresentato dalla saga del Santuario: i cinque protagonisti devono superare in dodici ore le dodici case dello Zodiaco, sconfiggere i dodici Cavalieri D’Oro e salvare Saori che giace in fin di vita a causa di una freccia che sta per infilzarle il cuore. Si ha quindi un crescendo di azione fino ad arrivare all’apice con la sconfitta del boss finale e la Principessa in salvo. Lo schema viene riveduto e ripetuto anche nelle saghe successive. Saori è in pericolo, i Saint si battono, Seiya sconfigge il boss finale e salva la Dea Atena. Formula vincente non si cambia e troviamo lo stesso schema riproposto anche nell’ultima serie animata Saint Seiya Soul of Gold che vede protagonisti i Cavalieri D’Oro. Dunque è chiaro che non solo i colpi di scena e gli scontri sono importanti ma per catturare lo spettatore è necessaria anche una trama ben comprensibile e ben strutturata.

Non dimentichiamo poi il valore aggiunto che la serie ha ricevuto grazie allo splendido character design a opera di Michi Himeno e del compianto Shingo Araki. Il loro tratto plastico e sinuoso ha reso i personaggi maggiormente accattivanti; d’altronde, non è un caso, se a questi nomi si legano serie di straordinario successo come la già citata Lady Oscar e lo stranoto Goldrake.

Alcune opere di Himeno e Araki, da sinistra: Ulisse 31, Goldrake, Lady Oscar, Lulù l'angelo tra i fiori.

Alcune opere di Himeno e Araki, da sinistra: Ulisse 31, Goldrake, Lady Oscar, Lulù l’angelo tra i fiori.

Ovviamente da grandi successi nascono grandi polemiche e Saint Seiya non è esente da queste, infatti la serie viene additata di eccessiva violenza costringendo la Mediaset, che ne ha replicato negli ultimi anni tutti gli episodi, a censurarla tagliando o oscurando le scene di sangue.

Ma a parte le poche polemiche quello che Saint Seiya lascia in eredità è solo il grande successo che questa serie continua a mietere da trent’anni, testimone ne sono i numerosi spin off manga, le serie animate e le diverse collezioni di action figures che continuano a essere prodotte tutt’oggi.

Quindi tanti auguri Saint Seiya, continua a bruciare il tuo cosmo fino ai limiti estremi dell’universo.

Saint Seiya Next Dimension. Inizia la stagione finale

Sull’ultimo numero di Shonen Champion (Akita Shoten) uscito questo giovedì è stato pubblicizzato l’inizio del nuovo e ultimo arco di storie di Saint Seiya: Next Dimension – Meiō Shinwa  di Masami Kurumada. Questa nuova season di Next Dimension comincerà ad essere serializzata sulla rivista a partire dal 21 Gennaio.Shonen Champion

Alla fine della precedente stagione nel Gennaio 2014 Kurumada aveva messo la serie in pausa fino al Dicembre 2015 (fatta eccezione per alcuni capitoli speciali a Giugno 2014 e Luglio 2015).

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Otoko zaka: Kurumada prima di Saint Seiya

OZ05Composto da cinque volumi e ancora in corso di pubblicazione in Giappone, Otoku Zaka è l’opera appena precedente al fratellino famoso Saint Seiya. Scritta e realizzata nel 1984, rimane sospesa al terzo volume fino all’anno scorso, quando il Sensei Kurumada decide di riprenderne la serializzazione.

La scuola media Toun Middle School di Kujukuri, una città della prefettura di Chiba, ha da tempo un leader indiscusso, Jingi Kikukawa, un ragazzo che nei suoi tredici anni di vita (??? N.d.R.) non ha mai perso un combattimento, questo fino a quando non fa la sua comparsa Sho Takeshima, capo della banda del Giappone Occidentale che ha come unicoOZ02 scopo quello di diventare il leader di tutto il Giappone; i due intraprendono un duro scontro che terminerà con la sconfitta del talentuoso tredicenne. Deluso dalla sua recente sconfitta, Jinji, si reca sulla Montagna dell’Orco alla ricerca di Kenka-Oni, il demone delle risse, per chiedergli di allenarlo e farlo diventare più forte. Il misterioso uomo sottopone il ragazzo a una prova estrema grazie alla quale riconoscerà in lui “l’ultimo vero uomo” sulla Terra.

La prima cosa che subito ho notato sfogliando il volume è la qualità dei disegni, più alta in confronto a Saint Seiya Next Dimension, seguito della serie classica tuttora in corso di pubblicazione. Il tratto, ben corposo e deciso, si fonde bene con le linee cinetiche e le illustrazioni a tutta pagina tanto care al maestro. Già da quest’opera è possibile trovare i tratti distintivi che ritroveremo poi in Saint Seiya, tant’è che i protagonisti sembrano quasi essere dei prototipi dei Santi di Bronzo.

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la lettura del solo primo volume risulta insufficiente per dare un giudizio sull’opera, spesso gli shonen manga partono a rilento e questo sembra proprio uno di quei casi, una storia semplice, lineare ma ben scritta; di certo non una spiacevole lettura ma dovremo aspettare le successive uscite per tirare le somme, però una cosa è sicura, Kurumada di opere belle ne ha fatte e piano piano grazie a Jpop le scopriremo tutte… almeno mi auguro!

“30 anni di Saint Seiya” – Mostra a Tokyo per i Cavalieri dello Zodiaco

A partire dal giugno 2016 la Kurumada Production insieme alla Toei aprirà la “Mostra per il Trentesimo Anniversario di Saint Seiya: L’Opera Completa di Saint Seiya”.

L’esposizione di illustrazioni originali sia del manga che dell’anime, action figures e altri “reperti” mai visti prima si terrà nell’edificio UDX di Akihabara. Nel frattempo è stato aperto il sito ufficiale .

 

Saint Seya

La bufala della Disney che compra i Cavalieri dello Zodiaco

Nella giornata di ieri è circolata insistentemente una voce che riguardava l’acquisto da parte della Walt Disney Company del brand di Saint Seiya. Si tratta, ovviamente, di una bufala bella e buona messa in piedi dal portale spagnolo Noticias365.info che è, come dichiarato sulla loro pagina web, ” un portal de entretenimiento, las noticias son creadas por los usuarios y son notícias humorísticas fantasiosas, fictícias, que no deben ser llevadas a lo sério o servir como fuente de información!”.

In pratica un sito di bufale dichiarate che punta sulla ormai arcinota sprovvedutezza dell’utente medio dei social network per raccogliere click.

A quelli che avevano sperato in un Pegasus vs Elsa dedichiamo il video qua sotto sperando possa consolarli.