Mark Millar

The Magic Order: Millar e Netflix, un’unione ben riuscita!

Netflix arriva nel mondo dell’editoria a fumetti e lo fa in grande stile usando la penna di Mark Millar e le matite di Olivier Coipel: ecco a voi l’organizzazione segreta The Magic Order, nata per proteggere l’umanità.

Quando mesi fa ho letto dell’uscita di questo fumetto in America, la mia attenzione è stata subito catalizzata non dal nome dell’editore o dalla mossa commerciale che lo stesso stava mettendo in atto: che Netflix investisse in un campo come il fumetto, ormai noto come prolifico e in perfetta sintonia con film e telefilm, è una notizia che di certo non avrà fatto sobbalzare nessuno dalla sedia. Quello che invece mi ha colpito è il nome del suo ideatore, Mark Millar, uno sceneggiatore noto a molti. Kick Ass e Kingsman sono solo alcuni dei live tratti dalle sue opere originali, e non dimentichiamo Civil War che saccheggia apertamente un arco narrativo scritto dallo stesso molti anni fa per Avengers.

Dal mio canto, la sua bravura l’ha fatto presto piazzare nell’Olimpo dei miei autori preferiti, e quelli che molti giudicano aspetti negativi tipici delle sue produzioni, sono per me invece caratteristiche per cui stimo l’autore e le sue opere. La sua capacità di narrare in modo spigliato, fresco e diretto, la giusta dose di colpi di scena e la sapiente scelta dei disegnatori dai quali farsi rappresentare, sono per me ottime qualità che rendono le sue opere scorrevoli, efficaci e di puro intrattenimento, toccando sempre dei temi interessanti e mai banali.

In The Magic Order Millar riprende un filone ormai depredato da molti, quello della magia, e riesce a tirarne fuori una storia appassionante e intricata, sicuramente scritta per divenire un ottimo prodotto crossmediale, che svolge il suo compito, riuscendo a catturare il lettore con l’utilizzo di dialoghi diretti, efficaci e snelli.

Il tutto, come già detto, affiancato dal tratto elegante e caratterizzante di Coipel che riesce a rendere i personaggi accattivanti e realistici. Lo studio stesso delle tavole non è particolarmente ricercato e complesso, ma ha una forte impronta cinematografica, e l’uso da parte di Dave Stewart di una palette di colori desaturati valorizza ed esalta il tratto del disegnatore.

The Magic Order è una saga famigliare, tema tanto caro al suo autore (ricordate Empress?), e protagoniste sono cinque famiglie di maghi che sono state scelte come pilastri protettivi a vegliare sull’umanità. Un nemico implacabile però li sta uccidendo uno a uno e la caccia all’assassino è aperta!

La prima opera crossmediale nata dall’annessione della Millarworld a Netflix è senza dubbio un volume vincente, che centra il segno e riesce ad appassionare il lettore.

Ora vediamo come sarà la serie che è già in preparazione.


Mark Millar, Olivier Coipel
The Magic Order
Panini Comics, maggio 2019
colore, cartonato, pp. 176, cm 17×26, € 19,00

Jupiter’s Legacy: la destrutturazione del super eroe secondo Millar

L’icona classica del supereroe a cui siamo abituati ha il volto sbarbato e i capelli pieni di gelatina di Clark Kent o le sembianze dello studente modello di Peter Parker, magari ha uno spropositato conto in banca come Bruce Wayne o un potentissimo martello come Thor, ma cosa accomuna tutti questi personaggi?
Tutti hanno deciso di mettersi al servizio della giustizia e difendere l’umanità, sono carismatici e pieni di giudizio ma… fin troppo stereotipati.
I supereroi classici che tutti conosciamo non sono certo impersonali e inespressivi, tutti hanno delle caratteristiche ben distinte, un proprio carattere, una propria abilità: quello che li rende tutti uguali fra loro è l’indole, fin troppo buonista, che li accomuna, fare la cosa giusta al momento giusto e se questo non avviene, zack! punizione (e di questo Spiderman ne sa qualcosa).

Non c’è mai un secondo fine in tutto ciò che fanno e intendiamoci non che questo sia errato ma alla lunga perdono di spessore e rischiano di diventare delle macchiette, motivo per cui spesso troviamo più affascinante l’antagonista con le sue fragilità e imperfezioni piuttosto che un protagonista sempre perfetto e inattaccabile.

Le origini di tale buonismo risalgono alla genesi stessa di questi personaggi e nel dettaglio parliamo di Superman! L’eroe per eccellenza fu creato nel 1933 in un periodo storico poco successivo alla grande crisi economica mondiale, un’epoca dove ormai in molti si sentivano persi, senza speranza e avevano bisogno di un appiglio al quale aggrapparsi e fu proprio in quel momento che Jerry Siegel e Joe Shuster crearono il super eroe kryptoniano, una figura a cui i ragazzi dell’epoca potevano guardare con ammirazione e speranza e fu così che sulla sua scia nacquero un numero sterminato di personaggi devoti al bene e in perenne lotta contro il male.

Con il tempo, però, si iniziò ad avere la necessità fisiologica di approfondire il concetto stesso di supereroe scandagliando il suo lato più fragile, umano e, perché no, anche oscuro, e fu proprio questo che nel tempo hanno cercato di fare Alan Moore e Grant Morrison; un’operazione di destrutturazione della figura del supereroe cercando di renderlo più concreto, più vero, più credibile, più umano.

E non ultimo Mark Millar fa la stessa cosa in questo suo Jupiter’s Legacy.

Già il contesto storico legato alla crisi economica del 1929 è inconsueto, il bisogno di rivalsa di un gruppo di esseri umani li spinge a seguire, letteralmente, un sogno nella speranza di poter uscire dal baratro in cui il crollo di Wall Street li ha gettati. Grazie alle indicazioni che Sheldon Sampson ha avuto nel sonno, la comitiva giunge su una misteriosa isola dalla quale salperanno pregni di super poteri donati da degli esseri extraterrestri.

Tornato alla normale vita di tutti i giorni, il gruppo decide di crearsi degli alter ego con i quali combattere le avversità; è così che nascono Utopian e il suo seguito di straordinari uomini. Per anni hanno combattuto per la salvaguardia dell’umanità e per aiutare le persone a risollevarsi da un periodo buio e difficile, ma è giunto il momento di confrontarsi con la nuova generazione di supereroi, con i loro figli e il confronto non sarà privo di perdite.

Nell’inizio della storia possiamo subito notare una citazione all’opera di Siegel e Shuster, Millar rende narrazione la genesi del genere superoistico ambientando la sua storia proprio negli anni che hanno portato, con le loro vicende, alla nascita di Superman e generando proprio in quell’epoca il suo personale gruppo di straordinari umani.

Il tema del super potere però è solo un pretesto che viene usato per raccontarci lo scontro tra la vecchia e la nuova guardia, tra una generazione che ormai in ginocchio si è rialzata con le proprie forze e quella che abbassa la testa solo per sniffare polvere bianca; una, per nulla velata, critica alla superficialità dell’età moderna che vede i valori umani sminuiti in favore di situazioni più effimere, la popolarità al primo posto a scapito della vita stessa per intenderci.

Interessante è anche l’attenta analisi all’ambito politico americano, in Jupiter’s Legacy alcuni personaggi tentano la carriera diplomatica e i super poteri vengono anche usati come mezzo per guidare il genere umano verso un utopistico futuro.

La penna di Millar ci regala sempre storie avvincenti, catalizzanti e appassionanti, i suoi personaggi son sempre molto intriganti ma mancano spesso di una degna e approfondita caratterizzazione, il ritmo è incalzante a tratti forse anche troppo ma nell’insieme risulta un’opera molto godibile.

Dall’altro lato troviamo la controparte visiva a opera di Frank Quitely, le sue tavole sono davvero ben fatte, il tratto pulito e finemente dettagliato valorizza a pieno le vignette ben strutturate e progettate, la plasticità che riesce a infondere alla figura umana è maestrale e le scene corali sono dinamiche ma non caotiche, sempre chiare e ben studiate.

Nonostante lo schema sia molto rigido (spesso le pagine risultano divise in quattro o cinque blocchi) la progettazione delle sequenze narrative rende comunque un buon dinamismo alla scena, sfruttando qualche piccolo stratagemma grafico come quello usato nel combattimento tra la ninja Raikou e il piccolo Jason (nipote di Utopian); la scelta di rappresentare il potere di lei con dei cubi dimensionali crea una sorta di vignetta nella vignetta, bucando in un certo senso la bidimensionalità della tavola in favore di un dinamismo visivo molto funzionale.
Ottimo compagno risulta essere in questo caso Sunny Gho, colorista, che con la sua palette cianotica infonde un’atmosfera vintage che tanto ci piace.

Un ottimo fumetto di supereroi, ma non di quelli senza macchia, super uomini direi, con le loro fragilità, i loro pregi e ancora di più con i loro difetti.
Una storia appassionante della quale ci auguriamo di leggere il seguito a breve.

Empress: la family saga secondo Millar

C’era bisogno dell’ennesima saga familiare, in un mondo fantastico popolato da bizzarre creature?
Che di Star Wars non se ne abbia mai abbastanza quello ormai lo si era capito, che in molti hanno tentato di dare nuova linfa vitale al genere l’abbiamo capito anche con Saga di Brian K. Vaughan e Fiona Staples ma che si potesse fare centro un’altra volta con Empress chi se l’aspettava?

Ho sempre fatto fatica ad approcciarmi al fumetto americano, le storie risultavano per me eccessivamente frammentate, ricche di rimandi a vecchie vicende e spesso dipanate su più testate, i volumi autoconclusivi hanno rappresentato quindi la mia salvezza.
Non conoscevo Millar, o almeno così credevo visto che Kick Ass e Kingsman li avevo solo visti al cinema e non mi ero documentato sulla loro origine, quindi non è stato il suo nome a farmi interessare a Empress: quello che mi ha fatto desiderare la lettura di questo volume sono stati i magnetici disegni di Immonen.

Morax è un perfido tiranno che ha soffocato nel sangue le guerre che infiammavano nella galassia, possiede tutto, fama, ricchezza, potere ma questi privilegi non riescono a tenere al suo fianco la moglie, l’Imperatrice Emporia, che fugge insieme ai suoi tre figli in cerca di una vita migliore. L’unico che accompagna e supporta la donna in questa fuga della speranza è Dane Havelock, sua fedele guardia imperiale. Inizia così questa avvincente storia che senza intoppi né indugi ci accompagna a un avvincente finale.

Questo volume edito da Panini Comics nella collana 9L raccoglie i sette numeri di cui la miniserie è composta, ha un ritmo incalzante con una trama lineare, ben scritta ma che a tratti soffre di un’eccessiva velocità nel racconto. Le vicende scritte da Millar si susseguono con un ritmo serrato che mantengono viva l’attenzione del lettore, ma dall’altra parte questo va a discapito dei personaggi, che purtroppo hanno una caratterizzazione molto superficiale, ben delineata ma che non scava in profondità.

Dal punto di vista grafico invece il tratto di Immonen si piega benissimo alle esigenze del racconto rendendolo ancor più accattivante e avvincente: tavole dettagliate ben composte e ragionate, un tratto raffinato ed esperto e una colorazione brillante vi accompagneranno durante tutta la lettura.

Un volume che vi intratterrà sapientemente e vi garantirà una piacevole lettura, anche perché se il mio intuito non si sbaglia, questo è solo l’inizio di una lunga storia!

MILO MANARA, DAW e MARK MILLAR su VERTICOMICS!

Comunicato Stampa

VerticomicsRoma, aprile 2016 – Dopo Bao Publishing, Edizioni Star Comics e GRRRZ, anche Panini Comics arriva su Verticomics – il fumetto del giorno. Si inizia con Caravaggio di Milo Manara, “A” come ignoranza e Lov di Daw e Jupiter’s Legacy di Mark Millar. I fumetti saranno disponibili dal 13 aprile nello store dell’app adattati in Verticalismi, il formato migliore per leggere fumetti su smartphone e tablet. Ogni settimana tante novità della casa editrice di Modena: da Conan a Vampirella, da Nirvana a Cinque Allegri Ragazzi Morti, da A Panda piace alla collana 9L.

In quasi un anno di attività Verticomics ha totalizzato oltre 35.000 download e distribuito storie scritte e disegnate da alcuni dei più importanti fumettisti italiani: Zerocalcare, Roberto Recchioni (Dylan Dog, Orfani, Battaglia), Sio (Scottecs), Giacomo Bevilacqua (A Panda piace), Sara Pichelli (Spider-Man, X-Men), Mirka Andolfo (Sacro/Profano) e molti altri.

 

 

 

VERTICOMICS è una società collegata a Verticalismi.it, primo laboratorio/magazine di fumetti online che offre spazio e organizza concorsi a premi e workshop per chi intende creare un fumetto concepito per l’esclusiva fruizione online. VERTICOMICS è controllata LVenture Group e fa parte del programma di accelerazione per start-up LUISS EnLabs.

 

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